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Albertobaldazzi

La notte prima degli esami

30 Gennaio 2015, 23:18pm

Pubblicato da albertobaldazzi

Schermata 2015-01-30 alle 21.18.25I Tg di venerdì 30 gennaio – Per Mattarella l’ultima notte nella foresteria della Consulta prima del trasferimento al Colle passerà tranquilla: l’esame dei grandi elettori andrà bene, come unanimemente annunciano tutti i Tg. Così la “nascenda” Terza Repubblica sarà custodita da un politico tutto d’un pezzo della Prima Repubblica: si vede che non c’era nessuno “più attuale” da proporre. Le cronache di giornata sfogliano quasi svogliatamente i numeri e i nomi dei due scrutini inevitabilmente interlocutori, ma non inutili. Tutte le maggiori testate ed in particolar modo TgLa7 spiegano che le ultime ore sono servite a Renzi per esorcizzare la paura dell’agguato e alle altre forze politiche per tentare il rientro. Poco dopo la chiusura dei Tg, verso le 21, è giunta la conferma di quanto si vociferava fino a poco prima: l’adesione di Alfano al nome di Mattarella, “giustificata” – ma si è trattato in realtà di un alibi – dall’appello del premier alla convergenza sul “galantuomo”. Negli stessi minuti si è saputo che anche a questo giro Cinque Stelle passerà, consolidando il suo primato nell’area dell’irrilevanza e dello spreco della forte rappresentanza popolare di cui lo hanno dotato le elezioni del 2013. Manca solo l’ex Cav. che mestamente, da Cesano Boscone, ha tentato di identificare quanto meno il male minore rispetto ad una elezione che lo vedrà, in questo caso, irrilevante. I Tg Mediaset espongono stentoreamente la linea (al momento) ufficiale: scheda bianca o non voto al quarto scrutinio di domani mattina. Le altre testate ci dicono invece che Forza Italia sarebbe in parte tentata di mutare atteggiamento per non rimanere da sola e con un pugno di mosche in mano. La notte degli esami a questo punto sarà tale proprio per Berlusconi, consapevole oramai che se il patto c’è stato ed è stato rotto, si trattava di un patto con il Diavolo. Complimenti a Enrico Mentana che per il secondo giorno consecutivo regge da solo una diretta andata in onda dalle 9,30 alle 20,30 e, non soddisfatto, si prepara a quella probabilmente risolutiva di domani mattina. Oltre al Quirinale nei Tg di serata c’è spazio soprattutto per i dati dell’Istat che “annunciano” quasi 100.000 occupati in più nel mese di dicembre e l’ abbassamento di uno 0,4% del tasso di disoccupazione generale, mentre quelle giovanile sempre a dicembre è scesa di un punto, dal 44 al 43%. Spazio su tutti, con apprezzamento trasversale che, una volta tanto, appare sincero. Sui diverse testate (Tg3, Tg4, Studio Aperto) i riflessi del Rapporto Italia 2015 di Eurispes: 1.000 pagine interessanti di dati e valutazioni da cui emerge un Paese che annaspa cercando una rotta non ancora ben definita. Ancora su TgLa7 forte attenzione alla Grecia, nel giorno del primo incontro ad Atene con il capo dell’Eurogruppo:toni tutt’altro che diplomatici per uno scontro in cui almeno le rispettive posizioni di partenza sono state pienamente chiarite. L’arresto del marito presunto omicida di Elena Ceste, già ripreso ampiamente ieri, per molte direzioni dei Tg deve apparire un must, tanto da ritornare anche su Tg3. Buoni gli approfondimenti del Tg2 su le tante piccole imprese che annaspano e le poche che svettano valorizzando inventiva e riproponendo tradizioni artigianali con secoli di storia: almeno questa in Italia non manca. Alberto Baldazzi Dati auditel dei Tg di giovedì 29 gennaio 2015 Tg1 - ore 13:30 4.185.000, 23,38% ore 20:00 7.018.000, 26,30%. Tg2 - ore 13:00 2.951.000, 17,95% ore 20:30 2.392.000, 8,43%. Tg3 - ore 14:30 2.145.000, 12,74% ore 19:00 2.489.000, 11,72%. Tg5 - ore 13:00 3.336.000, 20,05% ore 20:00 5.535.000, 20,43%. Studio Aperto - ore 12:25 2.106.000, 15,35% ore 18:30 1.234.000, 6,68%. Tg4 - ore 11.30 487.000, 6,15% ore 18:55 984.000, 4,65%. Tg La7 - ore 13:30* .000, % ore 20:00 1.537.000, 5,71%.

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Alla ricerca del patto perduto

30 Gennaio 2015, 00:24am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-29-alle-22-09-23I Tg di giovedì 29 gennaio – Che si sia perduto o sia stato malinteso, una cosa è certa: il Patto del Nazareno non contemplava l’elezione del Presidente della Repubblica. Dopo averlo negato i rappresentanti del centro-destra (Toti, Romani, ecc.) ripresi dai Tg di serata lo invocano come un’amante fa con il partner traditore di un patto che Renzi non aveva firmato al punto “Quirinale”. La slavina di commentatori che hanno popolato le edizioni speciali del pomeriggio e gli appuntamenti di prime time ha difficoltà ad ammettere che il giocattolo con cui l’informazione si è gingillata negli ultimi due mesi era una proiezione autoreferenziale, un parto della mente capace però di produrre fiumi d’inchiostro come decine di interviste e presenze in Tv. Tra gli sconfitti della giornata che ha visto la ritrovata unità del Pd, oltre all’ex Cavaliere c’è proprio il mondo dell’informazione. Intendiamoci: il Patto c’è, ma oltre ai frutti già spuntati sull’albero delle riforme (quale che ne sia il sapore e la sostanza) non rappresenta il Nuovo Testamento della Terza Repubblica, e – lo si è visto – non è la Bibbia di Renzi. Oltre a quello rappresentato dall’incredulità dei commentatori che si meravigliano perché la realtà non risponde ai loro desiderata, l’altro paradosso è che Sergio Mattarella, “candidato unico” del Pd, è così legato al Premier che, per non dar adito a dietrologie, non lo ha mai incontrato. I lettori dell’Osservatorio ci scuseranno se stasera ci siamo permessi qualche valutazione personale, si, ma sempre legata alle dinamiche complessive delle scalcinata informazione che gira per il Paese. Del resto i Tg in grande parte si sono occupati solo del primo scrutinio “andato in onda” dalle 3 del pomeriggio. Scalette inevitabilmente in fotocopia; da segnalare da Tg1 e Tg5 l’attenzione alle 6 donne che hanno gestito i mille e più grandi elettori dagli scranni della Presidenza. Sempre su Tg5 ampi servizi di colore sui voti ricevuti da personalità “varie e molto eventuali”, con il caso Magalli che si riduce ad una sola scheda votata. Ovviamente su Mediaset si tocca con mano che in quel di Forza Italia la mossa di Renzi ha fatto male. Per Mentana (sia nella lunga diretta che nel Tg) Renzi risulta il dominatore della giornata (in attesa dei risultati del quarto scrutinio di sabato). Infine soprattutto su Tg1 e Tg2 grande spazio agli applausi riservati al Senatore a Vita Giorgio Napolitano, ritornato alla vita parlamentare dopo 9 anni al Colle. Per il resto su quasi tutti attenzione agli sviluppi (nella coscienza diffusa attesi un po’ da tutti) dell’inchiesta sulla morte di Elena Ceste per la quale è stato arrestato il marito. Su Tg5 ritornano le previsioni confindustriali che “vedono” un 2015 roseo per il Pil. Su Tg1 e Tg5 in evidenza l’audio delle intercettazioni degli ‘ndranghetisti al lavoro sulle macerie emiliane del terremoto 2012. L’attenzione alla Grecia è inevitabilmente scesa, ma l’arrivo di Schulz ad Atene produce qualche decente servizio. Alberto Baldazzi

Dati auditel di Tg di mercoledì 28 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.244.000, 23,35% ore 20:00 6.663.000, 25,29%. Tg2 - ore 13:00 2.981.000, 18,03% ore 20:30 2.570.000, 9,17%. Tg3 - ore 14:30 1.988.000, 11,81% ore 19:00 2.275.000, 10,88%. Tg5 - ore 13:00 3.294.000, 19,67% ore 20:00 5.209.000, 19,50%. Studio Aperto - ore 12:25 1.903.000, 13,96% ore 18:30 12.97.000, 7,33%. Tg4 - ore 11:30 530.000, 6,61% ore 18:55 840.000, 4,03%. Tg La7 - ore 13:30 723.000, 3,97% ore 20:00 1.505.000, 5,65%.

Fonte:www.tvblog.it

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The day before

29 Gennaio 2015, 00:05am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-28-alle-21-39-36I Tg di mercoledì 28 gennaio - I Tg di serata, a meno di 20 ore dal primo scrutinio per il nuovo inquilino del Quirinale, nuotano in apnea nel mare magnum del day before. Nulla di particolare da segnalare, per la qual cosa esiste una spiegazione: a differenza di chi nella stampa sta facendo “campagna” (leggi Il Fatto Quotidiano che un nemico contro cui scagliarsi lo trova sempre), gli “editori di riferimento” delle varie testate televisive o sono distratti o non sanno neanche loro cosa vogliono per il dopo Napolitano. Così le interpretazioni sulle 2 ore di colloquio tra Renzi e Berlusconi sono caute e ambivalenti. Per il Pd Tg2 segnala i “toni costruttivi” tra minoranza e renziani. TgLa7 non è un telegiornale, bensì un fiume in piena, visto che Mentana è in straordinaria da ore prima delle fatidiche ore 20. Notevole attenzione alle contorsioni di Cinque Stelle che “lanciano” per le votazioni lampo sul web (domani mattina tra le 9 e le 14) anche i nomi di Prodi e Bersani, mentre i fuoriusciti incontrano di nuovo Renzi con atteggiamento alquanto benevolo. Tra i pazzerelloni di giornata si piazzano bene Salvini e Giorgia Meloni che, facendo inorgoglire l’intera casta dei giornalisti, hanno annunciato che voteranno Vittorio Feltri. Tg2 prende sul serio la burlonata dedicando un servizio. Il nome che emerge mentre scriviamo (dopo l’orario dei Tg) sarebbe quello di Mattarella: una possibile deviazione dal patto del Nazareno. Soprattutto su TgLa7 grande spazio alle previsioni confindustriali che vedono rosa per il pil 2015 (oltre + 2% !). Sarebbe la manna che scende dal cielo per Renzi (e per tutti noi). E’ la seconda previsione positiva, dopo quella di Bankitalia di ieri. Servizi presenti su tutti per la “retata” e i 167 arresti tra gli ‘ndranghettisti e annessi e connessi al lavoro sul terremoto in Emilia del 2012, con le sinistre risate che risuonano come a L’Aquila tra affaristi e maneggioni; il che fa pensare che questo Paese ha forti difficoltà a rimettersi in sesto. Intanto la magistratura bolognese ha disposto il sequestro di beni per più di 100 milioni. La condanna all’ergastolo nel processo torinese per l’omicidio del consigliere comunale Musy e l’aggravarsi della pena in carcere per Fabrizio Corona disposta dalla Cassazione sono i temi di giudiziaria presenti un po’ per tutti. Da segnalare che il “killer” di Yara Gambirasio che pochi definivano “presunto” lo scorso giugno, questa sera su Tg4 compare quasi come una vittima di mala giustizia.

La Grecia è presente con Tsipras che manda segnali ambivalenti a Bruxelles e alla troika: durezza e disponibilità a mediare. Per Tgla7 sull’Europa spira un “grecale buono”. La cronaca internazionale si carica dell’ulteriore tensione al confine tra Libano e Israele, con un razzo di Hezbollah che ferisce 7 militari di Tel Aviv e la rappresaglia che fa un vittima incolpevole tra i caschi blu spagnoli. Notizie contraddittorie sulla sorte dei 2 osteggi giapponesi nelle mani dell’Isis e sulla probabile trattativa in corso per salvarli. Molto bello il servizio del Tg3 sulla presenza di Michelle Obama ai funerali del re saudita che, a causa di una mise tutt’altro che casuale (pantaloni e capo scoperto) ha fatto clamore e creato polemiche tra gli impacciati sceicchi che vorrebbero anche le first ladies occidentali velate. Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 27 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.168.000, 23.27% ore 20:00 6.804.000, 25.38%. Tg2 - ore 13:00 2.916.000, 17.69% ore 20:30 2.587.000, 8.91%. Tg3 - ore 14:30 2.016.000, 12.02% ore 19:00 2.367.000, 11.55%. Tg5 - ore 13:00 3.406.000, 20.37% ore 20:00 5.459.000, 19.97%. Studio Aperto - ore 12:25 1.996.000, 14.83% ore 18:30 1.174.000, 6.80%. Tg4 - ore 11.30 513.000, 6.98% ore 18:55 898.000, 4.38%. Tg La7 - ore 13:30 698.000, 3.89% ore 20:00 1.571.000, 5.79%.

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Informazione di routine

27 Gennaio 2015, 23:43pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-02-04-alle-21-39-32I Tg di martedì 27 gennaio - La politica “invade” le scalette dei Tg che, però, da sempre non oppongono alcuna resistenza. Meno 2 dal primo scrutinio per il Quirinale, il passaggio dell’Italicum al Senato, l’abbandono di altri 10 parlamentari M5S: questi i piatti di giornata cucinati secondo ricette trite e ritrite e, sostanzialmente, tutte uguali. Colpa dell’informazione televisiva o della politica? Una cosa è certa: con l’imminente passaggio alla Camera l’Italicum sarà legge: una legge a “scoppio ritardato”, visto che sarà utilizzabile solo dal luglio 2016. Un’altra è probabile: salvo colpi di scena al quarto-quinto scrutinio avremo un Presidente “politico” e, come lo ha definito Alfano ripreso da tutte le testate, che “ha militato nelle istituzioni”. Nella disperata ricerca del dettaglio, in evidenza l’incontro col il Pd disertato da Berlusconi ma popolato da una folta delegazione forzaitaliota. Meno male che nessuno ha avuto l’ardire di ipotizzare una crisi del Nazareno.

Oramai la diaspora dei Cinque Stelle è processo noto; ma 10 parlamentari che abbandonano Grillo e Casaleggio in un solo giorno, sono notizia che si impone nei titoli e nei servizi per quasi tutti. La Grecia di Tsipras conquista titoli solo su Tg3 e TgLa7. Tg3 ci fa vedere “le spine” del governo appena costituito da Syriza, dopo che ieri tutti hanno parlato delle rose di una precocissima primavera greca. Sempre per gli esteri, presenti su tutte le testate i servizi sull’attentato con molte vittime al centro di Tripoli. Tornando nel cortile di casa, ampio spazio alla sentenza di primo grado al processo torinese contro gli attivisti no-tav: 47 condanne e 6 assoluzioni per i protagonisti degli scontri in Val di Susa del 2012. Interessante il servizio di Tg4 che “distrugge” la reputazione di Vannoni e del metodo Stamina, dopo che per lunghi mesi aveva contribuito, nel nome della libertà di cura, a imporli alla pubblica e benevola attenzione. Buono un servizio del Tg5 sui punti d’eccellenza della ricerca in Italia: inquadrature di giovani e giovanissimi scienziati che “inventano” nel biomedicale e nella chimica del “dopo idrocarburi”. Drammatici i dati forniti dall’Osservatorio sulla Salute dei Minori e ripresi da Tg2: 260.000 ragazzi di età inferiore ai 16 anni che lavorano, con il 46% dei genitori sondati che per colpa della crisi “non si opporrebbe” ad un precocissimo abbandono scolastico dai ragazzini, in cambio di una qualsiasi occupazione in grado di aiutare il bilancio familiare. Chiudiamo con la Giornata della Memoria. Tutte le testate se ne occupano accettabilmente, ma Tg2 lo fa anche “sentitamente”, proponendo ben 5 servizi non solo rituali, dai quali ad esempio emerge che oltre ai tanti casi di eroismo a difesa degli ebrei dalla furia nazista, ben 7.000 italiani di religione ebraica sono stati traditi da italianissimi fascisti, aguzzini in proprio o per conto delle SS. Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 26 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.070.000, 22.53% ore 20:00 6.587.000, 24.02%. Tg2 - ore 13:00 3.057.000, 18.35% ore 20:30 2.445.000, 8.38%. Tg3 - ore 14:30 2.190.000, 12.84% ore 19:00 2.389.000, 11.13%. Tg5 - ore 13:00 3.608.000, 21.41% ore 20:00 5.498.000, 19.82%. Studio Aperto - ore 12:25 2.155.000, 15.79% ore 18:30 1.317.000, 7.45%. Tg4 - ore 11:30 542.000, 6.94% ore 18:55 1.008.000, 4.72%. Tg La7 - ore 13:30 654.000, 3.61% ore 20:00 1.564.000, 5.67%.

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Grecia capta, Europam cepit

27 Gennaio 2015, 00:57am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-26-alle-22-29-55I Tg di lunedì 26 gennaio – La sintesi dei commenti italiani alla vittoria di Tsipras la troviamo in un titolo di TgLa7: “Tutti sul carro del vincitore”. Di riffe o di raffe è proprio così. Dai Tg di serata emergono solo dichiarazioni benevole o entusiastiche su Syiriza al governo, a meno dei 24 ore dal voto in una Grecia vessata che tenta di risollevarsi e di guardare negli occhi i “grandi” d’Europa. Che siano Salvini o Vendola, poco cambia; lo stesso Renzi – riporta in diretta Enrico Mentana – ha inviato un telegramma di congratulazioni assai caldo e tutt’altro che cerimoniale. Rivivono i fasti dell’attesa dell’incontro di calcio Grecia-Germania che calamitò le attenzioni generali all’Europeo del 2012. Allora vinse la squadra della Merkel (battuta poi dall’Italia); nello scontro sul debito è probabile che l’atteggiamento sfrontato di Tsipras sia destinato a modificarsi fin dalle prossime settimane. Comunque il leader di Syriza risulta vincente anche sui media italiani, e i Tg nostrani ne sono la testimonianza. Il tifo per il più debole scalda parecchio, mentre l’alleanza con il partito di destra anti-austerity non inficia più di tanto la vittoria della sinistra radicale; ancora una volta solo Mentana segnala che non sarà facilissimo mettere insieme due forze che in un caso sono per il soccorso e l’assistenza agli immigrati, nell’altro vorrebbero ributtarli in mare. Il capitolo Quirinale questa sera si sfoglia distrattamente, anche perché nulla si muove se si esclude l’autoesclusione di Grillo che, ancora una volta, ha deciso per il “tanto peggio, tanto meglio”. I Tg Rai sottolineano che domani un’altra decina di parlamentari con ogni probabilità lo abbandoneranno. Intanto il Pd cerca la pace interna, con l’eccezione di Civati che ha di nuovo “scomodato” il nome di Prodi. Domani iniziano le consultazioni di Renzi, facilitate proprio dall’autogoal del Movimento Cinque Stelle. La notizia dell’incidente aereo alle esercitazioni Nato in Spagna cha ha fatto 10 morti e una ventina di feriti, tra cui 9 militari italiani, giunge nelle redazioni incompleta poco prima delle messe in onda. Grande spazio su tutte le testate alla richiesta di più di 26 ani di galera al processo grossetano per il comandante Schettino, giunta dopo che 3 Pm hanno parlato per 3 intere giornate. Tutti riportano il passaggio “incauto idiota” utilizzato nell’arringa. Fermo restando che non nutriamo alcuna simpatia per il probabile massimo responsabile della tragedia della Concordia, ci chiediamo se sia giusto che la pubblica accusa mescoli le “accuse” alle “ offese”. Nessun Tg, ovviamente, se lo chiede. Chiudiamo con la segnalazione della vigilia della Giornata della Memoria. Anche Tg5 se ne ricorda con un decente servizio; ma è soprattutto la Rai che da diversi giorni ci prepara alla ricorrenza con buone proposte. Stasera Tg2 propone un interessante servizio sulla duplice drammatica attenzione di cui furono vittima gli abitanti del ghetto di Roma: rastrellati in più di 1.250 per essere inviati nei campi di concentramento, mentre uno staff di filologi rastrello i 7.000 documenti di inestimabile valore della storica biblioteca degli ebrei romani, per trafugarli in Germania, dove sono scomparsi. Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 25 gennaio 2015 Tg1 - ore 13:30 5.472.000, 26,10% ore 20:00 6.501.000, 24,60%. Tg2 - ore 13:00 3.158.000, 15,92% ore 20:30 1.959.000, 6,99%. Tg3 - ore 14:30 1.700.000, 8,30% ore 19:00 2.246.000, 10,16%. Tg5 - ore 13:00 3.433.000, 17,25% ore 20:00 5.067.000, 19,02%. Studio Aperto - ore 12:25 2.083.000, 11,90% ore 18:30 1.297.000, 6,38%. Tg4 - ore 11:30 651.000, 5,40% ore 18:55 1.020.000, 4,61%. Tg La7 - ore 13:30 643.000, 3,06% ore 20:00 1.191.000, 4,49%.

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La prova del nove

23 Gennaio 2015, 23:30pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-23-alle-21-29-07I Tg di venerdì 23 gennaio - Nelle aperture di quasi tutte le testate i riflessi dell’annunciata manovra di Draghi che si manifestano nettamente fin dalle prime ore su spread, interessi sui titoli di stato e cambio euro-dollaro. Per scuotere scettici e i minimalisti la vera prova del nove, però, non è questa. Sia su Rai che su Mediaset e su La7 compaiono infatti i dolori di pancia in casa tedesca, con il capo della Bundesbank che “non ci sta” e vaticina un abbassamento della guardia da parte dei paesi meno probi (Francia e Italia). Anche Schauble scuote la testa: sono queste le dimostrazioni della vittoria reale, anche se parziale, di Draghi, cui corrisponde la prima vera (parziale) sconfitta della Germania. Padoan e Visco trasversalmente su diversi Tg intervengono per affermare che di svolta si tratta, e che l’Italia ne beneficerà. Renzi comunque dice alla Merkel che non ci fermeremo nel processo delle riforme ma che anzi, “l’Italia metterà il turbo”: espressione creata apposta per i giornalisti che, ineluttabilmente, compare per quasi tutti nei titoli. A proposito dell’incontro fiorentino tra Merkel e Renzi, da segnalare un servizio di Tg5 che appare alquanto “renziano”, che afferma che questa volta la Cancelliere tedesca sarebbe stata veramente stregata dal premier, e che la visita ai tesori della cultura Italiana (e, quindi, europea) ha colpito nel segno. Su questo aspetto va reso merito l Tg2 che, unico tra i Tg di prima serata, ha dedicato un servizio proprio al peso non solo retorico che il richiamo ai valori culturali di Renzi sta ottenendo o potrà avere anche nel contesto europeo. A proposto di contesto europeo, Tg5 dedica l’apertura alle elezioni di domenica in Grecia, tema ripreso un po’ da tutti anche per le liason con i pezzetti di sinistra italiana che si sentono più a casa nell’Atene di Tsipras che nella Roma di Renzi. Tornando nella penisola, questi stessi settori, (Civati, Vendola, ecc.) hanno avanzato una proposta- provocazione che ha ampio risalto nei Tg: proporre un nome per il Colle che non sia proferito dal patto del Nazareno. Proporlo a Chi? A Cinque Stelle che, però, ha subito risposto che la sinistra Pd e Vendola sono simpatici, ma pur sempre appartenenti all’apparato della politica che loro schifano. Schifo per schifo, tanto vale provocare Renzi chiedendogli i nomi per il Quirinale. Velocemente segnaliamo che Mediaset rilancia ai quattro venti il servizio de L’Espresso che mostra come sia facile entrare ed uscire impunemente dai Cie: il tutto condito con riferimenti “direttissimi” al rischio terrorismo. Sempre Mediaset, bissata da Tg1, manifesta una simpatica vena animalista dedicando titoli e servizi su servizi alla vicenda della condanna dei gestori dell’allevamento di beagle Green Hill. La sentenza è veramente importante, e Tg4 inanella uno dopo l’altro una serie di servizi in cui gli animali fanno una bella figura, mentre quella degli uomini risulta pessima. La parabola fortunatamente discendente di Stamina si è conclusa con la richiesta di patteggiamento e la promessa da parte degli imbonitori di levare le tende dal territorio italiano. Mentre nelle scorse stagioni Vannoni era special guest dei Tg, alcuni dei quali facevano addirittura campagna a supporto del suo Metodo, questa sera solo Tg5 e Tg2 ci raccontano il probabile inglorioso epilogo. Accorata la partecipazione di Mentana al servizio che mostra l’insipienza del sovraintendente ai beni architettonici del Piemonte che ha definito un “baraccone” il vagone blindato piazzato a Piazza Castello per celebrare il Giorno della Memoria e l’illustre cittadino torinese Primo Levi. Servizio anche per Tg1.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 22 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.160.000, 22,29% ore 20:00 6.840.000, 25,98%. Tg2 - ore 13:00 3.182.000, 18,53% ore 20:30 2.506.000, 8,86%. Tg3 - ore 14:30 1.892.000, 10,73% ore 19:00 2.558.000, 12,20%. Tg5 - ore 13:00 3.470.000, 20,00% ore 20:00 5.287.000, 19,87%. Studio Aperto - ore 12:25 2.077.000, 14,41% ore 18:30 1.151.000, 6,43%. Tg4 - ore 11.30 522.000, 6,13% ore 18:55 757.000, 3,62%. Tg La7 - ore 13:30 653.000, 3,49% ore 20:00 1.403.000, 5,30%.

Fonte:www.tvblog.it

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Meno male che Mario c’è …

22 Gennaio 2015, 23:28pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-22-alle-21-22-52I Tg di giovedì 22 gennaio - Le partecipazioni erano state spedite diverso mesi fa, ma la festa è andata “in onda” solo oggi. La formalizzazione da parte della Bce dell’impegno ad acquistare 60 miliardi al mese dal marzo 2015 al settembre 2016, per quanto attesa guadagna inevitabilmente l’apertura di tutti i Tg. E’ il giorno di Mario Draghi, e le diverse testate tentano di spiegare se e come il bazooka della Bce aiuterà l’uscita dalla crisi dei paesi dell’eurozona. Tg1 è quello che offre le tabelle più chiare, anche se i numeri spesso non danno “il senso” di ciò che dovrà o potrà avvenire. Mentana, come al solito quando si parla di politica e/o di economia, padroneggia meglio di altri la “notizia” e i suoi riflessi. All’Italia dovrebbe andare benino, visto che potrà contare sull’acquisto da parte della Bce di quasi un quarto della sua emissione di debito pubblico 2015. Ma la svolta è anche “emotiva”: il guinzaglio “allungato” che la Merkel ha concesso a Francoforte è in fondo il riconoscimento alle punzecchiature italiane dell’ultimo anno. Sui Tg Rai compare ancora una volta un Padoan raggiante. Ma chi nelle riprese di tutte le testate appare vincitore entusiasta è proprio Mario Draghi. Chi l’ha dura la vince, e “meno male che Mario c’è”.

I riflessi politici psichedelici di ciò che è successo ieri al Senato (canguro e rottura nel Pd e in Forza Italia) riempiono le scalette dei Tg. Fassina e Bersani attaccano Renzi, ma in maniera così diversa da far apparire il primo un kamikaze, il secondo un “pontiere” che, intervistato da Tg5, promette a Renzi sul Quirinale quella lealtà che Fassina afferma che proprio Renzi non ha mostrato nel 2013 su Prodi. Special guest di La7 e Rai è Fitto he – incredibile dictu – compare anche su Tg5 che, però, non fa capire che il suo obbiettivo polemico è proprio l’ex Cavaliere. Sempre per la politica, Grillo e Casaleggio per “entrare” in campo nell’affair Quirinale non sanno cosa inventarsi; da qui la sconclusionata idea di non fare le quirinarie, ma di chiedere i nomi a Renzi per metterli in gare sul web del Movimento: solo TgLa7 rende il senso del paradosso. Il gran galà per la visita della Merkel a Firenze per il bilaterale Italia-Germania con Renzi è presentato bene da Tg1 e Tg2.

Da Londra le dichiarazioni di Gentiloni sul rischio d’infiltrazioni terroristiche tra immigrati e profughi scuotono la piazza dell’informazione, con titoli e servizi per tutti. Le successive precisazioni del ministro degli Esteri sono ben presenti su Rai e La7, mentre Mediaset glissa.

Fabrizio Corona spera nell’affidamento ai servizi sociali e si appresta a chieder la grazia. Mediaset risulta abile e arruolabile, ma anche Tg1 si accoda. Infine una vicenda paradossale che troviamo su Tg3 e Tg1: il giovane catanese cui qualche anno fa viene ritirata la patente perché si dichiarava gay. La Cassazione dispone un maxi risarcimento, che però non ci risarcisce dall’idiozia a dalla incultura omofoba,

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 21 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 3.806.000, 20,75% ore 20:00 6.866.000, 25,75%. Tg2 - ore 13:00 2.935.000, 17,61% ore 20:30 2.283.000, 8,05%. Tg3 - ore 14:30 2.051.000, 11,83% ore 19:00 2.348.000, 11,11%. Tg5 - ore 13:00 3.434.000, 20,34% ore 20:00 5.596.000, 20,78%. Studio Aperto - ore 12:25 2.208.000, 15,94% ore 18:30 1.102.000, 6,18%. Tg4 - ore 11:30 475.000, 6,04% ore 18:55 974.000, 4,62%. Tg La7 - ore 13:30 784.000, 4,26% ore 20:00 1.516.000, 5,66%.

Fonte:www.tvblog.it

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