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Albertobaldazzi

Renzi uber alles

30 Settembre 2015, 22:02pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di mercoledì 30 settembre - Per le 3 testate Rai, ma anche per Tg5, l’apertura è sui dati della disoccupazione scesa sotto il 12% e per Renzi intervenuto alla Camera su tassa sulla casa, sanità e “l’Italia fuori dalle sabbie mobili”. Se si aggiunge che anche le testate minori di Mediaset e La7 festeggiano o quantomeno riportano in evidenza quelli che il premier definisce successi ascrivibili al jobs act e alle politiche del governo, si può affermare che la serata dell’informazione l’ha vinta Renzi a mani basse. Una vittoria poco sporcata dalle polemiche al Senato sull’iter della riforma, anche esse alte per tutti, e che vedono le varie opposizioni scatenate contro la Presidenza ed il Pd per l’interpretazione sulla ammissibilità degli emendamenti e su quelli nuovi di giornata che, presentati dal Pd, a scanso di equivoci aggirerebbero lo scoglio di alcuni voti segreti. Quando fino a qualche settimana fa si affermava che la vera battaglia era all’interno del Pd, ora che la tregua sembra funzionare non si può che riconoscere che si vedeva giusto.

Lunedì notavamo come l’immigrazione fosse sparita dalle scalette dei maggiori Tg; questa sera non è così. Gli sgomberi degli scogli di Ventimiglia, a 100 giorni dall’occupazione a base di tende e materassi operata dai profughi respinti dalla polizia di frontiera francese, riportano la questione in prima pagina. Mentana fa di più, e titola sui 270.000 profughi accolti dalla Germania nel solo mese di settembre che picconano le stesse posizioni aperturiste di Frau Merkel. L’immancabile Tg4 riesce a titolare sugli scontri (?) durante lo sgombero, sulla tensione tra i cittadini italiani doc e, ad abundantiam, sui familiari della coppia di anziani uccisi a Mineo che protestano perché il centro di accoglienza non è ancora stato chiuso. Premesso che un centro con più di 3.000 richiedenti asilo andrebbe chiuso in quanto tale perché ingestibile, collegare un brutale fatto di cronaca che ha visto come protagonista un richiedente asilo all’insicurezza degli italiani che sarebbe causata dai profughi, più che di una disamina oggettiva è frutto di una linea editoriale ben identificabile su cui più volte abbiamo espresso il nostro giudizio.

Dicevamo di Renzi. Il Premier è protagonista di una lunga intervista realizzata da Bianca Berlinguer in apertura su Tg3 e definita da TgLa7 “riparatoria” rispetto alle polemiche degli ultimi giorni che hanno visto il Pd Anzaldi attaccare proprio Tg3 e l’intera Rai 3, accusati di “gufare” contro il governo del Pd, invece che appoggiarlo “anema e core”. Tornano in auge editti bulgari, liste di proscrizione, invadenza dei partiti e del governo sul Servizio Pubblico e le inevitabile risposte che, stranamente, vedono alleati il mondo dell’informazione e le diverse opposizioni, compreso il Grillo stroncatore di giornalisti e televisioni. Quel che pensiamo noi può interessare poco, ma sembra certo che se Renzi ha deciso di farsi a lungo intervistare da Bianca Berlinguer è perché ha ritenuto indispensabile un segnale distensivo. Per Enrico Mentana – che manda in onda un lungo servizio – finché la governance Rai non sarà veramente riformata è illusorio attendersi che i partiti rimangano fuori dai giochi di potere e dalle tentazioni di comandare a Viale Mazzini.

Il nuovo scenario in Medio Oriente con l’avvio delle operazioni aeree di Putin a fianco di Assad contro l’Isis (ma anche contro gli avversari del dittatore siriano), se possibile risulta ancora più confuso. Secondo o terzo titolo per tutti i maggiori Tg. Americani e Francesi protestano vivamente, ma il canale diplomatico tra Mosca e Washington sembra in realtà tutt’altro che chiuso.

Tg2 e TgLa7 titolano su nuove tangenti e addirittura lingotti d’oro in quel di Milano: sempre Tg2 è quello che spiega meglio, proponendo diversi servizi come (non) funzionano i controlli alla base delle omologazioni delle autovetture in Europa e in USA che hanno inguaiato la Volkswagen. Per TgLa7 gli almeno 20 miliardi che la casa tedesca dovrà sborsare la scuoteranno, ma non rischiano di farla franare.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 30 settembre 2015

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Il Parlamento del Grillo

29 Settembre 2015, 18:28pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di martedì 29 settembre - Ci hanno pensato le dichiarazioni di Calderoli a scaldare la serata su di un tema che ora appare una minestra riscaldata, e che invece nelle scorse settimane ha infiammato la politica e l’informazione. Se non fosse stato per il riferimento di Calderoli al Marchese del Grillo, mandato in onda in integrale sia da Tg3 che da Tg La7, l’ormai quasi scontato iter della riforma del Senato forse non avrebbe neanche ottenuto i titoli riscontrati stasera. Nessuna apertura, comunque, su un tema che doveva rappresentare la Scilla e Cariddi di Renzi. La pace fatta – o mimata a denti stretti – dentro il Pd concede agli 85 milioni di emendamenti leghisti rigettati dal presidente del Senato la dignità di notizia ed un’apertura quasi obbligata delle pagine di politica interna. L’accusa lanciata a Grasso da Calderoli, ripresa per soprammercato da tutte le opposizioni, appare come un boomerang ed è proprio il capogruppo leghista a risultare una sorta di controfigura del “comico” Alberto Sordi.

A proposito di Scilla e Cariddi, la querelle di giornata per la proposta NCD di ritornare a parlare di Ponte sullo Stretto ottiene notevole spazio sia su Mediaset che su Rai e La7. Tg3 propone il servizio più ampio che fa la storia dell’ultimo secolo di progetti più o meno campati in aria e, comunque, antieconomici per collegare la Sicilia al Continente. Per l’economia, da segnalare un Tg5 particolarmente “renziano” che sprizza ottimismo sui dati Istat di ieri e su quelli odierni su mutui e produzione industriale. Anche Mentana, in uscita dal servizio, sottolinea che si tratta di dati inoppugnabili ed assai positivi. Per i maggiori Tg l’apertura è, comunque, sulla conferenza internazionale sul terrorismo, che ha visto Obama e Putin litigare, forse, più per le telecamere che per la sostanza. La grande coalizione contro l’Isis è appesa all’auspicabile compromesso sulla sorte di Assad. L’intervento di Renzi all’Onu, per questioni di tempo, è ripreso solo, ed in breve, da Tg2. Tg5 apre invece sulla Volkswagen e sugli 11 milioni di autoveicoli che dovranno essere richiamati. Gli sviluppi del diesel-gate sono nei titoli anche di Tg3, Tg4 e Tg La7.

L’uccisione del cooperante italiano in Bangladesh, che ieri era stata data in apertura con il consueto tempismo solo da Tg La7, è oggi titolo alto per tutti i tg (apertura su Studio Aperto e Tg4). L’ultimo caso legato al sindaco Marino riceva spazio da tutti i tg delle 20. Su Mediaset continua l’attacco diretto. Sugli altri si cominciano a prendere le distanze, anche se per Mentana continua a non spiegarsi l’uscita del Papa sul sindaco della Capitale “imbucato”. Molta cronaca nera non solo su Mediaset: anche Tg1 la spande a mani basse. A noi sembra eccessivo, ma l’ammiraglia della Rai potrebbe risponderci che gli ascolti le danno ragione.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 28 settembre 2015 Schermata 2015-09-29 alle 21.27.23 Fonte:www.tvblog.it

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Scusate il ritardo

29 Settembre 2015, 09:11am

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di lunedì 28 settembre 2015 – L’OsservatorioTg riparte quest’anno in ritardo, a fine settembre, non per volontà nostra, ma per l’intervento di alcuni simpatici hacker che per ben due volte nell’ultimo mese hanno pasteggiato voracemente con il nostro sito. Non condividiamo il vecchio adagio “molti nemici, molto onore” ma è certo che non risultiamo simpatici proprio a tutti.

A luglio avevamo lasciato i Tg praticamente ingorgati da immigrazione, profughi, polemiche europee, e chi più ne ha più ne metta. Deve essere accaduto qualcosa. Gli sbarchi ed i salvataggi continuano; la rotta balcanica sembra l’autostrada del sole intorno a ferragosto; le afasie di Bruxelles rimangono tali. Ma i Tg italiani , almeno stasera, sostanzialmente non se ne occupano. Fa eccezione Tg4, che ci presenta un’anteprima da Quinta Colonna sugli arrivi dei profughi dalla Slovenia: grande apprensione, almeno così dà a intendere Rete 4. Sui Tg “più seri” solo qualche riferimento indiretto ai muri che Papa Francesco ribadisce essere deleteri. Come spiegare questo cambio di marcia? Forse la vicenda profughi è stata sfruttata così tanto (e male) che la libido dell’informazione nostrana è scemata, con l’encomiabile eccezione delle testate filo-Salvini.

L’incontro-scontro tra Obama e Putin sulla Siria al Palazzo di Vetro è apertura per i Tg Rai ed alto su tutte le testate. Buono il servizio di Tg1 che riepiloga la complessa situazione siriana e l’impasse internazionale denunciato da Ban Ki Moon. Sempre per gli esteri la parziale vittoria degli indipendentisti in Catalogna è riportata un po’ da tutti, ma in taglio basso.

La risposta piccata del premier Renzi agli inviti di Bruxelles a modulare la politica fiscale privilegiando il lavoro e non la casa di proprietà, è presente su tutti; su Tg5 manca solo la ola per il Premier.

Protagonista dell’informazione di serata è stata “l’insensata polemica” - così la chiama Mentana - attorno alle parole di Papa Francesco che, di ritorno in aereo dall’impegnativo viaggio a Cuba e negli USA, ha affermato di “non aver invitato” il sindaco Ignazio Marino. Buona parte della politica e le testate Mediaset ci vanno a nozze, dipingendo un primo cittadino “imbucato” che, tra l’altro non sta mai a Roma quando serve. Il servizio migliore lo troviamo su La7, che si chiede come mai il Papa attacchi il sindaco della “sua” città a due mesi dall’inizio del Giubileo. La risposta, inevitabilmente, manca. I dati Istat sulla forte ripresa della fiducia dei consumatori, tornata ai livelli del 2002, sono oggetto d’analisi su Tg3 e Tg La7, mentre sugli altri tg passano in sordina.

Spazio inevitabilmente fisso un po’ su tutti al diesel-gate della Volkswagen; a proposito di motori, questa volta d’aereo, la condanna per bancarotta dei vertici Alitalia che hanno regalato al Paese alcuni miliardi di perdite, in altri tempi sarebbe stata in apertura. A diversi anni di distanza è impaginata in basso, quasi che gli italiani avessero dimenticato lo scandalo imprenditoriale e politico della compagnia di bandiera. Tg2 dedica il suo quotidiano approfondimento al fenomeno dei femminidici, fornendo dati drammatici ma meno esplosivi che negli scorsi anni.

La morte del centenario Pietro Ingrao è ripresa dalle maggiori testate, con quelle Rai – soprattutto Tg3 – che vi dedicano lunghi servizi.

La notizia della scoperta di tracce d’acqua salata su Marte scatena la fantasia di Tg4, che si lancia nei consueti servizi conditi di alieni, dischi volanti e cerchi nel grado. Ma anche gli altri Tg sono “conquistati” dalla possibilità di trasmette immagini comunque di grande effetto e in grado di stimolare emozioni e fantasia.

Luca Baldazzi




Dati auditel dei Tg di domenica 27 giugno 2015 TG 1 ore 13:30 4.444.000, 25,07%; ore 20:00 5.153.000, 22,98%. TG2 ore 13:00 2.403.000, 14,47%; TG 3 ore 14:30 1.155.000, 6,38%; ore 19:00 1.465.000, 8,46%. TG 5 ore 13:00 2.689.000, 16,14%; ore 20:00 3.721.000, 16,47%. Studio Aperto ore 12:25 1.379.000, 9,88%; ore 18:30 780.000, 5,20%. TG 4 ore 11.30 427.000, 4,50%; ore 18:55 796.000, 4,65%. LA 7 ore 13:30 385.000, 2,17%; ore 20:00 839.000, 3,70%.

Fonte:www.tvblog.it

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