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Albertobaldazzi

I rifugiati un tema centrale nell’informazione televisiva degli ultimi giorni

31 Gennaio 2016, 22:56pm

Pubblicato da albertobaldazzi

“Parole vane”: questo il commento più appropriato, espresso dal direttore di TgLa7 Enrico Mentana nell’edizione di giovedì scorso, a proposito del corto circuito europeo sui temi dell’immigrazione e del controllo delle frontiere, in una settimana in cui le tante parole, minacce e proposte “chiusuriste”, hanno impattato con la realtà dei profughi che continuano a morire nell’Egeo dove, a differenza che nel Canale di Sicilia presidiato dall’Italia e da Triton, nessuno si occupa di assistere e salvare i disperati della rotta balcanica. Parole vane, di cui ci si dovrebbe vergognare.

Nella settimana appena passata il tema profughi si è imposto risultando centrale nell’informazione tv. I rapporti con la Turchia e il braccio di ferro tra Italia e Germania andato in onda ieri nell’incontro a Berlino, sono un segno evidente della diverse poste in gioco in un contesto in cui ai temi della sicurezza, del controllo delle frontiere, dei limiti dell’accoglienza, si sommano le diatribe sul fiscal compact e sulla flessibilità nei bilanci del paesi Ue. Paradossalmente gli orientamenti svedesi circa il contenimento del flusso dei profughi hanno generato reazioni e giudizi alquanto discordi: comprensione per lo sforzo e l’apertura all’accoglienza nel paese con la più alta percentuale procapite di immigrati nell’ultimo anno (Tg3), esplicito apprezzamento per la decisione di espellere i migranti economici cui non è stato riconosciuto lo status di richiedenti asilo (Tg4). Da qui l’invito “senza se e senza ma”, a fare altrettanto in Italia, paese con una popolazione ben maggiore e che ha ricevuto in valore relativo una quota di profughi assai inferiore a quella svedese.

La riunione di giovedì e venerdì delle destre europee a Milano che ha inneggiato alla fine di Schengen e alla chiusura contro profughi e islam, è stata ripresa ampiamente dai tg, alcuni dei quali hanno proposto interessanti analisi dei contesti di guerra che sono la causa scatenante del flusso di profughi. Buoni, poi, i servizi di T5 e Tg3 di giovedì che hanno illuminato le condizioni disperato nei campi profughi improvvisati in Grecia e in Macedonia.

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Merkel, Renzi (e Juncker)

29 Gennaio 2016, 21:42pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 29 gennaio – L’incontro berlinese tra il premier Renzi e la cancelliera tedesca Merkel s’impone sulle aperture di (quasi) tutte le testate. Molte e diverse le letture di un faccia a faccia a lungo atteso, svoltosi in un clima tranquillo. Al centro dei servizi Rai la proposta del premier che concederebbe lo sblocco dei fondi italiani alla Turchia (decisive per la Germania per arginare la rotta balcanica) per la gestione profughi, ma solo in cambio di una maggiore flessibilità sui conti (ampia l’analisi del Tg3); per Tg4 si è trattato, invece, di semplici “sorrisi di facciata”, con forti distanze di fondo (Anche se non motiva questa lettura, offrendo piuttosto un “collage” sul lato mondano del summit, con battute e commenti su vestiti e menù del pranzo). Di diversa opinione Tg5, che rileva nel sostegno espresso dalla cancelliera al jobs act un riavvicinamento tra i due paesi. Tg La7 offre il quadro più completo che non si esaurisce nella cronaca, e spiegata la posizione traballante in casa della Merkel sui temi dell’accoglienza e del rigore, coglie nelle dichiarazioni di Renzi un tentativo di indirizzare le critiche alle politiche dell’austerity scaricandone la responsabilità non più sulla Cancelliera, ma sul “cattivo Juncker” (titolo). Un premier che, come sottolinea La7, non considera finito lo scontro con il presidente Della Commissione e lo minaccia esplicitamente di un ritiro di fiducia da parte del gruppo socialista a Strasburgo. Il nemico comune di premier e Cancelliera è comunque il dilagare delle destre populiste, e tutte le testate riportano la consonanza. L’accesa risposta di Salvini e Le Pen, al secondo giorno di incontro milanese, figura nei titoli di Tg3 e Tg La7: “Schengen è finito. Renzi chiede l’elemosina alla Merkel”. 

Il rimbalzo del venerdì delle borse europee, con Milano e gli indici bancari in testa, trova titoli e servizi su tutte le testate. Le dichiarazioni di Standard&Poors che annunciano un’accelerazione della ripresa italiana nel 2016 fanno sorridere Padoan e compaiono nei servizi dei Tg Rai e Tg5. Poca e scarsa attenzione al cosiddetto “rimpastino” di governo, che ha visto avvicendarsi un ministro e 12 nuovi sottosegretari. Servizi solo per i Tg delle venti in fondo alle edizioni. Ben più spazio ottiene la vigilia del family day (addirittura apertura per il Tg5), con le dichiarazioni di Bagnasco che, per Mentana, “si intromette” nuovamente nella questione. 

Titoli ed ampio spazio sui Tg Rai al viaggio del Presidente Mattarella a Catanzaro ad un anno dalla sua elezione. L’accorato appello contro le mafie della prima carica dello Stato si accompagna nei servizi all’arresto di due super-latitanti della ‘ndrangheta nascosti ritrovati dopo più di 17 anni in un bunker (ottima copertura del Tg5).

Segnaliamo, in ordine sparso, alcuni buoni servizi, partendo da quello del Tg5 sugli oltre 5.500 borghi “fantasma” d’Italia, comunità evaporate negli ultimi 50 anni a seguito della massiccia urbanizzazione e le cui strutture, spesso di epoca medievale, sono lasciati al degrado. Tg1 ci presenta un servizio simile sulle condizioni dello storico carcere borbonico di Ventotene che, tra gli altri, “ospitò” Altiero Spinelli ed un giovane Sandro Pertini. Di diverso registro il pezzo del Tg3 che ci presenta la storia di “Toti e Ibraim”, non due calciatori ma due ragazzi (un disabile italiano ed un profugo magrebino) che hanno stretto amicizia all’interno di una comunità di assistenza. Stasera ci tocca nuovamente chiudere sui rigurgiti di infotainment che, da un mese a questa parte, cominciano a riaffiorare in fondo alle scalette di Tg4. A colpirci è il titolo sulle “Scuse più assurde del mondo” ed il servizio sulla “ecografia in diretta” , offerta da Michelle Hunziker per smentire le malelingue su di una sua possibile gravidanza. Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di venerdì 29 gennaio 2016

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Fonte:www.tvblog.it

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Parole vane

28 Gennaio 2016, 23:33pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di giovedì 28 gennaio – Le tragedie in mare e le espulsioni annunciate dal governi svedese, olandese e finlandese, si impongono su tutte le testate. La cosiddetta “linea dura” della Svezia, che si prepara nei prossimi anni a espellere tra i 60 e gli 80 mila profughi per i quali non è stato riconosciuto il diritto d’asilo, crea disorientamento. Sono Tg3 e Tg4 a proporre, da diverse angolazioni, le interpretazioni più divergenti. Per il Tg di Rete 4 l'esempio svedese è un “atto di forza” apprezzabile (ed avallato dall’Europa stessa) da cui l’Italia dovrebbe far tesoro, mentre Tg3 rimarca le gravi difficoltà che hanno spinto la Svezia, paese con una grande tradizione di accoglienza, ad adottare questi provvedimenti. Il tema profughi ritorna con il quotidiano bilancio di vittime nell'Egeo (apertura per Tg1,Tg2,Tg5). Durissimo il giudizio del direttore di Tg La7 Mentana che, di fronte all'ennesima tragedia di bambini affogati (se ne contano 18), bolla l’intero dibattito europeo sul destino di Schengen come “parole vane fintanto che della gente continuerà a morire ai nostri confini”. Anche nel dibattito interno l'immigrazione è centrale, con le parole del Primo Presidente della Corte di Cassazione Canzio, che all’apertura dell’anno giudiziario ha definito il reato di clandestinità “inutile e dannoso”. In ultimo a Milano è andato in onda il caldo abbraccio dell'estrema destra europea ospite di Salvini. Per il segretario della Lega Nord “Schengen è morto, e con esso l’Europa di Bruxelles”, ma malgrado i toni esaltati Ottiene, nel complesso, poca attenzione (nei titoli solo per Tg2, servizi per i Tg delle venti a metà edizione), e giusto venti secondi di gloria su Tg4 che fino a qualche mese fa faceva massimo portavoce delle sue istanze anti europee. Panta rei.

Il nuovo “giovedì nero” delle banche è apertura per Tg La7 e titolo per i Tg Rai e Tg5. A poche ore dall'accordo sulle sofferenze bancarie strappato da Padoan a Bruxelles, ci si sarebbe potuto attendere dai Tg qualche serio approfondimento, ma così non e' stato. Solo Tg La7 e Tg2 si fanno domande su ciò che appare ormai una vera e propria “partita di Risiko”. Sempre in sordina è arrivato in Cdm il ddl antipovertà (titolo solo per Tg1 e Tg La7). Quella delle statue classiche coperte ai Musei Capitolini durante la visita del presidente iraniano Rouhani e' una "storiaccia" di successo. Tg4 parla di “figuraccia mondiale” ed “olimpiade dello scaricabarile”, ma le altre testate non sono meno dure. L'allarme diramato"in diretta" dai Tg delle 19 sul musulmano 28enne armato fermato in un hotel nei pressi di EuroDisneyland, si sgonfia già per quelli delle 20, con I Tg Rai che precisano che a indagare non è' l'antiterrorismo francese.

L’allarme lanciano dalla OMS sui pericoli di un’epidemia globale del virus zika, ceppo sudamericano diffuso dalle zanzare e che potrebbe contagiare oltre 4 milioni di persone, incontra su tutte le testate un forte interesse. Ampio spazio sui Tg Mediaset, ma anche su Tg1, con esperti e servizi che ne illustrano i sintomi, i rischi e le misure di prevenzione. Chiudiamo stasera sulle preoccupazioni degli abitanti delle isole Tremiti dopo che una compagnia irlandese ha ottenuto, a basso prezzo, il permesso di trivellare i fondali in cerca di idrocarburi a meno di 13 km dall’arcipelago. Una vicenda che aveva fatto parlare molto finendo presto in sordina, ma che con un servizio Tg3 ci permette di ricordare. Lorenzo Coletta.

Dati Auditel dei Tg di giovedì 28 gennaio 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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Il fumo saliva lento

27 Gennaio 2016, 23:46pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di mercoledì 27 gennaio – Il 71esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Aushwitz Birkenau, Giornata della Memoria per le vittime dell’olocausto nazista, viene celebrato da tutte le testate. Primo titolo e copertina per Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Come ogni anno molte le testimonianze (Tg La7 rimanda la vecchia intervista al compianto Enzo Camerino), i ricordi e le atroci immagini volutamente riprese in quei giorni come monito alla posterità (servizio del Tg3). Testimonianze forse ripetute, ma che non per questo perdono della loro drammatica verità; una realtà, quella della persecuzione etnica e religiosa, che Tg5 più di altri trasferisce nel presente accompagnando al ricordo le dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu, le immagini dai campi profughi in Macedonia e le minacce dell’Isis. Sempre Tg5 torna a riferire della campagna in favore della cultura ebraica condotta dal quotidiano Il Foglio, mentre Tg2 evidenzia nel suo approfondimento come e quanto questa giornata abbia valore per le tante “minoranze” (rom, zingari, omosessuali, disabili) perseguitate ed uccise nei campi di sterminio. La bocciatura del doppio voto di sfiducia al Senato contro il Governo per la gestione dello scandalo Banca Etruria, che in dicembre aveva scosso il mondo politico e riempito per giorni prime pagine e scalette, oggi non ha entusiasmato più di tanto nessuno. Apertura solo per il Tg1, titoli un po’ per tutti, ma servizi da metà edizione in giù. Alcune testate si sono soffermate (Tg3, Tg La7) sul ruolo determinante nella votazione del senatori verdianiani e tosiani, mentre quelle Mediaset enfatizzano l’odierno intervento di Brunetta. Minore attenzione, forse per la complessità della vicenda - difficile da trattare in un minuto di servizio -, ha avuto la “vittoria ai punti” del ministro Padoan nelle trattative con Bruxelles sull’istituzione della “Bad Bank”: titolo solo per Tg La7, servizio per Tg3, Tg1 e Tg5. Intanto su tutte le testate le tensioni sulle unioni civili, la cui votazione slitta ai primi di febbraio, appaiono placarsi. Ma il piatto forte della giornata è, senza dubbio, lo “scarica barile” tra Palazzo Chigi e Sovrintendenza ai Beni Culturali sulla responsabilità dell’ “operazione di copertura” di alcune statue classiche nei Musei Capitolini durante la visita del presidente iraniano Rouhani. Una vicenda, anche grazie alla stampa estera, gonfiatasi in un baleno e che rischia di finire fagocitata nell’agone della politica. Tante le accuse di un’inappropriata deferenza. Alcuni commenti sono più taglianti, con Tg4 e Tg5 che ripropongono quello di Vittorio Sgarbi (furente verso l’ignoranza nostrano palesata da tali misure) ed un Tg La7 che nega in toto lo “scontro tra civiltà” a cui altri media hanno fatto riferimento mostrandoci come nei musei pubblici di Teheran trovino posto opere d’arte occidentali alquanto più “discinte” delle statue greche. Dopo tante polemiche gli odierni richiami della Commissione Europea alla Grecia con la minaccia di sospendere per la penisola gli accordi di Schengen ottengono nel complesso scarso interesse ad eccezione del Tg3 (titolo), che ripropone due servizi sulla situazione dei profughi lungo la rotta balcanica; buona copertura anche dall’inviato del Tg5 in un accampamento di fortuna in Macedonia. L’esito delle proteste degli operai dell’Ilva di Genova, che al terzo giorno di piazza hanno conquistato un tavolo di confronto con il governo e l’azienda, sono titolo per Tg La7 e Tg3. Tutte le testate riportano nei servizi il gesto di solidarietà compiuto da una poliziotta verso i manifestanti (l’ufficiale è stata intervistata dal Tg1). Tg La7 affianca fin dai titoli a questo bell’esempio l’opposta vicenda del carabiniere ucciso per vendetta nel cagliaritano (titoli per Mediaset, servizi per tutti). I nuovi dati Istat sulla fiducia dei consumatori, ai massimi dal 1995, trovano spazio solo in un servizio del Tg1. Più attenzione ottengono invece le classifiche internazionali sulla corruzione nelle pubbliche amministrazioni che vedono l’Italia ancora al penultimo posto in Europa (titolo Tg1, servizi per Tg5 e Tg3). Segnaliamo in chiusura un servizio del Tg3 che, nel promuovere un film autobiografico sull’inventrice italoamericana del mocho, trova lo spunto per una riflessione non banale sulle molte donne inventrici, negli ultimi decenni, di elettrodomestici o strumenti che hanno fortemente migliorato la qualità della vita familiare. Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 27 gennaio

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Fonte:www.tvblog.it

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Il referendum "preventivo"

27 Gennaio 2016, 02:17am

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di martedì 26 gennaio - Nel countdown che avvicina le unioni civili a Palazzo Madama l'odierna giornata segna una schiarita, come riportato dalle testate Rai. La sostanza? Nel Pd c'è ancora discussione ma poca voglia di rottura. In un sistema informativo drogato dalla politica, se sparisce dal tavolo il piatto forte delle divisioni (reali) nel partito di maggioranza, tutto sembra acquietarsi. C'è da augurarci che ora si affrontino i contenuti di questo importante avanzamento nell'area dei diritti individuali e sociali. Tg5 non abbandona il tema dei possibili sgambetti nel voto segreto, ma probabilmente esagera vista la trasversalità delle sensibilità in Parlamento. Tg4 cerca e trova gli "scontenti" tra le fila dei tradizionalisti. Alfano, ripreso da tutti, sventola una sorta di bandiera bianca su cui inscrive il poco verosimile slogan del referendum abrogativo.

Sempre per la politica anche la tensione sul voto di sfiducia sulle questioni bancarie sembra destinata a calare, e i Tg conseguentemente se ne occupano quasi di sfuggita. Mentana segnala che sia Verdini che Tosi non voteranno contro il governo, indispettendo la sinistra Pd che teme allargamenti della maggioranza a destra.

L'incontro Papa – Rouhani è ripreso ampiamente e in pratica tutte le testate fanno un passo indietro riportando le polemiche sulle statue greco-romane dei Musei Capitolini le cui nudità sono state ieri velate durante gli incontri ufficiali, proprio per rispetto del presidente iraniano. Tg4 quasi in apertura parla di cedimento alla sensibilità dell'ospite islamico. Tg2 fornisce in proposito una riflessione più composta, intervistando il filosofo Tullio Gregory.

Schengen che vacilla tema profughi e controllo spartisce lo spazio degli esteri con le notizie della assurda legge danese che sequestra i beni di chiede asilo per pagare i costo dell'accoglienza e con i reportage del Tg5 dai camping profusion in Grecia e del Tg2 dal Kurdistan iracheno. Su tutti la notizia dell'omicidio in Svezia di una giovane volontaria ad opera di un profugo minorenne. Per concluded con gli esteri TgLa7 sceglie di aprire sull'ipotesi di un imminente intervento militare in Libia da parte di Usa, Gran Bretagna, Francia con il concorso italiano, visto che il varo del governo unitario appare difficile e periglioso.

La mobilitazione e le proteste degli operai e dei tecnici dell'Ilva di Genova sono anche stasera ripresi diffusamente, addirittura in apertura per Tg5 che confeziona una strana copertina giustapponendo i furbetti del badge nel settore pubblico ai lavoraratori che difendono con i denti il lavoratori a rischio.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 26 gennaio 2016

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Fonte:www.tvblog.it

 

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Lo stato delle unioni (civili)

25 Gennaio 2016, 21:52pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di lunedì 25 gennaio – A 3 giorni dall’arrivo del provvedimento al Senato le unioni civili sono titolo per tutte le testate. Mentre la politica annaspa ed è attraversata dalla logica delle divisioni tra “guelfi ghibellini” – come efficacemente sintetizza Mentana -, si può affermare che l’informazione tv, specchio molo spesso deformato delle sensibilità diffuse nella società, almeno in questo caso è leggermente più avanti degli eletti dal popolo. Lasciando stare Studio Aperto e Tg4 che non fanno altro che tirare la giacchetta ai vescovi che non hanno bisogno di inviti in tal senso, gli altri Tg riprendono le odierne dichiarazioni di Bagnasco senza forzare. Che la Cei sia per la “famiglia naturale” ci sembra infatti un fatto scontato, ma come afferma TgLa7, le leggi le fa il Parlamento italiano. Anche a Cologno Monzese si respira qualche refolo di laicità, con l’intervista alla fondatrice dell’associazione gay Diversity Francesca Vecchioni che con semplicità parla di affetti omosessuali e di senso della famiglia anche non tradizionale. Tg2, poi, nel suo approfondimento ci ricorda che di unioni civili si para infruttuosamente dalla metà degli anni ’80: un implicito invito a far sì che questa volta non “salti” l’ennesimo appuntamento con l’ampliamento dei diritti individuali e sociali.

La riunione informale dei ministri a Bruxelles sul tema dei controlli e delle frontiere è stata per Mentana “inutile”, mentre Alfano – ripreso ampiamente soprattutto dai Tg Rai – afferma che per il momento “Schengen l’ha scampata”. Mentre l’Europa discute e la Germania sembra spingere la Grecia fuori dai suoi confini per “risolvere” il problema dei 400 mila profughi che lì albergano contro la loro volontà, Tg3 ci fa vedere il freddo che attanaglia le famiglie dei disperati accampati e le proteste della street art per lo sgombro forzato dei bivacchi di Calais. Tg4 tenta la classifica del “migrante più odiato” per chiedersi chi sia disposto a prendersi gli indesiderati. Dal tema profughi al terrorismo il passo, purtroppo, è breve. Attenzione per tutti alle minacce rilanciate da Europol all’arresto in Italia del marocchino presunto adepto dell’Isis. Tg5 offre un ampio reportage sulla guerra in Siria dalla parte del fronte russo. La difficile avanzata della pacificazione in Libia sotto un unico governo è ben rappresentata da Tg3.

I Tg delle 20 forzano sui 17 miliardi di “torta ricchissima” (Tg5) portati in dote da Rouhani nel primo viaggio europeo del leader iraniano, mentre TgLa7 segnali più volte che gli affari sono concreti mentre il tema dei diritti umani on è stato neanche sfiorato negli incontri ufficiali di giornata. 

Visto l’odierno andamento della borsa, ancora attenzione alle questioni bancarie soprattutto su TgLa7, mentre Tg3 ipotizza che l’inabissamento di Mps sia frutto di manovre sugli istituti bancari italiani da parte di compratori stranieri.

Le apprensioni Ue sul debito italiano sono assai alte su Mediaset e su La7, mentre la Rai ( soprattutto Tg3) sottolinea che sono ben 11 su 28 i paesi cui la Commissione ha tirato le orecchie. L’odierna polemica di Grillo e dei Cinque Stelle contro il binomio Pd-Rai è ripresa fin dai titolo da TgLa7, ma anche Tg2 se ne occupa, seppur velocemente.

Sembra impossibile, ma i bisturi nelle nostre sale operatorio sarebbero di scarsa qualità secondo i chirurghi nostrani, perché chi li acquista tenderebbe al risparmio. Sembra vero, anche perché a occuparsene sono le 3 testate Mediaset, ma anche Tg1 e Tg3.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei tg di lunedì 25 gennaio

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Fonte:www.tvblog.it

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Tra sbarchi, stragi in mare e frontiere che si chiudono trova spazio anche l’approfondimento

24 Gennaio 2016, 16:21pm

Pubblicato da albertobaldazzi

Attinto da cartadiroma.it

In una settimana in cui si è assistito ad una commistione alquanto spuria tra immigrazione, profughi, controllo e ripristino delle frontiere, rischi legati al terrorismo, inevitabilmente l’informazione tv ha dedicato ambio spazio a questi temi. Partendo “dalla coda”, ieri, venerdì, la nuova strage sulla tratta del Mare Egeo (45 i morti, di cui 20 bambini) ottiene l’apertura su Tg1 e Tg3, e titoli su tutte le testata salvo Studio Aperto. Alle immagini, che purtroppo si ripetono sempre uguali, dei salvati dai barconi, si contrappongo quelle delle grandi riunioni della Commissione Europea. “Schengen traballa ma non crolla” riassume nel titolo Tg La7, segnalando come le posizioni di Italia e Germania convergano nella difesa del principio di libera circolazione. Buono approfondimento del Tg2 sull’Europa prima e dopo Schengen. Tg3 riprende nei servizi le denunce rivolte da Amnesty International al governo turco, colpevole di oppressioni e violenze sui migranti ospiti nel suo territorio.

Le stragi in mare hanno ottenuto attenzione soprattuto da parte del servizio pubblico. I nuovi morti nel Mare Egeo (11, di cui 3 bambini) giovedì trovano spazio sui titoli e nei servizi dei soli Tg Rai. Da segnalare il buon approfondimento del Tg2 sui “migranti di ritorno”, ossia quelle migliaia di profughi che, respinti dai paesi del Nord Europa a cui hanno chiesto asilo, convergono di nuovo verso l’Italia. I nuovi attacchi dell’Isis in Libia e le proteste che montano in Tunisia vengono coperte, rispettivamente, da Tg1 e Tg5.

Martedì, poi, apprezzabile l’attenzione al rapporto ONU sui bambini schiavizzati dall’Isis per finalità terroristiche (Tg4 e Studio Aperto). Tg5 ci offre ben 3 servizi; il primo sulle paghe dimezzate – causa bombardamenti – ai tagliagole, il secondo le accuse di medici senza frontiere all’Europa per aver aggravato situazione migranti, ed infine un inchiesta dalla Slovenia sulla strategia del Califfato per allargare il suo raggio d’azione nei balcani.

Pieno merito a Tg3 che, lunedì scorso, facendo il punto sulle testimonianze che hanno condizionato la percezione europea del fenomeno (le foto di Aylan, i video del Bataclan, le più recenti aggressioni di Colonia), il servizio critica alcune espressioni utilizzate della satira francese (le vignette di Charlie Hebdo che dipingono sempre il piccolo Aylan sopravvissuto come futuro molestatore), giudicandole non solo orribili, ma causa di “divisioni difficilmente sanabili”.

Alberto baldazzi

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