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Albertobaldazzi

Autunno freddo

30 Settembre 2014, 21:36pm

Pubblicato da albertobaldazzi

termometroI Tg di martedì 30 settembre - TgLa7 fa la scelta coraggiosa di aprire sull’Isis, con la notizia delle 4 ulteriori vittime dei miliziani del Califfato (tra le quali 3 donne), in una serata in cui per tutti il piatto di portata sono i dati dell’Istat sull’ulteriore aumento della disoccupazione giovanile e le previsioni di ulteriore peggioramento del Pil. Si prospettano mesi duri, dice Mentana, dopo l’ulteriore doccia gelata dell’Istat è sempre TgLa7, in chiusura di edizione, a riportare le sconsolate valutazioni di Padoan al termine del cdm sull’aggiornamento del Def. Per Mediaset il simbolo stesso della crisi è il concorso per un posto di infermiere a Vicenza cui partecipano più di 3.000 candidati (presente anche su Tg1) che per Studio Aperto e Tg4 diventano 7.000.

Dicevamo ieri che la politica ruota tutta intorno al Pd, inseguito da decine di troupe e ripreso anche stasera per il “dopo” direzione. Dovendo parlare anche di altri, diverse testate cercano con il lumicino qualche spezzone di dichiarazione; Sel e la Cgil contestano il jobs act di Renzi, Grillo se la cava con qualche battuta sul blog, mentre su Tg5 ricompare un Brunetta un po’ imbarazzato perché al contempo fa il tifo per il Premier e gli tira la giacchetta per l’eventuale pur minima accondiscendenza alle richieste della sinistra del partito. Sempre Tg5 propone un sondaggio tra i suoi teleutenti secondo il quale il 63% di chi si è espresso sarebbe d’accordo con Renzi. Tg4 non ne può fare a meno: è nella sua natura. Così ecco ripescati il Renzi-Fonzie, il Renzi col bottone sbagliato davanti alla Merkel, il Renzi cui starebbe crescendo la pancetta: vecchi o nuovi che siano, si tratta sempre di scoop! Non soddisfatto il direttore Mario Giordano si lancia in uno dei suoi soliti editoriali in cui sferza la politica che non fa nulla per il Paese che soffre.

La stasi impaludata per l’elezione dei due membri della Consulta va in onda sulle maggiori testate, accompagnata dalla gaffe del Aule riunite che hanno eletto al Csm la Consigliera Bene che, però, non va bene secondo il plenum riunito oggi perché non ha i requisiti sufficienti. Napolitano tira con educazione le orecchie all’approssimazione mostrata nella scelta (targata Pd) dal Parlamento.

La pistola elettrica che ha iniziato in Commissione l’iter che forse la porterà nelle fondine dei poliziotti italiani affascina non poco i Tg che dedicano ampi servizi e numerose schede. A proposito dei contributi “esterni”, sempre di più dobbiamo segnalare che quasi tutti infarciscono le edizioni di filmati che, oltre che dal web, provengono da fonti istituzionali e, comunque, non propriamente giornalistiche; stasera su Tg5 lunghi minuti sono occupati da un servizio sulla contraffazione, per il quale la sua redazione non ha girato neanche un secondo. Pigrizia, scarsa fantasia o riduzione di budget? Quale che sia la causa, nessuna testata ne è indenne.

Da Tg3 segnaliamo una doppia attenzione al femminile: un servizio molto critico sul ventilato patteggiamento per 4 imputati nel processo romano sulla prostituzione minorile, che se la caverebbero con una multa e la condanna ad un anno con la condizionale; la non scontata copertura sulle violenze sessuali alla Columbia University che verrebbero gestite “all’interno” nel tentativo di non infangare il buon nome del glorioso istituto.

Per gli esteri, infine, buona l’attenzione di Rai e La7 alle proteste di piazza ad Hong Kong, praticamente assenti da Mediaset se si esclude una breve citazione da Tg5.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 29 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.694.000, 22,40% ore 20:00 5.711.000, 23,79%. Tg2 - ore 13:00 2.497.000, 16,78% ore 20:30 2.139.000, 8,12%. Tg3 - ore 14:30 1.738.000, 11,61% ore 19:00 1.703.000, 10,18%. Tg5 - ore 13:00 3.164.000, 20,89% ore 20:00 4.907.000, 20,11%. Studio Aperto - ore 12:25 1.928.000, 16,51% ore 18:30 721.000, 5,83%. Tg4 - ore 11.30 422.000, 7,53% ore 18:55 655.000, 3,94%. Tg La7 - ore 13:30 677.000, 4,10% ore 20:00 1.441.000, 5,91%.

Fonte:www.tvblog.it

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Il Paese e il Partito Unico

29 Settembre 2014, 20:37pm

Pubblicato da albertobaldazzi

pdI Tg di lunedì 29 settembre – Oltre quello del 40,81% il Pd di Renzi (e non solo) sta macinando un altro record: riassumere al suo interno le maggiori dinamiche, se non le uniche, che animano il dibattito e lo scontro politico nel Paese. La direzione odierna sulla riforma del lavoro e sul citatissimo articolo 18 (che mentre scriviamo è ancora in corso) ha impattato con i Tg di serata (e con gli speciali del pomeriggio) come un tornado; eccessivo attendersi una cronaca puntuale, estesa e tanto meno qualche interpretazione di senso. Ma fin dai titoli è risultato evidente su tutti che il perimetro della discussione politica (alta, e qualche volta caratterizzata anche da colpi bassi) è appannaggio del Pd. La visione in diretta streaming ci ha offerto un arioso discorso di Renzi, molti intreventi a supporto e numerose contestazioni. A 360 gradi quella di D’Alema, che ha dato a Renzi del “fanfarone”; una sorta di saluto sull’uscio da parte di Civati; un residuo credito verso una ricomposizione per Cuperlo; una opposizione fiera da parte di Fassina e, soprattutto, un richiamo durissimo alla buona creanza contro la tentazione di usare la denigrazione degli avversari interni da parte di Bersani.

I Tg Mediaset colgono poco la profondità delle divisioni, e Tg5 esordisce negando il redde rationem. Quelli Rai saltellano dalla relazione introduttiva ai flash dei maggiori interventi. Mentana segnala nel primo titolo la durezza dell’intervento di D’Alema e, soprattutto, il riferimento al metodo Boffo proferito da un Bersani assai incavolato. Il resto della politica non brilla affatto, anche se “sta a guardare”, ripreso dalle diverse testate che riassumono i giudizi benevoli (e attendisti) di Forza Italia e quelli malevoli (e liquidazionisti) di Cinque Stelle e Sel. Complessivamente Renzi potrà essere soddisfatto della rappresentazione del suo jobs act e del dibattito in Direzione: se i quotidiani (in testa Corriere e Repubblica) lo hanno improvvisamente mollato, il giornalismo televisivo inquadra ancora il leader che piace alla maggioranza degli italiani.Anche i sondacati "stanno a guardare" e - ripresi nei titoli da quso tutti - si aggiornano sulla questione di un fronte unitario.

Per il resto segnaliamo che TgLa7, Tg2 e Tg3 hammo meritoriamente trovato spazio anche nei titoli per la protesta di massa in corso ad Hong Kong (servizio anche per Tg1). Buone coperture per Alfano che parla dei rischi per il Paese derivanti dai 48 terroristi dell’Isis transitati in Italia. Sull’imminente aumento della bolletta del gas e dell’elettricità apre il Tg5 e si accodano quasi tutti gli altri, mentre l’epopea del matrimonio veneziano di George Clooney prosegue su Mediaset che – ma guarda un po’! – scopre con Tg4 che sta durando troppo, come una fiction a puntate.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 28 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 4.134.000, 23,63% ore 20:00 5.077.000, 23,36%. Tg2 - ore 13:00 2.109.000, 12,84% ore 20:30 1.847.000, 7,73%. Tg3 - ore 14:30 1.116.000, 6,48% ore 19:00 1.795.000, 11,04%. Tg5 - ore 13:00 2.564.000, 15,57% ore 20:00 3.913.000, 17,78%. Studio Aperto - ore 12:25 1.550.000, 11,17% ore 18:30 854.000, 6,42%. Tg4 - ore 11:30 468.000, 4,98% ore 18:55 809.000, 5,00%. Tg La7 - ore 13:30 489.000, 2,80% ore 20:00 1.002.000, 4,53%.

Fonte:www.tvblog.it

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Cattivi Magistris

26 Settembre 2014, 21:37pm

Pubblicato da albertobaldazzi

ide-magistrisI Tg di venerdì 26 settembre - Tantissima carne al fuoco per i Tg di serata: ancora grande attesa per il countdown in casa Pd sul jobs act, il riemergere della politica “interna” in Forza, Italia, con la ricomparsa di Fitto a fare da bastion contrario a Toti, il lancio dello “spettacolo” del Circo Massimo da parte di Grillo a cavallo di una biga del terzo millennio, gli schiaffi a destra e a manca della Cei all’inconcludenza del governo e al velleitarismo di un sindacato con la testa rivolta all’indietro. Questo per quel che riguarda la politica domestica; c’è poi l’Isis che sempre più guadagna titoli e servizi nel giorno in cui gli americani parlano di 3.000 terroristi accorsi da mezza Europa, Usa e mezzo modo, e gli inglesi che decidono (insieme ai belgi) per la partecipazione alla campagna aerea in Irak. A mezza strada tra interni ed esteri l’attesa e la cronaca della visita di Renzi a Detroit (illustrata assai bene d Tg2), contrassegnata dal caloroso abbraccio con Marchionne, dalla conferenza stampa comune e dagli schizzi delle polemiche sull’articolo 18.

Con un menù così ricco tutti i Tg si assomigliano; cambiano solo le sfumature. Per Mediaset manca la politica interna di Forza Italia, mentre sembrerebbe che i vescovi abbiano dichiarato guerra a Renzi. Per Studio Aperto il Pd è a pezzi. Grillo “non lo difende nessuno”, anche perché difendere la gag del Circo Massimo è opera improba.

Interessanti quanto dovereso le coperture sui Tg Rai delle manifestazioni parigine delle comunità islamiche comtro il terrorismo in nome di Allah, con ripresa di inizitive simili nel quartiere romano di Centocelle.

Tutto appare comunque in movimento, magari sterile. ma in movimento. Fa eccezione la vicenda De Magistris che, escludendo il piano propriamente giudiziario, dal punto di vista della comunicazione appare ormai definita. Dopo la notizia della condanna in primo grado per abuso d’ufficio quando era procuratore a Catanzaro nell’inchiesta Wy Not, le odierne reazioni dell’attuale sindaco di Napoli hanno ottenuto l’ en plein dell’attenzione. Primo o secondo servizio per quasi tutti, con la rassegna delle sue parole, “non mi dimetto, si dimettano i giudici”, e le risposte dell’universo mondo: la protesta dell’Anm, le dichiarazioni stentoree di Grasso e la riproposizione del testo della legge Severino che impone la sospensione dai ruoli pubblici per i condannati anche solo in primo grado. Su tutti spiccano Tg1 e TgLa7. Il primo ha la geniale idea di intervistare Marco Travaglio, compagno di tante battaglie dell’ex magistrato, che gli manda a dire che ha sbagliato: “a prescindere” dal merito del giudizio un uomo di legge non può opporsi alla legge e ad una sentenza. Mentana fa ancora di più; per un verso ricorda che altri politici (senza citarlo, Berlusconi) si sono scagliati contro la legge Severino, per l’altro riporta le dichiarazioni del collega e amico Cantone (non uno qualsiasi, dunque) che si dice dispiaciuto per la condanna di De Magistris ma soprattutto per le sue parole avvelenate contro la stessa Magistratura di cui ha fatto parte prima di buttarsi in politica. Il direttore di TgLa7 aggiunge del suo e in uscita dai servizi censura chiaramente il comportamento del sindaco di Napoli. Non si può rileggere una carriera e una vicenda umana retrospettivamente ma, certo, De Magistris ha dato in questa occasione il peggio di sé.

Ci siamo dilungati, ma c’è il tempo per segnalare che il matrimonio veneziano di George Clooney è un must per Mediaset. Sempre per Segrate meno scontata è la copertura della sentenza assurda della Cassazione che ha riconosciuto le attenuanti ad uno stupratore, questionando sull’intensità e le modalità della violenza. Anche Tg3 se ne occupa, intervistando l’avvocatessa Giulia Bongiorno che appare addirittura inviperita, ma non propone, a differenza di De Magistris, le dimissioni degli estensori della sentenza.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di giovedì 25 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.431.000, 21,15% ore 20:00 5.332.000, 23,18%. Tg2 - ore 13:00 2.494.000, 17,24% ore 20:30 1.995.000, 7,99%. Tg3 - ore 14:30 1.697.000, 11,49% ore 19:00 1.674.000, 10,41%. Tg5 - ore 13:00 2.945.000, 20,10% ore 20:00 4.513.000, 19,32%. Studio Aperto - ore 12:25 1.927.000, 16,39% ore 18:30 849.000, 7,07%. Tg4 - ore 11.30 356.000, 6,17% ore 18:55 691.000, 4,36%. Tg La7 - ore 13:30 576.000, 3,54% ore 20:00 1.346.000, 5,75%. Fonte:www.tvblog.it

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Dopo gli europei, i mondiali di Renzi

25 Settembre 2014, 21:54pm

Pubblicato da albertobaldazzi

palazzo-di-vetro1I Tg di giovedì 25 settembre - Nella giornata in cui i rischi di attentati orditi dall’Isis in mezza Europa e negli States appaiono più concreti ed imminenti, i Tg “aprono” sulle dichiarazioni del leader irakeno, peraltro accolte con scetticismo da Londra, Parigi e Washington. Denso il notiziario sulle nuove vittime dei terroristi, e sulle distruzioni dei simboli religiosi avversi. Nelle stesse ore Renzi impatta con la platea del Palazzo di Vetro, dopo le vittorie in Italia e l’apparente successo all’esordio di Bruxelles. Le edizioni delle 19 “preannunciano”, con Tg4 e Tg3 che si collegano a caldo intorno alle 19,20 per carpire qualche brano dell’intervento del premier italiano all’esordio nell’assemblea plenaria dell’Onu. Tg1, Tg5 e Tg2 enfatizzano nei titoli, mentre “stranamente” TgLa7 parla molto di Renzi (anche nei titoli) ma cita appena in un servizio a metà edizione il suo intervento all’Onu. Non si tratta, certo, di lesa maestà ma, appunto, di una stranezza. Grandissimo spazio sempre per Mentana al Renzi “domestico” e al redde rationem con l’opposizione interna al Pd in vista della direzione di lunedì dedicata al jobs act. La versione di Mentana è che si profila la rottura, mentre le altre testate avvalorano l’ipotesi di un compromesso. Nessuna dietrologia, ma nella settimana dell’editoriale anti-renziano di De Bortoli sul Corriere, ci sembrava giusto segnalarlo. Tornando all’intervento di Renzi, nessun commento da studio, ma apprezzamento anche da Tg5; a noi è sembrato più che dignitoso e, ovviamente, molto immaginifico e proiettato sul futuro. Un intervento inevitabilmente “renziano”, ma anche un biglietto da visita del Paese che, a differenza del recente passato, non ci ha certo fatto arrossire.

Napolitano, che la Corte d’Assise di Palermo ha confermato dovrà deporre al processo sulla trattativa Stato-mafia, è presente su tutti, così come il suo comunicato che ribadisce la piena adesione alla richiesta.

Mediaset al gran completo (Tg5 nel primo servizio) lancia la protesta di De Falco contro la sua rimozione da ruoli operativi, malgrado (o forse a causa) dell’aurea di apprezzamento generale per il duro confronto con il Comandante Schettino nella notte tragica della Concordia. Anche Tg3 se ne occupa, con un servizio più “morigerato”, mentre per gli altri enfatizzano l’eterna condizione del “buono” punito, di contro al “cattivo”, paradossalmente sulla cresta dell’onda.

Il faticoso iter della sanità regionale sulla fecondazione eterologo è presente su Rai e su La7, mentre è snobbata da Mediaset. A Segrate, invece, va alla grande la seconda gravidanza di Kate Middleton. Studio Aperto ci informa che la sposa di William avrebbe le nause, mentre Tg4 ci racconta che il nome della nascitura (o presunta tale) potrebbe essere Elisabetta. Se qualcuno lo avesse dimenticato, sempre Mediaset fin dai titoli ci ricorda che siamo al countdown per il matrimonio di Clooney, prossimamente in onda dalla laguna di Venezia.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 24 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.708.000, 22,24% ore 20:00 5.216.000, 22,49%. Tg2 - ore 13:00 2.537.000, 17,14% ore 20:30 2.032.000, 8,01%. Tg3 - ore 14:30 1.889.000, 12,66% ore 19:00 1.755.000, 10,87%. Tg5 - ore 13:00 2.983.000, 19,82% ore 20:00 4.785.000, 20,36%. Studio Aperto - ore 12:25 1.974.000, 16,99% ore 18:30 873.000, 7,16%. Tg4 - ore 11:30 413.000, 7,55% ore 18:55 649.000, 4,05%. Tg La7 - ore 13:30 474.000, 2,84% ore 20:00 1.336.000, 5,68%.

Fonte:www.tvblog.it

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Menù fisso

24 Settembre 2014, 20:03pm

Pubblicato da albertobaldazzi

mnu1I Tg di mercoledì 24 settembre - Dopo lo scoop di eri di TgLa7, scalette fotocopia per i Tg di serata, almeno per i primi titoli che sono, nell’ordine: il cittadino francese decapitato dai terroristi fanatici, questa volta in Algeria, per vendicarsi dell’impegno di Hollande contro l’Isis; il discorso di Obama al Palazzo di Vetro contro l’estremismo in Siria e Iraq, con l’ammissione “ non abbiamo fatto abbastanza” e la precisazione “ mai in guerra contro l’Islam”; Renzi, sempre d New York, che assicura l’impegno italiano contro l’Isis, lasciando al parlamento di determinarne le modalità, mentre in politica interna conferma che lunedì il Pd avrà precisato e deciso cosa fare della riforma del lavoro: Beppe Grillo che invita la minoranza Pd ad allearsi con Cinque Stelle per far fuori Renzi; la decisione shock di Bergoglio di far arrestare l’arcivescovo polacco condannato per pedofilia direttamente dentro le mura del Vaticano.

Quando le scalette sono simili, anche i servizi si assomigliano. Segnaliamo quello assai efficace di Tg1 che intervista i grillini provocandoli sull’offerta di alleanza allo storico nemico Bersani, e quello del Tg3 che ripropone il film degli ultimi tre papi di fronte agli scandali della pedofilia.

L’ultimo coniglio in uscita (forse) dal cilindro del governo nel tentativo di spingere i consumi e, quindi, la ripresa, è l’ipotesi del 50% di tfr liquidato ogni mese in busta paga. Tg4 “fa i conti” e afferma che si tratterebbe mediamente di un altro gettone da 80 euro mensili.

Tg3 e Tg4 riprendono il FI Sisto che, intervistato sulla faticosa e difficile ascesa di Violante e Bruno alla Consulta, afferma che se cade l’uno cade anche l’altro, perché sarebbero “come Castore e Polluce”.

Tg1 analizza i ceti medi di una volta, che però oggi si incontrano alle mense della Caritas: “Pane quotidiano”, afferma che il ricorso al pasto gratuito negli ultimi cinque anni è triplicato.

Alla Asl di Siracusa, ci raccontano sia Tg4 che Tg1, una trentina abbondante di dipendenti fa di tutto, anche i tuffi in piscina, meno che stare nel posto di lavoro(ovviamente dopo aver fatto timbrare il cartellino da colleghi compiacenti). Tg3 ci porta in una scuola della periferia di Bari dove al degrado della struttura si aggiunge il vandalismo degli studenti che l’hanno resa inagibile; il risultato è che ora viene quotidianamente presidiata dalla polizia.

Su Tg3 con un buon servizio, ma anche su Tg4 e Tg5, compare la festa delle popolazioni del Belice che entrano nelle case costruite nel dopo terremoto, dopo aver passato “solo” 46 anni in baracche o sistemazioni di fortuna. Su Mediaset i dati preoccupanti che fanno assommare a quota 56 le vittime (pedoni e ciclisti) uccise dai pirata della strada dall’inizio dell’anno

L’approfondimento serale del Tg2 è sugli ulivi secolari che rischiano di scomparire perché attaccati da una malattia che non perdona, portandosi dietro tradizioni e sapori millenari. Tg4, infine, si pone (e ci pone)uno degli interrogativi fondamentali: come mai le dive negli ultimi decenni hanno perso in sex appeal?

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 23 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.599.000, 22.01% ore 20:00 5.591.000, 23.94%. Tg2 - ore 13:00 2.356.000, 16.30% ore 20:30 2.028.000, 7.98%. Tg3 - ore 14:30 1.615.000, 10.84% ore 19:00 1.586.000, 10.11%. Tg5 - ore 13:00 2.896.000, 19.78% ore 20:00 4.848.000, 20.47%. Studio Aperto - ore 12:25 2.027.000, 17.80% ore 18:30 734.000, 6.33%. Tg4 - ore 11.30 273.000, 5.16% ore 18:55 661.000, 4.28%. Tg La7 - ore 13:30 590.000, 3.6% ore 20:00 1.337.000, 5.64%. Fonte:www.tvblog.it

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To’, lo scoop in Tv!

23 Settembre 2014, 21:21pm

Pubblicato da albertobaldazzi

sccopI Tg di martedì 23 settembre- Lo scoop è solo la ciliegina, non la farina dell’impasto della torta della buona informazione. Ciò nonostante fa piacere notare che la Tv, seppur raramente, si mostra in grado di battere sul tempismo il web che proprio dell’immediatezza fa uno di suoi elementi (presunti) vincenti. Questa sera TgLa7 di Enrico Mentana ha battuto tutti gli altri Tg ed anticipato di una buona mezz’ora i siti d’informazione dando la notizia dell’arresto per pedofilia all’interno della mura vaticane dell’arcivescovo polacco Wesolowsky, già ridotto allo stato laicale. Complimenti per la trasmissione, mentre fin troppo evidente è risultato l’imbarazzo delle altre testate in onda alle 20 che non hanno saputo o voluto riprendere una notizia storica. Storica perché - e questo Mentana lo ha spiegato benissimo - Papa Francesco ha voluto dare un segnale evidente che l’aria sull’altra sponda del Tevere è cambiata. Tornando allo scoop, quello di stasera è legato alla tempistica ma, come abbiamo detto, anche solo questo è raro e meritevole di segnalazione. Per ritrovare un’altra occasione in cui l’informazione Tv ha fatto veramente notizia, dobbiamo tornare indietro al filmato del Tg2 dal Centro di prima accoglienza di Lampedusa del dicembre dello scorso anno, quello delle docce gelate anti scabbia ai sopravvissuti dei barconi.

Serata tranquilla per l’informazione; nessun particolare scossone ed accettabili coperture sulla politica, con Renzi dall’Onu sulle politiche ambientali ed il redde rationem sull’articolo 18, con le fazioni del Pd in campo e tutti gli altri sugli spalti. Anche per questo le “stelle” del prime time stanno a guardare, con Mediaset che una volta tanto non deve inventare niente per picconare il partito di Renzi. La soluzione (annunciata) di un ripensamento sui nomi dei due membri della Consulta è ancora dilazionata, con le schede bianche di Pd e Forza Italia nella votazione odierna.

L’attacco congiunto (Usa e paesi arabi) ai terroristi dell’Isis è in apertura su Tg1, con le dichiarazioni di Obama (riprese da tutti) che annunciano la fine della solitudine statunitense. Le dimissioni annunciate da Bonanni, che abbandona il vertice della Cisl con sei mesi dalla scadenza naturale, sono alte per tutti.

Tg4 e Tg3 dedicano ampio spazio all’inizio del processo di Appello per il caso Cucchi, con il Pm che intende riportare le responsabilità della sua morte non solo ai medici del Pertini condannati in primo grado, ma anche a chi lo aveva gonfiato di botte. Il fatto che il caso Cucchi sia condito con le stesse salse da Rai e da Mediaset ci fa ribadire che questa pagina del giornalismo italiano è una delle più decenti degli ultimi anni.

I femminicidi di giornata compaiono sia in Rai che su Mediaset, con Studio Aperto che li sceglie per l’apertura. Tg4 è questa sera “al femminile”: non solo il servizio sui femminicidi, ma anche grande spazio alla Ministra britannica che lancia un appello allo donne perché evitino i ritocchino inutili. Basta con il mito della bellezza e dell’eterna giovinezza!, tuona il Tg diretto da Mario Giordano. Segnaliamo che subito dopo, però, si manda in onda l’intervista a Belen sulle polemiche per il suo vestito trasparente all’ultimo matrimonio vip.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 22 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.609.000, 21,84% ore 20:00 5.595.000, 23,96%. Tg2 - ore 13:00 2.409.000, 16,14% ore 20:30 2.335.000, 9,01%. Tg3 - ore 14:30 1.706.000, 11,52% ore 19:00 1.581.000, 10,14%. Tg5 - ore 13:00 3.097.000, 20,48% ore 20:00 4.731.000, 20,00%. Studio Aperto - ore 12:25 2.001.000, 17,04% ore 18:30 851.000, 7,32%. Tg4 - ore 11.30 346.000, 5,91% ore 18:55 668.000, 4,31%. Tg La7 - ore 13:30 569.000, 3,44% ore 20:00 1.218.000, 5,15%.

Fonte:www.tvblog.it

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Siamo ancora qui …

22 Settembre 2014, 21:53pm

Pubblicato da albertobaldazzi

braccobaldo_037I Tg di lunedì 22 settembre 2014 - Siamo ancora qui, ma non per vedere il Braccobaldo Show (citazione che lascerà indifferenti quelle e quelli che hanno meno di 40 anni), ma per affrontare l’esordio del sesto anno dell’Osservatorio Quotidiano dei Tg. Dopo due mesi abbondanti trascorsi a disintossicarci dalle scorie teleattive dell’informazione di serata, siamo ancora sospinti dall’inerzia di moto e dall’illusione di risultare utili per qualcuno, nel il momento in cui approcciamo la stagione 2014-2015. Da luglio ad oggi parecchia acqua è passata sotto i ponti e, purtroppo sulle teste dei concittadini soprattutto del nord, vessati da un’estate assai italiana, ovvero tendenzialmente latitante. Noi non abbiamo pigrato, e in questi giorni è alle stampe (anche in versione e-book) l’Almanacco 2013-2014, che riannoda i fili quotidiani delle nostre analisi, con l’aggiunta di qualche approfondimento sul sistema complessivo della comunicazione.

934.000 ascoltatori medi perduti dai 7 Tg delle reti generaliste rispetto alla stagione precedente possono apparire un segnale d’allarme ma, in realtà, il predominio del peso dell’informazione della Tv rimane tale, anche rispetto ai new media, spesso sbandierati come clave da chi ritiene che le questioni della Tv, della governance Rai e del conflitto d’interessi farebbero parte del passato.

Mentre in politica, in economia, nel Mediterraneo e (auspicabilmente) a Bruxelles tutto è in movimento, è illusorio attendersi qualche venticello fresco e salubre nell’informazione che ammorba o allieta il desco di 20 milioni di italiani? Derubricando l’illusione ad una più modesta speranza, ci lanciamo sui Tg di serata.

Complimenti a Mediaset che ha colto adeguatamente una delle (rare) belle immagini che ieri ci ha regalato l’assai marcio mondo del calcio: la risalita dei gradini della tribuna ed il bacio del romanista Florenzi alla nonna dopo il goal segnato all’Olimpico contro il Cagliari. Titoli e servizi per tutte e tre le testate, mentre per la Rai solo Tg2, da studio, riprende la notizia. Sempre per il calcio, quello “classico”, su quasi tutti i Tg la notizia egli arresti per Genny ‘a Carogna, il capopopolo degli ultras del Napoli regista della drammatica serata di Coppa Italia nella Capitale tra Fiorentina e Napoli. Mentana di chiede se la Magistratura non abbia dormito, visto che sono passati 4 mesi abbondanti.

Le indagini che riguardano Verdini non casualmente non compaiono su Mediaset, ma deve essere un caso fortuito per chi ritiene che il conflitto d’interessi sia una favola trita e oscurantista.

Il Pd, nei titoli per tutti, occupa contemporaneamente lo spazio della maggioranza e dell’opposizione (unica) a Renzi, visto che - archiviato momentaneamente il tormentone agostano della riforma del Senato - la riforma del lavoro e la bandiera dell’articolo 18 sembrano un questione tutta interna alla forza politica più premiata dalle recenti elezioni (europee e amministrative). Brunetta su Tg3 prevede quella scissione che gli altri negano e assicura una disponibilità alquanto pelosa al Premier, una volta liberato dalla feccia della sinistra interna. Dalla California Renzi è ripreso dalle maggiori testate, mentre occhieggia alla Penisola assicurando che anche sul lavoro non avrà riguardi per nessuno. La leader Cgil Camusso (ripresa da tutti) annuncia che il suo sindacato è pronto allo sciopero, anche da solo.

Napolitano, che invita a guardare avanti (anche sul lavoro) senza conservatorismi e sempre di più in un quadro europeo, è in apertura o molto alto nei Tg Rai, mentre scompare su Tg4 e Studio Aperto ( titolo, però, per Tg5).

Buono il servizio di Tg5 sull’evoluzione delle tecniche comunicative dei leader (video messaggi, tweet, conferenze stampa, ecc.); se non fosse che rischia di rubarci il lavoro, lo applaudiremmo a scena aperta, ricordandogli di tener conto di quanto efficacemente affermato stasera nell’impostazione delle sue edizioni, soprattutto quando si parla di Berlusconi e di Forza Italia.

Non chiedeteci quale sia l’alibi utilizzato, perché irrilevante: il fatto certo che anche stasera Tg4 riesce a propinarci qualche minuto di bellezze in due pezzi. Sulla cronaca criminale, l’epopea continua sempre su Mediaset: Yara, Stasi e chi più ha più ne metta. Anche TgLa7 si occupa del caso Brembate, ma qui stiamo parlando, scusate l’“offesa”, di un giornalista. Il risultato è che il punto interrogativo è posto sulla validità o meno del test sul dna, vera ed unica architrave che incastrerebbe il presunto omicida Bossetti.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 21 settembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.672.000, 21.65% ore 20:00 4.926.000, 23.58%. Tg2 - ore 13:00 2.739.000, 17.13% ore 20:30 1.950.000, 8.52%. Tg3 - ore 14:30 1.333.000, 7.97% ore 19:00 1.314.000, 8.40%. Tg5 - ore 13:00 3.092.000, 19.16% ore 20:00 3.658000, 17.25%. Studio Aperto - ore 12:25 1.512.000, 11.19% ore 18:30 725.000, 5.53%. Tg4 - ore 11:30 5.77.000, 6.43% ore 18:55 704.000,4.51%. Tg La7 - ore 13:30 468.000, 2.74% ore 20:00 930.000, 4.40%.

Fonte:www.tvblog.it

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