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Albertobaldazzi

In onda il fuori onda

17 Febbraio 2017, 22:45pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

In onda il fuori onda

I Tg di venerdì 17 febbraio – Gli ingredienti utilizzati nelle cucine dei Tg  questa sera sono gli stessi: l’attesa per la “scissione”, i taxi in sciopero,  i nuovi provvedimenti contro l’assenteismo nella pubblica amministrazione, le sparate di Trump contro la stampa e sugli immigrati.

 

Sul primo tema apertura per tutti, con l’esclusione di Tg3 e Tg5 che scelgono le norme del cdm contri i furbetti del cartellino (il primo), e il caos taxi (il secondo). Nelle vicende del Pd, a 36 ore dall’Assemblea nazionale che dovrebbe risultare decisiva, assumono rilievo per tutti il fuori onda di Delrio, che manifesta la difficoltà di riportare l’ex premier ad una visione unitaria del partito, e la telefonata di Renzi a Emiliano, che “dimostrerebbe” la reale volontà di dialogo. Una cosa è certa: italiani e teleutenti sono tutt’altro che affascinati dai conati interni al maggior partito italiano, e quelli più avveduti farebbero fatica a distribuire in maniera netta rimbrotti ed encomi ai 2 schieramenti contendenti. 

 

I nuovi provvedimenti varati dal cdm sull’assenteismo sono in realtà “vecchi”: si tratta delle norme già contenute nella riforma Madia ma “cassate” dalla Corte per il mancato riferimento al confronto con le autonomie locali. Lo spiega bene Mentana; noi aggiungiamo che le leggi bisognerebbe scriverle bene, per non incorrere in stop determinati dalla complessa cornice istituzionale che avviluppa e (in parte) appesantisce il Paese. Servizi per tutti, ma senza i riferimenti forniti da La7 i teleutenti avrebbero potuto pensare a repliche di quelli di qualche mese fa.

 

Anche la vicenda del braccio di ferro taxisti-Uber “sa di antico”. Altri paesi hanno deliberato, in un senso o nell’altro, sul tema. Il governo ha deciso di rinviare a fine anno le decisioni.

 

La quotidiana pagina su Cinque Stelle, dato che non sono (al momento) uscite fuori altre polizze vita, rimane sul Campidoglio, questa volta incontra sulle polemiche della Lombardi contro ‘orientamento favorevole allo Stadio. Meno male che c’è l’intervento di quel sincero democratico di Grillo che interviene tacitando la Lombardi che, un attimo dopo, si allinea. Secondo titolo per Tg1, terzo per Tg3.

 

L’indagine sulla Consip che chiama a rispondere il padre di Matteo Renzi, è nei titoli di La7 e nei servizi per Tg2 e Tg1. Mentana parla di un “pizzino” che lo inguaierebbe, ma non spiega di più.

 

Per gli esteri qualche accenno al G20 dei ministri degli  esteri con al centro la Libia sula Rai, con ampio servizio solo su Tg1. Trump stasera non fa l’en plein, ma è comunque nei titoli per i 3 Rai e La7. Oltre i consueti attacchi alla stampa, questa sera i fari sono accesi sull’imminente nuovo provvedimento anti immigrati che prevederebbe (ma lui smentisce) la mobilitazione di 100.000 uomini della Guardia Nazionale. Sempre in tema di chiusure e migranti, Tg5 manda un servizio su di un simpatico sindaco ungherese che ha deciso di blindare la sua città contro musulmani e omosessuali, prediligendo “bianchi, europei e cristiani”. Trump docet.

 

La sentenza di appello a L’Aquila sulla discarica di bussi, che finalmente riconosce il drammatico inquinamento prodotto nei decenni dalla Montedison, pur definendo “colposo”, è nei titoli per Tg3 e nei servizi per gli altri Rai e Tg5.

 

Alberto Baldazzi

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“One or two it’s the same”

17 Febbraio 2017, 02:50am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

“One or two it’s the same”

I Tg di giovedì 16 febbraio – Se le proteste dei tassisti e gli scontri interni del partito democratico trionfano in apertura di 6 delle 7 testate, stasera Tg2 si distingue tornando alle dichiarazioni di Trump durante l’incontro col premier israeliano Netanyahu. Ieri il neopresidente USA si è espresso sul conflitto israeliano palestinese dicendo che “uno o due stati vanno bene lo stesso, purché si arrivi ad un accordo”: parole che, nei fatti, sembrano scardinare 20 anni di mediazione iniziata da Clinton, abbattendo il principio di “due popoli-due stati” che faticosamente anche l’amministrazione Obama aveva cercato di rilanciare. Una svolta storica e piena di incognite, insomma, ma che nei servizi delle altre testate finisce in secondo piano rispetto all’acceso scontro tra il neopresidente USA e la sua stessa intelligence, che Trump accusa di fornire alla stampa una serie di falsità sui rapporti del suo staff con la Russia (primo titolo per Tg3). Anche in questo ribolline di notizie, Tg2 tiene gli occhi fissi sull’obbiettivo ed a commento della presa di posizione “pilatesca” di Trump chiama, oltre che analisti internazionali, la Presidente delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, la quale ritiene che il progetto due popoli – due nazioni non sia stato (e non debba essere) accantonato. Tornando sullo scontro tra stampa e presidenza USA, Tg La7 giudica le accuse scagliate da Trump ai media un “polverone”, segnalando come più di qualcuno (leggi Washington Post) cominci a parlare di avvisaglie di un vero e proprio Trump-Gate.

Le proteste dei tassisti che hanno bloccato i principali aeroporti ed i centri di Roma, Milano e altre città, sono primo titolo per Mediaset e Tg1, con grande attenzione sul decreto che ha posticipato a settembre l’attuazione delle misure previste sui servizi di carsharing e di noleggio con autista. Tg1, ma anche Tg3 e Tg La7, ci ricordano fin dai titoli che la norma della discorda è soltanto uno dei provvedimenti del Mille Proroghe passato oggi al Senato, e tra cui si trovano i blocchi sui mutui per le aree terremotate. Tg4 non resiste e spulcia il decreto in cerca di misure pro casta a cui rivolgere le consuete staffilate.

Solo Tg La7, irriducibile, apre sugli scontri interni tra maggioranza e minoranza Pd con l’ultimatum pre-scissione di Bersani a Renzi. Un’uscita che si inserisce in un contesto di “mediazioni in salita” (titolo TG3). Tg5 stasera chiama diversi politici ed analisti a commentare i dissidi nel partito di maggioranza relativa, con Riccardo Barenghi de La Stampa che vede la scissione inevitabile.

Una particolare fattispecie di pagina politica è quella dedicata da tutti alla terza polizza sottoscritta da Romeo a favore della sindaca Raggi, la quale risponde con un esposto.

L’inchiesta che ha toccato il Presidente Pd della Regione Abruzzo D’Alfolso, indagato per corruzione e turbativa d’asta, è nei titoli per Tg1 e Tg La7. Mentana riesce ad infilare in scaletta anche l’iscrizione del padre dell’ex premier Renzi tra gli indagati dell’inchiesta Consip, mentre Tg1 e Tg5 la danno da studio. Spazio sui Tg Rai, ma anche Tg5, all’inchiesta su un giro di appalti e tangenti al teatro Petruzzelli di Bari. In una giornata non povera di ipotesi di corruzione, l’anniversario dei 25 anni dall’inizio di Tangentopoli ottiene un titolo solo su Tg2, ma servizi su La7 e gli altri Rai, che propongono un’intervista con un protagonista dell’epoca, Gherardo Colombo.

Tg3 dedica un lungo servizio sulla situazione in Libia e le iniziative, finora inefficaci, per il controllo dei flussi migratori, che continuano a produrre vittime anche a poche miglia dalle coste. Il processo di pacificazione in Siria interessa stasera solo i Tg Rai, con Staffan De Mistura che sul Tg3 osserva come il prossimo meeting potrebbe garantire più duraturo cessate il fuoco, mentre Tg2 già guarda ad una difficile ricostruzione. I nuovi attentati dell’Isis in Iraq e Pakistan, sono date da studio daTgLa7.

Tra le varie ed eventuali, l’iniziativa del ministero per il reinserimento dei 1.600 licenziati dai Almaviva, è nei titoli per Tg3 e presente nei servizi di Tg1 e Tg5. I successi del comparto Radio di Mediaset appassionano solamente le testate minori di Cologno Monzese (titoli per Tg4 e Studio Aperto), ma ieri ne aveva parlato Tg5. Ad attrarre un interesse diffuso, con titolo per Tg4, Tg5 e Tg1, sono le palme e i banani piantati nella piazza del Duomo di Milano

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 16 febbraio 2017

“One or two it’s the same”

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Sgassate e frenate

16 Febbraio 2017, 01:06am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Sgassate e frenate

I Tg di mercoledì 15 febbraio – Ieri sera abbiamo segnalata la “sentita partecipazione” di buona parte dell’informazione mainstream all’epica della scissione. Oggi nulla è cambiato, anzi. Le dichiarazioni contrapposte non mancano tra renziani e sinistra Pd, ma l’impatto sui Tg è diverso. In quelli Mediaset la rottura in atto non merita l’apertura, bensì un titolo a mezza edizione. Tg5 dedica poco spazio alla cronaca e molto tempo ai commenti dei consueti analisti. Sulle testate Rai al termine “rottura” si affianca “mediazione”, e a prevalere fin dai titoli è l’invito di Renzi alla minoranza a partecipare ad un congresso “aperto”. Per l’opposizione interna il congresso è già chiuso, e un’onnipresente Emiliano afferma in sostanza che “non c’è trippa per gatti”. Ma comunque fervono scambi riservai e incontri, con artefici Fassino e Martina e Orlando come“punta di diamante”, come segnala Enrico Mentana che presenta i servizi più approfonditi sulla cronaca politica della giornata e ironizza su un’altra possibile scissione, quella tra i “giovani Turchi”, ovvero Orfini e Orlando.

Un colpo al cerchio, uno alla botte. Quasi inevitabilmente il secondo titolo di politica è per i maggiori Tg il Movimento Cinque Stelle, che oggi porta in primo piano il destino dello stadio della Roma, a poche ore dalle dimissioni dell’assessore Berdini. Una volta tanto che quotidiani, siti e Tg concordano nel preannunciare l’ok della giunta Raggi sul progetto, esprimendo anche un malcelato apprezzamento, la Sindaca parla con i giornalisti per dire che non si è ancora deciso e che, in ogni caso, non si tratterà di un’orgia di cemento. Molto interessante un lungo servizio del Tg2 che spiega come funziona il rapporto tra squadre di calcio e stati di proprietà in tutta Europa, cogliendo l’occasione che un altro stadio, quello Flaminio “gioiello” di Nervi, è semidistrutto perché abbandonato da anni. Tornando alla giunta della Capitale, La7 segnala che per Marra si andrò con ogni probabilità al giudizio immediato.

Notevole spazio trasversale all’Ocse che oggi segnala un miglioramento della situazione economica italiana. Addirittura in apertura su Tg5 e nei titoli per Tg1 e Tg4. In evidenza su tutti la previsione dei costi diretti e indiretti dei terremoti in centro Italia che oggi sono stati presentati a Bruxelles, e che assommano a ben 23 miliardi.

Sulla fiducia ottenuta dal decreto sull’intervento pubblico nelle banche – diffusamente presente – Mentana interviene segnalando che i “nomi” dei maggiori insolventi che ne hanno minato i bilanci usciranno solo se TgLa7 – o altre testate – li andranno a scovare uno ad uno.

Per gli esteri nei titoli per Rai e La7 l’odierno incontro tra Trump e Netanyahu che rappresenta un confuso e allo stesso tempo netto cambio di scenario nei recenti rapporti tra Usa e Israele.

Chiudiamo segnalando la forte presenza su Mediaset e Rai dei funerali del giovanissimo suicida a Lavagna durante una perquisizione casalinga delle forze dell’ordine alla ricerca di droga. In apertura su Studio Aperto e copertina per Tg5, sono soprattutto i Tg Rai a sottolineare il valore delle dichiarazione della madre che piange il figlio ma ringrazia i militi, intervenuti su sua richiesta.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 16 febbraio 2016

Sgassate e frenate

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Scindo, ergo sum

15 Febbraio 2017, 01:28am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Scindo, ergo sum

I Tg di martedì 14 febbraio – Che sia la sinistra Pd a voler “uscire” o se, al contrario, sia Renzi a spalancare la porta, il prodotto non cambia. Il day after di una direzione del Pd dai contenuti - ad essere bonari – a mala pena sufficienti, risulta invece “sontuoso” nell’informazione di serata, grazie a quello che non è stato detto durante il dibattito ma che risalta nei titoli dei Tg: le dita negli occhi e la scissione che “c’è già stata” di Bersani, la minoranza “asfaltata” secondo i renziani doc in relazione all’esito della votazione che ha decretato di invitare l’Assemblea Nazionale di avviare l’iter del congresso. Ma i Tg ci mettono del proprio, andando in brodo di giuggiole. Con l’eccezione di Studio Aperto che “apre” sulla morte del fratello del dittatore nordcoreano, e di Tg1 che “attutisce” l’impatto della direzione occupandosene con un titolo iper-istituzionale in terza posizione, gli altri lanciano un grido liberatorio: Scissione!! Ora, noi non sappiamo se a fine settimana (o prima, o dopo) la scissione ci sarà, ma i Tg ci hanno dato a intendere che essa è la cosa che gli italiani attendono (o temono) più di ogni altra. Si ha l’impressione che le redazioni dei Tg siano (e non da oggi) curve di tifoserie calcistiche. Mediaset esulta per l’autogol del Pd, la Rai sembra temerlo, La7 si porta avanti con il lavoro e si chiede quali saranno i nuovi equilibri a sinistra. Franceschini che, intervistato da Tg1, parla di un congresso vero ma con un esito unitario, suona come una voce fuori dal coro.

La politica rivendica altro spazio sul fronte M5s per le dimissioni dell’assessore Berdini dalla Giunta Raggi, ma anche per la polemica di giornata sugli sms di Di Maio che, secondo alcuni dei più importanti quotidiani nazionali, testimonierebbero un suo “antico” appoggio a Marra. Un falso scoop, che si tramuta nelle ore successive in una brutta figura dopo che l’esponente del Movimento pubblica la versione integrale dei suoi messaggi, dalla quale emerge un quadro del tutto diverso. Nei titoli per La7 e i Tg Rai, la vicenda provoca un’amara riflessione di Mentana che si chiede: cosa sarebbe successo se Di Maio non avesse conservato i suoi sms di 6/7 mesi fa?

La “chiusura dei conti” 2016, con la sorpresina dello0,1% in più del pil, è “alta su Tg2 e Tg3.

Nei titoli di Tg3 e Tg1 (ma servizio anche per La7) la richiesta di rinvio a giudizio per i carabinieri indagati per la morte (omicidio preterintenzionale) di Stefano Cucchi.

Un tuffo nel passato: nei titoli di Tg1, Tg5 e TgLa7 la richiesta di rinvio a giudizio di Fini per le vicende della famiglia della moglie e/anche) per la famosa casa di Montecarlo del cognato

In una serata in cui non hanno certo prevalso gli amorosi sensi, tutte e 3 le testate Mediaset ci ricordano più o meno languidamente, in chiusura di edizione,che oggi è San Valentino

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 14 febbraio 2017

Scindo, ergo sum

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Faticosa ripartenza

14 Febbraio 2017, 00:30am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Faticosa ripartenza

I Tg di lunedì 13 febbraio – Protagonista indiscussa della serata dell’informazione, la direzione del Pd trionfa su tutte le aperture. Titolo doppio per Tg1, Tg3 e TgLa7. Tutte le testate all’intervento del Segretario Renzi, che ha richiesto un congresso del partito, affiancano le posizioni di Bersani, che ha ribadito il dovere di sostenere la legislatura sino al 2018. A fronte di un incontro durato quasi quattro ore, ciascun Tg propone una propria lettura. Per quelli Mediaset “minori” la parola chiave è “resa dei conti” tra maggioranza e minoranza Pd, mentre per Tg3, Tg1 e Tg5 il focus è sulla “fine di un ciclo” senza che si siano evidenziate ai massimi livelli le fratture. TgLa7 – che prima degli altri aveva annunciato le dimissioni di Renzi, guarda fin dai titoli all’assemblea di sabato, momento in cui il Segretario dovrebbe formalizzarle. Tg2 propone invece una lettura più “cronachistica”, e che inquadra come unico elemento di tensione la data di un congresso voluto (o accettato)da tutte le parti in causa. Nel complesso, quello che le testate raccontano stasera è un generale ricompattamento in cui però già emergono potenziali nuovi punti di rottura, che si sono già evidenziate nelle tensioni sulle 2 mozioni presentate, dal “senso” cero tutt’altro che coincidente.

Relegati in brevi servizi il commento delle altre forze politiche sugli esiti della kermesse (titolo solo per TgLa7), con i servizi Rai che segnalano il continuo conflitto sulla leadership interno al centro destra. Ad incombere sulla pagina politica, forse un po’ per forza d’inerzia sono le nuove battute sul caso Raggi – Berdini (titoli per Tg3 ed i Tg delle 20), l’assessore cui tutti davano avere “le ore contate” anche prima degli odierni sfoghi. Da segnalare la presenza del cardinale Parolin sul Tg1, che lancia l’invito a tutte le forze politiche non perdere di vista il tema del lavoro.

Le notizie dal fronte europeo (titoli per i Tg Rai e La7), con la Commissione che “promuove l’impegno dell’Italia sui conti” e vede stabili le stime di crescita del nostro pil del 2017 – comunque la più contenuta dell’Eurozona -, ma che “si attende” la manovra correttiva per fine aprile, hanno per il Tg2 un gusto “agrodolce”, impressione che resta anche a noi dopo la breve intervista al Commissario Moscovici.

Per la cronaca, la vicenda di Vitulano, con il “muro di terra” alzato dal sindaco Pd per impedire l’accesso ad un “carico di profughi” affascina i Tg Mediaset minori (titoli per Tg4 e Studio Aperto), ma mal si coniuga con le consuete narrazioni esasperate quando le ragioni del rifiuto non sono dettate da esigenze securitarie, bensì dal mancato rispetto delle norme sulla distribuzione appena varate. Spazio su Tg Rai, ma anche Studio Aperto, al dramma degli allevatori abruzzesi, che tra l’ondata di gelo e le scosse del 19 gennaio hanno perduto decine di migliaia di capi.

La minaccia della diga di Oroville (California) il cui rischio di cedimento ha provocato la fuga di oltre 200 mila persone, raccoglie molti servizi e titoli sulle testate Mediaset. Restando negli USA, Tg2 è il solo a presagire future tensioni tra il Canada e gli States sul tema dell’immigrazione. Titoli e servizi anche sulla sciagura del Tignes, dove quattro sciatori sono stati travolti ed uccisi da una valanga.

Le immagini di un altro complesso monumentale di Palmira devastato dalle barbarie dell’Isis contribuiscono stasera a riportare la guerra in Siria nei servizi: presente su Tg1, Tg5 e Tg La7. Sempre La7 è il solo a mostrare attenzione al fronte libico, e stasera ci segnala che un incontro tra il presidente Al Serraj ed il generale Haftar, a cui sarebbe stato offerto di guidare le forze armate di Tripoli, potrebbe comportare un’inattesa ricucitura tra il governo di Tripoli e quello di Tobruk.

La foto dell’assassinio dell’ambasciatore russo ucciso lo scorso 19 dicembre in Turchia, premiata al World Presso Photo 2017, si fa strada nei servizi dei Tg Rai (titolo per Tg2). Ci è piaciuto il servizio del Tg1 che, nel presentarci le altre foto che hanno ottenuto riconoscimenti, ha riflettuto sul valore che simili scatti possono avere per preservare sia le meraviglie che le atrocità dei nostri tempi.

Luca Baldazzi

 

Dati auditel dei Tg di lunedì 13 febbraio 2017

Faticosa ripartenza

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Per qualche copia in più

10 Febbraio 2017, 22:55pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Per qualche copia in più

I Tg di venerdì 10 febbraio -  E’ sintomatico che le testate da sempre più “avvelenate” sul tema dei profughi questa sera neanche nominino le decisioni del governo che modificano la gestione dell’accoglienza e dei respingimenti. La conferenza stampa di Gentiloni e Minniti figura in apertura su Tg3 e Tg1, secondo titolo per Tg2 e impaginazione “alta” per Tg5 e TgLa7. Decisioni importati e per alcune associazioni controverse, soprattutto in relazione alla apertura dei nuovi Cie regionali e per la riduzione a 2 dei livelli di giudizio per contestare il mancato ottenimento dell’asilo politico. I Tg Rai illustrano nei dettagli i provvedimenti: staremo a vedere.

 

Tornando alle testate Mediaset, in primo piano gli arresti dei presunti terroristi a Parigi, notizia molto più “bassa” su Rai e La7. A proposito di notizie “assenti”, sempre su Studio Aperto e Tg4 nessuna menzione del caso del giorno, ovvero del titolo e della prima pagina del quotidiano Libero. La “patata bollente” abbinata alla foto di Virginia Raggi è un’ignominia. Mentana lo dice in stile british, segnalando che un titolo ed un’allusione come quelli di Vittorio Feltri i teleutenti de La7 non rischiano di vederli mai. Tg2 intervista il Sindaco di Roma che si dice colpita come cittadina. Tutte le testate segnalano la solidarietà trasversale che una volta tanto ha raggiunto Virginia Raggi. Feltri si difende, ma a nostro giudizio la toppa è peggio del buco. Cosa si fa nell’illusione di vendere qualche copia in più!

 

La notizia dell’hackeraggio probabilmente russo contro la Farnesina viene presa molto sul serio. Apertura su Tg2 e titoli per tutti gli altri. 

 

La pagina politica vede uno schieramento alquanto consueto nelle ultime settimane: i Tg Rai che affrontato le convulsioni nel Pd e i movimenti sulla legge elettorale con una certa circospezione – seguiti sulla stessa linea da Tg5 – e Tg La7 che “dà le notizie”. Questa sera ciò che ci svela Mentana non è poca cosa: Renzi si presenterà dimissionario alla direzione Pd di lunedì pomeriggio.

L’allarme del giorno sulla fine degli ammortizzatori sociali per i lavoratori cococò, sembra rientrare con la decisione del governo di recuperare nel milleproroghe, come riportano i Tg delle 20.

 

Spazio assai diffuso su Rai e, in generale, sulle testate delle 20, alle ulteriori mosse preannunciate da Trump dopo la bocciatura di ieri del suo ricorso contro lo stop al muslim ban. Il rilancio del nuovo inquilino della Casa Bianca è nella linea di una aggressività che vede nemici non solo nei paesi islamici, ma anche tra le fila delle istituzioni statunitensi che per fortuna, per il momento reggono. 

 

Su tutti i Tg buono lo spazio alla Giornata della memoria delle foibe, nei titoli per Tg1 e Tg2.

 

Alberto Baldazzi

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Partita di scacchi nel Pd

10 Febbraio 2017, 01:43am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Partita di scacchi nel Pd

I Tg di giovedì 9 febbraio - La politica vede i Tg Rai (ma anche Tg5) alquanto circospetti in relazione alle vicende interne al Pd, mentre TgLa7 “apre” con la possibilità che Renzi si presenti dimissionario alla Direzione del partito del prossimo lunedì per andare immediatamente verso quel congresso che la minoranza chiedeva fino a qualche giorno fa, ma che ora viene vissuto come una forzatura. Sempre La 7 segnala le mosse di Salvini per accreditarsi con il nuovo inquilino della Casa Bianca, nelle stesse ore in cui Berlusconi si incontra con il capo del Partito Popolare europeo. Il giudizio è che difficilmente i due potranno incontrarsi.

Presi quasi per stanchezza i Tg di serata quasi “accantonano” gli ultimissimi sviluppi della vicenda Campidoglio. Apertura solo per Tg4, che preannuncia la “scontata” imminente uscita dalla giunta dell’assessore Berdini, titoli a mezza edizione per gli altri, ma neanche questo per Tg3. Del resto, cosa aggiungere, quando a “parlar male” della Sindaca e dei Cinque Stelle non sono i giornalisti – come denunciato da Di Maio – ma uno dei pochi assessori con un curriculum professionale elevato?

Grande spazio a su tutti ai dati sulla lotta dall’evasione fiscale nel 2016, con un +28% dei recuperi rispetto al 2015. Padoan è presente su tutte le maggiori testate. TgLa7 riflette sull’extra gettito del canone Rai in bolletta: + 500 milioni che potrebbe portare ad abbassarlo a 90 euro.

Tg4 si diffonde fin dai titoli sulle denunce del Papa sulla corruzione in Vaticano, riprese nei servizi di Tg1 e Tg5.

L’uscita di Boeri che ipotizza modifiche nelle procedure delle visite fiscali quando i lavoratori del settore privato sono in malattia: grande attenzione diffusa; apertura per Tg3 e titolo per Tg1, con La7 che sottolinea l’opposizione netta della Cgil.

Tg5 fornisce i dati delle 67 morti sul lavoro da inizio l’anno, precisando che sono molti i casi non “censiti”. La stessa testata per il terzo giorno consecutivo si occupa meritoriamente della terra dei fuochi e dei cittadini campani che si ammalano.

Per la cronaca Tg4 continua ad occuparsi di rom, segnalando che in alcuni casi si tratta di cittadini milionari che abitano in ville di lusso.

Per gli esteri un Gentiloni, in trasferta, ovvero in visita a Teresa May, dice una cosa importante ripresa da tutti i maggiori Tg: per il G7 a “guida” italiana non partirà nessun invito a Putin (apertura per Tg2). Lo scontro tra Trump e i giudici che devono esprimersi sul muslim ban è abbondantemente citato.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 9 febbraio 2017

Partita di scacchi nel Pd

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