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Albertobaldazzi

Alberto Baldazzi ospite a Tgcom24 - 19/07/2014 - La corsa ad ostacoli di Renzi

19 Luglio 2014, 21:55pm

Pubblicato da albertobaldazzi

https://www.youtube.com/watch?v=r9K76re7FBk&feature=youtu.be

Renzi tra Bruxelles e Grillo.

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Alberto Baldazzi ospite a Tgcom24 - 13/07/14 - Dal calcio alla politica.

13 Luglio 2014, 21:49pm

Pubblicato da albertobaldazzi

https://www.youtube.com/watch?v=RT-5eiyABHo&feature=youtu.be

La presunta "fissazione" dei tedeschi per le regole. Poca elasticità per l'economia e 7 goal al Brasile in una partita risolta dopo soli 20 minuti. Ma è proprio così?

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Alberto Baldazzi ospite a Tgcom24 - 07 07

6 Luglio 2014, 20:49pm

Pubblicato da albertobaldazzi

http://youtu.be/LU4vbVNc88Y

 

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Quando il gioco si fa duro…

4 Luglio 2014, 20:45pm

Pubblicato da albertobaldazzi

quando-il-gioco-si-fa-duro-i-duri-cominciano-a-giocareI Tg di venerdì 4 luglio – Paradossalmente si parla del Renzi formato esportazione e a capo del semestre italiano più questa sera che nelle due precedenti. Se con l’eccezione di La7 mercoledì i Tg avevano “lisciato” quella che rischia di essere la notizia non solo del giorno, ma la dinamica in grado di produrre sviluppi determinanti almeno fino a fine anno; se ieri l’Europa quasi non è entrata nelle scalette, oggi avviene il contrario. A parte Studio Aperto (che esordisce con la scomparsa di Giorgio Faletti) tutte le altre testate illuminano lo scambio durissimo che vede Renzi rispondere con toni educati ma ultimativi ad una Bundesbank, che riceve dal Premier lo stesso trattamento che subisce chi si imbatte in Renzi “quando non la manda a dire”. Il messaggio è il seguente: quando gli avversari fanno il gioco duro, devono aspettarsi risposte sullo stesso piano. I banchieri europei non devono permettersi di sostituirsi ai cittadini nel determinare l’azione dei governi; se anche ci provano, verranno respinti. Più che sul machismo questo atteggiamento si fonda su una riconquistata autorevolezza che l’Italia non ha saputo o potuto esprimere negli ultimi 6 anni (con Berlusconi, Monti e Letta a Palazzo Chigi). Ciò non significa che la crescita e lo sviluppo saranno assicurati dalla “generazione Telemaco”, ma certo per l’Italia si prospetta un ruolo di buon “secondo” nel ranking della politica europea. Se poi risulterà efficace il rapporto stretto con la Merkel, da 9 anni unico leader indiscusso del Continente, è difficile prevedere chi darà o riceverà di più dall’altro.

A parte Tg4 che non resiste alla tentazione (è nella sua natura!) di buttarla in politica interna e che, conseguetemente, priva ad intaccare la nascente dimensione internazionale di Renzi, le altre testate sono uniformate nei giudizi e nelle aspettative. I politici si discostano poco, anche se Giovanni Toti gioca col web e lancia un hashtag più degno di un comico che del Portavoce-consigliere di Berlusconi: “Berlino comanda, Roma si adegua”. Un nota sulla professione: nessun giornalista ha chiesto ad un qualsiasi politico di centro destra aderente al PPE (magari proprio a Toti) come si è sentito nel leggere il testo anti-Renzi e anti-flessibilità emesso dalla presidenza del “suo” gruppo.

In una miscela più equilibrata del solito la politica interna occupa doverosamente il suo spazio con le ulteriori tensioni dentro e tra i gruppi parlamentari. Pe ri Tg Rai Berlusconi ha convinto solo in parte i suoi della necessità di attaccare il somaro al carro delle riforme di Renzi, e si è preso qualche giorno di tempo per ammansirli. Per Mentana, invece, le armate di Forza Italia sono in rotta definitiva e non disturberanno le strategie di Palazzo Chigi, mentre invece il premier e le riforme devono guardarsi dall’opposione interna al Pd che non demorde e che ha oggi mandato avanati il suo campione forse più rappresentativo, Pierluigi Bersani.

Gli F35 “non li raccomanda nessuno”, e la decisione Usa di usarli solo a terra come costese fioriere, in attesa di capire perché prendono fuoco quando si alzano in volo, è nei titoli per Tg1 e Tg3, mentre TgLa7 parla addirittura della “maledizione” che colpirebbe il più sofisticato sistema d’arma mai concepito e costruito. Ancora non scontati i riflessi sulle decisioni del governo e su uteriori riduzioni degli impegni d’acquisto.

In un venerdì che ci porta al il primo weekend di luglio, come abbiamo visto le notizie non mancano; tra queste la morte di Faletti ripresa da tutte le testate con ampi servizi che, una volta tanto, non paiono d’occasione. Il comico, cabarettista, cineasta, musicista e grande scrittore è insomma riuscito a non farsi salutare con i consueti coccodrilli.

Alberto Baldazzi

 

 

Dati auditel dei TG di giovedì 3 luglio 2014 Tg1 - ore 13:30 3.403.000, 21.70% ore 20:00 3.669.000, 21.16%. Tg2 - ore 13:00 2.512.000, 17.12% ore 20:30 2.107.000, 10.75%. Tg3 - ore 14:30 1.715.000, 12.53% ore 19:00 1.259.000, 9.57%. Tg5 - ore 13:00 2.732.000, 18.41% ore 20:00 3.380.000, 19.37%. Studio Aperto - ore 12:25 2.205.000, 18.80% ore 18:30 857.000, 8.68%. Tg4 - ore 11.30 458.000, 7.33% ore 18:55 390.000, 2.98%. Tg La7 - ore 13:30 496.000, 3.18% ore 20:00 1.059.000, 5.98%.

Fonte:www.tvblog.it

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La finestra sul cortile

3 Luglio 2014, 20:38pm

Pubblicato da albertobaldazzi

immagineI Tg di giovedì 3 luglio - Dobbiamo ripeterci. Anche stasera i Tg sembrano più interessati al cortile di casa che al palcoscenico europeo dove, con ogni probabilità, si definiranno i margini d’intervento del governo sulla crisi. Come già avvenuto ieri solo TgLa7 mette l’accento sullo scontro tra Renzi (e il Pse) e i popolari europei, soprattuto tedeschi e olandesi. Mentana è anche l’unico a segnala che la stampa internazionale ha apprezzato l’esposizione di Renzi, con l’eccezione di qualche testata conservatrice tedesca. I Tg Mediaset, ma anche Tg1 e Tg3, aprono sull’incontro tra Renzi e Berlusconi, ulteriore blindatura del pato sulle riforme. Tg5 osa dire che in Forza Italia ci sarebbero malumori per la decisione dell’ex Cav. di non contrastare gli orientamenti del premier e di chiudere comunque entro luglio la riforma del Senato in prima votazione. TgLa7 è più esplicito, e intervista un Gasparri che parte lancia in resta affermando che Renzi non ci sente sulle richieste della destra ma subito dopo prende atto che è meglio fare quello che la sinistra concede, piuttosto che stare fermi. Star di serata è anche Grillo con la sua visita romana nelle quale si sono confermati da un parte gli attacchi all’ebetino e al pregiudicato, ma dall’altra la volontà conciliativa con Renzi, “sempre che si rimettano in discussione le preferenze”. Si vedranno (ma lui non ci sarà) lunedì. L’unica testata a produrre qualcosa di originale è Il Corriere della Sera, con un video ripreso sempre da La7 in cui il Portavoce parla a ruota libera dopo che sul web odierno ha fatto un dietro-front sulle presenze in Tv: sbagliate, non ci saranno più. Insomma, da una parte Weber, dall’altra Toti e Brunetta o se, preferite, Guerrini e Verdini, con il guastatore Grillo a ravvivare il quadro. L’informazione italiana, dopata di politica e di politici nostrani, quando si superano le Alpi si vede proprio che si sente in trasferta.

Tg2, come La7, fa quanto meno una scelta diversa e predilige nell’apertura le dichiarazioni di Napolitano che afferma una cosa allo stesso tempo banale ma non scontata nella coscienza diffusa: l’immigrazione non può essere considerata un’emergenza, perché in realtà è un fenomeno epocale da cui non solo l’Italia deve sentirsi fortemente toccata. Diversi titoli sulle decisone odierne della Bce sui tassi e l’annuncio di ulteriore liquidità al sistema bancario europeo, finalizzato al credito a imprese e famiglie. Come si vede le decisioni importanti spesso vengono prese non nel cortile di casa. Vicino casa continuano a svilupparsi tensioni inaudite, cime quelle tra israeliani e palestinesi (nei titoli perla Rai). Tg3 ritorna a proporre interviste ai parenti delle vittime, dopo che ieri aveva mandato in onda interviste agghiaccianti che trasudono l’odio reciproco tra coloni e abitanti della striscia di Gaza.

Mentana gongola, o quasi, per la possibilità che il conduttore di Ballarò cambi casa e vesta la giacchetta La7 nella prossima stagione. Una cosa è certa: Floris ha rotto con la Rai che, quindi, rimarrà orfana del “suo” Ballarò e con ogni probabilità delle copertine di Crozza.

Nell’approfondimento del Tg2 un servizio giornalistico tutt’altro che irrilevante - non quindi uno dei tanti esempi di infotainment - che smentisce la leggenda metropolitana secondo cui i membri delle comunità cinesi non morirebbero mai.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di mercoledì 2 luglio 2014 Tg1 - ore 13:30 3.515.000, 21,59% ore 20:00 4.142.000, 22,61%. Tg2 - ore 13:00 2.425.000, 16,42% ore 20:30 1.569.000, 7,70%. Tg3 - ore 14:30 1.576.000, 11,73% ore 19:00 1.438.000, 10,69%. Tg5 - ore 13:00 2.650.000, 17,63% ore 20:00 3.541.000, 19,26%. Studio Aperto - ore 12:25 1.845.000, 15,52% ore 18:30 743.000, 7,28%. Tg4 - ore 11:30 425.000, 6,96% ore 18:55 454.000, 3,38%. Tg La7 - ore 13:30 475.000, 2,96% ore 20:00 1.200.000, 6,48%.

Fonte:www.tvblog.it

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Orgoglio e pregiudizi

2 Luglio 2014, 21:31pm

Pubblicato da albertobaldazzi

senza-titoloI Tg di mercoledì 2 luglio - L’impegnativissima giornata di Renzi, con l’esordio del semestre a guida italiana nel pomeriggio e la serata in diretta su Porta a Porta, è stata seguita dai Tg quasi sempre con relativa sciattezza. Sulle testate Mediaset la “linea” è stata quella di far commentare il discorso del premier da Giovanni Toti e da Salvini: come dire, la logica del contrappasso che però è ben lungi dal renderne appieno il significato. Anche la Rai è stata più “celebrativa” che concretamente impegnata a raccontare quello che è successo. Se si vuole capire come è andata veramente, bisogna rivolgersi a TgLa7 che centra nel tono e nella sostanza il titolo d’apertura: “Duro scontro”. Sarà forse perche le luci sono state accese soprattutto per il discorso iniziale di Renzi, mentre il dibattito che ne è seguito è stato inteso come un’occasione di routine; sarà perché Renzi è stato all’inizio assai moderato, immaginifico ma poco puntuto e forse (come gli ha chiesto successivamente Bruno Vespa) un po’ emozionato: per questi e altri motivi lo scambio al vetriolo tra il portavoce del Ppe Weber, Renzi ma anche il Vice Presidente Pittella non è stato dai più adeguatamente valorizzato. Il fatto che dopo Mentana il Tg2 abbia acceso qualche luce sullo scontro testimonia che forse è stata necessaria per le redazioni e i corrispondenti qualche decina di minuti in più per metabolizzare il tutto.

Di fronte ai neo parlamentari europei è in realtà andata in onda una netta contrapposizione tra quello che il premier italiano ha definito l’orgoglio di essere europei a pieno titolo e la lezioncina ripassata del rigore del rappresentante tedesco. Renzi nella replica ha tuonato contro i pregiudizi anti italiani e ha gridato nelle orecchie ai popolari tedeschi ricordando che nel 20o3 una Germania in forti difficoltà e stressata dalla riunificazione aveva violato tutte le regole finanziarie dell’Unione, ottenendo un’autorizzazione ex post proprio durante il semestre italiano di Berlusconi. Pittella, eurodeputato Pd a capo del gruppo socialista e democratico, ha rincarato la dose segnalando che se non ci sarà il via libera alla flessibilità e alle politiche di sviluppo, Junker potrà scordarsi di guidare la commissione perché la sinistra non lo voterà. Quello che abbiamo qui rappresentato non è una libera associazione di idee, bensì la cronaca di un importante pomeriggio europeo di cui, lo ripetiamo, i Tg hanno reso una versione sbiadita. TgLa7 ha anche segnalato che lo scontro Weber - Renzi (e Pittella) ha ricordato un altro scontro italo tedesco nella stessa sede, quello indecoroso per noi tra Berlusconi e Schulz dl 2003: almeno a livello di immagine qualche passo avanti il Paese lo ha fatto. “Ci facciamo sempre riconoscere”, è il commento con cui Mentana ha liquidato le odierne ingiurie di Borghezio, nella linea della “maleducazione al potere”. Nei tempi supplementari di Porta a Porta Renzi ha ribadito la posizione italiana alla partenza della legislatura europea, e qui lo abbiamo trovato più sciolto e ficcante.

Tutti i Tg hanno seguito le notizie drammatiche che continuano a giungere dal Canale di Sicilia, con la quasi certezza di un ulteriore naufragio che segue a poche ore di distanza il bilancio di 45 vittime asfissiate nel barcone che ne trasportava più di 600. Lo stesso vale per un Sarkozy al contrattacco nella diretta della Tv francese, reduce da 15 ore di interrogatorio per corruzione. I suoi attacchi a “parte” della Magistratura d’oltralpe e ai nemici politici, sempre per Mentana hanno assonanze con ciò cui siamo abituati da anni nello scenario italiano.

La vicenda delle armi chimiche siriane cha hanno fatto tappa a Gioia Tauro e che sono già in ripartenza senza aver procurato guai, è presente su tutti così come quella dell’inizio del confronto Alitalia-sindacati sugli esuberi.

Non è per nostra scelta che siamo obbligati a riparlare delle adolescenti che si prostituivano nella Capitale, visto come oggi i giudici hanno rifiutato il patteggiamento per i circa 60 imputati che ottenevano prestazioni sessuali a pagamento. Non smetteremo mai di segnalare che lo scempio continua, e che le “baby squillo” soprattutto su Mediaset sono una merce ritenuta fin troppo vendibile.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di martedì 1 luglio 2014 Tg1 - ore 13:30 3.306.000, 20,77% ore 20:00 4.078.000, 21,28%. Tg2 - ore 13:00 2.532.000, 16,97% ore 20:30 2.213.000, 10,29%. Tg3 - ore 14:30 1.753.000, 13,04% ore 19:00 1.404.000, 10,12%. Tg5 - ore 13:00 2.722.000, 18,07% ore 20:00 3.308.000, 17,10%. Studio Aperto - ore 12:25 2.131.000, 17,92% ore 18:30 685.000, 6,48%. Tg4 - ore 11.30 472.000, 7,77% ore 18:55 462.000, 3,36%. Tg La7 - ore 13:30 436.000, 2,76% ore 20:00 1.094.000, 5,60%.

Fonte:www.tvblog.it

 

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Tout le mond est pays

1 Luglio 2014, 20:47pm

Pubblicato da albertobaldazzi

4382860_4_b2b8_ill-4382860-f3e0-000-par7814622_fb06a169fd5ad3df27ceed4c47d465b8I Tg di martedì 1 luglio – Il destino politico di Sarkozy, forse definitivamente segnato dal fermo deciso oggi dalla magistratura parigina per sospetto di corruzione di magistrati, veleggia a mezza edizione per tutte le testate ma fa l’en plein per quel che riguarda i titoli. Troppo ghiotta l’occasione che ci fa sentire un po’ più europei, o per meglio dire fa sentire le leadership europee un po’ più italiane. E’ stimolante notare che sulle testate Mediaset e soprattutto su Tg4 prevale la vendetta postuma di B. contro i sorrisetti del duo Merkel-Sarkozy del 2011, oltre all’irrisione della premiere dame. Non scatta, invece, la difesa d’ufficio del politico di governo caduto nelle imboscate dei nemici della sinistra e delle toghe rosse. Una particolare congiunzione astrale ci regala la notizia dello stesso ex Cavaliere salito nelle stanze del Tribunale di Sorveglianza di Milano per ricevere la ramanzina dopo gli attacchi alla Magistratura proferiti al processo barese contro Lavitola. Ovviamente non ne troviamo traccia su Studio Aperto e Tg4, mentre da studio Tg5 se la cava in pochi secondi, sottolineando che le frasi contestate “erano delle battute” che non si ripeteranno.

Tg3 sceglie correttamente di aprire sulla tragedia del barcone trainato a Pozzallo con il suo carico di cadaveri nella stiva. La testata diretta da Bianca Berlinguer presenta, poi, interessanti tracce di giornalismo d’inchiesta, spiegandoci che sui barconi della morte e della disperazione esistono “biglietti” di prima, seconda e terza classe; quest’ultima è quella in cui si paga di meno e si rischia di più di morire per mancanza d’aria. Anche Tg1 segue con attenzione il lavoro delle forze dell’ordine e dei tecnici che in queste ore stanno ancora cercando di raggiungere i cadaveri accatastati uno sull’altro.

Nel nostro titolo riferito a Sarkozy segnalavamo che in fondo tutto il mondo è paese. È probabile che se ne stiano accorgendo anche a Strasburgo e Bruxelles grazie all’odierna trasferta di Beppe Grillo che da politico-comico tenta anche i palcoscenici esteri. Farage ha fatto scena muta nella conferenza stampa comune, forse proprio perché ligio alle regole che viggono tra primo attore e spalla. Il “primo giorno di scuola” per i neo eletti europarlamentari è ripreso da tutti, con Tg4 che si rammarica perché già sa che la musica non cambierà (titolo). L’attesa per l’esordio del semestre a guida italiana con il discorso di domani di Matteo Renzi è presente solo su Rai e La7. Le vicende domestiche dell’avanzamento della riforma del Senato, con la conferma dell’immunità per quelli che saranno i nuovi eletti, ricompattano al momento la maggioranza allargata a Lega e Forza Italia, mentre Cinque Stelle (che pure si era espresso per il mantenimento dell’immunità) grida allo scandalo. Mentana e Tg2 fanno in tempo ad illustrare la lettera del Pd a Di Maio che non chiude a nuovi incontri ma precisa che la riforma elettorale in salsa grillina risulterebbe un piatto indigesto.

La tensione e l’emozione in Israele ai funerali dei tre ragazzi uccisi e le nubi minacciose di ulteriori rappresaglie e morti sono in apertura su Studio Aperto e nei titoli per gli altri.

Chiudiamo con la cronaca giudiziaria che si sostanzia della lunga conferenza stampa di Sollecito (ripresa da tutti) con la quale l’ex fidanzato sembra voler dividere per il ricorso in Cassazione il suo destino da quello di Amanda. C’è poi la sentenza con le dure condanne in primo grado al processo per prostituzione minorile. Non ci stancheremo mai di segnalare che ogni volta che riaffiora “il caso”, alcune testate vanno in brodo di giuggiole nel quale sciolgono pruriginosità e morbosità, miscelate con il collante della totale assenza di deontologia. Emblematico anche questa sera Tg4 che si diffonde a lungo sui verbali d’interrogatorio delle adolescenti prostitute con il solo scopo di catturare audience malata. Del tutto diverso il comportamento delle testate Rai e di La7 che producono servizi rispettosi della condizione delle minori. Mentana premette che su questa vicenda l’informazione ha usato spesso il buco della serratura e mostrato un’impostazione tutt’altro che ineccepibile. Anche lui, però, usa la vulgata delle “baby squillo”: peccato veniale, certo, che questa sera solo Tg3 riesce ad evitare.

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei Tg di lunedì 30 giugno 2014 Tg1 - ore 13:30 3.378.000, 20.78% ore 20:00 4.694.000, 24.07%. Tg2 - ore 13:00 2.581.000, 16.86% ore 20:30 2.286.000, 10.54%. Tg3 - ore 14:30 1.732.000, 12.48% ore 19:00 1.540.000, 10.70%. Tg5 - ore 13:00 2.814.000, 18.18% ore 20:00 3.481.000, 17.84%. Studio Aperto - ore 12:25 2.211.000, 18.22% ore 18:30 761.000, 6.81%. Tg4 - ore 11.30 406.000, 6.39% ore 18:55 530.000, 3.70%. Tg La7 - ore 13:30 545.000, 3.39% ore 20:00 1.133.000, 5.75%.

Fonte:www.tvblog.it

 

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