Monti, la solitudine del manager
I Tg di mercoledì 17 ottobre - Che si sia quasi sempre in campagna elettorale è un modo di dire trito e ritrito. Ora però, a qualche giorno dalle elezioni siciliane, pochi mesi (un paio?) da quelle in Lazio e Lombardia, a sei mesi dalle politiche, il fenomeno carsico della “vigilia del voto” affiora inondando i Tg, sempre più “abili e arruolabili”. Il discorso vale soprattutto per quelle testate che “statutariamente” rispondono all’agonico berlusconismo: i Tg Mediaset e, quasi organicamente, Tg 1. Tg 2 mostra “a macchia di leopardo” una certa autonomia, mentre TG La 7 fa il battitore libero e TG 3 coniuga la condizione di riserva indiana della sinistra con un buon tasso di professionalità e il “vizio” di dare le notizie, tutte le notizie.
Ne vediamo e ne vedremo delle belle: il salotto del Tg 1 che ospita Alfano (ieri), quello di Tg 4 “spalancato” alle dotte riflessioni dell’Onorevole Santanchè (questa sera); Formigoni riproposto come deus ex machinadella politica lombarda piuttosto che come caricatura di se stesso ( tutti i Tg Mediaset, che, per altro, snobbano le inchieste scomode come regione Lombardia-Compagnia delle Opere di Bergamo); la zizzania dentro il Pd rappresentato come un ring di wrestling (un po’ da tutti, compreso Tg la 7).
Un fotogramma è comunque già impresso e dobbiamo abituarci a vederlo riproposto ad libitum per diversi mesi: il Mario Monti non più luogo geometrico di scontri e incontri tra le forze politiche, ma protagonista di un passato che ha davanti a sé sei mesi di vita “in sospensione” dalla politica, molto più di quanto non sia avvenuto negli ultimi 11 mesi. Il risultato è che il Premier da qualche settimana, e sempre più nei prossimi mesi, godrà di un’assolutezza che lo proietta più verso un impegno istituzionale (Quirinale?) che verso il Monti-bis. Una prova viene dal discorso duro tenuto oggi all’Anci e da quel “metterci la faccia” al Senato sul ddl anticorruzione. Come corrispettivo aspettiamoci dalla politica e anche dai Tg un progressivo ridimensionamento del ruolo di Monti e l’aumento delle critiche alle sue scelte: vedi in questi giorni la bocciatura della legge di stabilità che non trova un solo politico e un solo servizio giornalistico che la difendano.
In chiusura deroghiamo dalla stretta osservazione dei Tg per segnalare la “coda” di Tg la7, ovvero Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber con ospite un Massimo D’Alema, come consuetudine assai lucido, che annuncia la sua non candidatura e smentisce frizioni con Bersani. Ma siccome à la guerre comme à la guerre, Renzi è avvertito.
Alberto Baldazzi
Dati Auditel dei Tg di martedì 16 ottobre 2012
Tg1 – ore 13:30 3.545.000, 20.87% ore 20:00 5.832.000, 23.38%. Tg2 – ore 13:00 2.695.000, 17.31% ore 20:30 1.819.000, 6.37%. Tg3 – ore 14:30 2.978.000, 17.80% ore 19:00 2.004.000, 11.10%. Tg5 – ore 13:00 3.250.000, 20.61% ore 20:00 4.632.000, 18.28%. Studio Aperto – ore 12:25 2.352.000, 19.00% ore 18:30 867.000, 5.82%. Tg4 – ore 14.00 623.000, 3.78% ore 18:55 912.000, 5.07%. Tg La7 – ore 13:30 686.000, 4.04% ore 20:00 2.134.000, 8.37%.
Fonte: www.tvblog.it
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