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Albertobaldazzi

Alberto Baldazzi conduce Carte Scoperte 29/11/2014 su TgCom24

29 Novembre 2014, 13:12pm

Pubblicato da albertobaldazzi

https://www.youtube.com/watch?v=ySSheW_kL3I&list=UUYZ4kqDiK8Z61bL2qjwx-Xg

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Comunicato politico n° 55

28 Novembre 2014, 23:35pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2014-11-28-a-22-14-09I Tg di venerdì 28 novembre - Tg1 e Tg3 sono le uniche due testate che aprono sul marasma di Cinque Stelle e sul Comunicato politico n° 55 che ha “nominato” il Direttorio in grado di coadiuvare il Capo, oramai “stanchino”. Per un’informazione (televisiva e no) che insegue anche le minuzie spacciate per notizie serie che contrappuntano la politica, la svolta del Padrone del Movimento avrebbe dovuto essere un must, ma per ragioni diverse non è stato su tutti così. Vediamole, queste ragioni: per Mediaset prevale più che la notizia in sé l’occasione di irridere il recente nemico delle europee: Tg 4 compila il consueto montaggio di immagini da satira sul web. TG5 mette la notizia a mezza edizione, mentre Studio Aperto dedica un quarto d’ora in apertura al vaccino antinfluenzale: piatto ricco mi ci ficco (di questo torneremo a parlare). Per Tg2 ha prevalso stranamente un’impaginazione da seconda repubblica: prima Renzi con il suo giro al sud, poi Forza Italia che prepara il no tax day di domani, più avanti Napolitano, l’Istat, l’economia e Bruxelles, ed infine Grillo novello Forest Gump; il tutto un po’ troppo “istituzionale”. Quando abbiamo visto anche Mentana non aprire su Grillo, bensì anche lui sui vaccini, ci siamo preoccupati: che anche TgLa7 intenda cavalcare irresponsabilmente la psicosi degli anziani davanti alla siringa del medico di base? Per fortuna non è stato così. Anzi: Mentana ha premesso che i servizi dedicati alle angosce da Novartis avevano proprio l’obbiettivo di “smontare” la psicosi crescente. Sintomatico il commento, rispettoso ma emblematico, sulla morte della novantaduenne lombarda, dopo qualche ore dalla somministrazione del vaccino. Tornando a Tg1, a commentare la svolta di Grillo propedeutica ad un semi-abbandono o, al contrario, alla creazione di una linea difensiva di pretoriani armati contro il dissenso interno, vengono chiamati rispettivamente Sanza de Il Fatto e Messina de La Repubblica.

I numeri dell’Istat e del Governo generano confusione, e mentre TgLa7 lo ammette esplicitamente Tg2 “sposa” le tesi e i calcoli di Renzi. Del no tax day abbiamo detto; quasi inutile segnalare che per Mediaset l’attesa è febbrile ma simile a quella per una finale dal risultato già scontato: la rinascita di un centrodestra vincente.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 27 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.511.000, 20,93% ore 20:00 6.052.000, 23,97%. Tg2 - ore 13:00 2.710.000, 17,80% ore 20:30 2.269.000, 8,44%. Tg3 - ore 14:30 1.911.000, 12,34% ore 19:00 2.176.000, 11,06%. Tg5 - ore 13:00 3.003.000, 19,42% ore 20:00 5.129.000, 20,11%. Studio Aperto - ore 12:25 2.051.000, 16,55% ore 18:30 993.000, 6,20%. Tg4 - ore 11.30 517.000, 7,76% ore 18:55 909.000, 4,65%. Tg La7 - ore 13:30 626.000, 3,73% ore 20:00 1.372.000, 5,40%.

Fonte:www.tvblog.it

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Attaccati al citofono di Grillo

27 Novembre 2014, 23:30pm

Pubblicato da albertobaldazzi

casa-grilloI Tg di giovedì 27 novembre - Tg3, Tg1 e TgLa7 aprono sull’odierno colpo di testa di quello che Chaplin avrebbe chiamato “Il Grande Comunicatore”, e che sta rispondendo agli insuccessi del “suo” Movimento parlando nel blog di Mussolini che non voleva uccidere Matteotti (primo giorno), del rinnovato divieto di frequentare le Tv (secondo giorno), di Pizzarotti che non è riuscito ad impedire l’apertura dell’inceneritore (terzo giorno) e che oggi, quarto giorno, inventa l’autodafé informatico per far fuori altri due dissidenti, i deputati Pinna e Artini. Segnaliamo che Tg2 e Tg5 non “colgono” la centralità della notizia, malgrado già alle 19 l’esito del voto online fosse conosciuto: quasi il 70% del circa 27.000 iscritti con diritto di voto che approvano l’espulsione dei due, accusati (falsamente) di non aver rendicontato la restituzione delle somme ricevute come rimborsi dalla Camera. L’apertura del Tg2 sull’immancabile Renzi che parla contro i “furbetti” dell’evasione e dell’elusione ci è sembrata eccessiva, nel giorno in cui con ogni probabilità Cinque Stelle si spacca. In queste ore una nutrita delegazione di parlamentari (espulsi e sul piano inclinato dell’espulsione) e di attivisti sta accorrendo sotto casa di Grillo a Bibbona per chiedere conto dell’ulteriore atto dittatoriale. E siccome non siamo imputabili di piaggeria verso l’informazione dei Tg, permetteteci di complimentarsi con Enrico Mentana che decide di dedicare una decina di minuti in apertura di TgLa7 a una dura intervista al capogruppo M5S Airola, in evidente difficoltà nel rispondere. Lunga intervista a base di domande incalzanti attraverso le quali il giornalista ha fatto pienamente il suo mestiere, parlando anche esplicitamente dell’opzione scissione. Un giornalismo che, paradossalmente, appare desueto nel panorama complessivo. Mentre scriviamo gli attivisti e i numerosi parlamentari che non accettano i diktat del Capo sono attaccati al suo citofono nel tentativo, votato alla sconfitta, di farlo rinsavire.

Dicevamo di Renzi e delle sue affermazioni (per qualcuno tardive) sull’evasione fiscale: ampio spazio per tutti e relativa benevolenza anche da parte di Mediaset. Sempre per la politica continua a riproporsi su Rai e La 7 la quotidiana pagina sulle convulsioni della sinistra Pd e quella sulle fibrillazioni in Forza Italia. Su Mediaset continua a comparire abbondantemente la prima, mentre la seconda latita.

Grande spazio su tutti al “colpo dell’autostrada”, per fortuna non riuscito, ma che ha reso l’asfalto della A1 un setting da film catastrofista: camion rovesciati e incendiati, kalashnikov, ecc. Allarme su Rai e La7 e allarmismo su Mediaset per i lotti di vaccino antinfluenzale Novartis ritirati perché (forse) in connessione con la morte di 3 anziani.

Chiudiamo con una doppia segnalazione e un doppio elogio che riguarda questa sera Tg3. Ottimo il servizio dai territori curdi della Siria dove si combatte contro l’Isis e per uno stato laico e democratico; agghiacciante l’intervista a due prigionieri del Califfato che rivendicano uccisione e sgozzamenti. Bello anche quello sul casting per le comparse del remake di Ben Hur nel meraviglioso scenario di Matera (servizio anche per Tg1): migliaia di partecipanti tra cui moltissimo disoccupati e cassintegrati.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 26 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.576.000, 20,88% ore 20:00 6.212.000, 24,32%. Tg2 - ore 13:00 2.613.000, 16,85% ore 20:30 2.109.000, 7,62%. Tg3 - ore 14:30 1.777.000, 11,18% ore 19:00 2.002.000, 10,01%. Tg5 - ore 13:00 3.446.000, 21,98% ore 20:00 5.220.000, 20,66%. Studio Aperto - ore 12:25 2.029.000, 16,30% ore 18:30 1.152.000, 6,92%. Tg4 - ore 11:30 456.000, 6,69% ore 18:55 879.000, 4,38%. Tg La7 - ore 13:30 701.000, 4,07% ore 20:00 1.305.000, 5,09%.

Fonte:www.tvblog.it

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Ricordate il conflitto d’interessi?

26 Novembre 2014, 23:56pm

Pubblicato da albertobaldazzi

interessiI Tg di mercoledì 26 novembre - Non sveliamo nulla se segnaliamo che l’agenda dell’informazione è una sorta di succursale di quella della politica. Le aperture dei Tg solitamente ci ripropongono scontri, presunte svolte, rese dei conti tra le forze politiche che quasi sempre si risolvono in un nulla di fatto. Questa sera le divisioni interne al Pd, quelle in Cinque Stelle e la rottura in Forza Italia offrono materia prima in quantità. Su Tg1 ennesima intervista a Renzi, reduce da un’ora di confronto con Napolitano, che sui dissensi nel Pd e soprattutto sul problema dell’astensionismo sinistra si mostra un po’ meno “bullo”, dopo la smargiassata che aveva relegato quel 63% di elettori emiliani non andati a votare a “problema secondario”. Sempre su Tg1 ampio spazio alle divisioni in casa Grillo e allo scontro odierno al Consiglio nazionale di FI. Mentana fa in tempo a commentare l’esito della riunione attraverso le parole di Fitto che danno il senso di un’unità tutt’altro che recuperata.

Dicevamo che informazione e politica vanno a braccetto: ci siamo abituati. Siamo colpevolmente ugualmente vaccinati dal conflitto d’interessi che anche stasera ci dà una dimostrazione palmare su cosa significhi per un leader politico (pur acciaccato) essere proprietario di 3 reti televisive. Come sempre capita Studio Aperto, Tg4 e Tg5 glissano sui problemi del partito del Capo, scatenandosi sugli avversari (reali o presunti). Così stasera i 7 milioni di teleutenti di Mediaset hanno saputo tutto sugli scontri tra Orfini e Cuperlo, sulle uscite uliviste della Bindi, ma assolutamente niente sulla rottura dentro Forza Italia. Tg5 arriva addirittura a presentare con metafora calcistica la riunione odierna come “l’allenamento del partito” in vista dell’auspicata riunificazione del centrodestra, da Salvini ad Alfano.

Il settarismo di parte consistente dell’informazione Tv si ripropone per l’odierna analisi della Confindustria che “vede rosa” per il 2015; presente nei titoli su La7 e nei servizi per le testate Rai, assente su Mediaset, se si esclude una millimetrica citazione da studio su Tg5.

Paradossalmente lo stesso Tg5 appare filo governativo per quel che riguarda i rapporti Roma-Bruxelles, e assai ottimista per il piano dei 315 miliardi del Presidente Juncker. Su La 7 e Rai prevalgono invece le perplessità e i dubbi sulla sua realizzabilità ed efficacia. Un altro segnale che a Segrate prevale la visione “aziendalista” che confida, a ragione o a torto, nella benevolenza del governo verso Mediaset: un’altra versione del conflitto d’interessi.

Tanta, tantissima cronaca nera e criminale su Studio Aperto e Tg4, cui si aggiunge la consueta proposta di servizi sulle e contro le tasse.

Tg2 propone un lungo e documentato approfondimento sulla crisi che ha colpito severamente la produzione olearia nel Paese. Di fronte ad un probabile aumento di contraffazione per un prodotto essenziale sulle tavole degli italiani il Tg della seconda rete pubblica ci consiglia di non comprare olio sotto gli 8 euro al litro. Segnalo sommessamente che nel supermercato che frequento il prezzo medio da anni è intorno ai 4 euro. Cosa significa?

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 25 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.708.000, 22.59% ore 20:00 5.943.000, 23.10%. Tg2 - ore 13:00 2.460.000, 16.53% ore 20:30 2.124.000, 7.79%. Tg3 - ore 14:30 1.623.000, 10.85% ore 19:00 2.034.000, 10.25%. Tg5 - ore 13:00 3.148.000, 20.92% ore 20:00 5.409.000, 20.80%. Studio Aperto - ore 12:25 1.878.000, 15.58% ore 18:30 934.000, 5.80%. Tg4 - ore 11.30 379.000, 6.39% ore 18:55 872.000, 4.40%. Tg La7 - ore 13:30 600.000, 3.65% ore 20:00 1.294.000, 5.01%.

Fonte:www.tvblog.it

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L’Europa e le carezze del Papa

25 Novembre 2014, 23:46pm

Pubblicato da albertobaldazzi

papaI Tg di martedì 25 novembre – Il Papa che interviene al Parlamento Europeo conquista l’apertura sulle testate Rai con un discorso che poco ha di rituale: mancanza di solidarietà, disimpegno sul tema del lavoro, atteggiamenti pilateschi sull’immigrazione ed i morti nel Mediterraneo. Ci sarebbe molto da dire sugli 11 applausi a scena aperta che hanno contrassegnato gli schiaffoni appioppati da Francesco alle miopie ed alle contraddizioni della politica e della burocrazia europea, con un Renzi gongolante che (ripreso da tutti) ha tentato di accreditare come renziano anche il Papa.

Il Jobs act che passa alla Camera con l’opposizione ed una trentina di deputati Pd che tentano di far mancare al momento del voto il numero legale, fotografa un successo di Renzi e allo stesso tempo l’aggravarsi della frattura con la sinistra del suo partito. Mediaset in brodo di giuggiole, ma anche gli altri Tg non possono non segnalare che l’elastico renziano è tirato assai. Dopo la sottovalutazione dell’astensione alle regionali (che anche i Tg sostanzialmente gli rimproverano) oggi il Grande tweettatore ha festeggiato lo scampato pericolo (solo 316 voti a favore) ma non ha detto parola sul dissenso interno. Nell’intervista a Tg2 D’Alema ricorda polemicamente al premier che il successo tra i moderati e tra l’elettorato di destra comporta disaffezione in quello di sinistra.

Sempre per la politica, da notare che questa sera di Salvini si parla molto, ma lui non appare: una pausa forse doverosa dopo la sovraesposizione delle scorse settimane. Di Salvini parla molto Berlusconi alla immancabile presentazione dell’immancabile libro di Vespa, definendolo il goleador di una squadra di cui lui sarebbe il regista. Il Capo del centro destra sembra abbia identificato il delfino, dicono i Tg, ma le convulsioni dentro Forza Italia compaiono solo su Rai e La7. Più forte l’attenzione anche a Segrate per i malumori dentro Cinque Stelle.

L’arrivo in Italia del medico di Emergency malato di Ebola non trova fortunatamente nei Tg di serata quell’accoglienza pelosa a base di allarmi sanitari che stamane ha caratterizzato alcuni quotidiani di destra.

Tg4 sceglie per l’apertura la giornata internazionale di lotta alle violenze contro le donne, mentre l’approfondimento del Tg2 è dedicato al consumo responsabile (o irresponsabile) di cibo e ai maltrattamenti agli animali negli allevamenti intensivi. Gli stranieri in generale e quelli di colore in particolare dividono il Paese e la politica, ma quando lo scontro riguarda gli States e i disordini incendiano o la sterminata provincia americana, i Tg appaiono tutti politically correct e progressisti.

Alberto Baldazzi Dati auditel dei Tg di lunedì 24 novembre 2014
 Tg1 - ore 13:30 3.658.000, 21,64% ore 20:00 5.975.000, 23,24%. Tg2 - ore 13:00 2.536.000, 16,56% ore 20:30 2.183.000, 7,97%. Tg3 - ore 14:30 1.697.000, 11,25% ore 19:00 2.117.000, 10,71%. Tg5 - ore 13:00 3.212.000, 20,72% ore 20:00 5.395.000, 20,63%. Studio Aperto - ore 12:25 1.970.000, 16,03% ore 18:30 1.003.000, 6,11%. Tg4 - ore 11.30 501.000, 7,75% ore 18:55 797.000, 4,07%. Tg La7 - ore 13:30 670.000, 3,96% ore 20:00 1.409.000, 5,43%

Fonte:www.tvblog.it

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Vittorie di Pirro?

24 Novembre 2014, 23:09pm

Pubblicato da albertobaldazzi

virna-lisiI Tg di lunedì 24 novembre – La carica degli elefanti renziani ha portato alla riconquista della Calabria e alla conferma in Emilia-Romagna ma, come a Eraclea nel 280 a.c., i milioni di elettori lasciati non sul campo di battaglia ma a casa, appaiono un presagio funesto per il cambia verso del premier. Renzi lo nega e correttamente i Tg dubitano della sua sicumera. L’astensionismo che in Emilia ha superato il 60% archivia il modello “regione rossa”, e questo ci può stare: un prezzo da metter in conto per il cambiamento. Ma anche il cambiamento più radicale deve mantenere alcune radici, pena la creazione di un terreno artificiale privo di sostanza organica e, quindi, sterile. Il consiglio che diamo a Renzi è di non abusare con i diserbanti. La partecipazione politica fa rifondata, ma il suo contrario – questa, si, vera manifestazione di “antipolitica”- non è un buon viatico per il domani da costruire.

I Tg Rai e La7 illuminano correttamente le contraddizioni del voto regionale di ieri, mettendo il Premier in prima pagina nonché sulla graticola. Ma tornando al nostro “particolare”, dobbiamo segnalare che oltre il vincitore-sconfitto queste testate hanno fatto le pulci anche a Forza Italia e a Cinque Stelle, oltre a riconoscere in Salvini lo sconfitto-vincitore. Dalle critiche della vecchia guardia del Pd, passando per l’attacco virulento di Fitto a Berlusconi e ai mugugni nel Movimento di Grillo, tutto è stato detto e mostrato. Per Mediaset, invece, l’astensione massiccia ha rappresentato l’alibi per parlare del fallimento di Renzi, per fare i conti dei voti mancanti nella sacca di Cinque Stelle, dedicando solo qualche secondo alla batosta di Forza Italia. Fitto su Studio Aperto e Tg4 non è proprio comparso, mentre su Tg5 è stato inquadrato per 3 secondi e solo per far parlare un Giovanni Toti che oggi ha fatto gli straordinari su tutte le testate cercando di difendere l’indifendibile. Così si tocca con mano la corrispondenza tra lo scadimento di parte consistente della politica e la piaggeria di settori non minoritari dell’informazione main stream. Sempre da Tg5 un dettaglio in qualche misura divertente: il noto politologo Pasquino a lungo intervistato ha detto che Cinque Stelle non ha perso voti e che non è vero che Salvini li ha guadagnati.

Archiviato il non voto delle regionali, c’è ben poco da dire sui Tg di serata. Segnaliamo che Mentana trova lo spazio per festeggiare il record della bilancia commerciale di ottobre e l’ulteriore abbassamento a poco più del 2% del costo per gli interessi sul debito pubblico. Sempre La7, in compagnia delle testate Rai, ricorda che da Bruxelles è in pratica giunto l’ok alla legge di stabilità di Renzi: un’altra buona notizia non di poco conto.

L’astronauta italiana giunta nella stazione spaziale internazionale piace a tutti i Tg, oltre che a noi teleutenti, mentre c’è da augurarsi (lo fa esplicitamente Mentana) che il rimpatrio del medico italiano di Emergency che ha contratto l’Ebola non dia già da domani la stura a qualche zuzzerellone per lanciare allarmi pelosi sulla sicurezza sanitaria.

Chiudiamo con la giornata mondiale contro le violenze sulle donne: se ne ricorda Tg3 in un servizio, mentre Tg2 è l’unico a dedicare anche un titolo. Alberto Baldazzi

Dati auditel Tg di domenica 23 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.984.000, 22.50% ore 20:00 5.786.000, 23,34%. Tg2 - ore 13:00 2.893.000, 17,51% ore 20:30 1.786.000, 6,64%. Tg3 - ore 14:30 1.409.000, 7,83% ore 19:00 2.164.000, 10,61%. Tg5 - ore 13:00 2.691.000, 16,22% ore 20:00 4.796.000, 19,04%. Studio Aperto - ore 12:25 1.786.000, 12,45% ore 18:30 1.344.000, 7,38%. Tg4 - ore 11:30 540.000, 5,71% ore 18:55 956.000, 4,73%. Tg La7 - ore 13:30 543.000, 3,04% ore 20:00 878.000, 3,52%.

Fonte:www.tvblog.it

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Acuti e stecche

22 Novembre 2014, 00:10am

Pubblicato da albertobaldazzi

landiniI Tg di venerdì 21 novembre - Che si voti domenica per le regionali in Emilia e Calabria non è notizia che affascina più di tanto neanche gli aventi diritto che - timore diffuso - potrebbero astenersi in massa. Ma la campagna elettorale almeno dalla politica va “celebrata”, ed ecco che anche nei Tg si spande la fibrillazione. Mediaset interpreta l’eccezionalità del momento “cucinando” gli ingredienti più graditi al palato dei potenziali elettori di destra: aperture su case occupate mentre si è andati a comprare le sigarette, definitive rotture d’alleanze tra Ncd e Pd per l’affronto della social card concessa anche ai poveri “di una altro colore”, il tutto mixato con i video messaggi sia di giornata che raffermi di Berlusconi e qualche spruzzata di Salvini, nuovo prezzemolino che ha tolto dall’imbarazzo Tg e talk quando Renzi dà loro buca o non riesce ad essere ubiquo. Il leader leghista è ripreso da Tg5 mentre intona con Casadei “Romagna mia”: manca oramai solo “Ciuri, ciuri”. Su Rai e Mediaset ci si accanisce sulla gaffe del giorno, la papera di Landini che ha collocato tutti gli onesti dalla parte sua e ammassato i disonesti al governo. Se al leader Fiom è mancata lucidità in un’intervista a Napoli on the road - tanto da correggersi, chiarire e chiedere scusa -, la politica non ha certo difettato di cinismo con le inalberate proteste del Pd e non solo. Migliore figura hanno fatto lo stesso Renzi (che non ha sparato sulla croce rossa) e Orfini che ha preso atto e accettato le scuse del sindacalista. Dopo tanti “al lupo, al lupo”, l’arrivo del jobs act in Aula non sembra in grado di far crollare Palazzo Montecitorio, a stare dalle dichiarazioni dei Cinque Stelle (Tg2) che hanno ritirato la maggior parte degli emendamenti. Nessuno – ma guarda un po’! – di quelli rimasti porta la firma di un deputato Pd.

Abbandonata la politica, segnaliamo la persistente assai apprezzabile attenzione sulle testate Rai al dramma di Casale Monferrato e alle vittime dell’amianto: tanti servizi, interviste e approfondimenti.

Il boom odierno delle borse è presentato simpaticamente da Mentana come portato delle terree dichiarazioni di Draghi sull’improbabile persistenza della stagnazione: un chiaro esempio di eterogenesi dei fini.

Napolitano e Francesco si sono visti, ma l’incontro era così privato che i due protagonisti non avrebbero neanche voluto si conoscesse: apertura per Tg2. Il Papa da qualche giorno è tornato a “comunicare” con la consueta efficacia. Di oggi è la rampogna contro le chiese-mercato e i preti che vendono i sacramenti “tanto al chilo”. Ripresa da tutti la sua decisa ma non scontata affermazione: “La Rendenzione è gratis”.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 20 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.786.000, 22,84% ore 20:00 6.100.000, 24,47%. Tg2 - ore 13:00 2.283.000, 15,55% ore 20:30 2.150.000, 8,06%. Tg3 - ore 14:30 1.588.000, 10,54% ore 19:00 2.014.000, 10,25%. Tg5 - ore 13:00 3.221.000, 21,61% ore 20:00 5.453.000, 21,54%. Studio Aperto - ore 12:25 1.876.000, 16,06% ore 18:30 853.000, 5,31%. Tg4 - ore 11.30 310.000, 5,40% ore 18:55 698.000, 3,57%. Tg La7 - ore 13:30 695.000, 4,18% ore 20:00 1.259.000, 5,02%.

Fonte:www.tvblog.it

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