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Albertobaldazzi

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La sentenza via post

13 Maggio 2016, 18:15pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 13 maggio – Per Pizzarotti la comunicazione di garanzia della procura di Parma è una “scusa” con cui il cerchio magico grillino, nel nome della “trasparenza”, si è liberato del suo primo e più importante sindaco, ma anche primo contestatore interno. Gli spasmi dell’M5S sono in apertura per i Tg delle 20 e Tg2, e abbondantemente presenti in tutti gli altri. Difficile trovare stasera un Tg che, oltre alla corretta cronaca, proponga qualche giustificazione per la scelta di (?) Grillo e/o Di Maio e/o Casaleggio jr. Mentana segnala che, in piena campagna per le amministrative, l’assist lanciato dal Movimento ai suoi competitor è plateale. Gli imbarazzati interventi degli esponenti parlamentari M5S che, ex post, giustificano una decisione – quella della sospensione – decisa attraverso un post di Grillo e comunicata da una mail anonima, sono facilmente contraddetti dalla conferenza stampa pomeridiana di Pizzarotti. Molti Tg segnalano – come preannunciato ieri sera da Tg La7 – la difformità di comportamento nei confronti del sindaco di Livorno Logarin che, per altro, si “affretta” a ribadire la diversità delle due condizioni per garantirsi la mano leggera del Movimento. Uscendo dal seminato dei nostri Tg, segnaliamo il profetico editoriale di Ezio Mauro oggi su LaRepubblica che mette in risalto la caratteristica sostanzialmente distruttiva e autodistruttiva delle “regole”, draconiane quando flessibili, che vigono nel movimento.

Abbiamo notato negli ultimi mesi che le posizioni italiane sul tema profughi-accoglienza non sono più oggetto di stridenti contrasti interni e, per altro, faticosamente stanno conquistando audience anche nelle maggiori capitali europee. Sarà per questo, per la mancanza di “scontro politico”, che la piccola ma reale vittoria dell’Italia che oggi incassa il passo indietro dell’Austria sul Brennero, non riceve lo spazio che dovrebbe: secondo titolo per Tg2, quarto per Tg La7, più in basso per gli altri. Le due testate appena citate segnalano il varo imminente di una presenza di navi europee anche nelle acquee territoriali libiche, accolto dal neonato e precario governo. I dati sull’aumento dei flussi di profughi nel Mediterraneo, presenti su tutti, sono in evidenza soprattutto sui Tg Mediaset.

I “tre numeri” odierni prodotti dall’Istat su Pil, deflazione e debito sono abbondantemente presenti su tutte le testate. Il buon servizio di La7 rende il senso di un’attenzione bonaria da parte dell’Europa che oggi si registra a differenza di quello che avveniva qualche anno fa. Sale il debito, dunque, ma per il governo saranno confermati i maggiori margini di elasticità.

Lo shock per l’arresto del ginecologo Severino Antinori, pioniere della fecondazione assistita, è ampiamente ripreso nei titoli da quasi tutte le testate, che ripropongono la contestata storia professionale di uno scienziato, di un medico ora accusato di rapina aggravata e lesioni personali aggravate per aver prelevato ad una 24enne, contro la sua volontà, alcuni ovociti nella sua clinica milanese.

Per tutto il pomeriggio le allnews avevano ripreso le contestazioni dei parenti delle vittime del rogo Thyssen dopo che il Pm, in Cassazione, aveva richiesto il terzo ritorno in appello del processo per la diminuzione delle pene. Anche i Tg delle 19 riprendono lo sconcerto delle famiglie. Tg4 e quelli delle 20 possono, in extremis, dare la “buona notizia” che i giudici hanno respinto la richiesta del Pm e confermato le condanne del secondo appello. Grande la commozione alla notizia, con Tg La7 che intervista lungamente in diretta il sopravvissuto Boccuzzi, ora deputato del Pd, che ringrazia Mentana per aver seguito passo passo e con la massima attenzione l’iter giudiziario durato 8 anni. Significativa la segnalazione fatta dallo stesso Boccuzzi di essere “L’unico operaio” che siede in Parlamento.

Interessante l’approfondimento del Tg2 che parla, sì, delle lungaggini della giustizia civile, segnalando però i miglioramenti che nell’ultimo quinquennio hanno ridotto mediamente di un centinaio di giorno la durata del primo grado di giudizio.

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di venerdì 13 maggio 2016

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Fonte:www.tvblog.it

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La fattoria degli animali

17 Febbraio 2016, 23:44pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di mercoledì 17 febbraio – La notizia dell’autobomba esplosa ad Ankara alle 18.31 italiane irrompe e scompagina le scalette di serata, imponendosi come prima notizia per Studio Aperto, che si collega con le televisione turche, e primo titolo per Tg1 e Tg2. Il black-out ai media imposto quasi subito dal governo turco obbliga i Tg delle 20 ad utilizzare solo lanci di agenzia, che al momento non aiutano a fare luce sulla matrice dell’attentato. Tg La7 offre in chiusura la stima più aggiornata delle vittime: 28 morti e 61 feriti.

Immancabilmente le notizie di interni sono sul rinvio di una settimana della discussione sul Ddl Cirinnà a seguito della rottura avvenuta ieri tra il Pd ed M5S sul cosiddetto “emendamento canguro”. Il gioco sembra divertire le testate Mediaset, con Tg5 che oltre a rilanciare nella sua copertina il peana alla “morte del canguro” intonato dal capogruppo Fi Romani, parla di “giorno del gambero”. “L’hanno buttata sull’animalistica” commenta anche Mentana, una sorta di fattoria degli animali che è “andata in onda” durante la discussione in Aula e nei corridoi. Tg La7 è il più esplicito nel sottolineare come il PD sembri trovarsi ormai ad un bivio sul tema della stepchild adoption. Spazio sulle tensioni dentro e fuori le Camere anche sulle testate Rai, con Tg3 che ospita in studio l’ideatrice del Ddl Monica Cirinnà. Un’intervista nella quale l’esponente Pd ha smentito la decisione di abbandonare la politica, manifestata precedentemente in giornata (“uno sfogo”), rivolgendo più volte agli M5S l’appellativo di “traditori”.

Attenzione da parte di tutte le testate, con eccezione di Tg4, all’intervento congiunto del Presidente Mattarella e del premier Renzi alla vigilia del vertice di Bruxelles di Roma. La provocazione lanciata dal presidente del Consiglio all’Europa perché si dimostri “una comunità, e non un contratto” viene ripresa con forza dai Tg delle 20, che inquadrano i molti temi caldi dell’incontro di domani: banche, Siria, ma sopprattutto il Brexit, che per Renzi è da “scongiurare ad ogni costo”. Il botta e risposta tra Renzi e Monti, che ha accusato il premier di “denigrare l’Europa”, compare nei servizi di Tg2 e dei Tg delle 20, con Tg La7 che vi titola e parla di “segnale di mancanza di coesione”.

L’ennesimo scandalo corruzione nella sanità lombarda raccoglie titoli ed ampi servizi su tutte le testate. Dai testi dalle intercettazioni che cominciano a trapelare emerge un quadro che, è facile predire, si tingerà giorno dopo giorno di tonalità grottesche: condotte criminose a vantaggio di aziende fornitrici e di singoli esponenti di forze politiche di governo nel totale disinteresse “della vita e del benessere dei pazienti” (Tg4). Sempre Tg4 confezione una scheda sul personaggio di punta dell’inchiesta, l’imprenditrice Canegrati, il cui nome finisce nel novero di altre celebri “dame nere” (Anna Iannuzzi, Claudia Minutillo, ecc …). I Tg Rai e La7 enfatizzano maggiormente il ruolo centrale di Rizzi e le forti tensioni nel Consiglio Regionale lombardo, ma se Tg3 titola sulla giunta Maroni che “trema”, Tg La7 osserva come l’imminente richiesta di sfiducia congiunta mossa da Pd e M5S non sembra preoccupare Maroni, che ha commentato “Una mozione di sfiducia allunga la vita”. Comunque una volta tanto neanche a Cologno Monzese sembrano intenzionati a fare grossi scontri alla Lega.

L’ultimo giorno di visita di Papa Francesco in Messico registra servizi nella parte bassa delle edizioni. Tg3 accompagna alle immagini del viaggio del Papa a Cuitad Juarez gli sforzi di padre Omar Sotero, parroco messicano che rischia la vita per aver pubblicato una lista delle centinaia di religiosi sequestrati, torturati e poi uccisi nel suo paese per aver combattuto il narcotraffico, quello di organi e la prostituzione.

In tema di profughi, ottime le coperture di Tg5 e Tg2: il primo dall’Isola di Lesbo, fragile approdo “europeo” sulla rotta balcanica, mentre il secondo illumina un’altra grande rotta migratoria, quella che dal centroamerica attraversa il confine messicano per sciamare negli USA.

Le nomine dell’Ad Dall’Orto ai vertici delle 3 principali reti Rai e di Rai Sport ottengono un titolo su Tg La7, e servizi a fine edizione sulle altre testate. Le proteste dell’Usigrai per il ricorso a figure esterne all’azienda vengono definite da Mentana come “polemica grave ma non seria”.

Segnaliamo in chiusura un interessante approfondimento del Tg2 sui meccanismi della borsa, in cui oltre a mostrare come si svolge il lavoro quotidiano del broker finanziario, si è cercato di far luce su molte espressioni adoperate nei servizi di economia, senza che spesso vengano debitamente spiegate e (forse) neanche capite.

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 17 febbraio 2016

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Fonte:www.tvblog.it

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Sangue chiama sangue

15 Febbraio 2016, 22:43pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di lunedì 15 febbraio – Le tremende immagini che giungono dal confine siriano con la Turchia, dove 5 ospedali e due scuole sono stati bombardati - apparentemente dall’aviazione russa - provocando decine di vittime civili, si impongono in apertura su Tg1, Tg3 e Tg La7. Damasco accusa l’America, mentre la Turchia (che nelle stesse ore ha bombardato i curdi) insieme a Medici Senza Frontiere punta il dito contro la Russia, che però nega parlando di “propaganda”. Molta la confusione, ma su tutti i servizi il giudizio è unanime: il fragile clima di tregua che si era profilato dopo l’incontro a Monaco a poche ore di distanza appare irrimediabilmente compromesso. Per Tg3 e Tg La7 il rischio che un’escalation possa comportare l'invio di truppe (turche, dell'Arabia Saudita) si fa con oggi più che concreto: nella turpe logica della guerra sangue chiama sangue.

L’allarme lanciato dalle opposizioni sulle ipotesi di “riorganizzazioni” delle pensioni di reversibilità ruba la scena su Mediaset alla vigilia del voto sulle Unioni Civili al Senato. L'informazione risulta divisa, con le testate di Cologno Monzese che si scagliano contro l’ennesima decurtazione ai soldi dei già tartassati pensionati (apertura per Tg4, copertina per Tg5) e quelle Rai che, con le dovute accortezze, rilanciano la risposta del ministro Poletti: si tratterebbe di “un allarme lanciato sul nulla”, giudizio probabilmente condiviso da Tg La7, che a questa polemica non dedica neanche una parola. Intervistato su Tg3 e Tg4 l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano parla di “una ipotesi ingiusta che verrà sicuramente stralciata”. "Colpito" nel suo target (i pensionati), Tg4 sulla vicenda reversibilità produce servizi fin troppo scontati.

Forte l’attenzione per l’ennesimo caso di violenze su persone disagiate (titolo per tutte le testate eccetto Tg La7), cui Tg4 dedica un editoriale che raccoglie i più recenti casi di maltrattamenti su disabili, minori ed anziani.

L’inchiesta sull’omicidio al Cairo di Giulio Regeni prosegue anche oggi tra depistaggi ed indiscrezioni (titoli per Tg3, Tg4 e Studio Aperto). Sempre sugli esteri, le dichiarazioni di chiusura del premier ungherese Orban compaiono solo su Tg3, così come lo sviluppo delle indagini sulle violenze di Colonia, che vedrebbero tra gli accusati di molestie un numero assai esiguo di profughi. Tg5 (titolo) e Tg La7 sono i soli ad occuparsi dell’ennesimo ultimatum dell’Europa alla Grecia.

La visita di Papa Francesco in Chiapas, regione poverissima del Messico, è titolo per tutti tranne Tg4 e Tg5. Le parole con cui il Pontefice ha chiesto perdono alle popolazioni indios per quello che è stato l’inizio del più grande genocidio della storia moderna purtroppo non hanno ottenuto lo stesso rilievo dell’incontro della scorso venerdì tra Francesco ed il patriarca della chiesa ortodossa. Tg La7 coglie questa disparità, parlando di “un’altra ferita storica sanata”.

Tornando alle unioni civili, Tg La7 pista duro sulle divisioni dentro e fuori il Pd, probabilmente esagerando quanto meno le prime. Tg5 propone un'intervista a Lupi.

Al quarto “anniversario” dell’arresto dei nostri due Marò in India è il Tg5 a proporre il servizio più duro parlando di un “impegno solo a parole” da parte dei tre governi che si sono succeduti (titolo anche su Tg2).

In chiusura, segnaliamo come, di fronte al “pasticcio” (Tg La7) del decreto per l’accorpamento in bolletta del Canone Rai, Tg4 la butta in satira, Mentana rivendica a fine servizio che se il concetto di “Servizio Pubblico” si risolve nel solo “informare” (ossia, se il servizio pubblico non svolge dichiaratamente altre funzioni), non si capisce perché debba essere solo la Rai ad usufruire del canone.

Lorenzo Coletta

Dati auditel dei Tg di lunedì 15 febbraio 2016

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Fonte:www.tvblog.it

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Lo spread colpisce ancora

8 Febbraio 2016, 21:58pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di lunedì 8 febbraio – Il crollo generale dei mercati europei, con la borsa di Milano che oggi perde il 4,7% azzerando i guadagni da agosto 2013, si impone sui titoli ottenendo le aperture di cinque testate. Se negli ultimi due mesi si hanno avute diverse giornate “nere”, a catturare i primi titoli di gran parte dell’informazione di prime time è il ritorno dello spread, salito nelle ultime ore a quota 146. Mentre alcuni servizi lanciano l’allarme Tg5 e Tg La7 leggono l’acuirsi del margine tra i tassi dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi come una “reazione fisiologica”, non direttamente dovuta al timore verso la stabilità dei nostri conti pubblici. Se ad affossare la piazza di Milano sono, nuovamente, gli indici bancari, sempre Tg5 e Tg La7 ci avvisano che anche la Deutsche Bank non si trova in acque tranquille. Tanti indici sciorinati dai servizi ci inducono ad una considerazione: ormai i Tg danno per scontato che il pubblico non solo recepisca le notizie d’economia, ma che anche le digerisca. Da questo punto di vista solo La7 raggiunge la sufficienza. La visita in Turchia della cancelliera Merkel, che si dice inorridita dagli effetti sulla popolazione civile dei bombardamenti attuati dalle forze russe sulla regione di Aleppo, figura sui titoli di Tg1, Tg3 e Tg La7. In molti servizi alle accuse della cancelliera si accompagnano le immagini dei nuovi naufragi sulla rotta dell’Egeo, mentre sin dai titoli Mentana mette in guardia verso una nuova, vasta ondata di arrivi (stimati fino a 600.000). Tg La7 è la testata che meglio approfondisce le difficoltà tedesche e l'obbiettivo di usare la Turchia per bloccare i flussi. Ottima la copertura del Tg3 da un ospedale sul confine turco che offre soccorsi tanto ai profughi che ai combattenti tra i ribelli siriani. Di Siria, Isis e medio oriente si è tanto parlato anche a Washington nell’incontro tra il Presidente Mattarella ed Obama – apertura per Tg1, titoli per i Rai, Tg5 e Tg La7; sia Tg5 che Tg4 riportano gli elogi del presidente americano agli sforzi dei militari italiani attivi su molti fronti. Tutte le testate registrano con scetticismo la reazione del ministro degli interni egiziano che nega qualunque coinvolgimento delle forze dell’ordine e dei servizi in relazione alla brutale aggressione in cui ha perso la vita Giulio Regeni (apertura per Studio Aperto). Interessante il servizio di Tg5 che ipotizza i rischi cui andrebbe incontro l’economia de Il Cairo se venisse provato il coinvolgimento diretto del governo egiziano nella morte del nostro connazionale. Con l’approssimarsi del voto al Ddl Cirinnà le divisioni tra le testate si fanno più marcate, con i Tg Mediaset che propongono uno scenario “tutti contro tutti” (Tg4), mentre quelle Rai inquadrano un Pd che va avanti dritto per la sua strada. Tg1, Tg3 e Tg La7 si interrogano sulla situazione interna al M5S dopo che, senza consultazione online, i “garanti” Grillo e Casaleggio hanno garantito libertà di coscienza ai parlamentari pentastellati. Le primarie del centrosinistra a Milano che hanno incoronato Sala candidato alla poltrona di sindaco ottengono servizi su tutte le testate, ma sono i Tg Rai e La7 a riflettere sulle divisioni interne alla sinistra che hanno impedito ai candidati non renziani di trionfare sull‘ex direttore generale di Expo. Interessante Tg5 che affianca a Sala il “probabile candidato” milanese del centrodestra, Parisi, mentre per Roma la situazione è in alto mare e Marchini è tramontato per l'opposizione delle destre estreme. Grande attenzione su tutte le testate al nuovo caso di violenze su disabili mentali da parte di operatori di un istituto convenzionato di Grottaferrata. Tra i molti servizi (buone coperture di Tg4 e Tg1) segnaliamo la copertina di Tg5, che, ricollegandosi ai più recenti casi di maltrattamenti su anziani, disabili e minori, rivendica la necessità di maggiori tutele e sorveglianza. In chiusura, segnaliamo il buon servizio del Tg3, che nell’anniversario della morte di un giovane lavoratore perito nel crollo di un palcoscenico, riporta l’appello della madre perché sia riesca in via giudiziaria a determinare la responsabilità dell’incidente in cui è morto suo figlio. Uno spaccato di molte altre storie di morti bianche, un’espressione di cui, tra crisi, terrorismo e sbarchi, non sentivamo più da molto tempo parlare. Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 8 febbraio 2015

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Fonte:www.tvblog.it

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In ordine sparso

4 Novembre 2015, 01:44am

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di martedì 3 novembre - Le aperture dei Tg si dividono tra le indagini sul nuovo scandalo in Vaticano, i rilievi sulla legge di stabilità da parte di Bankitalia e Corte dei Conti, le dichiarazioni della Ministra Madia sui dipendenti statali assenteisti da licenziare.

Il “Vatileaks 2” è prima notizia per Tg1, Tg2, Tg4 e nei titoli per le altre testate che approfondiscono l’analisi dei retroscena e la presentazione dei personaggi coinvolti. Studio Aperto e Tg4 si concentrano sulla figura di Francesca Immacolata Chaoqui, la Pr trentenne arrestata ieri assieme al monsignor Vallejo Balda e già battezzata con poca fantasia dai Tg Mediaset “la nuova dama nera”; Tg5 offre un quadro più completo (3 servizi) e fa intervenire un grande “ex”, Gotti Tedeschi, che denuncia il “sistema di potere” economico all’interno del Vaticano e contrario all’opera riformatrice del Papa; Tg2 presenta anche lui le figure coinvolte, e chiama in causa il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio che sottolinea le differenze tra il primo scandalo Vatileaks e la vicenda attuale, presentandola come una “operazione sporca” che “dà da pensare” ma che non rappresenterà una reale intralcio per l’opera riformatrice del Pontefice.

Vero en plein nei titoli di tutte le testate per la Ministra Madia: apertura per Tg5, seconda posizione per quelli Rai. Questione arcinota, da sempre dibattuta, ma mai concretamente affermata. I tanti servizi aggiungono ben poco alla comprensione dei teleutenti. Unica eccezione l’approfondimento del Tg2 che propone anali e confronti internazionali, dimostrando così che anche nei tempi stretti di un Tg si può scavare almeno un po’ al di sotto della più scontata agenda setting.

I dubbi, le critiche e le polemiche sulla legge di stabilità sono presenti su tutte le testate; Tg3 privilegia le tensioni interne al Pd, mentre Mediaset sottolinea quanto affermato in giornata da Corte dei Conti e da Bankitalia. Per Mentana il braccio di ferro Regioni-Palazzo Chigi sarebbe, almeno in parte, rientrato. Ignazio Marino e le sue polemiche affermazioni contro Renzi contenute in un suo post sono presenti solo su La7. I “provini” per identificare il candidato 5 Stelle – questa volta non attraverso la rete – sono ampiamente ripresi da Tg3 ed ignorati dalle testate Mediaset. Le prime 4 condanne per gli inquisiti che hanno scelto il patteggiamento su Mafia Capitale, sono presenti su Tg1, Tg3, TgLa7. Tg1 ritorna sulla ribellione contro il pizzo in Sicilia, dando voce ad un imprenditore di Bagheria che ha rotto il muro di silenzio.

Per gli esteri TgLa7 apre sul disastro aereo nel Sinai rispetto al quale prende forza l’ipotesi dell’attentato (bomba a bordo). Tg3 e Tg2 tornano sul dopo elezioni in Turchia, con il mondo della stampa sotto scacco da parte del governo Erdogan che prosegue nella campagna di arresti e licenziamenti nei confronti dei giornalisti scomodi e non “in linea”. L’afflusso ininterrotto di profughi attraverso la rotta balcanica e le ulteriori vittime davanti alle isole greche sono questa sera appannaggio del solo Tg3.

Mentre il maltempo lascia tracce indelebili in tutto il meridione (apertura Studio Aperto), a Messina lì acquedotto colabrodo si rompe nuovamente, conquistando l’attenzione di tutte le testate (titolo T1, Tg3 e Tg Mediaset).

Enrico Mentana – cosa alquanto rara - si occupa di cronaca giudiziaria, ma per segnalare le contraddizioni di quanto fornito nei mesi scorsi alla stampa dal Ris che indaga sull’omicidio Yara Gambirasio: un filmato “taroccato” del furgone dell’inquisito Bossetti, diffuso per presunte “esigenze di comunicazione”. Il filmato era stato già ieri oggetto di attenzione da parte di Tg3 e delle testate Mediaset, entrambe concordi nel censurare simili manipolazioni dell’opinione pubblica.

Alberto Baldazzi

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Fredde polemiche

23 Ottobre 2015, 20:33pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 23 ottobre – L’intervento al congresso dell’Anm del Presidente Rodolfo Sabelli, che ha parlato di “ consapevole delegittimazione” della Magistratura da parte della politica, è apertura per Tg1, Tg2 e TgLa7; sui Tg Rai la replica del ministro Orlando, le sferzate di Salvini contro una Magistratura “che si delegittima da sola” e la difesa dei giudici da parte di M5S (Tg1 e Tg2). Nessuna traccia della polemica, invece, sui titoli e nelle scalette Mediaset, con Tg5 che la liquida con 30 secondi da studio. Ma in generale vogliamo segnalare che su tutte le testate i toni appaiono non enfatizzati, al di là delle aperture “concesse”. Si ha l’impressione che i Tg riprendano a fatica un tema “vecchio”, la cui la centralità si è sostanzialmente persa rispetto all’era Berlusconi; interlocutori cambiati, posizioni politiche attutite, se non rovesciate.

Il cammino della legge di stabilità, finalmente arrivata al Quirinale, ripropone le critiche di giornata sul nodo della sanità per le regioni. I Tg Mediaset lanciano l’intervento “combinato” della strana coppia Toti/Chiamparino nel tentativo di supportare un fronte polemico bipartisan. Tg4 tira una staffilata al presidente Renzi, reo di esser partito per il Cile lasciando il Paese addirittura “nel caos”. Il viaggio in Sudamerica del premier è seguito con interesse “istituzionale” dalle altre testate.

Tg3 dedica l’apertura al discorso del Papa alla vigilia della conclusione del Sinodo sulla famiglia. “I tempi cambiano, e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente”, un messaggio, quello del Pontefice, rivolto tanto i padri sinodali che direttamente ai credenti. Con le smentite del neurologo giapponese Fukushima, i Tg di serata decretano la fine assai poco decorosa dello scoop del Quotidiano Nazionale.

Corruzione, tangenti e malcostume (per Tg4 per Tg5 nei titoli) mantengono su tutti ampio spazio. Il nuovo clamoroso caso di giornata, una truffa ai danni dell’Inps operata dai suoi stessi funzionari emersa nell’ambito dell’ inchiesta Mastrolindo, è giustamente analizzata a fonfo a TgLa7 (titolo), mentre su Mediaset “vince” il facile gioco dei carrelli di interviste davanti alle sedi del comune di Sanremo.

Il ripensamento del sindaco dimissionario Marino, che sembra intenzionato a “restare”, è seguito fin dai titolo da Tg La7 e Tg3. Per Mediaset Tg5 è l’unico a parlarne, segnalando la “guerra di nervi” interna al Pd.

Il peggior incidente stradale nella storia Francese degli ultimi 30 anni (43 vittime) è primo titolo per Studio Aperto. Tg2 apre invece sulle minacce dell’Isis contro Israele proferite in lingua ebraica, e con un servizio lamenta l’assenza di una adeguata risposta internazione ed il sostanziale “fallimento” della coalizione anti-Isis. Tg3 è l’unico a titolare ancora sui flussi di profughi della rotta balcanica bloccati sul confine sloveneo. Grande attesa e preoccupazione su tutti i Tg per il catastrofico uragano di categoria 5 che si abbatterà in nottata sulle coste pacifiche del Messico.

L’interesse sul caso del pensionato milanese sembra finalmente scemare nei Tg di serata, con la sola eccezione di Tg4. La testata di Rete 4 non si accontenta però del solito servizio a sfondo securitario e a favore dello sparatore, ma ci “regala” una biografia della sua giovane vittima, presentandolo come un delinquente abbietto, colpevole, tra le altre cose, di “possedere impunemente una pagina facebook”. Sempre in tema di sparatorie e pistole, solo TgLa7 riprende nei titoli l’ennesima provocazione dell’euro deputato legista Buonanno che durante un’intervista a Sky ha ripetutamente armeggiato con una pistola davanti alle telecamere.“Deleterio” il duro commento di Mentana, rivolto tanto al gesto che al personaggio politico che, a detta del conduttore “mostrando la pistola fa la figura del pistola”; il gesto ha incontrato la censura dello stesso Salvini, ma stasera sui Tg Mediaset non ve ne è traccia.

 

Luca Baldazzi

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Stabilità contestata

15 Ottobre 2015, 21:15pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di giovedì 15 ottobre 2015 - Il varo della legge di stabilità da 27 miliardi è apertura per 5 dei Tg di serata. Presenti fin dai titoli gli slogan del presidente del Consiglio, i cui hastag – “le tasse vanno giù” e “Italia con il segno più” - si offrono tanto alla comunicazione online che a quella televisiva, finendo col determinare “in reverse” anche il tono delle risposte degli avversari politici. Le misure - l’abolizione della Tasi e dell’Imu sulla prima casa, risorse contro povertà e precariato, limitate forme di flessibilità pensionistica, canone Rai inserito in bolletta, aumento delle quota delle spese in contanti - sono spiegate con maggiore chiarezza da Tg1 e Tg3, che riprendono nel dettaglio le molte critiche sollevate dai partiti d’opposizione e da diverse parti sociali. TgLa7 presenta “l’abisso” tra le posizioni di Confindustria e quelle dei sindacati, con la Cgil che parla di un “Paese con 4 segni meno”; spazio anche ai dubbi sulle coperture, con Tg4 che in un servizio a commento le fa proprie, dando per scontato che non ci siano. La trasferta di Renzi al Consiglio d’Europa, dove tra le altre cose si tesse la tela finalizzata ad ottenere dalla Commissione ulteriori margini in virtù della clausola migranti (3 miliardi), in modo di anticipare il taglio dell’Ires dal 2017 al 2016, è seguita dai Tg Rai e La7, mentre latita sulle testate Mediaset.

L’intervento del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki Moon, in visita al Parlamento per il 60esimo anniversario dell’adesione al’Onu, che ringraziando l’impegno dell’Italia nell’affrontare l’emergenza profughi ha riaffermato la necessità di un impegno comune europeo, è titolo per Tg1 e Tg3 mentre viene completamente ignorato dai Tg di Cologno Monzese.

Il bilancio del maltempo al centro-sud sale a 5 morti e riempie le edizioni di servizi e collegamenti da Tivoli, Benevento ed altre città semi sommerse. Titoli per tutti ed apertura per Tg5 e Studio aperto, che con Tg4 offre la maggiore copertura (quasi metà edizione) dalle aree colpite. Sin dai titoli Mentana prefigura come ai danni sul territorio seguirà il “solito strascico polemico” sul “disastro annunciato”. Buono il servizio del Tg1 sulle diverse misure attuate dall’amministrazione di Tivoli contro abusivismo e cementificazione selvaggia. Gli strascichi dello scandalo Volkswagen con le inchieste della procura di Verona su alcuni manager della sede italiana, sono titolo per Tg1, Tg3 e Tg La7.

Il caso Regione Lombardia, con l’interrogatorio di 4 ore a Mantovani, è ancora presente su Rai e La7 mentre su Mediaset pare eclissarsi. Tg5 vi dedica trenta secondi da studio, occupati dalle dichiarazioni di Maroni e accomunati (come ieri) da un ben più corposo servizio sulla corruzione capitolina, presente per altro su tutte le testate per l’ennesimo guasto nella Metro A. Sempre su Roma, Mentana ci ricorda che, “estirpato” il sindaco Marino, rimane da estirpare Mafia Capitale, per la quale il processo inizierà il 5 novembre e che, secondo indiscrezioni di fonte prefettizia, è rappresentata tuttora da almeno 101 “nomi” di pubblici funzionari collusi.

L’intifada dei coltelli stasera sono titolo solo per Tg5. La decisione di Obama di mantenere un contingente di 5.500 soldati in Afghanistan anche oltre il 2016, data originariamente prevista per il ritiro, è alta su TgLa7 e bassa su Rai e Mediaset.

Segnaliamo infine un buon servizio del Tg3 sulla manifestazione dei braccianti agricoli a Bari, nata a seguito della morte di alcuni lavoratori(6 solo negli ultimi mesi) e che ha visto sfilare assieme italiani e migranti accomunati dallo sfruttamento del caporalato.



Luca Baldazzi

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