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Albertobaldazzi

Grande confusione sotto il cielo

30 Aprile 2013, 11:00am

Pubblicato da albertobaldazzi

imu-big

 

I Tg di martedì 30 aprile - Per sfuggire alle beghe interne, nel giorno della fiducia anche del Senato, Enrico Letta è andato in Germania, a colloquio con Angela Merkel. Meglio l’Europa, nella quale il problema è “solo” il braccio di ferro tra rigore e sviluppo. Da noi, invece, a poche ore dalla “musica per le orecchie” di Alfano e delpatronage – fin troppo espansivo – di Berlusconi sul neonato governo, regna la confusione. La pietra dello scandalo è l’imu, “la più odiata dagli italiani” anche grazie alla propaganda del Pdl. Apertura per Tg4, Studio Aperto e Tg La 7, ma titoli per tutti. “Le parole sono importanti”, recitava Nanni Moretti, ma nella politica italiana e per la sua ancella – l’informazione – valgono quello che valgono. Per questo, forse, le parole di ieri di Letta sulla “sospensione” della prima rata dell’imu erano già divenute certezza di abrogazione per Brunetta, mentre sono divenute ipostasi negativa per la navigazione dell’esecutivo per bocca dello stesso Berlusconi, oggi più di lotta che di governo. Il capolavoro lo compie Tg 4 che in un servizio accredita l’abolizione allo stesso Letta, addebitando i dubbi alle fronde del Pd, ed in quello successivo dice l’esatto contrario, motivando l’insoddisfazione del Pdl verso il neo-premier. Intanto, per non sapere né leggere né scrivere, i Tg Mediaset dimenticano di citare le critiche dei sindacati (presenti sugli altri) all’ipotesi di abrogazione.

“Confusione” è il sostantivo adatto anche per le vicende interne a M5S, nel giorno dell’espulsione del Senatore Mastrangeli per il reato di “esposizione catodica”. Servizi più meno corrosivi per tutti. L’espulso allude a probabili ulteriori defezioni “incentivate”, ma non sembra avere le physique du role del capo scissionista.

“Confusione”, ma anche “costernazione” sono i termini che accompagnano la crisi nell’elettorato del Pd. Il paradosso è che in un sondaggio mandato in onda da Tg 3, Enrico Letta Premier è apprezzato da tutti quelli che votano centrodestra, e da meno della metà dei cittadini del centrosinistra.

Tg 3 e Tg2 prediligono per l’apertura “il dovere morale e politico” di produrre occupazione cui ha fatto riferimento Napolitano nell’appello (quasi) quotidiano. Meno male, dunque, che almeno qualcuno si ricorda che domani è il Primo Maggio.

I vent’anni dalle monetine lanciate a Craxi sono “festeggiati” con accezioni diverse da Tg 4 e Tg La 7. Il primo collega la fine della Prima Repubblica agli spari davanti a Palazzo Chigi; il secondo crea un corto circuito temporale tra le contestazioni a Craxi e lo yacht di Bossi Junior, comprato con i soldi del finanziamento pubblico alla Lega.

L’allarme di Obama per l’utilizzo delle armi chimiche in Siria è presente nei titoli dei soli Tg3 e Tg la 7.

Segnaliamo, infine, che il Tg 1 di Mario Orfeo prosegue meritoriamente nella campagna contro le violenze sulle donne, presentando il caso di un’altra ragazza i cui appelli non sono stati ascoltati, e che anche per questo è stata uccisa.

Lorenzo Coletta

 

 

Dati Auditel dei Tg di lunedì 29 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 4.147.000, 22,03% ore 20:00 5.917.000, 24,52%. Tg2 – ore 13:00 3.112.000, 18,03% ore 20:30 2.529.000, 9,46%. Tg3 – ore 14:30 2.430.000, 14,34% ore 19:00 1.955.000, 12,15%. Tg5 – ore 13:00 3.730.000, 21,58% ore 20:00 4.735.000, 19,60%. Studio Aperto – ore 12:25 2.621.000, 19,74% ore 18:30 949.000, 7,48%. Tg4 – ore 14.00 856.000, 4,73% ore 18:55 757.000, 4,71%. Tg La7 – ore 13:30 1.053.000, 5,59% ore 20:00 1.982.000, 8,06%.

Fonte: www.tvblog.it

Grande confusione sotto il cielo

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In onda l’esordio del governo Letta-Berlusconi

29 Aprile 2013, 16:00pm

Pubblicato da albertobaldazzi

l43-letta-berlusconi-130426220957_medium-420x254I Tg di lunedì 29 aprile - Tra le immagini più toccanti nella serata dei Tg, le parole semplici di Martina Giangrande, figlia del brigadiere ferito gravemente ieri a Largo Chigi in contemporanea con il giuramento del gabinetto Letta nelle mani di Napolitano. La politica, nel giorno della fiducia, “preme”, ma tutte le testate ritornano doverosamente sugli eventi drammatici di ieri. Solo Tg 3 accenna alla polemica sull’intervista al figlio undicenne dello sparatore, mostrata da diverse Tv e spacciata come uno scoop: come siamo caduti in basso!

Tornando al nostro titolo, non è certo colpa dei TG se il bel discorso e la buona replica di Enrico Letta alla Camera sancisce una realtà ormai evidente: la sinistra, anche quella “moderata” che alberga nel Pd, al momento risulta “non pervenuta”. I Tg registrano come uniche voci autorevoli quella di Bersani che invita tutti a dare una mano a Letta e quella di Rosy Bindi che, in Aula e nelle interviste, concede una fiducia carica di dubbi al nuovo governo. I Tg Mediaset, come è loro diritto (e loro dovere), gongolano cogliendo l’occasione di far ascoltare a più riprese le calde parole con cui anche oggi Silvio Berlusconi ha messo il cappello, la sciarpa, ma forse anche insufflato l’anima nel manichino un po’ scomposto del primo governo delle larghe intese tra centrodestra e centrosinistra. Neanche Mentana, in genere molto attento a queste sfumature, coglie pienamente l’epifenomeno politico di una giornata che fila via liscia senza bisogno di chiamare in campo analisti e commentatori. I fatti parlano da sé. Tg 1 manda in onda un servizio sfizioso sulla strana atmosfera di concordia che si è respirata alla Camera, nella quale l’intervento di Gennaro Migliore per Sel è sembrato giungere da Marte, mentre l’impreparazione tecnica dei grillini ha impedito di terminare gli interventi critici: discorsi troppo lunghi, che il vice Presidente – grillino anche lui – ha dovuto interrompere. Dalai (Scelta Civica) ripreso da Tg 1 ha osannato il nuovo clima parlamentare, senza però spiegare che la pace è stata ottenuta per abbandono – non sappiamo quanto persistente – dell’avversario.

Auguri, comunque, ad Enrico Letta. Probabilmente siamo tutti in buone mani. Solo il tempo ci dirà se si sentirà il tocco di quella sinistra.

Tg 5 e Studio Aperto trovano lo spazio per la decisiva notizia del boa che si aggirerebbe in un condominio milanese, ma anche per rassicurare tutti: William e Kate stanno per dotarsi di un’adeguata carrozzina regale.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di domenica 28 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 5.054.000, 25.14% ore 20:00 5.417.000, 24.04%. Tg2 – ore 13:00 4.134.000, 21.22% ore 20:30 2.658.000, 10.56%. Tg3 – ore 14:30 2.206.000, 11.52% ore 19:00 2.318.000, 13.68%. Tg5 – ore 13:00 4.036.000, 20.65% ore 20:00 4.017.000, 17.78%. Studio Aperto – ore 12:25 1.217.000, 6.76% ore 18:30 1.111.000, 7.44%. Tg4 – ore 14:00 532.000, 2.75% ore 18:55 1.047.000, 6.25%. Tg La7 – ore 13:30 1.386.000, 6.90% ore 20:00 1.571.000, 6.90%.

Fonte: www.tvblog.it

In onda l’esordio del governo Letta-Berlusconi

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Luna di miele ante litteram?

26 Aprile 2013, 16:03pm

Pubblicato da albertobaldazzi

paginaundici10-640x254I Tg di 26 aprile 2013 - Non vola una mosca. La vigilia dell’ormai certo varo del primo governo Letta fila via liscia e i TG fanno di tutto per non disturbare, seguendo l’inconsueto e forse irrituale invito ai media lanciato da Napolitano. L’unica nota dissonante è il forte frinito grillino che rimanda all’ inciucio e prende le distanze dai suoi che hanno perso per knock-out tecnico nel ring dello streaming con Letta. Se ne accorgono Tg 3, con un titolo, e TG 1, che dedica un doppio servizio alla galassia Cinque Stelle concludendo con la massima “chi di streaming ferisce, di streaming perisce”.

Tornando al governo Letta, è proprio il buon Enrico a mostrarsi non del tutto tranquillo (titolo su Tg 1 e Tg 2), mentre i Tg Mediaset intonano già la marcia nunziale, con Berlusconi nel ruolo di padre nobile che accompagna la sposa all’altare. Nessuno usa la lente per scoprire quale in queste ore sia l’oggetto delle trattative ancora non concluse. Anche i toto-ministri appaiono soffusi e con poco grip. Fa eccezione Tg 3 che tenta di capire quale sarà la mediazione sull’Imu, chiamando l’economista Vaciago a difendere, almeno in parte, la tassa più odiata dagli italiani.

Le convulsioni nel Pd sono affrontate da tutti (titolo su Tg 2, Tg 3, TG La 7), ma non c’è problema: anche Renzi assicura che non disturberanno più di tanto i manovratori. Ognuno fa la sua parte e Tg 5 manda in onda – udite,udite! – un’intervista “morbida” a Profumo sul futuro dell’Mps.

Un clima sereno, insomma. Tanto sereno che sempre Tg 5 ha voglia di spiaggia e propone un titolo ed un ampio e documentato servizio sulla “guerra dei bikini” tra le bellissime dell’attuale e delle precedenti stagioni.

Titoli di coda: un bel servizio del Tg 1 sui cinquant’ anni dei Rolling Stones e le telecamere del Tg 3 su Quarto, provincia di Napoli, dove la locale squadra di calcio è stata “strappata” alla camorra e affidata ad una ong della legalità.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel di giovedì 25 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 3.921.000, 22,90% ore 20:00 4.878.000, 23,23%. Tg2 – ore 13:00 3.112.000, 19,10% ore 20:30 2.053.000, 8,77%. Tg3 – ore 14:30 2.080.000, 14,16% ore 19:00 1.771.000, 11,86%. Tg5 – ore 13:00 3.219.000, 19,67% ore 20:00 3.735.000, 17,80%. Studio Aperto – ore 12:25 2.494.000, 18,74% ore 18:30 802.000, 6,74%. Tg4 – ore 14.00 843.000, 5,28% ore 18:55 893.000, 6,03%. Tg La7 – ore 13:30 998.000, 5,85% ore 20:00 1.827.000, 8,57%.

Fonte: www.tvblog.it

Luna di miele ante litteram?

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Tutti insieme appassionatamente

24 Aprile 2013, 16:04pm

Pubblicato da albertobaldazzi

tuttiinsieme-495x254I Tg di mercoledì 24 aprile - Sul governo Letta le testate di Cologno Monzese sono appiattite e, al contempo, afone: nessuna incrinatura nelle prime ore del mandato del vice segretario del Pd, piena soddisfazione e atteggiamento “istituzionale”. Per non disturbare Silvio, il grande manovratore, le tre testate non riprendono neanche le alzate di testa di Brunetta e Schifani, e censurano quel “non è detto che il governo si faccia per forza” pronunciato dallo stesso Letta. E’ fatta, insomma. Il governo “duraturo” e ad alta intensità politica che Berlusconi vuole è questione di ore, poche ore. Niente toto ministri e, tantomeno, contrasti sui ministri chiave come gli Interni e la Giustizia. Questa centralità del diktat del Capo è raccontata – così come abbiamo fatto noi – in un servizio del Tg2.

Il governo probabilmente si farà, e anche in poche ore: per Tg 1 i ministri venerdì e la fiducia lunedì. Ma almeno su Tg 3 e Tg la 7 le frizioni vengono a galla, con un Brunetta gongolante che pretende “tutto il cucuzzaro” sia per la scelta dei ministri chiave, sia per i punti economici del programma Pdl. Consapevole che non tutto potrebbe andare liscio, il Quirinale ribadisce a botta calda che “non ci sono alternative a Letta”. Mauro (ex Pdl e ora Scelta civica) su Tg 1, alquanto “ecumenico” e in tono evangelico, invita tutti a riconoscere e accettare “l’altro”. Il sondaggio del Tg 3 attesta che nella base del Pd si sta con difficoltà cercando di digerire i rospi, mentre dagli elettori del centrodestra si inneggia coesi al governissimo. Un dato su cui riflettere.

Ci piace il Tg 2 – sempre attentissimo al Papa – e ci piace anche Francesco che, ripreso in un titolo, ci assicura che lo IOR è importante ma non indispensabile all’evangelizzazione.

I numeri sulla disoccupazione giovanile e sul record assoluto dei senza lavoro a far data dal 1977 compaiono ampiamente su molte testate (titolo per TG3, TG 4, TG La 7). L’arresto del Belsito leghista, riaffiorante dalla melma in cui lo avevamo lasciato esattamente un anno fa, è titolo per TG1, Tg 3, TG la 7, ma servizio anche per Tg 5.

Concludiamo con un paradosso: un servizio di Studio Aperto che attacca la tendenza dei giovani a divenire protagonisti del web con immagini e filmati che imitano i vip: forse la testata diretta da Giovanni Toti verrebbe l’esclusiva. Non a caso subito dopo il servizio citato Studio Aperto ne manda in onda un altro: guest stars Kate Moss e Angelina Jolie.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di martedì 23 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 4.224.000, 23,80% ore 20:00 5.694.000, 23,15%. Tg2 – ore 13:00 3.136.000, 19,25% ore 20:30 2.928.000, 10,73%. Tg3 – ore 14:30 2.327.000, 14,38% ore 19:00 2.186.000, 13,35%. Tg5 – ore 13:00 3.605.000, 21,95% ore 20:00 4.805.000, 19,54%. Studio Aperto – ore 12:25 2302.000, 17,84% ore 18:30 947.000, 7,37%. Tg4 – ore 14.00 681.000, 3,93% ore 18:55 920.000, 5,68%. Tg La7 – ore 13:30 1.007.000, 5,68% ore 20:00 2.512.000, 10,06%

Fonte: www.tvblog.it

Tutti insieme appassionatamente

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In fila ordinata sotto il Quirinale

23 Aprile 2013, 11:02am

Pubblicato da albertobaldazzi

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I Tg di martedì 23 aprile - Anche i TG, come buona parte delle forze politiche, hanno seguito con ordine e tra apprezzamenti trasversali le indicazioni di Napolitano. Non è certo colpa del vecchio-nuovo Presidente se tutti guardano a lui come ad un maestro severo ma giusto. I TG Mediaset fanno eco a Berlusconi, il più soddisfatto delle consultazioni lampo di giornata. Su Tg 1 Ferruccio De Bortoli parla delle larghe intese come di un atterraggio nella realtà dopo un’ubriacatura settaria. La direzione del Pd esprime con voce alquanto fioca l’ok alle indicazioni del Quirinale: scelta inevitabile, quanto avvilente. Il clima a metà tra depressione e incazzatura si coglie bene nel servizio del Tg 2 girato nelle sezioni Pd del bolognese. In attesa del candidato premier che (probabilmente) sarà comunicata domani mattina, Enrico Mentana commenta i buoni numeri di borsa e spread collegandoli con la propensione dei mercati alla stabilità che Napolitano garantirebbe.

Irreggimentati quasi tutti i Tg sui dati forniti oggi dall’Istat che parlano da soli: la spesa ai discount e i risparmi sulle spese sanitarie che gli italiani sono costretti a fare. Anche per i Tg sembrano giunte, dunque, le larghe intese.

Non ci consola il servizio del Tg 2 (stasera, come vedremo, molto interessante) che ci racconta dei cittadini tedeschi che preferiscono qualche giorno in carcere al pagamento di multe arretrate e infrazioni altrimenti sanzionabili. Le notizie di “movimento” vengono stasera da Parigi e sono riprese, anche queste, un po’ da tutti: l’approvazione del matrimonio e dell’adozione per le coppie gay d’oltralpe fa bella mostra di sè sui Tg Rai, Tg 5 e TG La 7.

TG 5 ci segnala che la crisi e la cassa integrazione riguarda oramai anche la classica figura della segretaria, di cui molti professionisti fanno ormai a meno. Il Tg 2, infine si ricorda che 35 anni fa veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato e mostra una lettera anonima di un anno precedente alla morte che segnalava la sua condizione di pericolo e l’abbandono anche da parte degli ambienti della sinistra.

Lorenzo Coletta

 

 

 

Dati Auditel dei Tg di lunedì 22 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 4.193.000, 22,64% ore 20:00 6.169.000, 24,13%. Tg2 – ore 13:00 3.156.000, 18,58% ore 20:30 2.801.000, 9,92%. Tg3 – ore 14:30 2.425.000, 14,77% ore 19:00 2.705.000, 14,76%. Tg5 – ore 13:00 3.494.000, 20,44% ore 20:00 4.946.000, 19,32%. Studio Aperto – ore 12:25 2.472.000, 17,87% ore 18:30 1.001.000, 6,61%. Tg4 – ore 14.00 765.000, 4,28% ore 18:55 897.000, 4,86%. Tg La7 – ore 13:30 1.053.000, 5,67% ore 20:00 2.623.000, 10,04%.

Fonte: www.tvblog.it

 

In fila ordinata sotto il Quirinale

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Meno male che Giorgio c’è 2.0

22 Aprile 2013, 16:06pm

Pubblicato da albertobaldazzi

napolitano_-640x230I Tg di lunedì 22 aprile - Due anni fa, il primo aprile 2011, ci era capitato di titolare così la nostra analisi, lo stesso era avvenuto lo scorso 5 ottobre. Non potevamo immaginare che il medesimo slogan sarebbe stato oggi proferito dal sorriso raggiante di Berlusconi, il vero detentore del copyright nella versione “Silvio”, abbondantemente utilizzato come ritornello della campagna elettorale del 2008. Sulle reti Mediaset, ma anche su TG 1, il giorno dell’insediamento di Napolitano per il suo secondo settennato illumina un Berlusconi suadente che definisce quello del Presidente “il miglior discorso ascoltato in venti anni di attività politica”. Lasciando da parte il Presidente che si è caricato sulle spalle un compito che non voleva, con la consueta serietà e inappuntabilità, se la scorsa settimana si parlava di due vincitori – Grillo e il Pdl – ed uno sconfitto – Bersani -, la giornata odierna ci consegna un unico vincitore: un Berlusconi immarcescibile che alza i guantoni per abbandono dell’avversario ( non solo Bersani, ma l’intero Pd). Dopo tanti goals a porta vuota, anche Grillo nelle ultime ore ha perso di tono agonistico. Dopo la semi-farsa della manifestazione-non manifestazione di ieri nella Capitale, dopo l’epitaffio iettatorio sulla “morte della Repubblica” che non è piaciuto a nessuno, in giornata M5S ha riscontrato una seria sconfitta ( – 15% rispetto alle politiche) alle regionali friulane vinte al fotofinish dal centrosinistra di Debora Serracchiani, ed un autogoal con i parlamentari grillini che non applaudono il discorso del vecchio-nuovo Presidente.

Alquanto duro Enrico Mentana sugli ultimi passaggi del Movimento Cinque Stelle. Impietosi, poi, i numeri del sondaggio di Tg La 7 che, nella settimana del Quirinale, vede il Pd perdere sei punti percentuali, Cinque Stelle guadagnarne cinque e il centrodestra pochi di meno. Più che di una serie di autogoal alla Niccolai, potrebbe nascere il sospetto di una partita venduta. Ma sempre il sondaggio ci offre un’interpretazione che è tutta in un nome: l’ascesa della new entry Stefano Rodotà al secondo posto della classifica dei leader più amati dagli italiani. Meditate gente, meditate.

Infine anche il Tg 2 si aggira intorno al capezzale del grande malato, per girare però il coltello nella piaga con un servizio dalle sezioni occupate e presidiate del Pd piemontese. Tg 3 intervista in diretta Franceschini che, oltre ad una buona presenza video, ha ben poco da offrire e sicuramente nessuna ricetta da proporre.

Ma, tranquilli: domani la Direzione metterà ogni cosa al suo posto.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di domenica 21 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 5.304.000, 25,04% ore 20:00 5.587.000, 22,46%. Tg2 – ore 13:00 3.527.000, 17,32% ore 20:30 2.338.000, 8,60%. Tg3 – ore 14:30 1.937.000, 9,49% ore 19:00 2.193.000, 11,45%. Tg5 – ore 13:00 3.723.000, 18,28% ore 20:00 4.781.000, 19,19%. Studio Aperto – ore 12:25 1.980.000, 11,57% ore 18:30 580.000, 3,71%. Tg4 – ore 14:00 652.000, 3,15% ore 18:55 978.000, 5,11%. Tg La7 – ore 13:30 973.000, 4,61% ore 20:00 1.547.000, 6,18%.

Fonte: www.tvblog.it

Meno male che Giorgio c’è 2.0

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L’algebra vs. la politica

19 Aprile 2013, 16:07pm

Pubblicato da albertobaldazzi

bersani-distrutto-446x254I Tg di venerdì 19 aprile - L’abbuffata dei numeri nella seconda giornata di scrutini per il Quirinale è stata amplificata dai Tg attraverso le edizioni straordinarie, condite con i commenti dei numerosi ospiti in studio. E’ Mentana che per primo dà il responso: Prodi non ce l’ha fatta. Alle 19 nei titoli si materializza la vittoria dell’algebra sulla politica. I 100 grandi elettori, probabilmente tutti del PD, che hanno negato l’ok a Romano Prodi facendolo fermare a quota 395, si sono distribuiti in circa 50 casi su Rodotà in una decina su Cancellieri, mentre 46 sono stati i voti dispersi. Nelle edizioni delle 20, oltre ai resoconti della Waterloo del PD, si susseguono interviste, ricerche di retroscena per una situazione che in realtà, parla da sola.

Tra le prime reazioni direttamente politiche, oltre alla soddisfazione del centrodestra, Tg 4 e TG 3 già alle 19, 20 riportano quello di Matteo Renzi che sancisce il probabile affossamento della candidatura Prodi, da lui steso avanzata con forza i giorni scorsi. E’ il Senatore Mineo su Tg La7 ad essere un po’ più chiaro, si fa per dire: “Non abbiamo ancora idea di cosa fare”.

Per molti osservatori non si è trattato di un colpo di scena, ma al contrario, di un risultato atteso. Questo il leit motiv delle testate Mediaset, mentre le riunioni serali e notturne difficilmente saranno in grado di diradare le nubi che si addensano sul partito di Bersani.

La sintesi della giornata? Il PD ha proposto l’intesa istituzionale, ma i suoi rappresentanti l’hanno bocciata. Il PD – sempre lui – ha provato la carta dell’autosufficienza che, come è evidente, non c’è. Ora il partito di Bersani ha di fronte un bivio: o si “disinteressa” della questione Quirinale, lasciando altri a dare le carte, oppure prova il “terzo scenario”, ovvero la confluenza con la proposta – per quanto provocatoria e malposta – del Movimento 5 Stelle.

Fuori da piazza Montecitorio, se ieri si era materializzato il tifo da stadio per Rodotà, oggi è stata la volta di quello contro di militanti di destra, a dimostrazione che l’agonismo in politica, anche quando risulta in concreto, scalda gli animi. Amara consolazione.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di giovedì 18 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 4.354.000, 23.61% ore 20:00 5.736.000, 24.34%. Tg2 – ore 13:00 2.759.000, 16.62% ore 20:30 2.479.000, 9.46%. Tg3 – ore 14:30 2.029.000, 12.44% ore 19:00 2.031.000, 13.12%. Tg5 – ore 13:00 3.477.000, 20.77% ore 20:00 4.240.000, 17.99%. Studio Aperto – ore 12:25 2.368.000, 18.12% ore 18:30 830.000, 6.89%. Tg4 – ore 14.00 750.000, 4.20% ore 18:55 729.000, 4.70%. Tg La7 – ore 13:30 .000, % ore 20:00 2.136.000, 8.89%.

Fonte: www.tvblog.it

L’algebra vs. la politica

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