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Albertobaldazzi

Dimissioni? Scherzavo…..

30 Settembre 2013, 20:19pm

Pubblicato da albertobaldazzi

dimissioniI Tg i lunedì 30 settembre - Il tentativo di seguire il filo logico delle ultime uscite del Cavaliere risulta vano: non c’è niente da seguire, niente da ricostruire, niente da capire se non che il fatto che Berlusconi annaspa nei gorghi della sua fuoriuscita dal sistema politico. In dieci giorni siamo passati dallo “statista” che nel video messaggio assicura la continuità al governo Letta, alle dimissioni di tutti i parlamentari con l’esclusione dei ministri, alla dimissione dei ministri “decisa da lui solo”, al ritiro delle dimissioni dei parlamentari e all’ingiunzione a Letta “ad approvare in sette giorni quattro o cinque provvedimenti” e poi farsi da parte.

I Tg di serata si dividono in due categorie: quelli che pur annaspando inseguono il tenue filo degli avvenimenti e quelli “padronali” che cercano di riesumare l’epopea del Grande Capo che mette tutto a posto, comprese le divisioni all’interno del Pdl. Lo scambio durissimo tra Sallusti ed i ministri dimissionari che rifiutano il “metodo Boffo” è presente sulle testate Rai e su La7, “assente giustificata” per Mediaset che con Tg 5 riporta “solo” la ricomposizione del quadro interno che Berlusconi ha assicurato nel pomeriggio. Cicchitto che dice che “non si è chiarito niente” risulta desaparecido per Cologno Monzese, mentre compare assai arrabbiato su Tg2 per criticare la “democrazia interna” al Pdl. C’è da chiedersi: non se ne è mai accorto in precedenza?

Visto che presto o tardi si andrà a votare, non è il caso di porsi qualche problema in sede Agcom, del tipo: “Perché non cominciamo a controllare veramente?” Sempre a proposito di politica e informazione, per essere uno “disinteressato” alla Tv, la mossa odierna di Grillo che “assale” Viale Mazzini suona come l’oro di Bologna di cui gli italiani dovrebbero disfarsi. Ripreso da tutti, come al solito quando sparla dei media. A proposito di media, questa volta stranieri, TG La 7 si “adombra”, forse a ragione, per la pubblicità americana di una nota carta di credito che si propone ai clienti per evitare loro le figuracce che “Fanno gli Italiani”, abituati a “non pagare”.

Ancora politica. Una volta tanto un sondaggio politico sembra avere un senso non solo per gli addetti al pallottoliere: quello del Tg 3 che fa emergere una divisione all’interno del centrodestra con un 42% di elettori di destra che contestano dall’interno le ultime mosse del Cav.

Mentana dà in diretta la notizia della condanna a trent’anni per Parolisi a L’Aquila e tutti presentano la prima udienza di quello d’appello per Meredith Kercher. Ma la cronaca è aperta per tutti sulla tragedia dei tredici immigrati morti davanti alla spiaggia del ragusano: una volta tanto una sensibilità diffusa anche per chi ha considerato il fenomeno immigrazione come una minaccia per gli italiani. Ottimo il servizio del Tg3. Buono quello del Tg5 sui cimiteri dei tanti “senza nome” giunti cadaveri sull’italico suolo.

Buono un servizio del Tg 2 sui cinquant’anni della riforma scolastica che rendeva obbligatori gli otto anni di istruzione: come è cambiato, in peggio, il Paese!

Le foto osé della starlet di turno pentita della loro pubblicazione su internet, allietano come ogni sera (o quasi) il desco degli italiani in compagnia di Studio Aperto.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 29/09/2013

 

Tg1 - ore 13:30 4028.000, 20,29% ore 20:00 4968.000, 20,97%.

Tg2 - ore 13:00 2692.000, 14,30% ore 20:30 1860.000, 7,31%.

Tg3 - ore 14:30 1199.000, 6,10% ore 19:00 2315.000, 12,44%.

Tg5 - ore 13:00 .3333.000, 17,62% ore 20:00 4428.000, 18,71%.

Studio Aperto - ore 12:25 575.000, 4,91% ore 18:30 955.000, 5,81%.

Tg4 - ore 14:00 418.000, 2,11% ore 18:55 746.000, 4,03%.

Tg La7 - ore 13:30 845.000, 4,26% ore 20:00 1554.000, 6.49%.

Fonte:www.tvblog.it

Dimissioni? Scherzavo…..

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Dal teatrino della politica al teatro dell’assurdo

27 Settembre 2013, 20:22pm

Pubblicato da albertobaldazzi

indexI Tg di venerdì 27 settembre - Berlusconi ha superato se stesso: non soddisfatto del “teatrino della politica”, espressione populista con cui ha ipnotizzato per anni gli italiani disposti a farsi ipnotizzare, ha preso a modello Ionesco ed il suo teatro dell’assurdo. I berluscones da 48 ore annaspano nell’improbo tentativo di gestire un gioco delle tre carte in cui il banco rischia di infinocchiare se stesso. Brunetta, che sui Tg Rai ribadisce la storiella della retroattività della Severino, conferma le dimissioni di massa e, al contempo, la fedeltà al governo, rendendosi protagonista di una involontaria riuscitissima gag. Stessa mission impossible per Cicchitto, ripreso da Tg1. Che la “mossa” delle dimissioni sia indifendibile e autolesionista, è dimostrato dal fatto che gli stessi Tg Mediaset non riescono ad “illuminare” nessuna odierna dichiarazione del Pdl, se si esclude un Gasparri che intona anche lui la nenia della retroattività. Un servizio di TgLa7 inquadra i forti malumori in casa Forza Italia, annessi e connessi, mentre la durezza dell’intervento di Napolitano campeggia sulle testate Rai e su Tg de La 7 - questa sera “orfano” del suo Direttore-conduttore - ma è inevitabilmente presente anche su Tg 5. Neanche Cologno Monzese riesce ad insabbiare le preoccupazioni per lo spread e le emergenze economiche che il governo - nei cui banchi siedono cinque ministri Pdl che al contempo sarebbero sul punto di dimettersi dal Parlamento – dovrebbe affrontare nelle prossime ore. Se non fosse tragico, sarebbe divertente sbirciare con una webcam nella sala del Consiglio dei Ministri che ancora in corso, per cogliere le espressioni quanto meno imbarazzate di Alfano, Quagliariello, Lupi & C., oltre a quella di Enrico Letta. che senz’altro non sarà distesa e conciliante. La manifestazione del centrodestra lanciata per il 4 ottobre rappresenta il coniglio di giornata uscito dal cilindro del Capo, che sembra sostenuto nella sua mossa folle solo da una Santanchè che – ripresa da Tg la7 – crea un diversivo attaccando selvaggiamente Napolitano.

Anche stasera Tg3 dedica alla politica 25 minuti, compreso un ampio spazio sulle reazioni una volta tanto unitarie in casa Pd, presenti senza la consueta dose di irrisione anche su i Tg Mediaset.

Sotto la politica, niente. Le stesse notizie sul rinvio dell’aumento dell’iva, compensato da quello delle accise, si perdone nella inconsistenza del quadro generale. Tg 3 ha la sensibilità di seguire quella che appare un’evoluzione nella vicenda delle acciaierie targate Riva, oltre al proporre nuovi servizi sui rifiuti tossici che arricchiscono le ecomafie. Tg 2 si occupa del paradosso dei tassi per i mutui immobiliari, nominalmente assai bassi ma di fatto irraggiungibili perché le banche non li concedono.

Mentre Tg2 illumina Papa Francesco che vuole una Chiesa di strada, e Tg 1 ci fa ascoltare Umberto Eco che si diffonde in apprezzamenti tutt’altro che di maniera verso Bergoglio, Tg4 e Studio Aperto sono oramai saltati sul carro della religiosità popolare e per il quarto giorno consecutivo ci “vendono” la madonna di gesso di Medjugorje che si illumina senza bisogno delle luci di studio.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di giovedì 26 settembre 2013 Tg1 - ore 13:30 3.502.000, 20,78% ore 20:00 4.923.000, 21,28%. Tg2 - ore 13:00 2.445.000, 16,05% ore 20:30 2.009.000, 7,93%. Tg3 - ore 14:30 1.587.000, 10,65% ore 19:00 2.048.000, 13,55%. Tg5 - ore 13:00 3.278.000, 21,34% ore 20:00 4.687.000, 20,16%. Studio Aperto - ore 12:25 2.224.000, 19,00 ore 18:30 832.000, 7,49%. Tg4 - ore 14:00 737.000, 4,52% ore 18:55 755.000, 5,02%. Tg La7 - ore 13:30 745.000, 4,43% ore 20:00 1.623.000, 6,92%.

Fonte:www.tvblog.it

Dal teatrino della politica al teatro dell’assurdo

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L’Enrico furioso

26 Settembre 2013, 20:24pm

Pubblicato da albertobaldazzi

guerr I Tg di giovedì 26 settembre - Napolitano in mattinata ed Enrico Letta intorno alle ore 20 hanno accerchiato con le loro reazioni la mossa di 24 ore fa dei berluscones, o sarebbe meglio dire, dello stesso Berlusconi. Come capita per ciò che esce dal cervello di Zeus, ad una settimana dal videomessaggio condito di contumelie contro Magistratura e sinistra ma, al contempo, da moderazione e responsabilità verso il governo, il Cavaliere ieri ha “sbroccato” con la richiesta delle dimissioni di tutti i suoi parlamentari. Letta da New York ha mantenuto calma e gesso fino alla conferenza stampa serale, dove si è sfogato parlando di un Paese “umiliato” dalla mossa del Pdl che rischia di far morire “Sansone con tutti i Filistei”. Non era stato tenero qualche ora prima Napolitano, che per Mentana ha mostrato una reazione “inaudita”: parole durissime per censurare le accuse fuori luogo di golpe e il ricatto istituzionale salvacondotto/stabilità. Per Tg 3 i primi 24 minuti dell’edizione sono occupati dal tentativo di raccapezzarsi su ciò che sta avvenendo e che potrà accadere. Tg1 e Tg2 e TgLa 7aprono con le reazioni di Napolitano e Letta, mentre Tg 5 predilige Napolitano e “incarta” Letta facendogli pronunciare i termine “umiliazione” senza far trapelare che l’autore sarebbe stato il Pdl. Ormai è difficile dividere tra falchi, colombe e passeracei vari: Brunetta su Tg1 e Tg2, Schifani un po’ dappertutto ma in diretta su Tg4, ripropongono la vulgata della crisi “colpa del Pd” per la vicenda della decadenza dal Senato. Lupi su Tg1 guarda al Consiglio dei ministri di domani pomeriggio segnalando la valenza solo “simbolica” della decisione dei parlamentari del centrodestra. Per Mentana la Santanché si conferma ancora una volta la “Regina della Notte” del panorama politico, con le accuse dirette alla persona di Napolitano. Sempre su Tg La7 compaiono i riflessi in politica interna del Pd, con Cuperlo che fa balenare il rinvio del congresso in caso di crisi. C’è da auspicare che “l’Enrico furioso” non si ammosci nel viaggio di ritorno in Italia: domani non si potrà giocare solo di rimessa. Quando è a rischio la tenuta delle istituzioni, non valgono gli schemi di gioco ma solo la chiarezza.

Ben poco altro nei Tg di serata. Il Grande Sonno del governo su Telecom sembra interrompersi con la ginnastica mattutina della riforma del regime dell’Opa, nel tentativo di allontanare l’amaro calice di Telefonica. Tutti i Tg riprendono, mostrandosi più abili nella veste di tifosi che non in quella di attenti osservatori dei fenomeni economici.

I femminicidi hanno oramai il loro spazio fisso; stasera, fortunatamente, non prevalgono i toni retorici dei servizi Mediaset. La donna uccisa a Piacenza dal convivente è oggetto di buone coperture di cronaca. Per rimanere in tema d’ informazione di genere, Tg2 presenta un ottimo approfondimento sul fenomeno, tutto italiano, dei licenziamenti che colpiscono le donne incinte, basato su un’indagine dell’Eurispes.

L’avevamo preannunciato, e più che di un miracolo si è trattato di un déjà-vu: dopo quella “indigena” di Civitavecchia, tutti gli obbiettivi di Mediaset sono per la Madonna di gesso di Mejugorje, che s’illumina ai vesperi. Ce lo conferma in diretta su TG4 un redivivo Paolo Brosio, che ci assicura che anche stasera si è riprodotto il fenomeno. Ne siamo felici.

Tg3 e Tg1 titolano sull’odierna, catastrofica performance del capo della Barilla, il giovane Guido, che parlando alla Zanzara dice di non puntare al target gay perché “la sua azienda si rivolge alla famiglia tradizionale”. Seguono scuse e smentite, ma non bastano a cancellare la figuraccia.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di mercoledì 25 settembre 2013 Tg1 - ore 13:30 3.639.000, 21.18% ore 20:00 4.963.000, 21.07%. Tg2 - ore 13:00 2.429.000, 15.98% ore 20:30 2.023.000, 7.73%. Tg3 - ore 14:30 1.573.000, 10.46% ore 19:00 1.929.000, 12.29%. Tg5 - ore 13:00 2.982.000, 19.33% ore 20:00 4.711.000, 19.89%. Studio Aperto - ore 12:25 2.176.000, 18.03% ore 18:30 784.000, 7.02%. Tg4 - ore 14:00 629.000, 3.80% ore 18:55 760.000, 4.85%. Tg La7 - ore 13:30 671.000, 3.90% ore 20:00 1.543.000, 6.47%.

 

Fonte:www.tvblog.it

 

L’Enrico furioso

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Tiramolla

25 Settembre 2013, 20:03pm

Pubblicato da albertobaldazzi

tiramolla I Tg riscontrano. Quelli Mediaset appaiono in certo qual modo ringalluzziti, e non colgono la “novità” rispetto ai toni moderati – da statista! – del videomessaggio della scorsa settimana. Gli altri appaiono attoniti. Ma forse un fumetto per ragazzini non merita tanta circospezione. Mentana legge in diretta una indiscrezione che trapela dalla riunione: “E’ in corso un attacco eversivo ad opera della magistratura per sovvertire lo stato di diritto”. Ma, comunque, calma e gesso: Gasparri su Tg 3 assicura che i ministri Pdl non si dimetteranno. Tg 5 presenta un attualissimo servizio sui trent’anni dalla nascita del Governo Craxi, sfruttando la presenza di Napolitano alla celebrazione. Un uomo di sinistra che assicurò lo sviluppo del Paese, ma che fu ricompensato da un trattamento ingiusto da parte della Magistratura. Come dire: tutto fa brodo.

Il caso Telecom continua a tenere banco, con Letta che “rettifica” il disimpegno del governo e parla della difesa della rete. Bernabè – che non è l’usciere di Telecom – conferma in Commissione che ha saputo di Telefonica dalle agenzie di stampa. Catricalà, ripreso da TgLa 7, denuncia di non essere stato informato, “altrimenti…..!” Il Copasir – presente su tutti - si inalbera e denuncia pericoli per la sicurezza nazionale. Mentana propone un servizio che ci racconta come negli altri Paesi europei nessuno ha mai pensato di spalancare la rete di telecomunicazioni all’ingresso di privati, per di più stranieri.

Il femminicidio continua ad apparire come cronaca e come riflessione in dose industriali. Ce ne compiacciamo. Belli i servizi del Tg3, Tg 2 e di TgLa 7 sulla manifestazione odierna a Piazza Montecitorio; scorate le riflessioni delle stesse testate, cui si aggiunge il Tg1, sullo stallo in Parlamento della conversione del decreto che proprio della violenza sulle donne si occupa. Ma non è tutto oro quello che luccica. Su Studio aperto le donne uccise negli ultimi giorni e quelle che si sono salvate per miracolo, danno il via per il secondo giorno consecutivo alla dimensione consueta della cronaca criminale: 12 minuti in apertura. Per soprammercato grande spazio alle vacanze ai Caraibi del giovane Sollecito, oltre che alle richieste in appello dell’accusa per l’omicidio Melania Rea (e questo ci può stare).

Per gli approfondimenti del Tg2 segnaliamo un interessante servizio con tanto di documenti video originali, sul pentitismo partendo da Joe Valachi, il bosso italo-americano primo “pentito” della mafia.

Il Papa che beve con la cannuccia l’aranciata offerta da un fedele, compare gradevolmente su Tg 4 e Tg 5; meno gradevoli i lunghi minuti dedicati dal Tg diretto da Giovanni Toti alla statuetta della Madonna di Medjugorje che “si illumina” e fa gridare al miracolo. E’ il secondo giorno che se ne occupa e, ci scommettiamo, non finirà qui.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di martedi' 24 settembre

Tg1 - ore 13:30 3.614.000, 21,30% ore 20:00 5.082.000, 21,58%. Tg2 - ore 13:00 2.560.000, 17,03% ore 20:30 2.043.000, 7,87%. Tg3 - ore 14:30 1.651.000, 10,77% ore 19:00 1.880.000, 12,38%. Tg5 - ore 13:00 3.073.000, 20,22% ore 20:00 4786.000, 20,25%. Studio Aperto - ore 12:25 1.975.000, 16,91% ore 18:30 797.000, 7,03%. Tg4 - ore 14.00 735.000, 4,38% ore 18:55 784.000, 5,16%. Tg La7 - ore 13:30 710.000, 4,17% ore 20:00 1.665.000, 6,98%.

Fonte: www.tvblog.it

Tiramolla

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Franza o Spagna: chi ce se magna?

24 Settembre 2013, 20:43pm

Pubblicato da albertobaldazzi

images-1 I tg di martedì 24 settembre - Tutte e due. Questa è la risposta all’interrogativo che può apparire un pò troppo vernacolare ma che, in realtà, ripropone e attualizza la cinquecentesca debolezza italica di fronte alle potenze straniere. Le vicende delle ultime ore – ma con una gestazione da elefante e con madri e padri tutt’altro che ignoti - con Telecom che decolla con destinazione Madrid e Alitalia che si appresta ad essere raccattata gratis da AirFrance al termine di una caduta libera., incontrano trattamenti ben diversi nei Tg di prima serata. L’abbinata dei due smacchi è apertura per i Tg Rai e TgLa7, mentre quelli Mediaset “dimenticano” la vicenda Alitalia che altrimenti riporterebbe a galla il regalo fatto da Berlusconi a tutti gli italiani con l’opposizione all’acquisto (allora) della compagnia di bandiera da parte di AirFrance. Risultato? Almeno quattro miliardi di costo per la collettività e il fallimento dei “Capitani Coraggiosi” che, senza il soccorso transalpino, rischia nelle prossime settimane di farci assistere alla chiusura dello spazio aereo ai voli nazionali. Per Cologno Monzese compare solo Telecom, nelle scontate tonalità populistico-nazionalistiche. Ci sarebbe da arrossire per la vergogna. Buone, invece le coperture per gli altri Tg che sono prodighi diapprofondimenti e di dati., oltre che di commenti impietosi .Tg 2 ci consola segnalando che per ogni due miliardi di shopping straniero nella Penisola, il capitalismo italico si compra un miliardo di aziende straniere. Il che significa che la discesa agli inferi del Paese sarò lunga e serena. Pr Tg 3 non c’è alcuna consolazione, anche perché i capitali stranieri non portano certo lavoro, così come quelli che emigrano contribuiscono a diminuire gli investimenti domestici. La testata diretta da Bianca Berlinguer e Tg 1“illuminano” le proteste a Verona degli operai del comparto acciaio dei Riva. Tg 3 si occupa anche delle tensioni a Cagliari per la manifestazione degli operai Alcoa.

L’altro core business dell’informazione di serata è rappresentato dalle donne di Berlusconi. Anche in questo caso il trattamento risulta diverso. Mentre per Tg1, Tg 3 e TgLa 7 le ultime uscite di Marina e Barbara Berlusconi e, soprattutto il “Mister B. dimmi di sì” della fidanzata Pascale su Vanity Fair, sono i sintomi di una rinnovata campagna di comunicazione del Cavaliere, per Tg 4 e soprattutto per Studio Aperto gli italiani sono babbei e, quindi, la ventottenne Pascale ed il settantasettenne Berlusconi altro non sono che i raggianti protagonisti di una splendida e commovente storia d’amore. Se a leggere il testo che accompagna il servizio di Studio Aperto fosse stato, ad esempio, Crozza, nessuno avrebbe dubitato della sua efficacia satirica.

I femminicidi continuano a tenere banco. Ma mentre su Tg 2 e Tg1 si rimane alla cronaca e si sfiora l’approfondimento tematico, per Studio Aperto (apertura) e Tg4 siamo già sconfinati abbondantemente nel piatto ricco della cronaca criminale.

Per gli esteri da segnalare lo scoramento - tale, almeno ci è parso – della corrispondente Rai Giovanna Botteri costretta a commentare l’odierno discorso di Obama al Palazzo di Vetro, così distante da quello ieratico del primo anno di insediamento: scomparsi i toni concilianti e la riproposizione del sogno americano, il loro posto è stato preso dai muscoli della superpotenza che ”impone” la sua visione del mondo in tema di sicurezza e democrazia.

Decisivo, infine il servizio di Tg4 sulla querelle che divide gli estimatori del tortello bolognese; ripieno di crudo o di maiale lessato?

Dati auditel dei TG di lunedì 23 settembre Tg1 - ore 13:30 3.544.000, 20.57% ore 20:00 5.128.000, 21.34%. Tg2 - ore 13:00 2.701.000, 17.49% ore 20:30 2.023.000, 7.72%. Tg3 - ore 14:30 1.689.000, 11.15% ore 19:00 1.908.000, 12.50%. Tg5 - ore 13:00 3.212.000, 20.50% ore 20:00 4.967.000, 20.66%. Studio Aperto - ore 12:25 2.011.000, 16.87% ore 18:30 896.000, 7.93%. Tg4 - ore 14.00 656.000, 3.92% ore 18:55 715.000, 4.68%. Tg La7 - ore 13:30 664.000, 3.84% ore 20:00 1.690.000, 6.96%.

Fonte:www.tvblog.it

Franza o Spagna: chi ce se magna?

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Semaforo verde per l’autunno dei Tg

23 Settembre 2013, 20:12pm

Pubblicato da albertobaldazzi

row of traffic lights, green lights illuminated (digital composite) row of traffic lights, green lights illuminated (digital composite)

I tg di lunedì 23 settembre – Dopo l’antipasto dedicato all’epopea berlusconiana sub specie videomessaggistica, torniamo al nostro lavoro quotidiano, ovvero all’appuntamento con i sette Tg delle reti televisive generaliste. Sarà forse perchè l’estate ci ha disintossicato, ma stasera i Tg non ci sono apparsi malaccio, come vedrete dalla ricchezza dell’offerta.

Quelli Mediaset hanno fornito cronache politiche made in Arcore ma senza lo sfolgorio delle giornate migliori. Tg 3, Tg 1, TgLa7 e Tg 2 hanno scelto Napolitano per l’apertura, con il suo ruolo da dodicesimo giocatore, ma anche da direttore tecnico, nella sgangherata squadra di Letta. Spazio sulle stesse testate ad un “terzo incomodo” tra Pd e Pdl nelle polemiche sull’iva e sulle coperture, ovvero l’asse Squinzi-Camusso che non ci stanno a far da semplici spettatori. La Cgil chiede di essere audita dal governo, e minaccia scioperi e manifestazioni in coordinamento con Cisl e Uil. Anche Bagnasco “compare” e dice la sua sul tema stabilità. Sempre sul tema stabilità spazio al Letta-pensiero dal Canada su Tg1 e Tg2.

Il serial parenti serpenti in onda sulle frequenze del Pd come al solito è “spiegato” con dovizia di particolari da Tg 3 TGLa7. Come ogni lunedì, con l’autunno sono ripresi i sondaggi su TgLa7, che riproducono un tutt’altro che affascinante testa a testa tra Pd e la rinata Forza Italia.

L’apertura per Studio Aperto e Tg 4 è sull’attacco islamista ancora in corso a Nairobi, “alto” anche per gli altri. Approfondimento sul terrorismo in Africa su Tg 2. La neo zarina Merkel è snobbata o quasi dai Tg Mediaset e illuminata efficacemente soprattutto da Tg3 che le dedica un paio di servizi niente male; Rusconi è chiamato a commentare su Tg1, mentre De Bortoli su Tg 5 invita la Cancelliera a “dare di più” in termini di coesione europea. Alberto Quadrio Curzio su Tg 2; la “nuova Thatcher “ (definizione odierna di Libero) non piace a Tg 1 e Tg 3 che ricordano la sua fede europeista.

La dichiarazione spontanea di Schettino al processo grossetano sulla Costa Concordia, risulta un must per tutte le testate.

Le due donne vittime a Cagliari e a Taranto dei “loro uomini” (il contatore 2013 segna quota 112) sono titolo per i Tg Mediaset e Tg3, servizio per Tg 1. Interessante il servizio di Tg 5 sull’aggiornamento dei dati del lavoro minorile nel mondo. Sulla Tav Tg3 propone la “soggettiva” degli operai dei cantieri che, anche se assistiti dai militari, vivono nel terrore. Buona le copertura anche del Tg1 e del Tg 2; La testata diretta da Mario Orfeo si ricorda dell’anniversario dell’omicidio di Giancarlo Siani. Titoli e servizi per Tg1, Tg5, e Tg3 per Bartali, nominato “Giusto tra le Nazioni” per la difesa, silenziosa ed efficace, di ben ottocento cittadini ebrei sotto l’occupazione nazista.

Peana alla pubblicità sui Tg Mediaset per lanciare l’apoteosi dello spot nell’”All 21”, l’advertaising a reti unificate per “pompare” più danaro dagli inserzionisti. “La pubblicità in un solo minuto”, può essere anche una legittima esigenza aziendale, purchè non la si spacci come un elemento progressivo e di modernità. Lo stesso discorso per il matrimonio di Belen che con dovizia di immagini Tg 4 ci spaccia come importante notizia. Notizia, è invece, quella che Mentana dà in diretta in relazione al forse avvenuto passaggio di Telecom Italia in mani spagnole.

Dati Auditel dei TG di domenica 22 settembre 2013

Tg1 - ore 13:30 4.193.000, 23,13% ore 20:00 4.888.000, 21,80%. Tg2 - ore 13:00 2.484.000, 14,83% ore 20:30 1.964.000, 8,09%. Tg3 - ore 14:30 1.284.000, 7,07% ore 19:00 1.846.000, 11,28%. Tg5 - ore 13:00 3.168.000, 18,81% ore 20:00 4.132.000, 18,41%. Studio Aperto - ore 12:25 1.648.000, 11,64% ore 18:30 931.000, 6,71%. Tg4 - ore 14:00 453.000, 2,45% ore 18:55 816.000, 4,99%. Tg La7 - ore 13:30 718.000, 3,92% ore 20:00 1.269.000, 5,59%.

Fonte: www.tvblog.it

Semaforo verde per l’autunno dei Tg

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Hic manebimus optime

19 Settembre 2013, 16:12pm

Pubblicato da albertobaldazzi

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I tg di mercoledì 18 settembre – Se la perseveranza (o la cocciutaggine) va premiata, allora l’Osservatorio dei Tg merita quantomeno una bambolina o un pelouche. Da lunedì 23, infatti, su questo blog e su quello personale albertobaldazzi.com riprende per il quinto anno l’analisi quotidiana dei Tg di prime time, che sarà “messa in macchina” ogni sera intorno alle ore 21,15. L’ultima stagione (settembre 2012- luglio 2013) ci ha convinti a sperimentare la lettura dell’intera annata con la recentissima pubblicazione per i tipi della Datanews dell’Almanacco dei Tg, nel tentativo di riproporre in sequenza un anno di vita italiana così come rappresentato (e spesso distorto) dal medium più amato e più “consumato” dagli italiani, ovvero la Tv. Una precisazione sul titolo scelto per questo post: lungi da noi il riferimento alla dannunziana retorica fiumana condita di militarismo e di reducismo che ha dato lustro al motto latino. Ci rifacciamo, invece, all’Hic manebimus optime originale, quello di cui Tito Livio accredita il centurione romano che, sulle rovine fumanti di Roma devastata dai Galli (390 a.c.), propone stoicamente di non abbandonare la città fondata da Romolo, ma di restare per ricostruire. Un atteggiamento, dunque, che richiama il nostro tentativo di presidiare il campo dell’informazione televisiva nella speranza di vederlo un giorno, se non fiorito, almeno sgombro da erbacce infestanti quali il conflitto d’interessi e la sdrucita governance Rai, e bonificato dalle paludi della scarsa professionalità e della deontologia confinata tra le “varie ed eventuali”. Riteniamo infatti che l’unico modo per superare un sistema informativo pieno di buchi e bachi, consista nel criticarlo severamente quando necessario e, al contempo, nel segnalare, valorizzandoli, i rari elementi positivi. Non apparteniamo alla scuola di chi afferma che “la televisione non conta più niente”, e che le incrostazioni e le distorsioni non rappresentato più un pericolo “grazie all’avanzata di internet”; in genere chi la pensa così è in cattiva fede o, in alternativa, controlla direttamente o indirettamente l’informazione Tv. Da inguaribili riformisti, pensiamo che per scacciare la cattiva informazione serva il suo opposto, ovvero l’informazione corretta.

Come antipasto alla ripresa dell’Osservatorio quotidiano, lo chef consiglia oggi di spiluccare tra i Tg di ieri sera per vedere il “trattamento” riservato all’attesissimo video-messaggio di Berlusconi. Il Cav. che pontifica sulle sue e sulle “nostre” Tv non è certo una novità ed, anzi, affrontare l’autunno ripartendo da Lui può apparire di malaugurio. Ma a noi spetta analizzare e segnalare anche i più piccoli shift. Andiamo con ordine. Enrico Mentana avverte i telespettatori di Tg La7 che il video del Cavaliere Decadente non aprirà l’edizione serale per il semplice fatto che non appare a lui notizia centrale, superata in gerarchia dal contenzioso Pdl-Pd sull’Iva; il risultato è che bisogna attendere ben 15 minuti per rivedere il Berlusconi formato guerra fredda che si scaglia contro sinistra e Magistratura, riassunto in un servizio di 3 minuti. Per le testate Mediaset i 17 minuti del Berlusconi-Pensiero sono proposti, ovviamente, in integrale, con tanto di replica per Tg 4 in una “Edizione Speciale” andata in onda alle 19,30. In casa Rai, invece, pur essendo proposto in apertura, il video del Cav. è stato “confinato” in servizi anche in questo caso da 3 minuti. Se non si tratta di una novità per il Tg3, nel caso del Tg 2 e soprattutto del Tg1 rifiutare il must dell’integrale o del semi integrale è, comunque degno di nota. Nella passata stagione ci ricordiamo infatti i tanti spazi “a reti unificate” generosamente concessi all’Oracolo di Arcore, per non parlare delle tante, troppe, interviste spacciate come “finta esclusiva” in cui a cambiare non erano le domande – inesistenti – ma più semplicemente il microfono e il logo del canale. Verrebbe quasi il sospetto di leggere questa inusitata autonomia decisionale dei Tg come segno reale che la “decadenza”, non solo dal Senato, è già apprezzata come tale. Come dire: “debolissimi con i forti, più aitanti con gli indeboliti”.

La presentazione di Almanacco dei Tg 2012-2013 alla festa democratica di Genova, 4 settembre 2013

Hic manebimus optime

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