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Albertobaldazzi

Rignano Garganico e Rignano sull’Arno

4 Marzo 2017, 00:46am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Rignano Garganico e Rignano sull’Arno

I Tg di venerdì 3 marzo -  5 testate su 7 (con l’esclusione di Tg5 e TgLa7) aprono sul doppio rogo del “ghetto” di Rignano Garganico che ha fatto in nottata 2 morti tra i lavoratori extracomunitari. I disordini di giornata sono per tutti in primo piano, così come riecheggiano diffusamente le memorie dei problemi di ordine pubblico e le grida di disperazione dei tanti disperati sfruttati per i lavori stagionali nelle campagne pugliesi, costretti a vivere in condizioni subumane. Tra i tanti servizi segnaliamo quello di Tg2 che spiega meglio degli altri i perché della riluttanza dei lavoratori ad abbandonare un agglomerato così fatiscente, pur di fronte all’offerta di sistemazioni più dignitose: è lì che, da decenni, i caporali si assoldano a 15/20 euro al giorno per e campagne di raccolta. Per chi non ha di che vivere, il “rischio” di perdere un’occasione di lavoro, anche se in logica semi-schiavistica, risulta troppo grande.

Abbiamo aperto con un tema che interroga i meccanismi reali in tanti settori della realtà del Paese (come, per altro, hanno fatto meritoriamente molti Tg), per evitare il combinato-disposto Politica – Magistratura che stasera veste i panni dell’interrogatorio presso la Procura di Roma di Tiziano Renzi. Da Rignano Garganico, dunque, a Rignano sull’Arno. La permanenza del padre di Renzi davanti ai Pm dura quasi 4 ore, e all’uscita 2 testate (TgLa7 e Tg2) riprendono più o meno a lungo le dichiarazioni dell’avvocato difensore che riferisce che l’inquisito ha negato ogni forma di compromissione nella vicenda Consip. L’altro inquisito, Russo, ascoltato a Firenze si è invece riservato la facoltà di non rispondere. Tra le tante indeterminatezze, una cosa è certa: dopo le affermazioni di oggi di Tiziano Renzi, non ci saranno mezze misure. Qualcuno ha mentito (o millantato), e la giustizia dovrà dircelo.

Attenzione soprattutto sui Tg del Servizio Pubblico alle odierne dichiarazioni do Mattarella sulla propensione della politica “antica” a comprendere le ragioni degli altri. Il tutto alla commemorazione dei Maria Eletta Martini che, nel 1975 e quindi a solo ad un anno dal referendum sul divorzio, da storica esponente democristiana “portò a casa” un amplissimo consenso sulla revisione del diritto di famiglia.

Grande spazio trasversale ai redditi di politici: uno spazio che, però, risulta “vuoto” di contenuti interessanti. I dati niente male sul pil dell’ultimo trimestre 2016 non fanno sorridere più di tanto, ma entrano nei titoli di Tg5.

Per la cronaca, grande spazio su Mediaset, ma anche sulla Rai, all’ennesimo femminicidio, questa volta in Sardegna.

Per gli esteri Fillon “in bilico” per le presidenziali francesi è titolo per Tg3 e TgLa7. Anche Trump “ha famiglia”, e anche suo genero e al centro degli attacchi per le amicizie pericolose con i russi. Il Russiagate è nei titoli per Tg1 e ampio servizio per Tg3.

Agghiacciante la notizia del ritrovamento di 800 cadaveri di neonati e bambini nel cortile di un orfanatrofio cattolico in Italia. I fatti risalgono agli anni ’50 e ’60, e più che un’ombra lanciano un macigno sull’establishment della cattolicissima Irlanda. Nei titoli per Tg1 e Tg3.

Alberto Baldazzi

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