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Albertobaldazzi

Post con #mediaset

I Tg dal 13 al 17 novembre

18 Novembre 2017, 15:48pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 199; cronaca 21% (41 titoli), sport (e varie) 18% (36 titoli), politica 18% (36), esteri 14% (27), interni 12% (23), cultura e società 11% (21) ed economia al 7% (14).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 199; cronaca 21% (41 titoli), sport (e varie) 18% (36 titoli), politica 18% (36), esteri 14% (27), interni 12% (23), cultura e società 11% (21) ed economia al 7% (14).

18 novembre – La settimana dell’informazione appena trascorsa è stata segnata da diversi eventi che, giorno per giorno, ne hanno alternativamente polarizzato le edizioni. Persino il grande scontento per la mancata qualifica della nazionale di calcio ai mondiali di Russia 2018 (oggetto di 18 titoli in 4 giorni), con il successivo scontro per le dimissioni dei “responsabili” (il Ct della nazionale Ventura, esonerato mercoledì, ed il presidente di Federcalcio Tavecchio, rimasto al suo posto), è risultato tutto sommato “contenuto” nelle edizioni di martedì 14 e mercoledì 15, con aperture solo per 5 testate. Paradossalmente già Tg5 esortava giovedì 16 all’ “elaborazione del lutto”, rammentando criticamente al suo pubblico le tante più pressanti problematiche e difficoltà in cui si trova il Paese, ed a cui andrebbero maggiori attenzioni. Ciò in contrasto con le precedenti edizioni, che avevano visto proprio le testate Mediaset minori, assieme al Tg2, compiangere massivamente la mancata qualifica della nazionale ai mondiali. 

A tenere banco nella altre serate sono invece state:

lunedì 13 la direzione del Pd con l’invito di Renzi alle larghe alleanze (7 titoli, di cui le aperture di Tg3 e dei Tg delle 20), le cui manovre (in uno stato definito da Mentana “di frenesia”) sono poi state seguite nel corso della settimana, con Fassino attivo nel ruolo di ambasciatore presente fin dai titoli dei Tg di mercoledì e giovedì. Come anche la scorsa settimana le mosse in casa Pd sembrano interessare più le testate Mediaset che quelle Rai, con Tg5 che chiama a commentare l’esito della direzione  tre editorialisti: Maria Teresa Meli del Corriere, Fabio Martini de La Stampa e Marco Conti del Messaggero, le cui previsioni non possono dirsi certo “favorevoli” al leader Pd; la giornata è altresì segnata dal catastrofico terremoto sul confine tra Iran ed Iraq, il cui bilancio finale si attesterebbe ad almeno 540 morti e decine di migliaia di feriti, ma già dalle edizioni di martedì l’attenzione alla catastrofe è andata ad eclissarsi.

Mercoledì 15 a caratterizzare la serata sono stati, per una volta, i buoni dati sulla crescita che hanno consentito a Gentiloni di ribadire a Bruxelles i successi dell’Italia dopo l’arrivo dell’ennesima richiesta per un chiarimento sui conti (aperture dei Tg delle 20).

Le edizioni di giovedì 16 sono state profondamente toccate dal pronunciamento di Papa Francesco che, muovendo criticità verso le varie forme di accanimento terapeutico, ha riportato in prima pagina la tematica del fine vita (aperture per Studio Aperto, Tg5 ed i Tg Rai). La testata di Clemente Mimun vi ha dedicato un titolo anche venerdì, a cui è  seguito un confronto con monsignor Paglia. Parole, quelle di Francesco, di semplice buon senso, e – osserva Mentana – che certo avranno il loro effetto su quella legge sul fine vita bloccata di diversi mesi al Senato.

La serata di venerdì 17 è stata inevitabilmente dominata dalla morte del capo dei capi di cosa nostra, Totò Riina, che su alcune testate ha assorbito anche un terzo delle edizioni. Tutti i Tg hanno prodotto coperture dignitose, con quelli Mediaset che hanno abbondato nelle immagini di repertorio sulle stragi ordite dal boss quando era latitante, mentre quelli Rai si sono maggiormente concentrati sull’impatto che la sua figura ha lasciato sia sull’organizzazione criminale siciliana che sullo stesso “immaginario collettivo”  (servizio di Tg2). Buoni gli approfondimenti dei Tg delle 20, che propongono ciascuno un interlocutore: il procuratore Francesco Lo Voi sul Tg1, il generale dei Carabinieri Mario Mori sul Tg5 ed il presidente del Senato, ex magistrato antimafia, Pietro Grasso su Tg La7.

Tornando agli altri fatti della settimana, c’è però stata una figura che, a vari livelli, è riuscita ad imprimere la sua presenza su di una larga parte dell’informazione televisiva nazionale: si tratta ancora una volta di Silvio Berlusconi, presente in ben 15 titoli, grazie prima ad una lettera al Messaggero (di mercoledì) in cui esortava la Corte Europea di Bruxelles a “esprimersi” sulla sua eleggibilità, e poi alla sua presenza a Porta a Porta di giovedì sera, ripresa immancabilmente dai Tg Mediaset del giorno dopo. A contribuire alla visibilità dell’ex Cavaliere anche l’evoluzione della vicenda giudiziria del suo divorzio con Veronica Lario (ripresa nei titoli di giovedì). Da segnalare inoltre come, questa settimana, anche Di Maio abbia goduto di una qualche presenza sia nei titoli (Tg La7 e Tg1) che con la sua voce viva  ripresa in diverse servizi. 

Aprendo una breve parentesi gli esteri, che da alcune settimane hanno smesso di contendere il podio alla politica e alla cronaca, tornano ad occupare una nicchia loro più tradizionale all’interno di un pannel comunicazionale già profondamente segnato dal clima pre-elettorale. Non è un caso che i video shock della Cnn diffusi martedì sulla condizione degli immigrati nei campi in Libia, dove alcuni di loro vengono letteralmente messi all’asta e venduti in schiavitù, abbiano avuto visibilità solo su Tg3 ed i Tg delle 20, che a parte Mentana non hanno avanzato riflessioni critiche. Segnaliamo tra le coperture più interessati La7 che, giovedì 16, è stata la sola testata a seguire fin dai titoli l’inimmaginabile apertura di Israele all’Arabia Saudita in logica di contrasto all’Iran. Il colpo di stato in Zimbabwe di mercoledì è stato seguito dai Tg delle 20 e nei titoli di Tg La7 e Tg1. Tg5 ha inoltre riaperto una finestra sul tracollo per debiti del Venezuela, cui ha dedicato un ampio servizio.

Per la cronaca, l’attenzione agli scandali sessuali prosegue su due binari: casi italiani e quelli riferiti allo star system americano, nei servizi di tutte le testate, mantenendosi nei titoli dei Tg Mediaset minori. Su temi analoghi si è inoltre sviluppata l’attenzione del Tg2 che ha in 3 edizioni ha  seguito lo sviluppo del G7 di Taormina sulle pari opportunità e contro la violenza di genere. Di questi temi si è occupato anche il Tg3 di venerdì, proponendo un servizio sul nuovo numero verde di Palazzo Chigi per denunciare gli abusi, e che nel corso dell’anno ha risposto a oltre 26 mila richieste d’aiuto. 

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo infine:

- il titolo di Tg La7 di lunedì dedicato a un giocatore di calcio della 65 Futa, che dopo aver segnato un goal ha compiuto il saluto romano, scoprendo una maglietta nella Repubblica Sociale davanti al pubblico della cittadina di Marzabotto, luogo della strage compiuta dalle truppe naziste nel 44. Immancabile l’acre commento del direttore Mentana, che ha parlato di “imbecillità e dell’ignoranza delle manifestazioni neofasciste”.

- l’inchiesta del Tg2 in viaggio sui treni pendolari dalla Lombardia alla Campania, tra disagi e ritardi. Oggetto dell’apertura di mercoledì 15.

-  l’attenzione del Tg3, all’eccidio di migliaia di persone di etnia rohingya  in atto in questi mesi da parte del regime del Myanmar. La testata di Rai 3 ha dedicato da mercoledì a venerdì un titolo ed altrettanti servizi ai resoconti delle brutalità di queste persecuzioni.
- Il ritorno di una vecchia conoscenza tra i servizi dell’edizione di venerdì del Tg4: quella tipica “tivù dell’apprensione” che talune volte si presenta in fase pre-elettorale, e che vede edizioni ricche di servizi che enfatizzano sulla “crescita dell’insicurezza”, mettendo in mezzo anche le proteste dei migranti ospitati della scadente ex caserma veneta di Conetta. 

- Il trionfo con cui, sempre su Tg4ma anche sulle altre testate Mediaset, è stata accolta la  

vittoria di Nonna Peppina (3 titoli), la 95enne terremotata di San Martino divenuta grazie all’interessamento di queste reti il simbolo dei terremotati italiani senza dimora, e che grazie ad un emendamento quasi “ad personam” nella recentissimo decreto fiscale è potuta tornare nella sua vecchia abitazione.

Luca Baldazzi

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I Tg della seconda settimana (6-10) di novembre

11 Novembre 2017, 15:58pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 193; politica 31% (59 titoli), cronaca al 26% (50), esteri al 14% (27), varie all’12% (23), interni al 10% (20), cultura al 4% (8) ed economia al 3% (6).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 193; politica 31% (59 titoli), cronaca al 26% (50), esteri al 14% (27), varie all’12% (23), interni al 10% (20), cultura al 4% (8) ed economia al 3% (6).

11 novembre – La settimana dell’informazione televisiva è stata inevitabilmente dominata dalla politica (59 titoli), con la vittoria di Musumeci in Sicilia che ha occupato le edizioni di lunedì (apertura per tutti), mentre gli esiti del voto hanno continuato a monopolizzare le scalette sino a mercoledì. Ma più che la riflessione sul voto, che vede la coalizione decentro-destra vincente, mentre M5S spicca come la singola forza politica più votata, a tenere banco tra le giornate di martedì e venerdì sono state la debacle del Pd, principale sconfitto di queste elezioni: 10 i titoli, tra cui le aperture di tutti i Tg di martedì. A queste attenzioni, rinforzate venerdì dallo scontro Renzi- Grasso (negato dal leader Pd in apertura del Tg1), le testate Mediaset hanno inevitabilmente affiancato il tripudio di un Berlusconi vincitore e onnipresente, le cui dichiarazioni, rilanciate in seconda battuta giovedì (titolo per Tg4 e Tg5) sono state in primo luogo rivolte a delegittimare ulteriormente il Pd sconfitto, proiettandosi al voto delle amministrative ed identificando in M5S l’avversario da cui “tutelare” il Paese.

Nel calderone elettorale si perde, inevitabilmente, lo scontro Consob – Bankitalia, presente nei titoli di giovedì. Spazio anche alle mosse di M5S, con Grillo che commenta con moderata insoddisfazione la mancata vittoria siciliana, mentre il candidato premier Di Maio si ritrae dal faccia a faccia con Renzi, da lui stesso richiesto, previsto per martedì sera su La7, ottenendo biasimo generale, soprattutto da parte del conduttore del Tg Enrico Mentana. Sempre Tg La7 è stata la sola testata che fin dalla scorsa settimana aveva illuminato nei titoli le elezioni nel municipio romano di Ostia, che vedono M5S e Centrodestra al ballottaggio con una pronunciata crescita del partito di estrema Casapound, arrivato al 9% e quindi decisivo nel ballottaggio.

Ma forse più della politica, a lasciare il segno nelle scalette delle testate è stato un singolo atto di violenza, l’aggressione perpetrata ai danni del giornalista Daniele Piervincenzo davanti alle telecamere della trasmissione Nemo di Rai 2 da parte di Roberto Spada, fratello incensurato di un noto esponente mafioso di Ostia, che intervistato proprio sugli appoggi dati in precedenza a Casapound ha aggredito, prima a testate e poi a mazzate, il giornalista Rai. Questo attacco ad un operatore del Servizio pubblico ha suscitato l’indignazione e la condanna di tutto il mondo politico e della comunicazione, raccogliendo da mercoledì a venerdì 18 titoli, tra cui le aperture dei Tg Rai di mercoledì e quelle di Studio Aperto, Tg3, Tg La7 e Tg2 di giovedì, incentrate queste ultime sull’arresto dell’esponente del clan Spada. Un’attenzione mediatica forte che ha inquadrato le diverse problematiche di un municipio romano, da sé la 13° città italiana, in cui non si può accettare esistano “zone franche” per l’illegalità. A latere di questo, molto spazio (e le rimanenti aperture di mercoledì) è andato all’arresto per associazione a delinquere e frode fiscale del neo deputato siciliano Cateno De Luca, a due giorni dalla sua elezione, che ha nuovamente risollevato il dibattito politico sui molti “impresentabili” candidati in questa tornata elettorale.

Per la cronaca, altra grande protagonista della settimana (50 titoli), si segnala un’attenzione diffusa ad episodi di abusi e di violenza sessuale nei confronti donne, a cui solo venerdì sono andati 4 titoli. Tra questi casi, spicca senz’altro l’episodio di giovedì, che ha visto una giovane ragazza bolognese raccontare su Facebook di essere stata violentata da un maghebbino dopo essersi ubriacata con lui, che ha ricevuto trai tanti commenti di sostegno un giudizio spietato e molto critico da parte di un parroco locale (apertura Tg4, titoli per i Mediaset). Parallelamente Tg3 dedica un titolo al reato di stalking, che non potrà più essere estinto mediante semplice risarcimento economico alle vittime.

Per gli esteri, fermi alla terza posizione (27 titoli), la settimana è stata marcata dal viaggio di Trump in Asia, che nell’anniversario della sua elezioni (buono il servizio riepilogativo del Tg2) si è incontrato con leader cinese Xi Jinping, con cui ha discusso soprattutto della situazione con la Corea del Nord. Grande attenzione venerdì alla “data” fissata per la Brexit da Teresa May: “il 29 marzo 2019, alle ore 23.00 locali, la Gran Bretagna uscirà ufficialmente dall’Europa” (4 titoli). Le fortissime tensioni tra Iran ed Arabia Saudita sul Libano, che in questi giorni hanno visto attivarsi anche Macron, risultano invece appena presenti nelle serate dell’informazione se non fosse per Mentana, che dedica sia giovedì che venerdì un titolo a questo teso braccio di ferro, che vedrebbe pronta una escalation militare (notizia ripresa anche nei servizi di Tg3 e Tg5 di venerdì).

Per gli interni il nuovo piano energetico per il Paese presentato giovedì dal premier Gentiloni figura soltanto nelle scalette di giovedì.

In conclusione, segnaliamo:
l’attenzione frequente dedicata dalle testate Mediaset ai ritardi nelle consegne delle case ai terremotati del Centro Italia, una condizione resa peggiore dall’arrivo del freddo, con Tg5 che dedica venerdì un titolo e la sua copertina a “Nonna Peppina”; l’anziana, 95enne, costretta a vivere in un container perché la sua casa risulta inagibile in quanto non a norma. Per il Direttore Mimum questo è un “simbolo di un’Italia che rischia di soffocare tra ritardi, burocrazie e, soprattutto, indifferenza”
il servizio del Tg4 sull’ospedale Cardarelli di Napoli, che a seguito dell’arresto del suo direttore generale per corruzione in un’inchiesta che ha toccato anche l’imprenditore Romeo (titoli per Tg1 e Tg5 di mercoledì), denuncia nuovamente lo stato di degrado della struttura.
il titolo del Tg3 di mercoledì, che segnala come l’indagine che ha portato alla scoperta in Calabria di decine di insegnanti di sostegno con falsi titoli di studio sarà riproposta sull’interno sistema scolastico nazionale.
i servizi di Tg3 e Tg5 (che vi dedica un titolo) di martedì alle divisioni tra i sindacati nell’ambito delle trattative per lo stabilimento Ilva di Genova.
l’attenzione ai naufragi nel canale di Sicilia, ripresa questa settimana solamente dai Tg delle 20 di venerdì, con la più ampia copertura da parte del Tg1.

Luca Baldazzi 

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Analisi della quarta settimana (23-27) di ottobre

29 Ottobre 2017, 00:12am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 198; politica 31% (61 titoli), cronaca al 22% (43), cultura e società 14% (28), esteri 14% (27), varie al 9% (18), interni all’8% (15) ed economia al 3% (6).

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 198; politica 31% (61 titoli), cronaca al 22% (43), cultura e società 14% (28), esteri 14% (27), varie al 9% (18), interni all’8% (15) ed economia al 3% (6).

28 ottobre - Politica, politica ed ancora politica nelle edizioni dei Tg, che con 61 titoli assorbe il 31% delle scalette. A tener banco, come la scorsa settimana, sono l’iter del Rosatellum al Senato e le conseguenti tensioni dentro e fuori l’aula (25 titoli, tra cui le aperture di 3, 6 e 3 testate nelle giornate martedì, mercoledì e giovedì). Dopo lunga attesa la politica si è dotata di una legge elettorale, necessaria quanto fortemente osteggiata. Le voce discordi al provvedimento hanno, per molti aspetti, hanno potuto apprezzare un’attenzione pari se non superiore alla legge elettorale in sè, con i Tg Mediaset che hanno rimarcato non tanto le proteste delle opposizioni (Mdp, M5S e Sinistra), con senatori Cinque Stelle che sono arrivati a bendarsi prima in Aula poi in piazza con Beppe Grillo, ma soprattutto quella di esponenti contrari interni al Pd. Così tutte le testate riprendono mercoledì le dichiarazioni del presidente emerito Napolitano, a cui la legge non piace ma la vota comunque, e poi l’uscita del Presidente del Senato Grasso dalla maggioranza a seguito dell’ultimo voto di fiducia (data in diretta dai Tg2 delle 20 di giovedì) e le successive motivazioni addotte venerdì (titolo per tutti). L’impressione che se ne ricava è come proprio quei partiti che hanno maggiormente beneficiato di questa legge (Lega, Alternativa Popolare e Forza Italia) non si siano voluti esporre sul “successo” del Rosatellum, lasciando al Pd gli onori, come gli oneri del caso.

Il grande successo dei referendum consultivi per l’autonomia delle Regioni Lombardia e Veneto esonda nelle edizioni di lunedì (11 titoli, e 6 delle aperture di lunedì), per scomparire dai servizi già dalla serata di mercoledì. A differenza che per la legge elettorale, Berlusconi riesce a “marcare” come proprio il successo di queste manifestazioni di democrazia diretta (presente fin dai titoli il suo commento sui Tg Mediaset di lunedì); la presenza dell’ex cavaliere si ripropone anche venerdì per lanciare il suo appello al voto all’elettorato siciliano in vista delle regionali del 5 novembre, per un totale di oltre 5 minuti complessivi sulle tre reti. A contendersi le scalette giovedì e venerdì c’è stata inoltre la rinomina e successiva riconferma di Visco a Governatore di Bankitalia, segnata dall’assenza “inattesa” dei ministri renziani (titoli per tutte testate di venerdì, salvo Tg4).

Se la cronaca si dimostra ai numeri seguire la politica, la settimana è stata tuttavia segnata da un tema che partendo dalla cronaca sviluppa una più complessa riflessione sui rigurgiti di antisemitismo presenti nella nostra società: stiamo parlando della diffusione di alcune centinaia di adesivi recanti l’immagine di Anna Frank con indosso una maglietta della Roma, affissi allo stadio di Roma da ultras laziali, una “provocazione” definita dal Capo dello Stato Mattarella “disumana ed allarmante” anche prima che altri eventi, nei giorni successivi, rendessero l’intera faccenda assai più squallida. I Tg ne trattato in 20 titoli diffusi da lunedì a venerdì (aperture per Tg1, Tg2, Studio Aperto e Tg La7 di martedì), proponendo interessanti approfondimenti che guardano anche alla sottocultura ultras. Gran merito va dato al Tg2, che dopo avervi dedicato l’apertura di lunedì ha offerto martedì al suo pubblico un’edizione in larga parte dedicata alla vicenda, sostituendo ai consueti titoli una lettura da una pagina del Diario di Anna Frank da parte di Pamela Villoresi. Anche il direttore/conduttore di Tg La7 Enrico Mentana, necessariamente chiamato in causa, ha trattato della vicenda andando oltre il fatto in sé con un titolo di mercoledì dedicato al tema della “post-verità”, indagato attraverso casi recenti in cui vi sono stati, a vari livelli, palesi rigurgiti “razzisti”.

Sempre in tema di società, lo scatto a 67 anni dell’età pensionabile dal 2019 dovuto ad un allungamento della speranza di vita registrato dall’Ocse ha suscitato un grande malcontento sia nel mondo politico che, soprattutto, tra la cittadinanza. Toccato nel pieno del suo core business, Tg4 dedica le aperture di martedì, mercoledì e giovedì alle varie “beffe” sulle pensioni, affrontando le varie questioni con il consueto antagonismo artefatto del “noi” (pensionati + Tg4) contro “loro” (il governo, ma anche lo Stato). Questa logica dell’indignazione e dello scontro è stata riproposta, sebbene edulcorata, in alcuni servizi Mediaset sulla condizione dei terremotati a quasi un anno dalla scossa del 30 ottobre 2016 (titolo per Tg5), mentre sulle testate Rai alla più che legittima frustrazione delle popolazioni per gli odiosi ritardi nella consegna delle strutture abitative si abbina, nella logica del bicchiere mezzo pieno, il sollievo di quanti una nuova dimora l’hanno, dopo molto tempo, ottenuta.

Dopo settimane di grande interesse, gli esteri risultavano definitivamente eclissati (27 titoli per il 14% dello spazio sulle scalette). La scena è cambiata venerdì con la crisi catalana, appena seguita nei giorni precedenti (10 titoli da lunedì a giovedì) eccetto che su Tg La7, tornata inevitabilmente a brillare con la dichiarazione di indipendenza della Catalogna che monopolizza le edizioni di venerdì, ottenendo le aperture di tutte le testate salvo Studio Aperto. Mentana riesce ancora a “stare sulla notizia” dando in diretta l’annuncio dello scioglimento del Presidente Rajoy dello scioglimento del parlamento catalano, mentre Tg2 si augura in conduzione che le parti coinvolte abbiano un “sussulto di ragionevolezza”. Sempre in tema di esteri, l’ennesimo intoppo verso l’estradizione di Cesare Battisti è stato oggetto di rinnovata attenzione delle testate, con Tg1, Tg3, Tg5 e Tg La7 di mercoledì che fin dai titoli raccolgono lo sfogo di Alberto Torreggiani, che smentisce le dichiarazioni rilasciate dal latitante ai media brasiliani, in cui rifiutava il ruolo di “mandante” nell’omicidio del gioielliere. Tg5 torna giovedì sul caso Battisti, denunciano nella sua copertina di giovedì le incapacità del Paese nel far sentire il suo peso politico a livello internazionale.

Per le varie ed eventuali, segnaliamo:

  • Un ritorno dei “migranti” sulle scalette, declinato su Studio Aperto e Tg4 secondo il vecchio abbinamento “immigrato-criminale” attraverso una corposa casistica (titoli e servizi) di stupri su minori e violenze sugli anziani in cui l’accento va più sull’angoscia delle vittime e sul clima di paura che sui fatti in sé. Parallelamente Tg3 ha dedicato un titolo alla piaga del caporalato con lo sfruttamento dei migranti nella raccolta delle olive a Campobello di Mazara, in Sicilia. Nel frattempo il paese sperimenta un nuovo flusso di sbarchi, questo proveniente dalla Tunisia, ma nessuna testata sembra indagarlo coscientemente.
  • La denuncia di Tg La7 che giovedì ha segnalato come, persa tra i gorghi del rosatellum, la legge sul biotestamento tanto voluta a seguito della morte in Svizzera di Dj Fabo si sia di fatto “arenata” con le dimissioni della sua relatrice, la senatrice Emilia De Biasi, a causa delle tensioni interne la commissione.
  • Il titolo dedicato dal Tg1 di lunedì 23 sul ricordo della battaglia di Caporetto, disfatta divenuta negli anni sinonimo di “sconfitta indecorosa” nonostante sia erroneo imputare tali responsabilità sul contingente italiano
  • L’inchiesta atipica del Tg2 sulla prostituzione in Italia, a cui è andato il secondo titolo mercoledì. Sempre la testata di Ida Colucci ha inoltre segnalato en passant nell’edizione di venerdì come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sia avvalso per la prima volta della facoltà di rinviare una legge alle camere: si è trattato di una legge di iniziativa parlamentare che riguarda misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di armi (munizioni come mine antiuomo), ed i cui si sono ravvisati profili di incostituzionalità per la marcata disparità di sanzioni, nella forma di una mancata reclusione per quei soggetti che rivestono ruoli “apicali e di controllo” (leggi “banchieri e politici”).

Luca Baldazzi

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I Tg della terza settimana d’ottobre (16-20 ottobre)

26 Ottobre 2017, 11:05am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

I Tg della terza settimana d’ottobre (16-20 ottobre)

21 ottobre – Edizioni segnate dalle consuete protagoniste: cronaca e politica, che insieme occupano il 51% delle titolazioni (100). L’impressione che si ricava negli ultimi giorni è che col passaggio della legge elettorale alla Camera, i Tg siano a tutti gli effetti entrati in campagna elettorale, vista l’esposizione che hanno avuto sulle testate i leader di Pd e Forza Italia, Renzi e Berlusconi, citati rispettivamente 20 e 18 volte nei soli titoli; spazio assai minore per gli altri partiti, con gli M5S che risultano all’appello principalmente per le indagini che hanno investito la sindaca di Torino Appendino (4 titoli nella giornata di martedì).

Nel dettaglio, le contestazioni bipartisan alla mozione del Pd nei confronti del governatore di Bankitalia Visco ottengono 27 titoli, e le aperture di metà delle edizioni (14) da martedì a venerdì. Si tratta di una mossa che, se da un lato è stata vissuta come un’arrogante ingerenza istituzionale su di un organo a cui va garantita piena autonomia, come ribadito dal Capo dello Stato, dall’altro, come segnalato da Tg La7, ha smussato uno degli argomenti più pungenti delle opposizioni contro la maggioranza, “colpevole” di aver tutelato troppo le banche i con i vari salvataggi (Montepaschi e Banca Etruria in primis). Ma se Renzi è stato per lo più chiamato a rispondere di una sua azione politica, contrastato sia dalle opposizioni che dal suo stesso partito, gli interventi di Berlusconi sono stati ripresi senza alcun contradditorio. Il leader forzista ha così “patrocinato” il referendum consultivo per l’autonomia regionale del Veneto e della Lombardia (8 titoli), rafforzando al contempo la propria immagine “europeista” attraverso i commenti sul “trionfo dei popolari” con la vittoria del 31enne Kurz in Austria di lunedì (5 titoli complessivi), e gli incontri di giovedì e venerdì con la Merkel al vertice di Bruxelles e con gli industriali a Capri.
Per gli esteri, il braccio di ferro tra la Catalogna e Madrid continua ad occupare le scalette (10 titoli) ma dopo tre settimane di furore risulta ormai “sotto tono” salvo che su Tg La7, che vi dedica un titolo a edizione e l’apertura di giovedì.

La caduta di Raqqa, ultima roccaforte del sedicente stato islamico, si rispecchia nelle edizioni di martedì, ma ha potuto contare aperture soltanto su Tg4 e Studio aperto, oltre a buoni servizi sui Tg Rai che, nelle giornate successive, hanno esplorato i droni la città devastata. Pe rimanere alla stessa area, soltanto Tg La7 si ricollega agli esiti di un altro referendum, quello per l’indipendenza curda, rifiutato dallo stato iraqueno e che, a differenza di quello catalano, potrebbe concludersi con un’assai più drammatica repressione militare.

Sempre Tg La7 affronta martedì con particolare interesse l’assassino della giornalista maltese Dafne Caruana Galizia, a cui sono andati nel complesso 4 titoli. Tg3 e Tg1 propongono nell’edizione di mercoledì un’intervista al premier maltese Muscat, a cui il figlio della giornalista uccisa addebita le più forti responsabilità in quanto vertice della piramide corruttiva che ha istigato l’omicidio. L’attenzione a questa vicenda si è inoltre tradotta nei giorni a seguire in buone coperture di cronaca sui “malta files”, vale a dire i diversi traffici illegali svelati dalla giornalista, tra cui un commercio di gasolio libico che ha coinvolto esponenti mafiosi (titolo per Tg1, servizi per Tg3 e Tg5) .

Per la cronaca, le scalette sono assorbite dall’attenzione alla vicenda dell’avvocato di Latina che ha sparato ad alcuni malviventi che stavano introducendosi nella casa del padre, uccidendone uno (5 titoli, apertura per Studio Aperto di lunedì), e che ha nuovamente ravvivato il dibattito sulla legittima difesa.

I dati Ocse diffusi mercoledì e che riflettono di un’Italia “Paese per vecchi” sono ripresi e commentati da tutte le testate (6 titoli). Occorre segnalare l’interessante campagna avviata da alcuni giorni dal Tg4, volta a sensibilizzare i pensionati italiani sui possibili contributi non riscossi, e di cui hanno potuto trarre beneficio molti cittadini.

I fenomeni meteorologici e climatici che hanno interessato l’Europa e la Penisola sono stati più volte ripresi. Le devastazioni dell’Uragano Ophelia hanno occupato la prima parte della settimana (8 titoli nelle edizioni di lunedì e martedì), seguite dalle preoccupazioni per la prolungata siccità e la cappa di smog nelle regioni del Nord Italia (9 titoli nei Tg di giovedì e venerdì). Segnaliamo le buone coperture del Tg2, che dedica l’apertura di martedì ad una riflessione sui cambiamenti climatici, e del Tg4, che ne ha trattato spesso nella seconda parte delle sue edizioni.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
- Le inchieste di questa settimana del Tg2, che martedì ha trattato in apertura i seri rischi causati dalle false revisioni, delle auto, che fanno sì che migliaia di veicoli potenzialmente pericolosi circolino sulle nostre strade. Sempre Tg2 ha affrontato nuovamente il problema dei foreign fighters kosovari, che nonostante la sconfitta del Daesh, ora uno “stato senza uno stato”, rimangono una minaccia ancora lontana dall’essere debellata. 
- Il titolo del Tg1 di venerdì sulla strage dell’etnia musulmana Rohingya in Myanmar, un vero e proprio genocidio da cui in 3 mesi sono fuggiti mezzo milione di persone, e che finora non era stato adeguatamente trattato dall’informazione mainstream.
– L’attenzione di Tg La7 allo scandalo sulle molestie nato dalle accuse al produttore Harvey Weinstein e sviluppatosi in un movimento internazionale sotto l’hashtag “Me Too”. Secondo Mentana, c’è infatti il rischio che, una volta che il sistema di Hollywood avrà finito col dissociarsi dalla condotta di Weinstein, queste pratiche possano continuare nel silenzio.
– Le buone coperture dei Tg di giovedì (titoli per Tg1 e Tg3) sull’arresto di una banda di 15 truffatori attivi nel nord Italia specializzati nelle truffe agli anziati, e sgominati proprio grazie all’attivismo di una loro potenziale vittima, che intuito l’inganno, ha teso a sua volta loro una trappola con l’aiuto della polizia.

Luca Baldazzi

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Rubrica settimanale dell'Osservatorio Tg - 25-29 settembre 2017

1 Ottobre 2017, 16:57pm

Pubblicato da Luca Baldazzi

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 200; cronaca al 36% (71), esteri al 23% (46), politica al 14% (28), varie all’11% (21), interni al 10% (19), cultura e società al 6% (11) ed economia al 2% (solo 4 titoli)

Tabella percentuale dei titoli. Totale titoli: 200; cronaca al 36% (71), esteri al 23% (46), politica al 14% (28), varie all’11% (21), interni al 10% (19), cultura e società al 6% (11) ed economia al 2% (solo 4 titoli)

1 ottobre - In questa prima analisi in formato settimanale de L’Osservatorio Tg, concentreremo la nostra attenzione sulle tre principali aree tematiche che hanno occupato le ultime giornate dell’informazione serale mainstream, determinate in base al numero di titoli afferenti ciascuna categoria. Seguirà una riflessione sui principali temi “latenti”, ossia quelle notizie riprese da una o più testate, ma che non sono state rilanciate dall’intero sistema, o dei cui sviluppi si sono occupate solo alcune redazioni. Proporremo in chiusura alcune chicche, nella forma di servizi che ci sono risultati interessanti per la tematica o il livello d’approfondimento. Oggi ci asterremo dalle consuete critiche che i nostri lettori più affezionati sanno che spesso rivolgiano ad alcune tipologie di servizi, presenti per lo più sulle testate minori Mediaset, a cui stiamo valutando di dedicare un’apposita rubrica.

Nel corso della settimana appena trascorsa le notizie di esteri, con 46 titoli (quasi un quarto delle titolazioni complessive, che sono state 200), hanno rubato di fatto la scena alla politica interna, che ha raccolto appena il 14% dei titoli (28). Un’attenzione dovuta, in primo luogo, all’escalation della tensione tra Madrid e Barcellona in vista del possibile voto per il referendum sull’indipendenza, che in 5 giornate ha raccolto 10 titoli (di cui 4 aperture), con Tg5 che nell’edizione di venerdì ha intervistato uno dei principali promotori del voto, il governatore della Catalogna Carles Puidgemont. Sempre sul fronte degli esteri, lunedì e martedì grande attenzione è stata rivolta agli esiti del voto tedesco, con la “vittoria mutilata” (Studio Aperto) di Angela Merkel, alle soglie di un quarto mandato ma con l’SPD all’opposizione. Tra le diverse coperture spicca l’intervista del Tg1 al presidente emerito Giorgio Napolitano, che auspica che la Cancelliera continui con una linea di politiche europeiste.  

Per la politica, i principali temi sono stati l’affossamento dello ius soli al Senato (martedì) e il vertice tra Gentiloni e Macron a Lione con l’accordo sugli stabilimenti di Saint Nazaire (mercoledì) - che hanno fatto parlare molte testate di "pace ritrovata"  tra i due Paesi; segue l’inizio del vertice di Tallin, con il fronte unito di Italia, Francia, Spagna e Germania sulla web tax. La "svolta europeista" di Berlusconi, che alla vigilia del suo 81esimo compleanno si ripropone come federatore dei moderati dopo un incontro con il leader del Ppe, viene fortemente ripresa dai Tg Mediaset (apertura giovedì del Tg 5) ed è presente anche su Rai e La7. Si segnala un unico titolo di lunedì su Tg La7 sul neo candidato premier Di Maio, in una settimana che ha altrimenti interessato gli M5S solo per il rinvio a giudizio con l'accusa di falso del sindaco di Roma Virginia Raggi (giovedì) e la bocciatura del bilancio capitolino (venerdì).

A gonfiare la presenza della cronaca, che si conferma la tematica principale delle scalette, hanno contribuito le operazioni contro la ndrangheta nel Nord Italia che hanno portato a 27 arresti ed allo scioglimento della giunta di Seregno (6 titoli), e l’inchiesta sulla corruzione nell’Università nata dalla denuncia di un ricercatore cui era stato negato un posto per lasciarlo libero ad un raccomandato (8 titoli, 2 aperture di Studio Aperto). Da segnalare che, nella giornata di martedì, nessuna testata Mediaset ha riportato esplicitamente l’appartenenza politica di Edoardo Mazza, il sindaco forzista di Seregno; Tg5 che se l’è cavata parlando di “giunta di centrodestra”. 

Mentre le avvisaglie del referendum catalano sono state seguite da tutte le testate, solo Tg La7 ha trattato con un’analoga attenzione (tre titoli, nel corso di tre giornate) il referendum tenutosi lo scorso lunedì nel Kurdistan iracheno, in un contesto internazionale che vede i curdi iracheni privi di simpatie ed alleanze. Gli USA, infatti, non hanno riconosciuto l’esito del referendum - mentre sia l’Iraq che la Turchia mobilitano addirittura le loro forze armate. La notizia è stata quantomeno citata nei servizi dei Tg Rai di lunedì e martedì, senza figurare sulle testate Mediaset, che in quei giorni hanno invece analizzato le avvisaglie di una nuova intifada tra israeliani e palestinesi. 

Grande assente della settimana è stata l’economia, con appena 4 titoli concentrati sui Tg Rai e La7, che giovedì ha aperto sul nostrano “record europeo dell’iva non riscossa”.

Tra i servizi più interessanti della settimana, segnaliamo:

Quello del Tg3 (titolo) su di un caso di caporalato a Siena nella piana del Chianti, in cui si riflette criticamente come queste forme di sfruttamento non riguardino più esclusivamente il Sud.

Sempre Tg3 ha proposto questo lunedì un interessante servizio sul gioco d’azzardo che descrive Voghera come la “Las Vegas” italiana per i quasi 80 milioni di euro spesi alle slot machine in una città di appena 40 mila abitanti. 

La copertina del Tg5 di venerdì dedicata al diritto finalmente acquisito da parte delle donne arabe di poter guidare dal prossimo anno, che segna la fine di una legge medievale che vigeva soltanto in Arabia Saudita.

Chiudiamo con l’omaggio bipartisan di Tg1 e Tg5 che hanno dedicato l’ultimo titolo delle edizioni di venerdì ad cinquantenario dalla composizione della canzone 29 settembre di Battisti e Mogol. 

Luca Baldazzi

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Quando manca l’acqua….

22 Giugno 2017, 23:29pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Quando manca l’acqua….

I Tg di giovedì 22 giugno – A rubare la scena al Consiglio d’Europa, che comunque è in apertura su Tg1 e Tg La7, è la grande siccità che colpisce il Paese: primo titolo per Tg3, Tg4 e Tg5. L’ammiraglia Mediaset vi dedica anche alla copertina: una situazione che si fa preoccupate soprattutto tra le provincie di Piacenza e Parma. TgLa7 segnala che non si tratta solo di “caldo estivo”, ma di una drammatica emergenza. L’acqua riacquista la sua centralità solo quando scarseggia.

La cronaca del primo giorno del Consiglio d’Europa riflette i pronostici, che vedevano possibili avanzamenti concreti “solo” (enfatizza Tg La7) sul fronte della lotta al terrorismo, mentre per concrete iniziative comuni del problema migratorio si dovrà attendere la riconferma della Merkel in Germania. Sempre in tema di lotta all’isis la distruzione ad opera dei jihadisti della storica moschea di Mosul dove Al Bgdadi aveva proclamato il Califfato, è una “tragedia culturale umana” (TgLa7) ma anche il simbolo di un crollo definitivo dell’isis. questa seconda lettura sembra confermata dai rapporti sui foreign fighters che il Procuratore Roberti afferma essere in diminuzione almeno sul territorio italiano. Sorprendentemente basso anche sui Tg delle 20 l’allarme di Roberti sulla crescita di peso dell’economia criminale.

I dati Istat che registrano una crescita costante dell’economia al sud da due anni, addirittura maggiore che al nord ovest, è per mote testate a metà edizione.

L’ulteriore condanna della Corte Europea all’Italia per i G8 di Genova ( Titolo solo per Tg3) riapre le polemiche sulla mancata introduzione del reato di tortura.

Gli sviluppi del femminicidio dell’oncologa di ieri, con il suicidio del suo stalker, è in apertura su Studio aperto e Tg2; quest’ultimo presenta un altro lungo servizio sulla necessità di denunciare e la necessità di rinforzare le strutture su questa vera e propria emergenza.

Alberto Baldazzi

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Con il cuore a Berlino

22 Dicembre 2016, 00:03am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Con il cuore a Berlino

I Tg di mercoledì 21 dicembre – La strage di Berlino domina sulle aperture di tutte le testate, con i Tg Mediaset che vi dedicano tra un terzo e metà edizione. A due giorni dall’attentato che ha fatto 12 morti nel mercatino di natale del centro la capitale tedesca, la cronaca si fa narrazione, proponendo al teleutente i “ritratti” di vittime, eroi e carnefici. Alle tante immagini dell’italiana Fabrizia Di Lorenzo data per dispersa e di Lukazs Urban, l’autista del tir che avrebbe tentato di arrestarne la folle corsa a costo della vita, si aggiunge quella del sospetto attentatore: Amis Amri, 24enne tunisino arrivato in Italia nel 2011, incarcerato per 4 anni per reati comuni oggetto di un’ordinanza di espulsione che non si era attuata a causa dei ritardi del governo tunisino, giunto poi in Germania e qui nuovamente arrestato e espulso con un provvedimento che , “per ironia della sorte” (commenta Mentana), solamente oggi aveva completato il suo iter.

Poi ciascuna testata aggiunge del suo: I Tg Mediaset si soffermano sui rischi che aumentano per tutta l’area europea, riprendendo le ulteriori misure di sicurezza confermate dal premier Gentiloni (titoli anche per La7 ed i Tg Rai). Le dichiarazioni della Cancelliera Merkel che a scapito di perdere consensi non rinnega le ragioni dell’accoglienza, vengono rilanciate nei servizi dei Tg Rai con Tg3 che segnala le manifestazioni di solidarietà da parte di rifugiati e cittadini musulmani nei luoghi dell’attentato.

Sempre per gli esteri, l’omicidio dell’ambasciatore russo ad Ankara trova spazio nei titoli stasera solo su Tg La7, che segnala come Erdogan ne imputi la responsabilità al predicatore in esilio Gulen, già indicato come organizzatore del fallito colpo di stato.

Tornando in Italia, la pagina politica si risolve stasera nella bufera che s’abbatte sul neo-vecchio ministro del Lavoro Poletti, oggetto di una mozione di sfiducia da parte dei partiti dell’opposizione a seguito delle assai sfortunate ed inappropriate dichiarazioni sui giovani italiani finiti a lavorare all’estero. Una polemica che si appaia su Tg5 ed i Tg Rai alle dichiarazioni recenti su voucher e rischio referendum. Ma la tensione resta alta anche sul Campidoglio, con la Sindaca Raggi che rischia oramai di essere indagata per aver acconsentito a Marra di nominare il fratello a capo della direzione Turismo capitolina (titoli per i Tg Rai e La7), malgrado l’indicazione in senso contrario giunta al Campidoglio dall’Anac.

Attenzione diffusa alla scalata di Vivendi al gruppo Mediaset, su cui oggi la Agcom ha aperto un’istruttoria. Dopo giorni di relativo silenzio, le testate Mediaset “rispondono” a Bollorè rilanciando il lungo intervento di Pier Silvio Berlusconi, che rivendica la proprietà ed il controllo sulla società. Tg La7 sin dai titoli accosta alle vicissitudini della principale tv privata italiana quelle della più antica banca, MPS, dando ormai per certa la necessità da parte del governo di avviare le misure di sostegno. Segnaliamo l’attenzione dei Tg Rai alla sorte dei potenziali 2.500 esuberi del colosso dei call center Almaviva (titolo per Tg3), per i quali si intravedrebbe uno spiraglio, con i sindacati che si affidano all’azione del governo.

La condanna a 20 anni ad Antonio Logli per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa, scomparsa nel 2011 e il cui corpo non è mai stato trovato, riempie la pagine della cronaca ottenendo titoli anche sui Tg Rai.

Tg1 che, a fine edizione, ci porta tra i moduli abitativi quasi ultimati nella zona di Norcia, raccogliendo le testimonianze e le impressioni dei loro futuri occupanti. Il Tg3 è l’unica testata che illustra il rapporto di dell’Unicef sulle migliaia di migranti minorenni arrivati quest’anno nel nostro paese, e in parte scomparsi.

Sempre Tg3 ci ricorda il decimo anniversario della morte di Piergiorgio Welby, icona della battaglia contro l’accanimento terapeutico e per il diritto di scegliere come e quando morire. E’ triste che a 10 anni dalla sua difficile scelta la legge di iniziativa popolare per regolamentare il fine vista resti ancora bloccata in Parlamento.

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di mercoledì 21 dicembre 2016

Con il cuore a Berlino

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