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Albertobaldazzi

Emigrare per morire

28 Febbraio 2017, 01:10am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Emigrare per morire

I Tg di lunedì 27 febbraio - Il suicidio assistito di Fabiano Antoniani - più noto come Dj Fabo - che, rimasto cieco e tetraplegico, dopo molti appelli passati inascoltati, ha dovuto farsi portare in Svizzera per mettere fine alle sue sofferenze, è apertura per tutti. Alla tragedia di un uomo, riproposta sui Tg Mediaset con immagini fin troppo esplicite, che si è dovuta compiere lontano da amici e familiari per non implicarli in una pratica che, in Italia, costituisce un reato, segue il ritorno di fiamma del dibattito su eutanasia e fine vita: titoli per Tg3, Tg1 e Tg La7, servizi per gli altri, ma per tutti giudizi molto gravi sulla latitanza del Parlamento. A muovere la critica più feroce è senz’altro Mentana, che evocando il caso Englaro (presente anche sul Tg1), dice che “la politica ha fatto finta di non vedere, è da 8 anni che non ha fatto nulla” quasi che i legislatori fossero “giornalisti che si occupano delle cose solo quando fanno tendenza”. I Tg Rai propongono gli interventi più interessanti, con Tg3 che interpella la professoressa di filosofia morale Battaglia, componente del comitato di bioetica, e Tg2 che propone un’intervista al giurista Lorenzo D’avack.

 

La presentazione del rapporto sulla sicurezza, che prospetta per il 2017 un aumento del rischio di attentati nel nostro Paese, segue nelle scalette: secondo o terzo titolo per quasi tutti. Da segnalare che se sulle testate Mediaset il binomio aumento sbarchi/pericolo infiltrazione di terroristi è presente fin dai titoli, su quelle Rai l’allarme dell’intelligence riguarda maggiormente i “lupi solitari”, ossia quanti radicalizzati già presenti nel nostro territorio. 

 

Per la politica, le testate Mediaset rilancio oggi l’intervento di un Berlusconi che offre diverse  ricette per il futuro del Paese, e indica in Zaia il potenziale leader della coalizione dei moderati, se “non potesse guidarla lui”; una mossa che sui Tg Rai e La7 viene descritta come un “punzecchiamento” tra B e Salvini. Inevitabilmente in secondo piano le frecciate tra l’ex segretario Renzi e l’ex Pd D’Alema, nella corsa alle primarie; Tg La7, in atteggiamento castigatore, antepone alle beghe tra i democratici la petizione M5S, promossa da Il Fatto Quotidiano, per abolire i cosiddetti “vitalizi mascherati”.

 

La notte delle “gaffe”, ossia degli Oscar, è presente a fine edizione per tutti.  L' Oscar  “in seconda battuta” di Moonlight viene presentata da TG La7 fin dai titoli come una vittoria non solo del “black power”, ma di quella Hollywood che si è dichiarata contraria a Trump. In secondo piano, ma comunque presenti, le mosse della Casa Bianca con la proposta di aumentare di 54 miliardi il budget delle spese militari, fondi ottenuti decurtando le risorse dai dicasteri di salute ed ambiente. 

 

La sorte dell’Ilva di Taranto e l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria per 3.300 dipendenti figurano nei servizi di Tg1 e Tg3. Spazio per le manifestazioni davanti  all’ospedale campano di Loreto Mare su Tg5 e Tg4. 

 

Segnaliamo in conclusione che se la mancata vittoria dell’Oscar per Fuocammare è stata registrata e lamentata da molte testate, le centinaia di nuovi arrivi di oggi non trovano trovato spazio, eccezion fatta per Tg2 e Tg3 che ne fanno menzione all’interno dei loro servizi sul corridoio umanitario aperto da Sant’Egidio e che oggi ha permesso l’arrivo in piena legalità di 50 siriani. 

 

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 27 febbraio 2017

Emigrare per morire

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Nostalgia di guerra fredda

24 Febbraio 2017, 22:52pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Nostalgia di guerra fredda

I Tg di venerdì 24 febbraio – Alquanto strane le scelte dei Tg di serata per le aperture. Due testate agli antipodi, Tg3 e Tg4, decidono per le odierne dichiarazioni di Trump che ripropone l’obiettivo di supremazia nucleare degli Usa, scatenando le reazioni di diversi esponenti della Duma (mentre per il momento Putin non risponde). Le segue con un titolo “basso” Tg1, ma le altre, pur occupandosene all’interno, non “colgono” pienamente la gravità delle affermazioni. E’come se Trump venisse derubricato da uomo più potente del mondo a giullare e, per questo, risultasse meno pericoloso. Ma non è così. Poco più tardi, intorno alle ore 21, i maggiori siti riportano l’esclusione della Cnn e di altre importanti testate dall’accesso alla sala delle conferenze stampa della Casa Bianca: decisione di gravità assoluta nella tradizione dei rapporti tra stampa e potere negli Stati Uniti.

Le altre aperture risultano alquanto varie e, rispetto a quelle dei Tg citati, anche eventuali. Campeggia su Tg1 (ma è altissima negli altri) la vicenda dei 94 indagati e dei 55 arresti tra medici, paramedici e amministrativi all’ospedale Loreto Mare di Napoli per assenteismo, con diversi servizi che riesumano analoghe inchieste diffuse in tante parti d’Italia. L’amara soddisfazione è che con i nuovi decreti della riforma della Pubblica Amministrazione varati ieri, se questi reati fossero riscontrati oggi i tantissimi “furbetti del cartellino” potrebbero essere licenziati entro 30 giorni.

Studio Aperto e Tg5 scelgono per l’apertura la visita di Gentiloni nelle zone terremotate, a 6 mesi dalle prime tragiche scosse. Le ammissioni sui ritardi dovuti ad eccessi della burocrazia sono riprese da tutti, ma consolano assai poco chi, ad esempio, sta aspettando una delle 3.000 casette provvisorie, delle quali ad oggi ne sono state montate solo 20.

TgLa7 e Tg2 evidenziano i temi politici: il primo la decisione sulla data delle primarie del Pd, il secondo la riunione in corso tra la Raggi e i vertici della Roma sulle questione stadio. Le vicende del Nazareno sono ampiamente seguite da tutti, con Tg5 che dà spazio a diversi esponenti tra cui D’Alema che si augura una ricomposizione della scissione, una volta “eliminata” la figura di Renzi. Mentana collega alla notizia delle primarie quella della probabile audizione di Emiliano da parte degli inquirenti romani, all’interno dell’inchiesta su Romeo e Consip che lo avrebbe visto oggetto di pressioni (da lui respinte) per facilitare affari di Romeo in Puglia da ambienti di Palazzo Chigi e dal padre di Renzi. Il direttore di TgLa7 spiega che notizie “pepate” di questa natura devono essere date, senza dimenticarsi delle eventuali smentite. In tal senso dedica spazio al proscioglimento dell’ex presidente del Pd campano Stefano Graziano, un anno fa accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Sula vicenda stadio, i Tg di serata non fanno in tempo ad annunciare l’accordo (giunto intorno alle 21,30) tra Comune e società per la costruzione a Tor di Valle, secondo un progetto comunque ridimensionato in quanto a cubature.

La decisione dell’Arma dei Carabinieri di sospendere i tre militi a giudizio per l’omicidio Cucchi è nei titoli per Tg1 e Tg3.

La procura milanese che ha deciso di indagare i vertici di Vivendi per la vicenda della scalata a Mediaset è, ovviamente, festeggiata dalle testate del Gruppo, ma presente anche sulle altre. Tutte inquadrano il Ministro Calenda che preannuncia un provvedimento “antiscippi” da parte dei rider internazionali, per preservare i (presunti o reali) interessi di carattere nazionale.

Le favole finiscono, ma no è vero che poi si vive tutti felici e contenti. E’ il caso dell’allenatore del Leicester Ranieri, fino a qualche mese fa osannato per l’insperata vittoria in Premier League e oggi esonerato. Titolo per Tgla7.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di venerdì 24 febbraio 2017

Nostalgia di guerra fredda

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Signori, la riforma

24 Febbraio 2017, 00:53am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Signori, la riforma

I Tg di giovedì 23 febbraio – Per la Rai aperture istituzionali su Gentiloni e la riforma della Pubblica Amministrazione. A proposito di quest’ultima, la scelta ci sembra oculata, dato che per decenni se ne è parlato. Quando la Consulta ha bocciato qualche mese fa alcuni decreti attuativi, costringendo il governo a rimodularli, si è parlato di un (altro) fallimento dei 1.000 giorni di Renzi. Oggi che la Madia ha completato il percorso, per il bene del Paese non resta che augurarsi una efficace applicazione di una riforma da tutti invocata.

Gentiloni (a mezza edizione su La 7 e Tg5) parla agli italiani e al “colleghi di Bruxelles”, battendo per così dire un colpo: il Governo c’è e lavora. In realtà il messaggio è indirizzato ai suoi compagni di partito.

La candidatura di Andrea Orlando alla segreteria Pd chiude una settimana di convulsioni nel maggiore partito del centrosinistra. In apertura su TgLa7, anche perché Mentana lo intervista in diretta, l’attuale Ministro della Giustizia “si presenta” per la prima volta nel ruolo di sfidante. Appare, se non furioso, almeno assai determinato sia nei confronti di Renzi che di Emiliano.

I dati Inps sull’occupazione vengono presentati in varia forma dalle diverse testate. Nessuno usa toni ottimistici, ma le testate Mediaset esalta la “riduzione dell’aumento degli occupati”, dando di fatto a intendere che la disoccupazione sia aumentata, cosa che non è.

In attesa che la giunta M5S decida cosa fare per lo stadio, i Tg riprendono dichiarazioni di Di Maio e di Grillo da cui non si capisce niente. Nei titoli sui Tg Rai.

La vicenda della regione Lazio e del concorso per ginecologi obiettori torna nei titoli su Tg1, Tg3 e TgLa7, Per Mentana Zingaretti “tiene il punto”, e in un servizio si precisa che gli attacchi dell’ordine dei medici di Roma hanno trovato una smentita da parte dell’Ordine nazionale. Lo stesso Zingaretti precisa che nel dispositivo del concorso non si faceva riferimento al divieto di obiezione, ma allo specifico settore di impiego.

Per la cronaca, la frazione di Ponzano nel teramano che scende a valle dividendo in 2 le case e i frutteti, è in apertura su Studio Aperto e Tg4, ma presente anche su Tg1; le immagini della frana sono agghiaccianti. Sempre per la cronaca ampio giustificato spazio alla vicenda del cittadino pugliese che ha passato 20 anni in galera per un omicidio non commesso, come riconosciuto nella sentenza della revisione del processo che ha portato alla sua scarcerazione, Altissima su Mediaset, la notizia è ripresa anche dagli altri.

Per gli esteri, buona attenzione per la Rai alla visita di Mattarella in Cina , ma in primo piano la visita problematica del segretario di stato Usa Tillerson in Messico, nel tentativo al momento non riuscito di smussare gli attacchi di Trump. Il suo collega messicano si è mostrato duro e combattivo. Nei titoli per La7.

Alberto Baldazzi

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Il fascino del cosmo

23 Febbraio 2017, 01:05am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Il fascino del cosmo

I Tg di mercoledì 22 febbraio – Dopo settimane di aperture impanate sulla politica, la scoperta della Nasa di tre pianeti “fratelli” della terra fa “alzare la testa” a tutti, guadagnando titoli e le aperture di Tg1, Tg4 e La7. L’esistenza di un sistema planetario ad una distanza astronomica relativamente breve (39 anni luce) dal nostro in cui vi sarebbero 6 pianeti rocciosi, tre dei quali con probabili vaste quantità d’acqua e, pertanto, potenzialmente capaci di accogliere la vita, viene accolta dalle testate con tanta meraviglia, e forse anche troppa, con Tg4 che arriva a parlare di “una notizia che sconvolge l’intera storia dell’umanità”. Tra i servizi pieni di scene tratte da film sugli extraterrestri – e non pochi strafalcioni scientifici -, anche Mentana si fa prendere, e lo ammette, dalla “fascinazione”, ma non prima di segnalarci come il merito della scoperta va in discreta parte a due studiosi europei.

Tornando bruscamente a terra, “l’ultimatum” di Bruxelles che richiede entro aprile la manovra correttiva sui conti è in apertura di Tg3 e Studio Aperto. Sei sui Tg Rai e Tg5 l’immagine dominante è quella dell’Europa inclemente, per Tg La7 Bruxelles sarebbe stata comprensiva delle nostre esigenze, e tutto dovrebbe risolversi senza che Padoan debba approvare misure repressive.

Sul fronte interno a tener banco stasera restano le polemiche interne alla Capitale. La prima riguarda le contestazioni verso un bando emesso dall’Ospedale San Camillo aperto esclusivamente a ginecologi non obiettori di coscienza (apertura Tg2, titoli per tutti salvo Studio Aperto); uno scontro che vede da un lato la Cie ed altre organizzazioni pro-vita da una parte, dall’altro il Presidente della Regione Zingaretti che rivendica l’idea del bando per garantire esercizio delle pratiche di aborto avallate dalla legge 184. Nel mezzo sta la ministra Lorenzin, che denota come i termini del bando sono irregolari, ma comprende le ragioni di Zingaretti. Un fronte complesso, dunque, che vede molti servizi perdersi dietro la cronaca delle polemiche, con Mentana che invece ci ricorda come in molte regioni d’Italia l’assenza di medici obbiettori non consente l’applicazione delle pratiche d’aborto.

Restando a Roma, i colloqui in Campidoglio sulla costruzione del nuovo stadio sono nei titoli per i Tg Rai e Tg5, con Grillo che annuncia: “entro 48 ore Raggi deciderà”; ma le divisioni interne a M5S tornano a galla, ed in un’intervista al Tg2 il comico-leader casserebbe l’ipotesi che la nuova struttura sorga a Tor Di Valle, in linea alle obiezioni levate dall’assessore Lombardi. Su un altro fronte, tutte le testate registrano il rientro della protesta dei tassisti dopo gli accordi raggiunti ieri sera tra i sindacati ed il ministro Delrio.

Segnaliamo che, dopo giorni di presenza nei titoli, i temi della scissione e del congresso del Pd restano stasera bassi per tutti e relegati a metà edizione, mentre l’incontro tra il Presidente Mattarella ed il leader cinese trova spazio solamente sulle testate Rai.

Per la cronaca, Tg5 accoglie nella sua copertina una sortita delle Iene, che facendo propria la battaglia di un gruppo di cittadini siciliani tetraplegici hanno accusato d’indifferenza l’assessore regionale alle politiche sociale Miccichè. L’impressione è che la testata di Mimun voglia fare il bis dopo lo scoop sull’Unar. Sempre spazio sulle testate Mediaset, molto spazio riceve presa di posizione di molti esponenti della giustizia italiana nei confronti del processo di appello per stupro che ieri si è concluso per la prescrizione del reato dopo 20 anni (secondo titolo per Studio Aperto).

Se le avvisaglie di una nuova mossa di Trump figurano nelle pagine estere di tutte le testate interessate, Tg La7 è il solo a riprendere “l’irritazione” della diplomazia americana per l’estradizione che l’Italia ha ottenuto dal Portogallo dell’agente Cia De Soda coinvolto nella vicenda del sequestro del mullah Omar.

In una giornata piena di meraviglie dal cosmo, solo Tg3 ci riporta sulle coste della Libia raccogliendo la testimonianza di un sopravvissuto del naufragio di ieri che avrebbe fatto oltre 75 vittime.

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 22 febbraio 2017

Il fascino del cosmo

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Cinque Stelle “prende” il taxi

22 Febbraio 2017, 00:39am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Cinque Stelle “prende” il taxi

I Tg di martedì 21 febbraio – Il caos in diverse città generato dalle manifestazioni dei taxisti, ha vissuto oggi nella Capitale la giornata clou, in abbinamento con lem proteste degli ambulanti incentrate anch’esse contro il milleproroghe e la direttiva Bolkestein. Città bloccata, tumulti e tafferugli, bombe carta, assedio minaccioso dei palazzi della politica ( Montecitorio, Palazzo Chigi, sede dl pd al Nazareno e, nel pomeriggio, Porta pia davanti al ministero delle infrastrutture). Qualche ferito, diversi saluti fascisti e, immancabilmente, la politica che fiuta la “giocata buona” e che, soprattutto con Cinque Stelle, punta al tanto peggio, tanto meglio. In apertura su tutte le testate, con Mediaset che gongola, la Rai “istituzionale” e La 7 che meglio spiega le contraddizioni di una giornata che, se ce ne fosse bisogno, evidenzia ancora una volta che Grillo (e la Raggi) vanno “dove li porta il consenso”. La mobilitazione legittima dei taxisti che, però assume le forme della Vandea, è uno scenario arcinoto a Roma. TgLa7 riporta con evidenza che la manovra di Grillo è stata contestata su blog e sui social. Delrio ha trattato per 5 ore e, sembra, che si sia trovato un compromesso. Speriamo che sia giusto e non al ribasso. La sindaca che dà la solidarietà a chi da quasi una settimana blocca la “sua” città, è una cosa mai vista, e non basta a lenire il giudizio la successiva dichiarazione contro la violenza. Da parte sua Gasparri “riesuma” la consueta vicinanza della destra (presente in piazza con il tirapugni, le bombe carta e gli attivisti di Forza Nuova 2 dei quali sono stati arrestati) ad una categoria da sempre utilizzata per demolire l’amministrazione della città. Su Tg3 Trefiletti di Federconsumatori ricorda che le regole (quelle degli scioperi e del rispetto dei cittadini) non sono derogabili.

Il “politico del giorno” è senz’altro Emiliano che, decidendo di rimanere nel Pd e di sfidare Renzi alle primarie, depotenzia l’ala scissionista e conquista ancora una volta l’apertura ella pagina della politica su tutti i Tg. Fassino, su Tg3, parla ancora di frattura recuperabile.

Padoan che assicura sulla manovra correttiva è nei titoli su Tg1, Tg3 e TgLa7.

Molta cronaca giudiziaria per la sentenza della Cassazione sul delitto di Avetrana che – lo ricordiamo – a partire dall’estate 2010 ha dato il via al quel format spurio che ha tempestato l’informazione televisiva che noi dell’Osservatorio battezzammo come “cronaca criminale”. Presente nei titoli per molti Tg, con anche Tg2 che nel servizio ritorna al gergo “familiare” e ci parla della condanna a 8 anni di “zì Miché”.

Le dimissioni del capo dell’Unar per il finanziamento (inconsapevole) di un circolo omosessuale che organizzava prostituzione è “stranamente” nei titoli per Studio Aperto e TgLa7. Se non ci fosse da piangere, si potrebbe ridere della cultura istituzionale dei partiti di destra che ne hanno chiesto la chiusura (dell’Unar, non del bordello) dimenticando che l’Agenzia contro le discriminazioni è un soggetto emanato dall’Unione, e non frutto di una decisione della sinistra filo-gay (fu istituito dal governo Berlusconi).

Ci consoliamo (solo in parte) segnalando che almenboTg3 “si accorge” dei 74 cadaveri riportati dal mare su una spiaggia libica, La stessa testata dedica un lungo servizio per spiegare gli interessi criminali di cui si sostanziano le agromafie, che in parte controllano la filiera delle distribuzione dell’ortofrutta in Sicilia, in Campania come a Milano.

Alberto Baldazzi

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Politica arrancante

21 Febbraio 2017, 02:38am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Politica arrancante

I Tg di lunedì 20 febbraio – Il tormentone della scissione “mai finita” del Pd continua anche stasera a trascinarsi sulle scalette, ottenendo titoli per tutti e le aperture di Tg1, Tg2 e Tg La7. Le odierne mosse dei protagonisti di una realtà politica ormai fratturata (Renzi, D’Alema, Bersani, Emiliano, Orlando) s’affiancano nei servizi alle previsioni sul peso dei nuovi gruppi parlamentari (secondo titolo TgLa7) e sul destino del governo Gentiloni. Tg5 propone stasera numerosi interventi di giornalisti della carta stampata: Battista del Corriere, Martini de La Stampa, Cerasa del Foglio, Giannini di La Repubblica, che parla di “Renzi’s karma”, accusando sia l’ex premier che la minoranza Pd di aver “ucciso” questo progetto politico. Tg4 mette fin dai titoli il dito nella piaga, ribadendo - purtroppo con un servizio dal dubbio valore giornalistico - una spiacevole verità: di questa scissione lo spettatore medio ha capito poco sia del “come” che dei “perché”.

A contraltare delle miserie del Pd, la visita di Grillo a Roma per discutere del progetto del nuovo stadio capitolino con la sindaca Raggi ottiene l’attenzione di tutte le testate e titoli su Tg3 e quelli delle 20. Al di là delle battute lanciate ai cronisti sulla sorte di Renzi, l’intervento del leader Cinque Stelle sulla costruzione del nuovo stadio per un verso non dice niente, per l'altro conferma la vocazione del giornalismo italiano a cavarsela porgendo microfoni. Il difficoltoso processo d’unificazione del centrodestra passa sottotono e compare nei servizi dei soli Rai e La7.

In una serata carica di politica con la p minuscola, il nuovo richiamo di Bruxelles sulla necessità della manovra correttiva da 3,4 miliardi appare bassa nelle scalette salvo per l’apertura di Tg4. Ripreso sui Tg Rai, anche Padoan fatica a smarcarsi dalle domande sul destino del Pd. Restando in tema di Europa ed Austerity, segnaliamo il titolo di Tg La7 sulle nuove trattative in Grecia, ancora in ostaggio della crisi.

Lo sciopero dei taxi che da 5 giorni paralizza le principali città italiane, riceve anche stasera coperture moderate: titoli per 3 del 7 Tg, con Tg1 che interpella il presidente dell’autorità garante Gassarelli; alle preoccupazioni dei taxisti le testate delle 20 affianco quelle dei dipendenti Alitalia per la situazione dei suoi debiti – oltre 600 milioni di euro -, che su Tg3 ottengono il secondo titolo.

La gaffe di Trump che nel corso di un comizio smercia al suo uditorio la notizia di un attentato in Svezia in realtà mai avvenuto, viene ripresa senza troppi sorrisi dai Tg Rai e quelli delle 20. L’attentato vero a cui è scampato il premier libico Al Serraj ottiene un titolo solo sul Tg3, mentre Tg2 offre un riepilogo sull'evoluzione del fronte della guerra all’Isis dall’ottobre 2016 ad oggi.

Tornando in Italia, la nuova scossa di terremoto vicino ad Amatrice interessa principalmente i Tg Mediaset, che tornano nei luoghi colpiti ad intervistare comunità sempre più frustrate. La consegna di un primo nucleo abitativo nelle stesse aree viene ripresa solo dal Tg2.

L’attesa per la sentenza di Cassazione sul delitto di Avetrana, evergreen della cronaca criminale, raccoglie molti titoli e l’apertura di Studio Aperto, con Tg4 che ricicla 4 servizi d'epoca.

Segnaliamo in conclusione la copertina dedicata dal Tg5 ad un’inchiesta de Le Iene che accusa l’Unar di aver finanziato un’associazione dedita all'organizzazione di prostituzione omosessuale Una denuncia cui, in tarda serata, sono seguite le dimissioni del direttore del dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali Francesco Spano (riprese in conduzione dal Tg2).

Luca Baldazzi

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In onda il fuori onda

17 Febbraio 2017, 22:45pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

In onda il fuori onda

I Tg di venerdì 17 febbraio – Gli ingredienti utilizzati nelle cucine dei Tg  questa sera sono gli stessi: l’attesa per la “scissione”, i taxi in sciopero,  i nuovi provvedimenti contro l’assenteismo nella pubblica amministrazione, le sparate di Trump contro la stampa e sugli immigrati.

 

Sul primo tema apertura per tutti, con l’esclusione di Tg3 e Tg5 che scelgono le norme del cdm contri i furbetti del cartellino (il primo), e il caos taxi (il secondo). Nelle vicende del Pd, a 36 ore dall’Assemblea nazionale che dovrebbe risultare decisiva, assumono rilievo per tutti il fuori onda di Delrio, che manifesta la difficoltà di riportare l’ex premier ad una visione unitaria del partito, e la telefonata di Renzi a Emiliano, che “dimostrerebbe” la reale volontà di dialogo. Una cosa è certa: italiani e teleutenti sono tutt’altro che affascinati dai conati interni al maggior partito italiano, e quelli più avveduti farebbero fatica a distribuire in maniera netta rimbrotti ed encomi ai 2 schieramenti contendenti. 

 

I nuovi provvedimenti varati dal cdm sull’assenteismo sono in realtà “vecchi”: si tratta delle norme già contenute nella riforma Madia ma “cassate” dalla Corte per il mancato riferimento al confronto con le autonomie locali. Lo spiega bene Mentana; noi aggiungiamo che le leggi bisognerebbe scriverle bene, per non incorrere in stop determinati dalla complessa cornice istituzionale che avviluppa e (in parte) appesantisce il Paese. Servizi per tutti, ma senza i riferimenti forniti da La7 i teleutenti avrebbero potuto pensare a repliche di quelli di qualche mese fa.

 

Anche la vicenda del braccio di ferro taxisti-Uber “sa di antico”. Altri paesi hanno deliberato, in un senso o nell’altro, sul tema. Il governo ha deciso di rinviare a fine anno le decisioni.

 

La quotidiana pagina su Cinque Stelle, dato che non sono (al momento) uscite fuori altre polizze vita, rimane sul Campidoglio, questa volta incontra sulle polemiche della Lombardi contro ‘orientamento favorevole allo Stadio. Meno male che c’è l’intervento di quel sincero democratico di Grillo che interviene tacitando la Lombardi che, un attimo dopo, si allinea. Secondo titolo per Tg1, terzo per Tg3.

 

L’indagine sulla Consip che chiama a rispondere il padre di Matteo Renzi, è nei titoli di La7 e nei servizi per Tg2 e Tg1. Mentana parla di un “pizzino” che lo inguaierebbe, ma non spiega di più.

 

Per gli esteri qualche accenno al G20 dei ministri degli  esteri con al centro la Libia sula Rai, con ampio servizio solo su Tg1. Trump stasera non fa l’en plein, ma è comunque nei titoli per i 3 Rai e La7. Oltre i consueti attacchi alla stampa, questa sera i fari sono accesi sull’imminente nuovo provvedimento anti immigrati che prevederebbe (ma lui smentisce) la mobilitazione di 100.000 uomini della Guardia Nazionale. Sempre in tema di chiusure e migranti, Tg5 manda un servizio su di un simpatico sindaco ungherese che ha deciso di blindare la sua città contro musulmani e omosessuali, prediligendo “bianchi, europei e cristiani”. Trump docet.

 

La sentenza di appello a L’Aquila sulla discarica di bussi, che finalmente riconosce il drammatico inquinamento prodotto nei decenni dalla Montedison, pur definendo “colposo”, è nei titoli per Tg3 e nei servizi per gli altri Rai e Tg5.

 

Alberto Baldazzi

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