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Albertobaldazzi

Grecia capta Europam non cepit

30 Giugno 2015, 21:12pm

Pubblicato da admin

I Tg di martedì 30 giugno - Con una certa riluttanza ci apprestiamo a concludere con l'analisi di questa sera la sesta stagione dell'Osservatorio Tg. La riluttanza e' dovuta alla consapevolezza che più ancora che negli scorsi anni le tante partite aperte continueranno ad essere giocate in piena estate. Ma esigenze logistiche e la necessità di pubblicare l'Almanacco dei Tg 2014-2015 ci impongono di "chiuderla qui". Vorremmo poter dire lo stesso in relazione alla vicenda greca che, oramai da settimane, è in apertura su tutti i Tg. Il rischio che la "chiusura" coincida con una "frattura" del progetto europeo in queste ore è però forte. Nelle edizioni delle 20 va in onda "in diretta" l'ulteriore rinvio a domani della risposta dell’Eurogruppo alla carta messa sul piatto nel pomeriggio da Tsipras. Da segnalare su Tg3 un lungo intervento di Massimo D'Alema che sferza sull'assenza di politica nell'unica politica che in casa Eu conoscono: quella del rigore. La gestione della crisi greca è stata fin dall'inizio miope, ingiusta per quel paese e autolesionista per tutti gli altri. Sempre Tg3 e' il più diretto nel suggerire che in queste ore più che l'uscita di Atene dall'Ue e dall'euro molti si attendono (e auspicano) l'uscita di Tsipras dal palazzo del governo. Una cosa e' certa: la partita di poker (così definita da Juncker) rappresenta un azzardo per Bruxelles almeno quanto per Atene. Intanto i Tg riprendono piazza Syntagma popolata in giornata dal popolo del "sì'", dopo che ieri era stata la volta di quello del "no". Nelle riunione dei tecnici e dei funzionari europei siamo certi che, però, contano i numeri e non le persone. Da questo punto di vista la forzatura di Tsipras rischia di diventare una fatica di Sisifo, sempre che a Bruxelles conoscono la mitologia greca.

Chiudendo un'intera stagione di lavoro acquista un valore simbolico ritrovare nei titoli dei Tg Rai e di La7 ancora Lui, Silvio Berlusconi. L'autunno scorso avevamo esordito con una condanna definitiva, l'invio ai servizi sociali, la decadenza dal Senato. Oggi chiudiamo con il probabile rinvio a giudizio per il Ruby ter, che secondo la Procura di Milano ha visto un flusso di 10 milioni di euro dai fonti di B. a quelli delle olgettine e di Ruby per comprare testimonianze addomesticate al processo Ruby 1. Ovviamente su Mediaset non ve ne e' menzione.

I dati sull'occupazione forniti oggi dall'Istat sono difficilmente maneggiabili, e tutti i Tg se la cavano dicendo che risultano contraddittori.

La Grecia da qualche giorno scalza dalle aperture il tema dei profughi, ma non quello del terrorismo. Gli arresti in Tunisia segnalano e confermano che l'Isis non e' presente solo in Siria, in Iraq e in Libia: titoli per tutti e buoni approfondimenti sui Tg Rai. Speriamo che l'estate porti consiglio e non lo " scontro di civiltà " - come qualcuno anche da noi invoca - ma una seria presa d'atto del fatto che il Califfato è un fenomeno militare che va affrontato come tale. Buona estate a tutti

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 29 giugno

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Fonte:www.tvblog.it

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L'internazionale nera

26 Giugno 2015, 20:26pm

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I Tg di venerdì 26 giugno - Due terzi di tutte le edizioni sono inevitabilmente occupati dalla cronaca e i riflessi dei 3 attentati jiadisti che hanno colpito Lione, la Tunisia e Kuwait City. Quello francese non sembra avere le caratteristiche tipiche dell'azione dell'Isis, se si esclude il dettaglio macabro della testa mozzata. Ma la tentazione di titolare sul venerdì nero dell'attacco terroristico e' troppo forte, anche in mancanza di rivendicazioni. Hollande chiama subito alla mobilitazione nazionale, memore forse della ripresa dei suoi sondaggi dopo l'attacco a Charlie Hebdo (ma questa banale riflessione non la fa nessuno). Buona l'approfondimento del Tg3 sullo sforzo democratico in atto nell'unica primavera araba che non è stata annichilita dall'integralismo e dalle lotte intestine. Le reazioni italiane sono quelle di Renzi (nulla da segnalare di particolare) e di Mattarella, che però è presente solo sulla Rai. Molto istituzionale la reazione di Gasparri che in un tweet si augura che i terroristi vengano sterminati. Tg4 intravede il piatto ricco e, smentendo ciò che la Farnesina comunica in tempo reale, nei titoli parla di 4 vittime italiane tra le 37 vittime della spiaggia tunisina, che per fortuna al momento non sono confermate. Sempre Tg4 presenta ben 2 editoriali, il primo del direttore Giordano, il secondo di Vittorio Feltri, ed entrambi incentrati sull'assunto secondo il quale "da noi non si ha ancora abbastanza paura".
 Relativamente scarsa, quanto diffusa, l'attenzione al fatto che l'attentato sunnita contro gli sciiti di Kuwait City testimonia come la guerra dell'Isis si rivolga drammaticamente ed in primo luogo contro il mondo islamico.

Tg3 oltre al terrorismo ha spazio solo per l'inchiesta sulla regionopoli calabra (che ripropone il consueto quadro deprimente condito dal l'altrettanto consueto coinvolgimento dei uomini dell'Udc e anche del Pd) e per la bella notizia che fine dalla Corte Suprema statunitense che ha imposto anche agli stati riluttanti di riconosce i matrimoni gay. Obama commenta trionfante, e la notizia è addirittura nei titoli per TgLa7.

La valutazione degli esiti del summit di Bruxelles sulla vivanda profughi è compresa dalle evidenti esigenze di scaletta. TgLa7 parla nei titoli di un sostanziale fallimento per le posizioni dell'Italia, mentre i Tg Rai sono più ambivalenti nel giudizio. Il tormento della Grecia si tinge dei buoni numeri odierni delle borse e il consueto traffico di dichiarazioni "l'un contro l'altra armata'.

Le edizioni delle 20 fanno in tempo a dare ampio spazio al cambio di scenario nella vicenda dei maro', con la decisione italiana di ricorrere all'arbitrato internazionale, vista l'insipienza e delle varie autorità' giudiziarie indiane.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di giovedì 25 giugno 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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La tortura? Perchè no!

25 Giugno 2015, 21:52pm

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I Tg di giovedì 25 giugno - Per Mediaset evidentemente le regioni italiane non sono 20, bensì 3. Questo si ricava dalle edizioni serali di Tg5, Tg4 e Studio Aperto, che parlano di un “vertice inutile” (titolo Tg4) a proposito dell’odierno incontro con il governo sul tema accoglienza, inquadrando solo i governatori di Veneto, Lombardia e Liguria, tutti assai critici con le politiche nazionali sul tema, e indisponibili a “farsi carico” di un’equa distribuzione del peso delle migliaia di disperati sbarcati al sud. Le altre regioni risultano “non pervenute”, e gli appelli del premier alla coesione nazionale sono solo “vuote parole” (sempre Tg4), mentre il contesto europeo in cui si svolge il difficile incontro dei 28 paesi altro non è che un’ulteriore occasione di perdita di tempo. Gli altri Tg non nascondono le posizioni delle regioni leghiste o governate con i voti della Lega (la Liguria), né tantomeno le difficoltà che incontrerà l’Italia nell’incontro in corso in queste ore, visto il diffuso egoismo manifestato da diversi paesi in risposta alle chiusure delle opinioni pubbliche del continente più ricco e opulento del mondo. Il “pareggio in trasferta” ricercato da Renzi sarà difficile sa strappare, tanto più che la curva della destra, oramai egemonizzata da Salvini, non aiuta, fischiando i “nostri” e tifando per il fallimento della squadra nazionale. A proposito di Salvini ancora una volta è Tg4 a “sposare” le sue posizioni, anche le più estreme. Oggi è il caso dell’uscita contro l’approvazione della legge che introduce nei codici italiani il reato di tortura, sotto la spinta della Corte di Strasburgo. Il leader della Lega ha affermato che se un poliziotto nell’atto di fermare un cittadino lo fa cadere e questo si sbuccia un ginocchio o si provoca una fattura, va bene così, e sono c… suoi. A parte il fatto che il disegno di legge sulla tortura parla di “eccessi” e di violenze gratuite, e non si occupa solo delle eventuali azioni illegali delle forze dell’ordine, la ricerca di consenso da parte dei sindacati di polizia più screditati fa parte di una deriva securitaria che vede i “buoni” ben distinti dai “cattivi. E i buoni siamo noi, i cattivi gli altri: delinquenti, immigrati, rom, ecc. Meno male che qualcuno è convinto che non esistano più differenze tra destra e sinistra. Ma, tornando ai nostri Tg, nessuno mette in dubbio la libertà di abbracciare queste o quelle posizioni politiche da parte delle diversi linee editoriali. Quello che si richiederebbe a chi di mestiere fa il giornalista, e di ricordarselo ogni volta che va al lavoro, e di non intenderlo come un’appartenenza ad una curva da stadio, o a una delle tante bande che popolano le periferie disagiate nord e sudamericane. A proposito di tortura, felice l’intuizione del Tg2 che dedica l’odierno apprendimento proprio al tema delle violenze contro i cittadini, anche a quelle, a vario titolo ed in diversi scenari, esercitate da chi detiene il potere. Anche in Aula, al Senato, parte consistente degli eletti dal popolo si sono comportati anche oggi come adepti di qualche setta di invasati. I Tg riprendono, con maggiore o minore partecipazione emotiva, le proteste e le contestazioni “colorite” di tutte le opposizioni contro l’approvazione con tanto di fiducia della Buona scuola (apertura per le edizioni delle 20). La riforma – termine forse in questo caso fuori luogo – della scuola, che dovrà tornare alla Camera per la probabile approvazione definitiva, può benissimo non piacere ed essere contestata, come anche oggi è avvenuto in tante piazze italiane riprese correttamente da tutti i Tg; ma le magliette, gli insulti, le grida e i “buu” che oggi hanno riempito Palazzo Madama dimostrano che la politica è fin troppo vicina alla sensibilità della “gente”. Sulla Grecia giustifichiamo l’inevitabile confusione e farraginosità riscontrabile nei servizi delle maggiori testate che ogni mezza giornata sono costretti a dire tutto e il contrario di tutto. In questo caso la ”colpa” non è loro, ma delle istituzioni europee che giocano al gatto con il topo con Atene (e con i destini della stabilità europea).

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 24 maggio 2015 Schermata 2015-06-26 alle 00.52.00

Fonte:www.tvblog.it

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La Corte sentenzia, il Tesoro ringrazia

24 Giugno 2015, 20:30pm

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I Tg di mercoledì 24 giugno – Tantissima carne al fuoco in questa estate iniziata solo da 3 giorni. Già ieri avevamo rilevato il gorgo di appuntamenti, dossier aperti ed emergenze che popola le scalette dei Tg, assicurando paradossalmente una visione più piana: quando le notizie si impongono, lo spazio per i commenti e il “librarsi” delle linee editoriali si assottiglia. Questa sera ai temi consueti si aggiunge la sentenza della Consulta che boccia il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici in atto dal 2010, ma senza gravare il Tesoro dei temuti 35 miliardi - a tanto ammontavano i conteggi nel caso di un recupero sugli anni passati -. Mentana segnala che lo stesso soggetto, gli stessi giudici costituzionali, hanno optato in questo caso per un’interpretazione del pregresso più “benevola” per i conti dello Stato. Per gli altri Tg a confronto sono sole le “tegole” per Matteo Renzi, come se i mancati adeguamenti sulle pensioni e il blocco degli aumenti per gli statali li avesse decisi lui (mentre in realtà furono rispettivamente Berlusconi e Monti). Sulla questione immigrazione gli spiriti sembrano essersi chetati, se si esclude l’incorreggibile Tg4 che ci propina in dosi industriali le preoccupazioni nelle località balneari “ disturbate” dall’(eventuale) presenza di disperati. Alla vigilia del Consiglio europeo che affronterà il tema degli sbarchi e delle quote, sui maggiori Tg risuonano le parole di Renzi pronunciate oggi in Aula, e che hanno invitato alla coesione nazionale. Sintomatico che anche in questa occasione le contestazioni più vivaci siano giunte da Cinque Stelle e dalla Lega. Solo Tg2 e TgLa7 (titolo) segnalano le dure affermazioni di Cameron che nel “suo” Parlamento ha attaccato l’Italia per la mancata ordinata identificazione dei migranti che sbarcano nella Penisola. Non sarebbe stato male che qualcuno avesse commento quanto, alla vigilia del summit europeo, pesino gli equilibri e i cedimenti alle opinioni pubbliche interne: nel giorni in cui intorno a Calais si addensano migliaia di disperati che vogliono raggiungere la Gran Bretagna, parlare dell’Italia sposta li attenzione. La scuola è sempre in primo piano, e se è verosimile che i professori abbiano mollato il loro tradizionale riferimento politico a sinistra, sicuramente i Tg della Rai non hanno mollato i professori, sempre ampiamente ripresi nelle proteste contro la Buona Scuola di Renzi. Fassina ha salutato il Pd per raggiungere Civati e Cofferati: grande spazio su tutti i Tg per una decisone già presa cui mancava solo l’ufficializzazione. La richiesta di condanna a 5 anni abbondanti per Berlusconi nel processo napoletano sull’ “acquisto” di senatori nel 2008, è presente su Rai e TgLa7 ma, - cosa da non credere – totalmente sottaciuta da Mediaset. Mentana segnala la mossa della difesa che fa appello alla Camera perché inalberi il vessillo dell’intangibilità del politico Berlusconi nell’esercizio delle sue funzioni parlamentari: compresa l’eventuale corruzione e acquisto di senatori? Praticamente non passa sera senza che nei Tg Papa Francesco sia presente con le sue dichiarazioni che molti giudicano “inattese”. Dopo il testo base del prossimo Sinodo reso pubblico ieri, oggi è il caso della comprensione mostrata verso i tanti casi di separazione, quando la convivenza diventa impossibile e a rimetterci sono i figli ed il coniuge debole.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 23 giugno 2015 Schermata 2015-06-24 alle 23.27.41

Fonte:www.tvblog.it

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La scuola e il ritorno di “Renzi 1”

23 Giugno 2015, 21:04pm

Pubblicato da admin

I Tg di martedì 23 giugno – Mentana ieri sera aveva osato, ma è stato premiato. Come aveva anticipato tutti i maggiori Tg di serata aprono sull’accelerazione di Renzi sulla Buona scuola, che domani va in Aula al Senato e che sarà votata con la fiducia giovedì. La legge è cambiata accogliendo alcune critiche delle opposizioni e della minoranza Pd, ma ciò non è bastato ad evitare gli odierni scontri in commissione e a far ritirare almeno una parte dei 3.000 emendamenti. Ma è tornato il “Renzi 1”, e il governo forza, anche mettendo a rischio la sua sopravvivenza, visti gli scarsi numeri al Senato e la dissidenza interna alla maggioranza. I Tg Rai segnalano le ulteriori proteste di base dal mondo della scuola e quelle dei sindacati. Intanto le deleghe fiscali sono rinviate dall’odierno CDM a quello di venerdì. In mezzo c’è l’incontro europeo sull’immigrazione. Renzi a Bruxelles e la sua residua maggioranza in Aula sulla scuola: non si può dire il cronista politico abbia di che annoiarsi.

La Camera non ha fatto passare la mozione di dimissione del sottosegretario Udc Castiglione presentata da Cinque Stelle. Anche Forza Italia si mostra garantista verso un “semplice” indagato, e vota contro. Per TgLa7 sul Pd ha evidentemente pesato la solidarietà con l’alleato.

Opposizione e mezzo Pd fanno di tutto per rendere difficile la vita al sindaco di Roma Capitale. Anche tra i Tg, oltre quelli Mediaset direttamente impegnati “contro”, è difficile trovare qualcuno che si carichi del compito di difenderlo. Il paradosso è che tutti, politici, giornalisti, opinionisti, nell’attacco Mafia Capitale precisano che Marino è persona di specchiata onesta. Di questi tempi, non è abbastanza?

Questa sera l’immigrazione non è in prima pagina, ma Tg4 riesce a ”sfruttare” il tema collegando il suicidio di una giovane donna bolognese che non aveva di che sfamare i figli, al tema dell’accoglienza ai profughi che, secondo il conduttore, “stride” con la mancata assistenza ai concittadini bisognosi. Servizi condotti con i consueti toni tra l’oltraggio ed il patetico che poco trasmettono d’entrambi. Sul tema segnaliamo l’approfondimento del Tg2 che presenta alcune situazioni in cui l’accoglienza sta funzionando bene, senza ruberie, sprechi e in contesti urbani che non si sentono “aggrediti” dalla presenza ordinata dei disperati. I campionati di calcio sono finiti, ma come ogni estate ricompare il marcio sotto forma questa volta di un’indagine che ha portato agli arresti del Presidente e dell’intera dirigenza di una squadra gloriosa, ma ultimamente decaduta, il Catania. Numerose intercettazioni attesterebbero che il Presidente, per evitare la retrocessione in serie C, avrebbe comprato ben 5 partite del campionato appena finito. Titoli e ampi servizi su tutti i Tg, un po’ perché il calcio mette d’accordo tutti, un po’ per la ghiottonerie delle intercettazioni di cui nessuno, anche a Mediaset, parla male, a patto che non riguardino i “solitissimi noti”.

I materiali base preparati per il Sinodo di ottobre con ogni probabilità risentono dell’impostazioni di Papa Francesco. Ampio spazio un po’ su tutti all’apertura sui divorziati e sui gay, ma, “mi raccomando”, non si parli di matrimonio.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 22 giugno 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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Ancora Lui

11 Giugno 2015, 07:08am

Pubblicato da albertobaldazzi

berlusconi21I Tg di lunedì 25 novembre – Non sappiamo per quanto a lungo, ancora, i Tg saranno portati o costretti ad “aprire” su Silvio Berlusconi, Quello che è certo è che anche stasera i “magnifici sette” delle reti generaliste esordiscono con la conferenza stampa del Cavaliere che invita i senatori Pd e Cinque stelle a non compiere atti (la decadenza) di cui si dovranno vergognare davanti ai figli. Le 12 nuove e vecchie testimonianze con cui il condannato per i diritti Mediaset vorrebbe giungere alla revisione del processo, vengono proposte come prove provate dai Tg Mediaset e riportate con la viva voce dell’interessato anche dalle altre testate. Il segnale politico di giornata è la posizione di Casini che, come anello di fidanzamento con il nuovo/ristrutturato/riappattumato centro-centrodestra di Alfano, regala la proposta di far slittare il voto di mercoledì.

 

Acquista un valore simbolico e (per Lui) ben augurale la discesa a Roma di Putin e dei suoi undici ministri, caricati su cinque aerei e trasportati su cinquanta auto diplomatiche. Incontro con il Papa e, in serata, serata con il Cav. The times they are a-changin’, cantava Dylan; i tempi sono veramente cambiati da quando nella Capitale si scendeva in piazza per la visita di capi di stato indesiderati. Oggi non è successo nulla per l’autocrate russo. Titoli rispettosi per tutti, con TgLa7 che ironizza sull’etichetta di “Zar”.

 

Non è colpa dei Tg se non si capisce nulla dei tempi e dei contenuti della legge di stabilità che (forse) sarà votata domani in Senato con la fiducia, ma i cui contorni sono ancora alquanto flebili. La nouvelle vague , l’ultima arrivata sarebbe la Iuc, Imposta Comunale Unica, ma non chiedeteci di più.

 

I sondaggi furoreggiano anche su Mediaset, visto che questa sera i dati su centro destra sono migliorativi. A Tg3 e TgLa7, si aggiunge Tg 4.

 

La giornata di lotta alla violenza contro le donne è, per fortuna, sdoganata orami per tutti, anche se le “sfumature” danno il segno delle diverse matrici culturali. I Tg Rai presentano il logo “Stop alle violenze sulle donne” per tutta la durate delle edizioni. Ottimo il servizio di TgLa 7 che in una giornata che rischia di essere troppo di festa e di “maniera” ricorda che l’informazione ha appena lucrato per un paio di settimane spacciando come “baby –squillo” due minorenni romane vittime di adulti inqualificabili e di ambiti familiari irresponsabili.

 

Gli Italiani avranno capito assai poco della lettera del Quirinale alla corte d’Assise di Palermo sulla sua “inutile” convocazione come testimone al processo sulla trattativa Stato- mafia. I Tg spiegano assai poco-

 

Grande spazio un po’ per tutti alla manifestazione davanti al Parlamento dei familiari dei malati che chiedono il trattamento con le staminali, ritenuto inutile, se non dannoso, dal Ministero della salute. I Tg Mediaset “parteggiano” visibilmente per i diritti negati a chi soffre, gli altri appaiono più sobri e responsabili.

 

La Sardegna rischia, come avevamo preannunciato, di scomparire o quasi dalle scalette. Tg 3 ci torna per segnalare che la mappa dei rischi allegate alle ultime varianti dei piani regolatori di Olbia, erano carta straccia.

 

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 24 novembre 2013 Tg1 - ore 13:30 5.020.000, 26,05% ore 20:00 5.517.000, 21,76%. Tg2 - ore 13:00 2.769.000, 14,98% ore 20:30 1.704.000, 6,29%. Tg3 - ore 14:30 1.882.000, 9,83% ore 19:00 2.252.000, 10,35%. Tg5 - ore 13:00 3.388.000, 18,25% ore 20:00 4.766.000, 18,73%. Studio Aperto - ore 12:25 1.841.000, 11,61% ore 18:30 1.307.000, 6,47%. Tg4 - ore 14:00 583.000, 3,03% ore 18:55 1.017.000, 4,69%. Tg La7 - ore 13:30 673.000, 3,49% ore 20:00 1.444.000, 5,65%.

 

Fonte:www.tvblog.it

 

 

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Video-lottizzazione a destra?

3 Giugno 2015, 23:46pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-06-04-alle-00-44-23I Tg di mercoledì 3 giugno - Rom e immigrati. La campagna delle regionali è finita ma l’inerzia di moto, con colonna sonora a base di slogan leghisti, continua a manifestarsi nell’informazione di serata, una parte della quale ha indossato e indossa le felpe di Salvini come se si trattasse di una linea griffata. A Mediaset sembra ci sia stata una divisione dei compiti: mentre tutti attaccano, come è logico, il governo di Renzi, Tg5 ipotizza il futuro della rinnovata Forza Italia (o come vorrà chiamarsi) mettendo la sordina alla Lega, al contrario di Studio Aperto e, soprattutto, di Tg4 che in una sorta di lottizzazione “ a destra” sembra siano stati assegnati all’ “alleato” Salvini, che però a più che doppiato i voti del partito del Capo.Sarà per il ruolo precedente di Toti alla direzione delle due testate, sarà perché Mario Giordano pensa di intercettare le tensioni delle periferie per risalire nello share (che punta al basso). Que sera, sera, ma questo strano schieramento nel campo Mediaset ha forse a che fare con gli accordi per la costruzione del listone per le politiche del 2018. Ovviamente per fare “ambient” i due Tg “leghisti” condiscono il piatto di portata (i rom assassini abbinati al Viminale che chiede alle regioni del nord di ospitare i profughi) con dosi industriali di cronaca nera e criminale. Questa sera, però, non sono soli. Anche sulle maggiori testate trovano spazio i due femminicidi di giornata, oltre agli sviluppi delle indagini sulla corsa folle e omicida dei giovani rom nella periferia della Capitale.

I dati dell’occupazione, che finalmente dà qualche segnale di crescita, sono in apertura sui Tg Rai, su La7 e anche su Tg5, e lo stesso vale per le proiezioni dell’Ocse. La pagina politica enfatizza un po’ su tutti la fuoriuscita dalla maggioranza dei due senatori centristi, mentre la creazione del gruppo autonomo dei 12 senatori fittiani compare in secondo piano e “scompare” sui Tg Mediaset. Brunetta, ripreso un po’ da tutti, dice in pratica che i 2 fuoriusciti fanno suonare le campane a morto per Renzi. Nessun giornalista gli fa la domanda sui 12 senatori (oramai ex Forza Italia) legati a Fitto.

La Grecia, il cui destino viene forse deciso nella cena che è in corso a Bruxelles, è presente su Tg3 e sulle testate delle ore 20. Lo stesso vale per le annunciate dimissioni di Blatter dalla Fifa, a solo 4 giorni dall’assemblea che lo aveva confermato per altri 5 anni alla guida del calcio mondiale. Segnaliamo il servizio su La7 che si interroga sulla tangente di 10 milioni per l’assegnazione dei mondiali al Sud Africa: cifra troppo bassa per essere presa a simbolo della corruzione tra i dirigenti Fifa. Anche la mobilitazione dei governi occidentali e degli Usa rimanderebbe a giochi di potere che esulano dalla corretta richiesta di onesta e trasparenza.

I Tg delle 19 accennano alla sciagura del pullman dei turisti italiani in viaggio per le cascate del Niagara. Quelli delle 20 fanno in tempo a dare i particolari e a mostrare le prime immagini. Per Tg2 la notizia è in apertura.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 2 giugno 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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