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Albertobaldazzi

Cinque Stelle “prende” il taxi

22 Febbraio 2017, 00:39am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Cinque Stelle “prende” il taxi

I Tg di martedì 21 febbraio – Il caos in diverse città generato dalle manifestazioni dei taxisti, ha vissuto oggi nella Capitale la giornata clou, in abbinamento con lem proteste degli ambulanti incentrate anch’esse contro il milleproroghe e la direttiva Bolkestein. Città bloccata, tumulti e tafferugli, bombe carta, assedio minaccioso dei palazzi della politica ( Montecitorio, Palazzo Chigi, sede dl pd al Nazareno e, nel pomeriggio, Porta pia davanti al ministero delle infrastrutture). Qualche ferito, diversi saluti fascisti e, immancabilmente, la politica che fiuta la “giocata buona” e che, soprattutto con Cinque Stelle, punta al tanto peggio, tanto meglio. In apertura su tutte le testate, con Mediaset che gongola, la Rai “istituzionale” e La 7 che meglio spiega le contraddizioni di una giornata che, se ce ne fosse bisogno, evidenzia ancora una volta che Grillo (e la Raggi) vanno “dove li porta il consenso”. La mobilitazione legittima dei taxisti che, però assume le forme della Vandea, è uno scenario arcinoto a Roma. TgLa7 riporta con evidenza che la manovra di Grillo è stata contestata su blog e sui social. Delrio ha trattato per 5 ore e, sembra, che si sia trovato un compromesso. Speriamo che sia giusto e non al ribasso. La sindaca che dà la solidarietà a chi da quasi una settimana blocca la “sua” città, è una cosa mai vista, e non basta a lenire il giudizio la successiva dichiarazione contro la violenza. Da parte sua Gasparri “riesuma” la consueta vicinanza della destra (presente in piazza con il tirapugni, le bombe carta e gli attivisti di Forza Nuova 2 dei quali sono stati arrestati) ad una categoria da sempre utilizzata per demolire l’amministrazione della città. Su Tg3 Trefiletti di Federconsumatori ricorda che le regole (quelle degli scioperi e del rispetto dei cittadini) non sono derogabili.

Il “politico del giorno” è senz’altro Emiliano che, decidendo di rimanere nel Pd e di sfidare Renzi alle primarie, depotenzia l’ala scissionista e conquista ancora una volta l’apertura ella pagina della politica su tutti i Tg. Fassino, su Tg3, parla ancora di frattura recuperabile.

Padoan che assicura sulla manovra correttiva è nei titoli su Tg1, Tg3 e TgLa7.

Molta cronaca giudiziaria per la sentenza della Cassazione sul delitto di Avetrana che – lo ricordiamo – a partire dall’estate 2010 ha dato il via al quel format spurio che ha tempestato l’informazione televisiva che noi dell’Osservatorio battezzammo come “cronaca criminale”. Presente nei titoli per molti Tg, con anche Tg2 che nel servizio ritorna al gergo “familiare” e ci parla della condanna a 8 anni di “zì Miché”.

Le dimissioni del capo dell’Unar per il finanziamento (inconsapevole) di un circolo omosessuale che organizzava prostituzione è “stranamente” nei titoli per Studio Aperto e TgLa7. Se non ci fosse da piangere, si potrebbe ridere della cultura istituzionale dei partiti di destra che ne hanno chiesto la chiusura (dell’Unar, non del bordello) dimenticando che l’Agenzia contro le discriminazioni è un soggetto emanato dall’Unione, e non frutto di una decisione della sinistra filo-gay (fu istituito dal governo Berlusconi).

Ci consoliamo (solo in parte) segnalando che almenboTg3 “si accorge” dei 74 cadaveri riportati dal mare su una spiaggia libica, La stessa testata dedica un lungo servizio per spiegare gli interessi criminali di cui si sostanziano le agromafie, che in parte controllano la filiera delle distribuzione dell’ortofrutta in Sicilia, in Campania come a Milano.

Alberto Baldazzi

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