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Albertobaldazzi

Post con #osservatorio tg

I Tg dal 13 al 17 novembre

18 Novembre 2017, 15:48pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 199; cronaca 21% (41 titoli), sport (e varie) 18% (36 titoli), politica 18% (36), esteri 14% (27), interni 12% (23), cultura e società 11% (21) ed economia al 7% (14).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 199; cronaca 21% (41 titoli), sport (e varie) 18% (36 titoli), politica 18% (36), esteri 14% (27), interni 12% (23), cultura e società 11% (21) ed economia al 7% (14).

18 novembre – La settimana dell’informazione appena trascorsa è stata segnata da diversi eventi che, giorno per giorno, ne hanno alternativamente polarizzato le edizioni. Persino il grande scontento per la mancata qualifica della nazionale di calcio ai mondiali di Russia 2018 (oggetto di 18 titoli in 4 giorni), con il successivo scontro per le dimissioni dei “responsabili” (il Ct della nazionale Ventura, esonerato mercoledì, ed il presidente di Federcalcio Tavecchio, rimasto al suo posto), è risultato tutto sommato “contenuto” nelle edizioni di martedì 14 e mercoledì 15, con aperture solo per 5 testate. Paradossalmente già Tg5 esortava giovedì 16 all’ “elaborazione del lutto”, rammentando criticamente al suo pubblico le tante più pressanti problematiche e difficoltà in cui si trova il Paese, ed a cui andrebbero maggiori attenzioni. Ciò in contrasto con le precedenti edizioni, che avevano visto proprio le testate Mediaset minori, assieme al Tg2, compiangere massivamente la mancata qualifica della nazionale ai mondiali. 

A tenere banco nella altre serate sono invece state:

lunedì 13 la direzione del Pd con l’invito di Renzi alle larghe alleanze (7 titoli, di cui le aperture di Tg3 e dei Tg delle 20), le cui manovre (in uno stato definito da Mentana “di frenesia”) sono poi state seguite nel corso della settimana, con Fassino attivo nel ruolo di ambasciatore presente fin dai titoli dei Tg di mercoledì e giovedì. Come anche la scorsa settimana le mosse in casa Pd sembrano interessare più le testate Mediaset che quelle Rai, con Tg5 che chiama a commentare l’esito della direzione  tre editorialisti: Maria Teresa Meli del Corriere, Fabio Martini de La Stampa e Marco Conti del Messaggero, le cui previsioni non possono dirsi certo “favorevoli” al leader Pd; la giornata è altresì segnata dal catastrofico terremoto sul confine tra Iran ed Iraq, il cui bilancio finale si attesterebbe ad almeno 540 morti e decine di migliaia di feriti, ma già dalle edizioni di martedì l’attenzione alla catastrofe è andata ad eclissarsi.

Mercoledì 15 a caratterizzare la serata sono stati, per una volta, i buoni dati sulla crescita che hanno consentito a Gentiloni di ribadire a Bruxelles i successi dell’Italia dopo l’arrivo dell’ennesima richiesta per un chiarimento sui conti (aperture dei Tg delle 20).

Le edizioni di giovedì 16 sono state profondamente toccate dal pronunciamento di Papa Francesco che, muovendo criticità verso le varie forme di accanimento terapeutico, ha riportato in prima pagina la tematica del fine vita (aperture per Studio Aperto, Tg5 ed i Tg Rai). La testata di Clemente Mimun vi ha dedicato un titolo anche venerdì, a cui è  seguito un confronto con monsignor Paglia. Parole, quelle di Francesco, di semplice buon senso, e – osserva Mentana – che certo avranno il loro effetto su quella legge sul fine vita bloccata di diversi mesi al Senato.

La serata di venerdì 17 è stata inevitabilmente dominata dalla morte del capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, che su alcune testate ha assorbito anche un terzo delle edizioni. Tutti i Tg hanno prodotto coperture dignitose, con quelli Mediaset che hanno abbondato nelle immagini di repertorio sulle stragi ordite dal boss quando era latitante, mentre quelli Rai si sono maggiormente concentrati sull’impatto che la sua figura ha lasciato sia sull’organizzazione criminale siciliana che sullo stesso “immaginario collettivo”  (servizio di Tg2). Buoni gli approfondimenti dei Tg delle 20, che propongono ciascuno un interlocutore: il procuratore Francesco Lo Voi sul Tg1, il generale dei Carabinieri Mario Mori sul Tg5 ed il presidente del Senato, ex magistrato antimafia, Pietro Grasso su Tg La7.

Tornando agli altri fatti della settimana, c’è però stata una figura che, a vari livelli, è riuscita ad imprimere la sua presenza su di una larga parte dell’informazione televisiva nazionale: si tratta ancora una volta di Silvio Berlusconi, presente in ben 15 titoli, grazie prima ad una lettera al Messaggero (di mercoledì) in cui esortava la Corte Europea di Bruxelles a “esprimersi” sulla sua eleggibilità, e poi alla sua presenza a Porta a Porta di giovedì sera, ripresa immancabilmente dai Tg Mediaset del giorno dopo. A contribuire alla visibilità dell’ex Cavaliere anche l’evoluzione della vicenda giudiziria del suo divorzio con Veronica Lario (ripresa nei titoli di giovedì). Da segnalare inoltre come, questa settimana, anche Di Maio abbia goduto di una qualche presenza sia nei titoli (Tg La7 e Tg1) che con la sua voce viva  ripresa in diverse servizi. 

Aprendo una breve parentesi gli esteri, che da alcune settimane hanno smesso di contendere il podio alla politica e alla cronaca, tornano ad occupare una nicchia loro più tradizionale all’interno di un pannel comunicazionale già profondamente segnato dal clima pre-elettorale. Non è un caso che i video shock della Cnn diffusi martedì sulla condizione degli immigrati nei campi in Libia, dove alcuni di loro vengono letteralmente messi all’asta e venduti in schiavitù, abbiano avuto visibilità solo su Tg3 ed i Tg delle 20, che a parte Mentana non hanno avanzato riflessioni critiche. Segnaliamo tra le coperture più interessati La7 che, giovedì 16, è stata la sola testata a seguire fin dai titoli l’inimmaginabile apertura di Israele all’Arabia Saudita in logica di contrasto all’Iran. Il colpo di stato in Zimbabwe di mercoledì è stato seguito dai Tg delle 20 e nei titoli di Tg La7 e Tg1. Tg5 ha inoltre riaperto una finestra sul tracollo per debiti del Venezuela, cui ha dedicato un ampio servizio.

Per la cronaca, l’attenzione agli scandali sessuali prosegue su due binari: casi italiani e quelli riferiti allo star system americano, nei servizi di tutte le testate, mantenendosi nei titoli dei Tg Mediaset minori. Su temi analoghi si è inoltre sviluppata l’attenzione del Tg2 che ha in 3 edizioni ha  seguito lo sviluppo del G7 di Taormina sulle pari opportunità e contro la violenza di genere. Di questi temi si è occupato anche il Tg3 di venerdì, proponendo un servizio sul nuovo numero verde di Palazzo Chigi per denunciare gli abusi, e che nel corso dell’anno ha risposto a oltre 26 mila richieste d’aiuto. 

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo infine:

- il titolo di Tg La7 di lunedì dedicato a un giocatore di calcio della 65 Futa, che dopo aver segnato un goal ha compiuto il saluto romano, scoprendo una maglietta nella Repubblica Sociale davanti al pubblico della cittadina di Marzabotto, luogo della strage compiuta dalle truppe naziste nel 44. Immancabile l’acre commento del direttore Mentana, che ha parlato di “imbecillità e dell’ignoranza delle manifestazioni neofasciste”.

- l’inchiesta del Tg2 in viaggio sui treni pendolari dalla Lombardia alla Campania, tra disagi e ritardi. Oggetto dell’apertura di mercoledì 15.

-  l’attenzione del Tg3, all’eccidio di migliaia di persone di etnia rohingya  in atto in questi mesi da parte del regime del Myanmar. La testata di Rai 3 ha dedicato da mercoledì a venerdì un titolo ed altrettanti servizi ai resoconti delle brutalità di queste persecuzioni.
- Il ritorno di una vecchia conoscenza tra i servizi dell’edizione di venerdì del Tg4: quella tipica “tivù dell’apprensione” che talune volte si presenta in fase pre-elettorale, e che vede edizioni ricche di servizi che enfatizzano sulla “crescita dell’insicurezza”, mettendo in mezzo anche le proteste dei migranti ospitati della scadente ex caserma veneta di Conetta. 

- Il trionfo con cui, sempre su Tg4ma anche sulle altre testate Mediaset, è stata accolta la  

vittoria di Nonna Peppina (3 titoli), la 95enne terremotata di San Martino divenuta grazie all’interessamento di queste reti il simbolo dei terremotati italiani senza dimora, e che grazie ad un emendamento quasi “ad personam” nella recentissimo decreto fiscale è potuta tornare nella sua vecchia abitazione.

Luca Baldazzi

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I Tg della seconda settimana (6-10) di novembre

11 Novembre 2017, 15:58pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 193; politica 31% (59 titoli), cronaca al 26% (50), esteri al 14% (27), varie all’12% (23), interni al 10% (20), cultura al 4% (8) ed economia al 3% (6).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 193; politica 31% (59 titoli), cronaca al 26% (50), esteri al 14% (27), varie all’12% (23), interni al 10% (20), cultura al 4% (8) ed economia al 3% (6).

11 novembre – La settimana dell’informazione televisiva è stata inevitabilmente dominata dalla politica (59 titoli), con la vittoria di Musumeci in Sicilia che ha occupato le edizioni di lunedì (apertura per tutti), mentre gli esiti del voto hanno continuato a monopolizzare le scalette sino a mercoledì. Ma più che la riflessione sul voto, che vede la coalizione decentro-destra vincente, mentre M5S spicca come la singola forza politica più votata, a tenere banco tra le giornate di martedì e venerdì sono state la debacle del Pd, principale sconfitto di queste elezioni: 10 i titoli, tra cui le aperture di tutti i Tg di martedì. A queste attenzioni, rinforzate venerdì dallo scontro Renzi- Grasso (negato dal leader Pd in apertura del Tg1), le testate Mediaset hanno inevitabilmente affiancato il tripudio di un Berlusconi vincitore e onnipresente, le cui dichiarazioni, rilanciate in seconda battuta giovedì (titolo per Tg4 e Tg5) sono state in primo luogo rivolte a delegittimare ulteriormente il Pd sconfitto, proiettandosi al voto delle amministrative ed identificando in M5S l’avversario da cui “tutelare” il Paese.

Nel calderone elettorale si perde, inevitabilmente, lo scontro Consob – Bankitalia, presente nei titoli di giovedì. Spazio anche alle mosse di M5S, con Grillo che commenta con moderata insoddisfazione la mancata vittoria siciliana, mentre il candidato premier Di Maio si ritrae dal faccia a faccia con Renzi, da lui stesso richiesto, previsto per martedì sera su La7, ottenendo biasimo generale, soprattutto da parte del conduttore del Tg Enrico Mentana. Sempre Tg La7 è stata la sola testata che fin dalla scorsa settimana aveva illuminato nei titoli le elezioni nel municipio romano di Ostia, che vedono M5S e Centrodestra al ballottaggio con una pronunciata crescita del partito di estrema Casapound, arrivato al 9% e quindi decisivo nel ballottaggio.

Ma forse più della politica, a lasciare il segno nelle scalette delle testate è stato un singolo atto di violenza, l’aggressione perpetrata ai danni del giornalista Daniele Piervincenzo davanti alle telecamere della trasmissione Nemo di Rai 2 da parte di Roberto Spada, fratello incensurato di un noto esponente mafioso di Ostia, che intervistato proprio sugli appoggi dati in precedenza a Casapound ha aggredito, prima a testate e poi a mazzate, il giornalista Rai. Questo attacco ad un operatore del Servizio pubblico ha suscitato l’indignazione e la condanna di tutto il mondo politico e della comunicazione, raccogliendo da mercoledì a venerdì 18 titoli, tra cui le aperture dei Tg Rai di mercoledì e quelle di Studio Aperto, Tg3, Tg La7 e Tg2 di giovedì, incentrate queste ultime sull’arresto dell’esponente del clan Spada. Un’attenzione mediatica forte che ha inquadrato le diverse problematiche di un municipio romano, da sé la 13° città italiana, in cui non si può accettare esistano “zone franche” per l’illegalità. A latere di questo, molto spazio (e le rimanenti aperture di mercoledì) è andato all’arresto per associazione a delinquere e frode fiscale del neo deputato siciliano Cateno De Luca, a due giorni dalla sua elezione, che ha nuovamente risollevato il dibattito politico sui molti “impresentabili” candidati in questa tornata elettorale.

Per la cronaca, altra grande protagonista della settimana (50 titoli), si segnala un’attenzione diffusa ad episodi di abusi e di violenza sessuale nei confronti donne, a cui solo venerdì sono andati 4 titoli. Tra questi casi, spicca senz’altro l’episodio di giovedì, che ha visto una giovane ragazza bolognese raccontare su Facebook di essere stata violentata da un maghebbino dopo essersi ubriacata con lui, che ha ricevuto trai tanti commenti di sostegno un giudizio spietato e molto critico da parte di un parroco locale (apertura Tg4, titoli per i Mediaset). Parallelamente Tg3 dedica un titolo al reato di stalking, che non potrà più essere estinto mediante semplice risarcimento economico alle vittime.

Per gli esteri, fermi alla terza posizione (27 titoli), la settimana è stata marcata dal viaggio di Trump in Asia, che nell’anniversario della sua elezioni (buono il servizio riepilogativo del Tg2) si è incontrato con leader cinese Xi Jinping, con cui ha discusso soprattutto della situazione con la Corea del Nord. Grande attenzione venerdì alla “data” fissata per la Brexit da Teresa May: “il 29 marzo 2019, alle ore 23.00 locali, la Gran Bretagna uscirà ufficialmente dall’Europa” (4 titoli). Le fortissime tensioni tra Iran ed Arabia Saudita sul Libano, che in questi giorni hanno visto attivarsi anche Macron, risultano invece appena presenti nelle serate dell’informazione se non fosse per Mentana, che dedica sia giovedì che venerdì un titolo a questo teso braccio di ferro, che vedrebbe pronta una escalation militare (notizia ripresa anche nei servizi di Tg3 e Tg5 di venerdì).

Per gli interni il nuovo piano energetico per il Paese presentato giovedì dal premier Gentiloni figura soltanto nelle scalette di giovedì.

In conclusione, segnaliamo:
l’attenzione frequente dedicata dalle testate Mediaset ai ritardi nelle consegne delle case ai terremotati del Centro Italia, una condizione resa peggiore dall’arrivo del freddo, con Tg5 che dedica venerdì un titolo e la sua copertina a “Nonna Peppina”; l’anziana, 95enne, costretta a vivere in un container perché la sua casa risulta inagibile in quanto non a norma. Per il Direttore Mimum questo è un “simbolo di un’Italia che rischia di soffocare tra ritardi, burocrazie e, soprattutto, indifferenza”
il servizio del Tg4 sull’ospedale Cardarelli di Napoli, che a seguito dell’arresto del suo direttore generale per corruzione in un’inchiesta che ha toccato anche l’imprenditore Romeo (titoli per Tg1 e Tg5 di mercoledì), denuncia nuovamente lo stato di degrado della struttura.
il titolo del Tg3 di mercoledì, che segnala come l’indagine che ha portato alla scoperta in Calabria di decine di insegnanti di sostegno con falsi titoli di studio sarà riproposta sull’interno sistema scolastico nazionale.
i servizi di Tg3 e Tg5 (che vi dedica un titolo) di martedì alle divisioni tra i sindacati nell’ambito delle trattative per lo stabilimento Ilva di Genova.
l’attenzione ai naufragi nel canale di Sicilia, ripresa questa settimana solamente dai Tg delle 20 di venerdì, con la più ampia copertura da parte del Tg1.

Luca Baldazzi 

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I Tg della prima settimana di novembre (30 ottobre – 3 novembre)

4 Novembre 2017, 23:24pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 171; esteri 28% (48 titoli), cronaca al 22% (38), politica al 22% (37), interni all’15% (21), varie all’11% (18), economia al 4% (&) e cultura e società 1% (2). Il grafico non tiene conto delle titolazioni del giorno 1 novembre, che non sono state prese in considerazioni ad eccezioni delle aperture dei 7 Tg nazionali.

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 171; esteri 28% (48 titoli), cronaca al 22% (38), politica al 22% (37), interni all’15% (21), varie all’11% (18), economia al 4% (&) e cultura e società 1% (2). Il grafico non tiene conto delle titolazioni del giorno 1 novembre, che non sono state prese in considerazioni ad eccezioni delle aperture dei 7 Tg nazionali.

4 novembre – La settimana dell’informazione appena trascorsa è stata segnata da un pronunciato ritorno degli esteri, che con 48 titoli di cui 14 aperture occupano più di un quarto dello spazio sulle scalette. Gli sviluppi della crisi catalana, con la “fuga” di Puigdemont in Belgio di lunedì, a cui è seguito venerdì l’ordine di cattura internazionale per l’ex presidente catalano, ha raccolto 20 titoli, di cui le sopraccitate aperture nelle giornate da lunedì a giovedì. Al di là della cronaca di questi scambi, sono pochi i giudizi avanzati nei servizi, con l’informazione serale che resta in attesa per non incorrere in false previsioni. Da segnalare un servizio del Tg3 di martedì che cerca di raccogliere le opinioni dei cittadini catalani sugli ultimi sviluppi.

Il nuovo massacro a New York, dove un 29enne uzbeko ha investito 8 persone sul tratto della pista ciclabile vicino alla Freedom Tower, immancabilmente totalizza le aperture di mercoledì (titolo unico per Studio Aperto), ottenendo nel corso della settimana 12 titoli. A fronte di questi eventi, gli altri fatti d’oltremare (i reflussi del Russiagate di lunedì ed il timore di una fuga radioattiva in Corea del Nord a seguito del crollo di un tunnel in cui sarebbero morte 200 persone) risultano trattati brevemente (5 e 4 titoli ciascuno), per non essere ripresi nelle successive edizioni se non per brevi cenni.

Tornata al secondo posto questa settimana, la politica non resta al chiodo con 37 titoli di cui 9 aperture concentrate nelle giornate di giovedì e venerdì. A tenere banco le imminenti elezioni in Sicilia, accompagnate dal consueto esacerbarsi delle polemiche a discapito dei programmi degli schieramenti, col solo Tg La7 che ci presenta uno per uno i programmi dei candidati nel corso di più edizioni. Va segnalato come, per questa tornata, i Cinque Stelle abbiamo figurato il più delle volte perché “chiamato in causa” dalle altre forze politiche, e quindi inevitabilmente sotto una luce negativa. A contribuire a questa lettura hanno certo pesato le recenti dichiarazioni di martedì di Angelo Parisi, assessore designato per il candidato Cancellieri, che ha sostanzialmente minacciato di morte il capogruppo Pd Ettore Rosato. Va altresì segnalato come, in modo non diverso dalla scorsa settimana, Silvio Berlusconi ha “imposto” la sua presenza sulle scalette dei telegiornali, non solo in vista della campagna elettorale ma anche in rapporto all’anniversario di lunedì del terremoto nel Centro Italia, a cui sono andati 6 titoli di cui l’apertura del Tg5. Tra la lettera a Gentiloni lunedì, gli appelli di mercoledì, l’intervista al Maurizio Costanzo Show (Canale 5) di giovedì ed all’intervista di venerdì sugli esiti della “Cena dell’Arancino”, il leder di Forza Italia è figurato da protagonista in più di una decina di titoli.

Altro tema della settimana, benché circoscritto alla giornata di giovedì (3 titoli) è stato il passaggio della legge sulle intercettazioni, con l’ammiraglia Rai che ci rammenta quanto questa tematica sia pesata sulle passate legislature, e resti importante nel presente.

Tra la politica e l’economia s’inserisce l’intervento del neo – ri – confermato Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che nel corso della sua prima uscita pubblica di martedì ha affermato come il suo istituto abbia sempre vigilato in modo “fermo e intenso”. Tra le testate, Mentana è il solo a osservare dopo il servizio come negli interventi di Visco sia stata assente una qualunque spunta di autocritica, cosa che il conduttore di Tg La7 avrebbe trovato opportuna.

Segnaliamo infine, tra le varie ed eventuali:

– Un servizio del Tg5 di venerdì, che dopo aver trattato di un giro di prostituzione di donne africane smartellato nel ragusano torna nell’ultima parte a parlare – unica testata questa settimana – del fenomeno migratorio, offrendo un riepilogo degli ultimi arrivi ed i numeri delle più recenti stragi.

– L’attenzione mostrata giovedì dal Tg3 alla questione dei Curdi in Siria, il cui giudizio sui più recenti eventi viene lasciato al giornalista Paolo Mieli del Corriere, secondo cui “I curdi sono stati usati finche servivano e poi abbandonati al loro destino”. Sempre Tg3 ha dedicato un titolo al funerale della blogger maltese Dafne Caruana Galizia (nei servizi per Tg5 e Tg2), facendo riflettere il suo pubblico sulle similitudini tra la figura dell’ideatrice dei malta files e quella del giudice Falcone.

– Le riflessioni di Mentana che, a latere di un fatto di cronaca, l’adescamento di cui sono state vittime in maggio due 14enni romane ad opera di due ventenni conosciuti in chat e di cui (titoli per 5 testate), torna con rinnovata verbe polemica sullo scandalo delle molestie sessuali, che partito dallo star sistem hollywoodiano è dilagato sino ad arrivare a toccare i vertice del governo May (titoli nei Tg di lunedì e martedì). Per il conduttore di Tg La7 “E’ finita un’era, e se resta il rischio che alcune di queste pratiche possano passare inosservate, quelle che verranno rese note non resteranno semplici “racconti” interni al sistema, ma “fatti” che con cui il sistema dovrà fare i conti”.

Luca Baldazzi

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Analisi della quarta settimana (23-27) di ottobre

29 Ottobre 2017, 00:12am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 198; politica 31% (61 titoli), cronaca al 22% (43), cultura e società 14% (28), esteri 14% (27), varie al 9% (18), interni all’8% (15) ed economia al 3% (6).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 198; politica 31% (61 titoli), cronaca al 22% (43), cultura e società 14% (28), esteri 14% (27), varie al 9% (18), interni all’8% (15) ed economia al 3% (6).

28 ottobre - Politica, politica ed ancora politica nelle edizioni dei Tg, che con 61 titoli assorbe il 31% delle scalette. A tener banco, come la scorsa settimana, sono l’iter del Rosatellum al Senato e le conseguenti tensioni dentro e fuori l’aula (25 titoli, tra cui le aperture di 3, 6 e 3 testate nelle giornate martedì, mercoledì e giovedì). Dopo lunga attesa la politica si è dotata di una legge elettorale, necessaria quanto fortemente osteggiata. Le voce discordi al provvedimento hanno, per molti aspetti, hanno potuto apprezzare un’attenzione pari se non superiore alla legge elettorale in sè, con i Tg Mediaset che hanno rimarcato non tanto le proteste delle opposizioni (Mdp, M5S e Sinistra), con senatori Cinque Stelle che sono arrivati a bendarsi prima in Aula poi in piazza con Beppe Grillo, ma soprattutto quella di esponenti contrari interni al Pd. Così tutte le testate riprendono mercoledì le dichiarazioni del presidente emerito Napolitano, a cui la legge non piace ma la vota comunque, e poi l’uscita del Presidente del Senato Grasso dalla maggioranza a seguito dell’ultimo voto di fiducia (data in diretta dai Tg2 delle 20 di giovedì) e le successive motivazioni addotte venerdì (titolo per tutti). L’impressione che se ne ricava è come proprio quei partiti che hanno maggiormente beneficiato di questa legge (Lega, Alternativa Popolare e Forza Italia) non si siano voluti esporre sul “successo” del Rosatellum, lasciando al Pd gli onori, come gli oneri del caso.

Il grande successo dei referendum consultivi per l’autonomia delle Regioni Lombardia e Veneto esonda nelle edizioni di lunedì (11 titoli, e 6 delle aperture di lunedì), per scomparire dai servizi già dalla serata di mercoledì. A differenza che per la legge elettorale, Berlusconi riesce a “marcare” come proprio il successo di queste manifestazioni di democrazia diretta (presente fin dai titoli il suo commento sui Tg Mediaset di lunedì); la presenza dell’ex cavaliere si ripropone anche venerdì per lanciare il suo appello al voto all’elettorato siciliano in vista delle regionali del 5 novembre, per un totale di oltre 5 minuti complessivi sulle tre reti. A contendersi le scalette giovedì e venerdì c’è stata inoltre la rinomina e successiva riconferma di Visco a Governatore di Bankitalia, segnata dall’assenza “inattesa” dei ministri renziani (titoli per tutte testate di venerdì, salvo Tg4).

Se la cronaca si dimostra ai numeri seguire la politica, la settimana è stata tuttavia segnata da un tema che partendo dalla cronaca sviluppa una più complessa riflessione sui rigurgiti di antisemitismo presenti nella nostra società: stiamo parlando della diffusione di alcune centinaia di adesivi recanti l’immagine di Anna Frank con indosso una maglietta della Roma, affissi allo stadio di Roma da ultras laziali, una “provocazione” definita dal Capo dello Stato Mattarella “disumana ed allarmante” anche prima che altri eventi, nei giorni successivi, rendessero l’intera faccenda assai più squallida. I Tg ne trattato in 20 titoli diffusi da lunedì a venerdì (aperture per Tg1, Tg2, Studio Aperto e Tg La7 di martedì), proponendo interessanti approfondimenti che guardano anche alla sottocultura ultras. Gran merito va dato al Tg2, che dopo avervi dedicato l’apertura di lunedì ha offerto martedì al suo pubblico un’edizione in larga parte dedicata alla vicenda, sostituendo ai consueti titoli una lettura da una pagina del Diario di Anna Frank da parte di Pamela Villoresi. Anche il direttore/conduttore di Tg La7 Enrico Mentana, necessariamente chiamato in causa, ha trattato della vicenda andando oltre il fatto in sé con un titolo di mercoledì dedicato al tema della “post-verità”, indagato attraverso casi recenti in cui vi sono stati, a vari livelli, palesi rigurgiti “razzisti”.

Sempre in tema di società, lo scatto a 67 anni dell’età pensionabile dal 2019 dovuto ad un allungamento della speranza di vita registrato dall’Ocse ha suscitato un grande malcontento sia nel mondo politico che, soprattutto, tra la cittadinanza. Toccato nel pieno del suo core business, Tg4 dedica le aperture di martedì, mercoledì e giovedì alle varie “beffe” sulle pensioni, affrontando le varie questioni con il consueto antagonismo artefatto del “noi” (pensionati + Tg4) contro “loro” (il governo, ma anche lo Stato). Questa logica dell’indignazione e dello scontro è stata riproposta, sebbene edulcorata, in alcuni servizi Mediaset sulla condizione dei terremotati a quasi un anno dalla scossa del 30 ottobre 2016 (titolo per Tg5), mentre sulle testate Rai alla più che legittima frustrazione delle popolazioni per gli odiosi ritardi nella consegna delle strutture abitative si abbina, nella logica del bicchiere mezzo pieno, il sollievo di quanti una nuova dimora l’hanno, dopo molto tempo, ottenuta.

Dopo settimane di grande interesse, gli esteri risultavano definitivamente eclissati (27 titoli per il 14% dello spazio sulle scalette). La scena è cambiata venerdì con la crisi catalana, appena seguita nei giorni precedenti (10 titoli da lunedì a giovedì) eccetto che su Tg La7, tornata inevitabilmente a brillare con la dichiarazione di indipendenza della Catalogna che monopolizza le edizioni di venerdì, ottenendo le aperture di tutte le testate salvo Studio Aperto. Mentana riesce ancora a “stare sulla notizia” dando in diretta l’annuncio dello scioglimento del Presidente Rajoy dello scioglimento del parlamento catalano, mentre Tg2 si augura in conduzione che le parti coinvolte abbiano un “sussulto di ragionevolezza”. Sempre in tema di esteri, l’ennesimo intoppo verso l’estradizione di Cesare Battisti è stato oggetto di rinnovata attenzione delle testate, con Tg1, Tg3, Tg5 e Tg La7 di mercoledì che fin dai titoli raccolgono lo sfogo di Alberto Torreggiani, che smentisce le dichiarazioni rilasciate dal latitante ai media brasiliani, in cui rifiutava il ruolo di “mandante” nell’omicidio del gioielliere. Tg5 torna giovedì sul caso Battisti, denunciano nella sua copertina di giovedì le incapacità del Paese nel far sentire il suo peso politico a livello internazionale.

Per le varie ed eventuali, segnaliamo:

  • Un ritorno dei “migranti” sulle scalette, declinato su Studio Aperto e Tg4 secondo il vecchio abbinamento “immigrato-criminale” attraverso una corposa casistica (titoli e servizi) di stupri su minori e violenze sugli anziani in cui l’accento va più sull’angoscia delle vittime e sul clima di paura che sui fatti in sé. Parallelamente Tg3 ha dedicato un titolo alla piaga del caporalato con lo sfruttamento dei migranti nella raccolta delle olive a Campobello di Mazara, in Sicilia. Nel frattempo il paese sperimenta un nuovo flusso di sbarchi, questo proveniente dalla Tunisia, ma nessuna testata sembra indagarlo coscientemente.
  • La denuncia di Tg La7 che giovedì ha segnalato come, persa tra i gorghi del rosatellum, la legge sul biotestamento tanto voluta a seguito della morte in Svizzera di Dj Fabo si sia di fatto “arenata” con le dimissioni della sua relatrice, la senatrice Emilia De Biasi, a causa delle tensioni interne la commissione.
  • Il titolo dedicato dal Tg1 di lunedì 23 sul ricordo della battaglia di Caporetto, disfatta divenuta negli anni sinonimo di “sconfitta indecorosa” nonostante sia erroneo imputare tali responsabilità sul contingente italiano
  • L’inchiesta atipica del Tg2 sulla prostituzione in Italia, a cui è andato il secondo titolo mercoledì. Sempre la testata di Ida Colucci ha inoltre segnalato en passant nell’edizione di venerdì come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sia avvalso per la prima volta della facoltà di rinviare una legge alle camere: si è trattato di una legge di iniziativa parlamentare che riguarda misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di armi (munizioni come mine antiuomo), ed i cui si sono ravvisati profili di incostituzionalità per la marcata disparità di sanzioni, nella forma di una mancata reclusione per quei soggetti che rivestono ruoli “apicali e di controllo” (leggi “banchieri e politici”).

Luca Baldazzi

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I Tg della terza settimana d’ottobre (16-20 ottobre)

26 Ottobre 2017, 11:05am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

I Tg della terza settimana d’ottobre (16-20 ottobre)

21 ottobre – Edizioni segnate dalle consuete protagoniste: cronaca e politica, che insieme occupano il 51% delle titolazioni (100). L’impressione che si ricava negli ultimi giorni è che col passaggio della legge elettorale alla Camera, i Tg siano a tutti gli effetti entrati in campagna elettorale, vista l’esposizione che hanno avuto sulle testate i leader di Pd e Forza Italia, Renzi e Berlusconi, citati rispettivamente 20 e 18 volte nei soli titoli; spazio assai minore per gli altri partiti, con gli M5S che risultano all’appello principalmente per le indagini che hanno investito la sindaca di Torino Appendino (4 titoli nella giornata di martedì).

Nel dettaglio, le contestazioni bipartisan alla mozione del Pd nei confronti del governatore di Bankitalia Visco ottengono 27 titoli, e le aperture di metà delle edizioni (14) da martedì a venerdì. Si tratta di una mossa che, se da un lato è stata vissuta come un’arrogante ingerenza istituzionale su di un organo a cui va garantita piena autonomia, come ribadito dal Capo dello Stato, dall’altro, come segnalato da Tg La7, ha smussato uno degli argomenti più pungenti delle opposizioni contro la maggioranza, “colpevole” di aver tutelato troppo le banche i con i vari salvataggi (Montepaschi e Banca Etruria in primis). Ma se Renzi è stato per lo più chiamato a rispondere di una sua azione politica, contrastato sia dalle opposizioni che dal suo stesso partito, gli interventi di Berlusconi sono stati ripresi senza alcun contradditorio. Il leader forzista ha così “patrocinato” il referendum consultivo per l’autonomia regionale del Veneto e della Lombardia (8 titoli), rafforzando al contempo la propria immagine “europeista” attraverso i commenti sul “trionfo dei popolari” con la vittoria del 31enne Kurz in Austria di lunedì (5 titoli complessivi), e gli incontri di giovedì e venerdì con la Merkel al vertice di Bruxelles e con gli industriali a Capri.
Per gli esteri, il braccio di ferro tra la Catalogna e Madrid continua ad occupare le scalette (10 titoli) ma dopo tre settimane di furore risulta ormai “sotto tono” salvo che su Tg La7, che vi dedica un titolo a edizione e l’apertura di giovedì.

La caduta di Raqqa, ultima roccaforte del sedicente stato islamico, si rispecchia nelle edizioni di martedì, ma ha potuto contare aperture soltanto su Tg4 e Studio aperto, oltre a buoni servizi sui Tg Rai che, nelle giornate successive, hanno esplorato i droni la città devastata. Pe rimanere alla stessa area, soltanto Tg La7 si ricollega agli esiti di un altro referendum, quello per l’indipendenza curda, rifiutato dallo stato iraqueno e che, a differenza di quello catalano, potrebbe concludersi con un’assai più drammatica repressione militare.

Sempre Tg La7 affronta martedì con particolare interesse l’assassino della giornalista maltese Dafne Caruana Galizia, a cui sono andati nel complesso 4 titoli. Tg3 e Tg1 propongono nell’edizione di mercoledì un’intervista al premier maltese Muscat, a cui il figlio della giornalista uccisa addebita le più forti responsabilità in quanto vertice della piramide corruttiva che ha istigato l’omicidio. L’attenzione a questa vicenda si è inoltre tradotta nei giorni a seguire in buone coperture di cronaca sui “malta files”, vale a dire i diversi traffici illegali svelati dalla giornalista, tra cui un commercio di gasolio libico che ha coinvolto esponenti mafiosi (titolo per Tg1, servizi per Tg3 e Tg5) .

Per la cronaca, le scalette sono assorbite dall’attenzione alla vicenda dell’avvocato di Latina che ha sparato ad alcuni malviventi che stavano introducendosi nella casa del padre, uccidendone uno (5 titoli, apertura per Studio Aperto di lunedì), e che ha nuovamente ravvivato il dibattito sulla legittima difesa.

I dati Ocse diffusi mercoledì e che riflettono di un’Italia “Paese per vecchi” sono ripresi e commentati da tutte le testate (6 titoli). Occorre segnalare l’interessante campagna avviata da alcuni giorni dal Tg4, volta a sensibilizzare i pensionati italiani sui possibili contributi non riscossi, e di cui hanno potuto trarre beneficio molti cittadini.

I fenomeni meteorologici e climatici che hanno interessato l’Europa e la Penisola sono stati più volte ripresi. Le devastazioni dell’Uragano Ophelia hanno occupato la prima parte della settimana (8 titoli nelle edizioni di lunedì e martedì), seguite dalle preoccupazioni per la prolungata siccità e la cappa di smog nelle regioni del Nord Italia (9 titoli nei Tg di giovedì e venerdì). Segnaliamo le buone coperture del Tg2, che dedica l’apertura di martedì ad una riflessione sui cambiamenti climatici, e del Tg4, che ne ha trattato spesso nella seconda parte delle sue edizioni.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
- Le inchieste di questa settimana del Tg2, che martedì ha trattato in apertura i seri rischi causati dalle false revisioni, delle auto, che fanno sì che migliaia di veicoli potenzialmente pericolosi circolino sulle nostre strade. Sempre Tg2 ha affrontato nuovamente il problema dei foreign fighters kosovari, che nonostante la sconfitta del Daesh, ora uno “stato senza uno stato”, rimangono una minaccia ancora lontana dall’essere debellata. 
- Il titolo del Tg1 di venerdì sulla strage dell’etnia musulmana Rohingya in Myanmar, un vero e proprio genocidio da cui in 3 mesi sono fuggiti mezzo milione di persone, e che finora non era stato adeguatamente trattato dall’informazione mainstream.
– L’attenzione di Tg La7 allo scandalo sulle molestie nato dalle accuse al produttore Harvey Weinstein e sviluppatosi in un movimento internazionale sotto l’hashtag “Me Too”. Secondo Mentana, c’è infatti il rischio che, una volta che il sistema di Hollywood avrà finito col dissociarsi dalla condotta di Weinstein, queste pratiche possano continuare nel silenzio.
– Le buone coperture dei Tg di giovedì (titoli per Tg1 e Tg3) sull’arresto di una banda di 15 truffatori attivi nel nord Italia specializzati nelle truffe agli anziati, e sgominati proprio grazie all’attivismo di una loro potenziale vittima, che intuito l’inganno, ha teso a sua volta loro una trappola con l’aiuto della polizia.

Luca Baldazzi

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I Tg della settimana dal 9 al 13 ottobre

14 Ottobre 2017, 14:03pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 191; esteri 25% (48), politica al 23% (45), cronaca al 20% (38), interni al 13% (24), varie all’9% (17), cultura e società al 6% (12), ed economia al 4% (8 titoli).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 191; esteri 25% (48), politica al 23% (45), cronaca al 20% (38), interni al 13% (24), varie all’9% (17), cultura e società al 6% (12), ed economia al 4% (8 titoli).

14 ottobre - La “politica”, rimasta quasi in sordina la scorsa settimana, ritorna in questi giorni in auge col passaggio parlamentare del Rosatellum 2.0, che da solo ottiene 35 titoli (di cui 14 aperture tra le edizioni di martedì 10 e giovedì 12), occupando circa un quinto di tutte le edizioni. Superato lo scoglio del segreto alla Camera di giovedì, le testate Mediaset si proiettano già nello scenario del “voto anticipato” rilanciando il nuovo video appello di Berlusconi ai moderati (3 titoli), mentre quelle Rai rilanciano invece il decreto fiscale promosso dal ministro Padoan.

Passando agli esteri, che “ai numeri” primeggiando anche questa settimana occupando ¼ del totale delle titolazioni, il quadro si fa più frammentato. La crisi catalana, con il presidente Puigdemont che nella serata di lunedì ha “annunciato e sospeso” l’indipendenza della regione,  pur restando con i suoi 23 titoli (di cui 7 aperture) la seconda tematica della settimana, viene da giovedì ad eclissarsi sulle scalette, sostituita dalle mosse dell’amministrazione americana; segnaliamo in questo contesto un intervista del Tg2 di venerdì ad un giornalista spagnolo che denuncia come la forte politicizzazione della stampa spagnola abbia prodotto nei mesi recenti una grande quantità di fake news sui possibili sviluppi di una dichiarazione d’indipendenza della Catalogna, di fatto spianando la strada al successo del voto referendario. 

Restando agli esteri, la decisione congiunta da parte degli Usa e dello stato di Israele di uscire dal 2018 dall’Unesco (3 titoli giovedì), a cui è seguita la mossa unilaterale di Trump che intende rompere l’accordo con l’Iran sul nucleare, tra le critiche dell’Europa (5 titoli, tra cui le aperture di Tg3 e Tg1 di venerdì), reclama l’attenzione delle testate. A tenere i riflettori oltreoceano ha contribuito anche la prolungata incertezza sull’estradizione dell’ex terrorista Cesare Battisti (presente in 12 titoli), il cui ritorno in patria per scontare il suo ergastolo pare un giorno imminente e l’altro rimandato. Una vicenda “frustrante” anche per l’informazione di serata, con Tg5 che ha dato lunedì un editoriale del Direttore Chiocci de Il Tempo, per il quale l’Italia “Non sa farsi rispettare” dal Brasile. Sempre Tg5 ha chiosato le dichiarazioni di Battisti di giovedì come le “farneticazioni di un assassino”, con Tg La7 che lo descrive il giorno dopo come “strafottente fino all’ultimo”.

Per la cronaca, lo spazio è stato occupato dalle vari ed eventuali tra cui spicca l’evergreen di Avetrana con la conferma della sentenza d’ergastolo per Cosima e Sabrina Misseri. Attenzione diffusa al sequestro del sacerdote romano Maurizio Pallù in Nigeria, che ottiene l’apertura di Tg4 e titoli su Tg1 e Tg5. 

Altra novità della settimana l’attenzione alle notizie “d’interni”. Lo sciopero degli operai dell’Ilva con successivo intervento del ministro Calenda ha monopolizzato tutte le testate, raccogliendo lunedì le aperture dei Tg Rai e dei Mediaset minori, che hanno dato maggior enfasi alle manifestazioni genovesi (ed al commento del Presidente ligure Toti) rispetto a quelle tarantine. Buono l’approfondimento del Tg2 sulla storia ultracentennaria dell’Ilva, fondata nel 1905. Assai varie anche le coperture di venerdì sugli scioperi degli studenti a contrasta di un’alternanza scuola lavoro che sembra condannarli al precariato: 4 i titoli, di cui l’apertura di Studio Aperto; nella sua copertina il Tg5 simpatizza con le esigenze degli studenti, parlando di “cortei partecipati ed agguerriti” contro una “buona scuola” che rischia di equiparare lavoro a sfruttamento. Occorre segnalare come, nelle coperture delle proteste di venerdì, le manifestazioni in quattro città in favore di un’approvazione dello ius soli sono state essenzialmente ignorate.  

Tra i ritorni di fiamma, va segnalata una rinnovata attenzione al fenomeno migratorio, anche questo accentuato nelle giornate di lunedì e venerdì, con i titoli sul nuovo naufragio del Mediterraneo dovuto allo scontro di un barcone con una nave tunisina (3 titoli) e quelli sulla “nave dei bambini”, un’imbarcazione con a bordo 606 migranti attraccata al porto di Palermo questo venerdì e sulla quale viaggiavano 241 minori, di cui ben 178 non accompagnati (titolo per Tg1 ed apertura per il Tg5) ; da segnalare in questo contesto un buon servizio del Tg5, sempre di venerdì, sui molti “sbarchi fantasma”, ossia l’attività di quei trafficanti di uomini che, invece di lasciare alla deriva barconi stracarichi, trasportano piccoli gruppi su mezzi veloci e relativamente sicuri che spesso sfuggono al controllo della nostra marina.  

Tra i servizi più interessanti della settimana, segnaliamo infine:

  • L’attenzione dedicata dal Tg2 alle grandi opere incompiute, che scombinando l’impaginazione sono state oggetto di un corposo approfondimento che ha aperto l’edizione di giovedì.
  • Il servizio del Tg3 su di una rete di pedofili online sgominata in trentino che poteva avvalersi della complicità di un magistrato.
  • L’attenzione di Tg5 alla piaga delle morti sul lavoro, a cui ha dedicato il primo titolo di lunedì (titolo anche per Tg1, servizi per le testate Rai).
  • La copertina dedicata sempre dal Tg5 di lunedì al desiderio di un 15enne autistico che fa la terza media di venire riconosciuto ed accettato dai suoi compagni con le sue unicità. Oltre alla lettura di una lettera disegnata del ragazzo, la testata ha proposto nelle giornate di martedì e mercoledì interviste sia ai familiari del giovane che al dirigente scolastico.
  • L’omaggio a Dario Fo ad un anno dalla sua morte, a cui sia Tg2 che Tg3 hanno dedicato affettuosi servizi nelle giornate di giovedì e venerdì

 

Luca Baldazzi

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I Tg della prima settimana di ottobre (2-6 ottobre 2017)

8 Ottobre 2017, 16:39pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 200; esteri 36% (71), cronaca al 18% (36), cultura e società al 15% (30), politica al 14% (27), varie all’9% (19), interni al 5% (9), ed economia al 4% (7 titoli).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 200; esteri 36% (71), cronaca al 18% (36), cultura e società al 15% (30), politica al 14% (27), varie all’9% (19), interni al 5% (9), ed economia al 4% (7 titoli).

8 ottobre - Le notizie di esteri, che durante la scorsa settimana avevano conteso alla cronaca il primato sulle scalette di molte testate, in questa prima settimana di ottobre hanno dominato tutte le edizioni, raccogliendo più di un terzo del totale dei titoli (71 su 198) Alla crisi tra la Catalogna ed il governo spagnolo, alla cui evoluzione sono andate 8 aperture ed oltre 20 titoli, si è aggiunto il dramma della strage di Las Vegas, che nelle giornate di lunedì e martedì ha occupato ben 10 aperture. Entrambe gli eventi hanno ricevuto dettagliate coperture, sebbene prive del giudizio di opinionisti, salvo alcuni commenti alacri sull’immobilismo dell’amministrazione di Trump nell’operare misure di restrizione nel commercio delle armi da fuoco. Ad accendere l’attenzione alle vicende d’oltreoceano c’ha inoltre pensato, da mercoledì sera (titolo Tg La7), il tentativo d'espatrio dal Brasile del super latitante Cesare Battisti, a cui sono seguite notizie su concrete ipotesi per la sua estradizione, che Mentana prospetta come "forse più vicina"; sul tema Tg1 ha intervistato venerdì il ministro Orlando, mentre Tg5 ha raccolto giovedì un intervento di Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere Pierluigi ucciso nel '79.

Guardando alla cronaca, che con i suoi 30 titoli occupa 1/6 delle scalette, va segnalata l’attenzione di Tg3, Tg1 e Tg5 alle imponenti operazioni condotte questa settimana contro la criminalità organizzata, e che mercoledì hanno portato a 37 arresti a seguito di un’indagine triangolata tra l’Italia, la Germania e gli Usa. Tg5 ha inoltre dedicato martedì un titolo alla massiccia operazione di contrasto allo spaccio di droga condotta presso le vele di Scampia e che ha coinvolto oltre 700 agenti. Sempre l’ammiraglia Mediaset ha mosso nelle edizioni di giovedì e venerdì un’accesa critica alla decisione di una giudice di Torino di chiudere in udienza preliminare un processo per stalking attraverso una riparazione economica da 1.500 euro nei confronti di una 24 perseguitata per un mese . Si tratta di una proceduta resa ammissibile anche grazie alla recente legge sulla giustizia riparativa, ma che non ha tenuto conto della parte offesa, che aveva rifiutato l'offerta. Tg5 ha affronta la questione nella propria copertina di giovedì, riprendendo venerdì le critiche Mara Carfagna, che ha parlato di un odioso arretramento della legge, e l’intervento tardivo della maggioranza che attraverso un emendamento intende rimuovere lo stalking da quei reati condonabili attraverso un risarcimento. Le indagini per truffa e concussione che hanno raggiunto il sindaco di Riace, Domenico Lucano, rientrato nella lista dei 50 uomini più influenti del 2016 dalla rivista Fortune, hanno fanno anch’esse molto scalpore, ottenendo 3 titoli nelle edizioni di venerdì. 

Relegata al quarto posto per l’abbondanza di notizie di cultura e società (ben 30 sulle scalette) dovute ai molti titoli sui vincitori dei premi nobel, la politica ha rialzato la testa neelle ultime edizioni di giovedì e venerdì, con l’apertura pacificatrice di Renzi ad Mdp dopo lo strappo alla relazione del Def e le dimissioni del viceministro Bubbico. L’ex premier è risultato in un certo qual modo "sovraesposto" questa settimana, anche grazie all’intervista proposta “in esclusiva” dal Tg4 di mercoledì ma andata prima in onda su Studio Aperto e, dopo, sul Tg5. Da segnalare, sempre per il Tg5, l’intervento critico di Di Maio sugli emendamenti alla legge elettorale che danneggerebbero M5S nell’edizione di giovedì.

Tornando alla cultura, Tg4 si è distinto questo giovedì per un’apertura che ha affrontato criticamente le denunce del recente rapporto Ocse, secondo cui i giovani laureati italiano sarebbero non solo “poco preparati” rispetto ai pari europei, ma anche bistrattati perché messi da parte a vantaggio di personale meno competente. La notizia, lanciata per prima da Tg La7 nell’edizione di mercoledì, è stata ripresa anche da Tg3 e Tg1, con quest’ultimo che non ha mancato di segnalare il giudizio positivo dell’Ocse sul Jobs Act). Da segnalare anche la diffusa attenzione (5 titoli) agli interventi di Papa Francesco di giovedì (sulla dimensione dell’identità di genere) e venerdì (sui pericoli della pedofilia sul web). 

Tra i servizi più interessati della settimana, proponiamo:

La segnalazione del Tg4 di giovedì che ha titolato sull’apertura di una nuova “rotta tunisina” dalla quale sarebbero arrivati, nel corso di una sola settimana, quasi 3.000 migranti. Pur con i consueti toni allarmistici che contraddistinguono la narrazione del fenomeno migratorio da parte della testata di Mario Giordano, il Tg4 è stata la sola testata a trattare con occhio critico di questa evoluzione, ribattendo sul rischio di infiltrazioni terroristiche.  

L’evoluzione della situazione degli stabilimenti dell’Ilva di Taranto, ripresa sin dai titoli dal Tg3 di venerdì, con l’intenzione della nuova società proprietaria, la Am InvestCo Italy, di rilanciare gli impianti con “solo” 10 mila dipendenti, attuando circa 4.000 esuberi.

Il servizio del Tg5 che, riprendendo i risarcimenti che il Comune di Roma e l’Atac dovranno effettuare nei confronti di due giovani disabili a seguito delle denunce sulla disfunzione dei servizi mosse dall’Associazione Luca Coscioni, sviluppa una riflessione assai critica sulle barriere architettoniche che impediscono la fruizione dei mezzi del servizio pubblico ai disabili della Capitali. 

L'interessate e puntuale inchiesta sullo stato di salute delle infrastrutture della rete stradale proposta in apertura dal Tg2 di giovedì, che palesa un quadro assai malmesso dove collassano almeno 10 ponti l'anno e decine di migliaia richiedono manutenzione imminente.

Luca Baldazzi

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