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Albertobaldazzi

Post con #silvio berlusconi

Difesa preventiva?

16 Ottobre 2015, 21:03pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 16 ottobre – La miglior difesa è, talvolta, l’attacco. Le dichiarazioni “preventive” del presidente del Consiglio Renzi che difende la neonata legge di stabilità dai giudizi di un’Europa troppo fiscale e affezionata a ricette che nessuno oramai sposa fino in fondo, è apertura per i Tg Rai, Tg4 e La7. Tra i molti commenti a queste posizioni “forti”, venate quasi di tonalità nazionalistiche, Mentana parla apertamente di un pressing anticipato da parte del premier per sbloccare i 3,3 miliardi della clausola immigrazione a vantaggio della stessa manovra. Certo è che, qualunque critica potrà giungere alla legge di stabilità, le cui misure sono al momento solo abbozzate, l’Europa ora sa che dovrà comunque mostrare cautela. 

Sempre a proposito di legge di stabilità, le critiche di opposizioni e parti sociali sono abbondantemente presenti nei Tg, con la Segretaria Generale Cgil Susanna Camusso intervistata su Tg5 e rappresentanti Cisl e Uil presenti sui Tg Rai. Molto spazio alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi (titoli per Tg2, Tg3, Tg4, Tg5 e Studio Aperto) che ribadisce come la manovra sia una farsa, e che le uniche misure decenti sono le voci che Renzi ha copiato dal programma di FI, per altro male. Sulla stessa linea,e per opposti motivi, la minoranza Pd che con Bersani torna sulla polemica per l’innalzamento della soglia per l’uso del contante. M5S parla invece di “solo slogan e balle”, mentre il day before della kermesse Cinque Stelle di Imola figura su Rai e La7, ma non su Mediaset. L’augurio di Fassina che i 300 milioni di tagli ai comuni balenati oggi nelle bozze possano scomparire nel testo definitivo compare in molti servizi.

La visita del Presidente della Repubblica Mattarella e di Ban ki Moon all’Expo nella giornata mondiale dell’alimentazione, è titolo per Tg1 e Tg2 mentre è assente sulle testate di Cologno Monzese.

Le odierne dichiarazioni del Commissario Cantone sugli appalti Atac per il valore di 2 miliardi assegnati negli ultimi 5 anni senza gare, vengono riportate riportate da Tg1 e TgLa7 e, in breve, da Tg5, che le “accenna” nel corso di un altro servizio sull’ennesima “tegola” (un potenziale buco da 30 milioni nel bilancio) piovuta sul Campidoglio.

La “giornata dell’odio” in Palestina è alta nei titoli e nelle impaginazioni dei Tg, con buone coperture da parte di Tg1, Tg5 e Tg La7 sui morti e i feriti di giornata. Spazio sostanzialmente limitato, ed esclusivamente sui Tg delle 20, per l’esito positivo del Consiglio Europeo che dovrebbe vedere la Turchia maggiormente coinvolta nella gestione profughi. Le notizie sui sanguinosi respingimenti in Bulgaria, costati la vita ad un profugo afghano, sono titolo per Tg3 e servizio per quelli delle 20; buona la copertura del Tg5.

Il nubifragio che ha colpito il centrosud resta presente nei titoli un po’ per tutti con diversi collegamenti dalle aree colpite, ieri Benevento, oggi Taranto.

L’Osservatorio è solito criticare le notizia di cronaca nera e criminale che troppo spesso si impongono oltre il dovuto nei Tg, e non solo su Mediaset. Segnaliamo stasera un buon servizio del Tg3 che, riportando la notizia data alcuni giorni fa dai Tg Mediaset di una donna romana aggredita e ridotta in fin di vita da un poliziotto del suo condominio, ci spiega come la vittima sia stata probabilmente massacrata non per futili motivi condominiali, ma per aver denunciato un giro di spaccio di stupefacenti nel suo quartiere. Il servizio, che mostra uno spaccato allucinante, non ci dice di più ma, proprio per questo, sembra alludere a collusioni tra malavita e chi sarebbe tenuto a reprimere le attività criminali.

Luca Baldazzi

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Grecia capta Europam non cepit

30 Giugno 2015, 21:12pm

Pubblicato da admin

I Tg di martedì 30 giugno - Con una certa riluttanza ci apprestiamo a concludere con l'analisi di questa sera la sesta stagione dell'Osservatorio Tg. La riluttanza e' dovuta alla consapevolezza che più ancora che negli scorsi anni le tante partite aperte continueranno ad essere giocate in piena estate. Ma esigenze logistiche e la necessità di pubblicare l'Almanacco dei Tg 2014-2015 ci impongono di "chiuderla qui". Vorremmo poter dire lo stesso in relazione alla vicenda greca che, oramai da settimane, è in apertura su tutti i Tg. Il rischio che la "chiusura" coincida con una "frattura" del progetto europeo in queste ore è però forte. Nelle edizioni delle 20 va in onda "in diretta" l'ulteriore rinvio a domani della risposta dell’Eurogruppo alla carta messa sul piatto nel pomeriggio da Tsipras. Da segnalare su Tg3 un lungo intervento di Massimo D'Alema che sferza sull'assenza di politica nell'unica politica che in casa Eu conoscono: quella del rigore. La gestione della crisi greca è stata fin dall'inizio miope, ingiusta per quel paese e autolesionista per tutti gli altri. Sempre Tg3 e' il più diretto nel suggerire che in queste ore più che l'uscita di Atene dall'Ue e dall'euro molti si attendono (e auspicano) l'uscita di Tsipras dal palazzo del governo. Una cosa e' certa: la partita di poker (così definita da Juncker) rappresenta un azzardo per Bruxelles almeno quanto per Atene. Intanto i Tg riprendono piazza Syntagma popolata in giornata dal popolo del "sì'", dopo che ieri era stata la volta di quello del "no". Nelle riunione dei tecnici e dei funzionari europei siamo certi che, però, contano i numeri e non le persone. Da questo punto di vista la forzatura di Tsipras rischia di diventare una fatica di Sisifo, sempre che a Bruxelles conoscono la mitologia greca.

Chiudendo un'intera stagione di lavoro acquista un valore simbolico ritrovare nei titoli dei Tg Rai e di La7 ancora Lui, Silvio Berlusconi. L'autunno scorso avevamo esordito con una condanna definitiva, l'invio ai servizi sociali, la decadenza dal Senato. Oggi chiudiamo con il probabile rinvio a giudizio per il Ruby ter, che secondo la Procura di Milano ha visto un flusso di 10 milioni di euro dai fonti di B. a quelli delle olgettine e di Ruby per comprare testimonianze addomesticate al processo Ruby 1. Ovviamente su Mediaset non ve ne e' menzione.

I dati sull'occupazione forniti oggi dall'Istat sono difficilmente maneggiabili, e tutti i Tg se la cavano dicendo che risultano contraddittori.

La Grecia da qualche giorno scalza dalle aperture il tema dei profughi, ma non quello del terrorismo. Gli arresti in Tunisia segnalano e confermano che l'Isis non e' presente solo in Siria, in Iraq e in Libia: titoli per tutti e buoni approfondimenti sui Tg Rai. Speriamo che l'estate porti consiglio e non lo " scontro di civiltà " - come qualcuno anche da noi invoca - ma una seria presa d'atto del fatto che il Califfato è un fenomeno militare che va affrontato come tale. Buona estate a tutti

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di lunedì 29 giugno

Schermata 2015-07-01 alle 00.09.12

Fonte:www.tvblog.it

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La par condicio “non abita più qui”

30 Maggio 2015, 21:43pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-05-30-alle-22-42-09Pubblicato su l'Eurispes.it e Il Manifesto

Oggetto di polemiche e denunce roventi negli anni dello scontro Pdl-Ulivo, dopo solo 15 anni di vita la par condicio si è estinta nel silenzio più assoluto, in assenza di pubbliche cerimonie di commemorazione e – ci scommettiamo – di orfani che la rimpiangano. Anzi, che “non abiti più” nelle analisi della comunicazione politica, è una realtà tanto evidente quanto implicita, perché nessuno la dichiara o la rivendica. Eppure tra l’incudine del conflitto d’interessi e il martello della sdrucita governance della Rai per lunghi anni la par condicio ha tentato di avere un ruolo, di mitigare gli eccessi che rendevano e rendono fisiologica la patologia rappresentata dalla coincidenza pressoché assolutatra l’agenda setting e l’agenda della politica, con alcuni leader o presunti tali menù fisso di Tg e talk. Missione sostanzialmente fallita, anche perché l’Autority ci ha messo del suo per non far affezionare gli italiani e il mondo dell’informazione ad un sistema di controlli finalizzati all’equilibrio nella comunicazione politica. I suoi innumerevoli “non interventi”, quelli senza valore perché ex-post, la logica del cronometro che segnalava i minimi dettagli “mancando” lo sguardo d’insieme, sono tutti elementi che hanno fatto imbestialire anche i giornalisti più accorti e corretti, oggetto di censure e multe come e più di quelli al soldo dell’editore politico di turno.

Se ancora nelle elezioni del 2013 qualche funzione ha tentato di svolgerla, nell’era di Grillo, Renzi e Salvini – i dominatori dello scenario televisivo dell’ultimo biennio – qualsiasi argine all’invadenza squilibrata della politica in Tv ha ceduto definitivamente, e neanche i “semafori” per regolare il traffico sono entrati in azione. In piena crisi di numeri e di budget i soggetti televisivi hanno scoperto che la politica “costa poco” e rende ancora abbastanza in termini di share. Ecco così la scelta trasversale di riempire le prime e seconde serate di talkshow. Nel settembre del 2013 l’offerta dei talk è aumentata del 50% rispetto alla stagione precedente, e con gli ultimi nati in Mediaset siamo oggi a circa un + 75%. “Controllare” e conteggiare le innumerevoli presenze dei soliti politici e dei soliti giornalisti saltabellanti da uno studio all’altro è divenuto perciò impossibile e/o senza senso. Nell’ultima stagione televisiva, poi, la parziale uscita di scena o perdita di centralità di Silvio Berlusconi ha impattato fortemente sulle “sue” Tv, oltre che sulle “nostre”- ovvero nel servizio pubblico – facendo apparire un po’ meno “abili e arruolabili” giornalisti e testate. Anche il patto del Nazareno ha contribuito a rompere gli schemi fissi dell’informazione e a confondere le acque.

Ma anche senza il ricorso ai dettami della par condicio, molto c’è da dire sulla campagna elettorale appena conclusa e sulla fase che l’ha preceduta. Se fino al settembre 2014 l’intero spazio è stato occupato da Matteo Renzi, gli ultimi mesi ci hanno regalato una nuova star della politica e della comunicazione: l’assai poco “felpato” Matteo Salvini, ritenuto l’unico in grado di contrastare un premier che cominciava a stancare e che per di più risultava “antipatico” ai giornalisti (anche a quelli che lo adulano) per il semplice fatto di bypassare la mediazione professionale. Salvini, al contrario, ha bisogno di qualcuno che aiuti ad articolare frasi e concetti slegati tra di loro e quasi sempre coincidenti con vuoti slogan. Il capo della rinnovata Lega sarebbe inoltre accreditato quale “portatore in corpore vivo” di un punto e mezzo di share, la qualcosa – unità alla sua disponibilità 24 hours in a day, lo ha imposto a destra e a manca, all’alba e al tramonto. Mai come nel caso della Lega e di Salvini – con i 10 punti guadagnati nei sondaggi in appena un anno – si deve parlare di un soggetto politico “inventato” dalla televisione. Ciò non significa che la Lega, oltre che il video, non “buchi” la coscienza degli strati di popolazione più in difficoltà. Il risultato è che la campagna elettorale appena conclusa è vissuta proprio sulle polemiche sull’immigrazione e sui rom: Salvini a correre, gli altri a inseguire. Chi scrive da 6 anni analizza quotidianamente i Tg di prima serata (Osservatorio Tg, albertobaldazzi.com) e recentemente ha segnalato più volte l’egemonia salviniana su alcune redazioni Mediaset, soprattutto Tg4, addirittura “contro” gli input del gruppo (Confalonieri, Pier Silvio). L’incitamento all’odio razziale è così stato pienamente sdoganato, fino a diventare presenza quotidiana, anche a prescindere dalle “sublimi” e ispirate dichiarazioni di Salvini.

Dicevamo di un Berlusconi defilato per i noti motivi e gli anni che passano. Negli ultimi 15 giorni però il Vecchio Campione è sceso nuovamente in campo per corroborare il partitino proprietario, a rischio 10%. La rimpatriata è stata toccante ma, soprattutto, ci ha fatto fare un tuffo nel recente passato: quello del pieno e spudorato conflitto d’interessi. I Tg Mediaset sono stati richiamati in trincea è hanno risposto come un sol uomo: video messaggi, video messaggi camuffati da interviste, interviste “ finte “esclusive” nei titoli; e quando mancava Silvio, quantità industriali di spazio al suo profeta Giovanni Toti, ex collega e direttore di Tg4 e Studio Aperto. C’è qualcosa di nuovo oggi nel video, anzi d’antico ...

Alberto Baldazzi

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Alberto Baldazzi ospite a Tgcom24 - La tv ed i tre stili di comunicazione: Renzi, Grillo e Berlusconi

26 Aprile 2014, 17:13pm

Pubblicato da albertobaldazzi

https://www.youtube.com/watch?v=kvzinLxH8go&feature=youtu.be

Alberto Baldazzi ospite a Tgcom - 26/04/2014 - In studio anche Antonio Misiani, deputato Pd

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Volontariato involontario

15 Aprile 2014, 20:51pm

Pubblicato da albertobaldazzi

index1I Tg di martedì 15 aprile – Tutte le testate, con l’esclusione di Tg5, aprono su Berlusconi e Cesano Boscone, ridente periferia milanese che, ci scommettiamo, per lunghi mesi sarà assediato da troupe e fotografi nel tentativo di immortalare la rieducazione dell’ex Cavaliere, contradditoriamente obbligato a a svolgere azioni di volontariato. I toni sono, ovviamente, diversi. Tg5 più asettico, Tg4 e Studio Aperto sono impegnati ad assicurare che gli anziani e i disabili, per i quali B dovrà lavorare 4 ore a settimana, “non vedono l’ora di vederlo”. Per le testate Rai e TgLa7 più correttamente viene illustrato il dispositivo dei giudici che segnala la resistenza del condannato verso le regole e l’abitudine a violarle. Segue poi il warning: se continuerà a infangare la magistratura i benefici gli verranno tolti. Anche gli ospiti del centro sembrano “diversamente felici” di incontrarlo.Tutti concordano che l’ex Cavaliere potrà fare decentemente – dal suo punto di vista – la campagna elettorale, e i “suoi”, avvocati, consiglieri, portavoce, gongolano, rendendo paradossale la lettura di una giornata che sancisce l’imminente inizio di espiazione della pena per frode fiscale da parte del loro Capo. Su Tg La7 ampio spazio a chi, come D’Alema, ritiene che i giudici siano stati fin troppo “soft”. Romani, che sprizza contentezza, assicura che fin dalle prossime ore riprenderà profiquamente l’iter delle riforme, con l’apertura al Senato dei giochi che si concluderanno con una prima lettura entro il 25 maggio: l’incontro di ieri sera tra Renzi e Berlusconi a Palazzo Chigi ha dato, dunque, i suoi frutti.

Grillo è, come al solito e come è giusto, assai presente nei Tg, tanto che potrebbe smetterla di lamentarsi. Su Tg4 viene utilizzato per attaccare Renzi, mentre il tema della chiusura di Equitalia svanisce sotto il peso della polemica per il papocchio osceno di ieri su Aushwitz. Tg2 e Tg La7 sottolinenano che nella conferenza stampa odierna ha tenuto a precisare che non si scusa con nessuno, mentre Gattegna (senza nominarlo) sarebbe un “comunicatore cretino e ignorante” (titolo Tg1). Fin qui siamo agli scontri che ben conosciamo; è invece sfuggita ai più l’affermazione che qui sintetizziamo “Non sono io che attacco la Comunita israelitaica, ma è questa che si fa scudo della Shoah per difedere i suoi giornaletti (De Benedetti) e gli altri poteri che supporta. A differenza di Grillo noi stiamo attenti alle parole, ma in questo caso non ci sembra avventato segnalare che sentiamo echi di fantomatici “complotti giudaico-massonici”.

Sulle nomine dei grandi gruppi pubblici gli atteggiamenti sono diversi. Tg4 “spara” contro le donne senza poteri e gli amici di Renzi nei Cda. Gli altri segnalano correttamente che la Borsa non le ha prese bene, mentre la stampa internazionale, citata da TgLa7, sembra apprezzare. Sempre su La7 Gentile (Sole24 Ore) le promuove, mentre Bechis (Il Giornale), sostanzialmente le boccia.

La storiaccia dai contorni ancora labile delle malversazioni in casa Ugl, con le accuse al Segretario Centrella, è presente su Tg 3 e nelle testate delle 20. Su Tg1 il servizio più documentato, con ampia autodifesa dello stesso Centrella.

Dopo qualche giorno di colpevole assenza, la crisi ucraina ricompare sui Tg. Apertura, addirittura, per Tg5, ma nei titolo e nei servizi delgi altri compare immancabilmente il rischio di guerra civile, mentre sul campo si contano le prime vittime dei bombardamenti governativi sulle caserme occupate dai filorussi nell’est del paese.

Da Tg 3 segnaliamo un buon servizio sulle lotte operaie in Cina che si stanno intesificando e che sono oggetto di repressione violenta solo quando coniugano rivendicazioni salariali con attacchi al potere del Partito.

La vicenda della quattordicenne suicida vittima del cyberbullismo tra ieri ed oggi ha prodotto, soprattutto su Mediaset, servizi carichi di retorica e stoltamente strappa lacrime. Tg5 fa eccezione perché dà a lungo la parola a Neri, Direttore di Save the Children che, finalmente, dice cose di buon senso, riuscendo ad inquadrare nella sua complessità il nodo adolescenti-web.

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei TG di lunedì 14 aprile 2014 Tg1 - ore 13:30 3.855.000, 22,88% ore 20:00 5.505.000, 23,20%. Tg2 - ore 13:00 2.524.000, 16,78% ore 20:30 1.950.000, 7,41%. Tg3 - ore 14:30 1.860.000, 12,02% ore 19:00 1.732.000, 10,95%. Tg5 - ore 13:00 3.131.000, 20,47% ore 20:00 4.866.000, 20,43%. Studio Aperto - ore 12:25 1.783.000, 15,11% ore 18:30 813.000, 6,67%. Tg4 - ore 11.30 458.000, 7,85% ore 18:55 722.000, 4,57%. Tg La7 - ore 13:30 689.000, 3,98% ore 20:00 1.733.000, 7,15%.

Fonte:www.tvblog.it

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La guerra dei 20 anni e quella dei 10 anni

9 Aprile 2014, 20:58pm

Pubblicato da albertobaldazzi

download-1I Tg di mercoledì 9 aprile - Per Mediaset siamo ai tempi supplementari della “guerra dei vent’anni”: l’apertura delle tre testate è dedicata, con enfasi e partecipazione emotiva, all’ulteriore vulnus che “la sinistra ed il suo braccio giudiziario” stanno per infliggere all’ex Cavaliere decaduto. Se non si trattasse di Tg di proprietà del medesimo, questo coro monocorde di redattori e conduttori di Cologno Monzese farebbe pensare ad un Paese totalitario che infligge condanne per reati inventati ai cittadini che si battono per la libertà. Dato che così non è, dobbiamo ritenere che pecunia non olet e che, inoltre, di aria di giornalismo non sono certo popolate alcune redazioni e direzioni. Anche le altre testate, come è giusto, si occupano della vigilia delle decisioni del Tribunale di sorveglianza di Milano sull’affidamento o meno ai servizi sociali di Berlusconi che, per altro, dalle odierne dichiarazioni tutto sembra meno che penitente.

Se la immaginifica guerra dei vent’anni sta per vivere un’ulteriore battaglia, quella dei dieci anni (così definita nel servizio del Tg3), necessari per demolire la Legge 40 sulla procreazione assistita, sembra essere giunta al termine. La sentenza della Corte Suprema che cancella, perché incostituzionale, il divieto dell’eterologa, è apertura per Tg3 e TgLa7 e rappresenta una delle rare buone notizie per gli italiani. Presente anche sulle altre testate, Tg2 vi dedica l’approfondimento; Tg 1 e Tg 3 riportano storie di vita vissuta di coppie sterili costrette a girovagare per l’Europa in cerca di sistemi sanitari meno masochistici e ingiusti.

Un’altra buona notizia per molti italiani, quella degli 80 euro netti in più in busta paga, ritorna nei servizi che illustrano a bocce ferme il Def presentato ieri dal Governo. Per TgLa 7 la luce sembra essere accesa, ma non mancano zone d’ombra. Intervengono da Mentana Giannini di Repubblica e Forquet del Sole 24 ore e, checchè se ne dica , il “partito di Repubblica” risulta essere quello meno tenero con Renzi. Le opposizioni hanno buona visibilità su tutte le testate, con Brunetta che sembra inferocito, mentre anche Migliore di Sel non le manda a dire. Fassina non appartiene all’opposizione, ma le sue critiche alla politica economica del governo sì. Il fascicolo quotidiano dedicato a Grillo presenta oggi “il dissidente del giorno”, ovvero il deputato grillino Rizzotto che con ogni probabilità sta per essere accompagnato alla porta, insieme al sindaco di Parma Pizzarotti: nei titoli per TgLa7, ma nei servizi per tutti gli altri. La scelta delle donne capolista per le europee da parte del Pd è nei titoli per Tg1, Tg3, Tg5 e TgLa7.

L’allarme sbarchi dei migranti dal nord Africa impegna Alfano e Salvini in un duello a distanza ripreso nei titoli solo su Tgla7, ma nei servizi compare anche su Tg1, Tg5 e Tg3.

La condanna all’ergastolo per il chirurgo della clinica Santa Rita di Milano, colpevole di aver ucciso quattro pazienti e menomato un’altra settantina con solo obbiettivo di fatturare interventi inutili al sistema sanitario nazionale, è oggetto di titoli e servizi sulle maggiori testate e ci fa dubitare dell’asserto russoviano secondo cui l’uomo nasce buono e la società lo rende cattivo: non per tutti deve essere così.

Da Tg3 segnaliamo un servizio sulla multinazionale Nestlé che intenderebbe far diventare stagionali i dipendenti della storica Perugina.

Vinitaly, anche per l’odierna presenza di Renzi, continua ad esser molto citata e ripresa; Tg3 stasera si occupa anche del Salone milanese del Mobile, dove scopriamo che il Paese ha, sì, tante pezze al sedere, ma che anche nell’arredamento è forte in quanto ad esportazioni.

La polveriera ucraina è alta sul Tg3, ma ripresa anche da Tg 1 e TgLa7, mentre Tg4 ci accarezza “informandoci” che il principino George starebbe oramai scalzando la coppia genitoriale William e Kate dal primato dell’attenzione dei media.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di martedì 08 aprile 2014 Tg1 - ore 13:30 3.960.000, 23,93% ore 20:00 5.299.000, 22,45%. Tg2 - ore 13:00 2.723.000, 18,03% ore 20:30 2.200.000, 8,39%. Tg3 - ore 14:30 1.821.000, 12,12% ore 19:00 1.833.000, 11,73%. Tg5 - ore 13:00 3.002.000, 19,64% ore 20:00 4.838.000, 20,40%. Studio Aperto - ore 12:25 1.959.000, 16,30% ore 18:30 735.000, 6,19%. Tg4 - ore 11.30 394.000, 7,01% ore 18:55 726.000, 4,68%. Tg La7 - ore 13:30 712.000, 4,30% ore 20:00 1.616.000, 6,72%.

Fonte:www.tvblog.it

La guerra dei 20 anni e quella dei 10 anni

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Le Province dell’Impero

25 Marzo 2014, 22:16pm

Pubblicato da albertobaldazzi

empireromain_1stajcI Tg di martedì 25 marzo - Il governo che rischia di andare sotto sull’emendamento Cinque Stelle che avrebbe sancito l’incostituzionalità del disegno di legge sulle Province, è nei titoli per tutte le testate. Quelle Mediaset sembrano giocare come il gatto con il topo, “graffiando” il Premier picconato lungo il percorso delle riforme istituzionali. Anche Mentana segnala in apertura che il baratro è stato evitato di poco, il che ha permesso a Renzi di tweettare sui “tremila politici” non più pagati con i soldi dei cittadini. Segnalando che l’abrogazione delle province potrà avvenire solo per legge di riforma costituzionale e che il provvedimento tampone a firma Del Rio potrebbe trovare ulteriori ostacoli nelle prossime votazioni, avremmo gradito su qualche Tg una piana spiegazione di quanto sta avvenendo, uno di quegli editoriali che inflazionano le edizioni per illustrare l’augusto pensiero di direttori ed aulici commentatori. Nisba. Qualcuno avrebbe potuto spiegare che l’opposizione al Senato all’abrogazione delle Province è un Circo Barnum che mette insieme Forza Italia, Cinque Stelle, le altre opposizioni, i senatori assenti, i numerosi “a titolo personale”; una miscela implosiva legata dalla comune volontà di mantenere paludi e privilegi. Le Province, infatti, da tutti o quasi bistrattate, sono in realtà un tassello importante del Sistema Imperiale e la loro abolizione rischia di suonare come la prima campana a morto per chi vuole mantenere lo Stato così com’è.

Negli ultimi giorni tra le prime trasferte renziane, gli avvenimenti in Ucraina e le elezioni francesi, i nostri Tg hanno assunto un respiro un po’ meno provinciale. Questa sera le dure posizioni di Obama contro la Russia sono apertura per i Tg Rai, mentre il defensor causae dell’amico Putin campeggia in apertura su Studio Aperto; la spiegazione è semplice, visto che si tratta dell’immarcescibile Silvio Berlusconi, che critica Obama e gli altri paesi occidentali per l’esclusione di Putin dal G8; posizione eccentrica, ripresa nei titoli da quasi tutti.

Berlusconi che, certo, non pecca di falsa modestia, ribadisce che “magico” è solo lui, e non il cerchio che lo assiste (nei titoli per Mediaset e nei servizi per gli altri). Le convulsioni dentro Forza Italia sono negate da Cologno Monzese, che illustra il verbo di Giovanni Toti, mentre per gli altri compaiono attraverso le dichiarazioni di Scajola (Tg1) e Rotondi (Tg3). Il braccio di ferro tra vecchia e nuova guardia illanguidisce nei Tg mentre in giornata è stato esplicitato addirittura da Libero.

Bonus o detrazioni fiscali: il governo nega che si stia valutando l’alternativa, ma i Tg continuano a dire che non si sa come andrà a finire per i famosi 80 euro in più in busta paga (titolo per TgLa7 e ampio servizio per Tg5). I possibili prepensionamenti degli statali accennati dalla Ministra Madia per immettere sangue nuovo nella pubblica amministrazione sono nei titoli per i Tg Rai e Tgla7.

Dolce e Gabbana (poverini!) sono dei “creativi” e, quindi, non imputabili per reati di natura fiscale perché non hanno la testa per occuparsene: questa la motivazione della richiesta di assoluzione pronunciata da Pg dell’Appello a Milano contro i due arcinoti stilisti: nei titoli per Tg3 ed ampio servizio per Tg2, entrambi scettici sulle motivazioni addotte.

Concludiamo con la segnalazione di un agghiacciante video, trasmesso meritoriamente da Tg4, che riprende un’attrice che cade esanime davanti a molti concittadini in Piazza del Duomo, con il risultato che nessuno se ne occupa per 10 lunghissimi minuti: una Milano da bere! Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei TG di lunedì 23 marzo 2014

Tg1 - ore 13:30 3,959.000, 21.72% ore 20:00 6.143.000, 23.03%. Tg2 - ore 13:00 2.898.000, 17.09% ore 20:30 1.880.000, 6.55%. Tg3 - ore 14:30 1.966.000, 11.90% ore 19:00 2.113.000, 10.80%. Tg5 - ore 13:00 3.236.000, 18.89% ore 20:00 5.513.000, 20.60%. Studio Aperto - ore 12:25 2.247.000, 16.12% ore 18:30 1.004.000, 6.34%. Tg4 - ore 11.30 456.000, 5.81% ore 18:55 815.000, 4.19%. Tg La7 - ore 13:30 902.000, 4.94% ore 20:00 1.686.000, 6.28%.

Fonte:www.tvblog.it

Le Province dell’Impero

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