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Albertobaldazzi

Università? No, grazie

31 Gennaio 2013, 14:38pm

Pubblicato da albertobaldazzi

diritto_studioI Tg di giovedì 31 gennaio – Se si risparmia sull’auto nuova, ci può stare. Se si fa la spesa ai discount, ci si nutre lo stesso. Se si fanno meno vacanze, ci si può godere le nostre splendide città. E’ la crisi, ragazzi, e presto o tardi passerà. Quello che invece non passerà, ma che, anzi, lascerà segni indelebili nel tessuto sociale chissà per quante classi di giovani, è la dolorosa rinuncia allo studio, alla specializzazione, alla crescita umana e professionale che fino ad un decennio fa si cercava, bene o male, nelle aule delle nostre università. Aumento delle tasse, annichilimento del diritto allo studio con la pratica scomparsa delle borse di studio, riduzione dei fondi e diminuzione degli insegnanti.

I dati forniti oggi dal Consiglio Universitario Nazionale, che parlano di un -17% di iscrizioni ( 58.000 studenti in meno rispetto a 10 anni fa ), sono ripresi con accettabile attenzione da Tg 1- dell’argomento se ne occupa Vendola con un’intervista in diretta -, Tg 3 (titoli) e da Tg 5 e Tg 4 alquanto frettolosamente. La collocazione dell’Italia all’ultimo posto della classifica Ocse per numero dei laureati conferma che il Paese da lungo tempo è senza bussola e che “progetto” è un sostantivo che non compare nel dizionario della politica. Quest’ emergenza nazionale è trasformata nel plauso ai risparmi ottenuti con la riduzione dei fondi alla scuola, all’Università e alla ricerca. Tremonti ha recentemente dichiarato che “con la cultura non si mangia”, perfetto rappresentante di una classe politica ignorante che fa dell’ignoranza la base del proprio consenso.

Se poi anche la campagna elettorale si mostra così avvilente, vuotamente parolaia fino al punto che “l’offerta politica” – come aulicamente viene definita – si riduce al calcolo dell’impatto di Balotelli sul voto per il Cavaliere, forse il collegamento con la condizione sottoculturale in cui il Paese si pasce non è fuori luogo. Balotelli è ancora guest star sui Tg Mediaset, ma “compare” come oggetto di polemica politica ancora su TG 1.

Per il resto si parla moltissimo di sistema bancario e MPS, ma sfidiamo i teleutenti a raccontarci se hanno capito qualcosa, oltre al fatto che è tema fisso nella campagna elettorale. Bersani, che risponde al “fuori i partiti dalle banche” montiano con “fuori i banchieri dal governo”, sembra quasi costretto a stare al gioco dello scambio a distanza in “duelli” per cui l’arma è scelta sempre dall’avversario. Ciò nondimeno la “battuta” va bene per i Tg che non lesinano titoli e servizi semiseri.

Dopo qualche edizione che poteva far pensare ad una resipiscenza di castità, su Studio Aperto ha fatto la sua ricomparsa la quasi quotidiana dose di tette e culi.

Ed il resto è silenzio.

Lorenzo Coletta

 

Dati Auditel dei Tg di mercoledì 30 gennaio 2013

Tg1 – ore 13:30 4.083.000, 22,20% ore 20:00 5.988.000, 22,42%. Tg2 – ore 13:00 2.676.000, 15,92% ore 20:30 2.090.000, 7,37%. Tg3 – ore 14:30 2.330.000, 13,59% ore 19:00 2.474.000, 12,01%. Tg5 – ore 13:00 3.307.000, 19,48% ore 20:00 5.612.000, 20,98%. Studio Aperto – ore 12:25 2.428.000, 18,03% ore 18:30 1.214.000, 7,33% (1P); 814.000, 4,16% (2P). Tg4 – ore 14:00 684.000, 3,77% ore 18:55 894.000, 4,35%. Tg La7 – ore 13:30 927.000, 5,03% ore 20:00 2.090.000, 7,81%

Fonte: www.tvblog.it

Università? No, grazie

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