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Albertobaldazzi

Tutti a scuola da Renzi

24 Febbraio 2014, 23:22pm

Pubblicato da albertobaldazzi

scuolaI Tg di lunedì 24 febbraio - La lezione durata settanta minuti nel suo primo intervento in Senato ha fatto sì che anche oggi Matteo Renzi abbia concentrato su di sé e assorbito, come un buco nero, tutte le luci della ribalta televisiva, oltre che quelle dei monitor dei computer sintonizzati sui siti d’informazione. Tg5 presenta un titolo unico sul Renzi-day, e su tutte le testate troneggiano gli estratti del suo lungo intervento. Per chi si fosse perso la diretta da Palazzo Madama – che mentre scriviamo dura ancora, in attesa della chiama per il voto di fiducia – Tg1 è la testata che sintetizza al meglio le varie proposte accennate dal Presidente del Consiglio, estraendole da un intervento a braccio che è stato in alcuni punti anche scarso in quanto a sintassi, ma certamente fluente ed immaginifico. A vederle riassunte in ordinate videate, c’è da chiedersi come mai sia passata, con il contribuo degi immancabili commentatori, la vulgata secondo cui Renzi non avrebbe detto niente di concreto. Azzeramento dei debiti dello Stato verso le aziende, riduzione dl cuneo fiscale intorno al 10%, ammortizzatori sociali universali, attacco al mostro della burocrazia, riforma della giustizia amministrativa e civile, cittadinanza ai figli degli extracomuntari e ampliamento della sfera dei diritti individuali; anche senza tener in conto il pacchetto riforme (elettorale e costituzionali), il paniere sembra tutt’altro che sguarnito. Le forze d’opposizione fanno il loro mestiere, ed è normale che Forza Italia agisca come Giano bifronte: apprezzare il look di Renzi e demolirne i contenuti. È sintomatico che per il capogruppo Romani, ripreso da TgLa7, prevalga ancora l’innamoramento per il politico del centrosinistra “che assomiglia tanto a Berlusconi”. Su Tg4 Ferrara si ritrae dall’amplesso dei giorni scorsi e comincia a picconare l’icona dell’ “amato”. Ripreso e condiviso un po’ da tutti è poi il giudizio secondo cui Renzi non avrebbe parlato ai membri del Senato, bensì al Paese. Un riflesso “castale”, perché le aule parlamentari dovrebbero sempre essere il luogo di ascolto e di confronto del popolo italiano; ma forse ce ne siamo dimenticati. Concludiamo con una considerazione che denota quanto il problema cui stiamo per accennare sia drammaticamente serio: la forte attenzione nell’intervento al Senato al tema della scuola, riproposta come luogo di costruzione di futuro e democrazia, nei Tg è scivolata tra le varie ed eventuali, a dimostrazione di quanto la classe dirigente del Paese sia lontana in tutti i suoi segmenti, compreso quello giornalistico, dalla consapevolezza del male che ci siamo fatti dimenticando il nesso tra istruzione e sviluppo. Renzi oggi ci ha riportati a scuola e questo, forse, è il suo maggiore merito.

Per il resto le novità sulla vicenda dei marò occupano adeguato spazio su tutti; da segnalare che per Tg5 c’è anche stasera il riflesso condizionato a dar voce al “controcanto” dell’ex Ministro Terzi, che prosegue nella sua sterile vendetta “ex post”. Gli sviluppi in Ucraina sono trattati ampiamente ma quasi mai efficacemente. È TgLa7 che, come nelle serate precedenti, riesce a spiegare e a rendere più vicine vicende su cui il pubblico italiano è completamente digiuno. Il secessionismo della Crimea filorussa è, infatti, la vera notizia del giorno, su quasi tutti asfaltata dal“Chi l’ha visto” del Presidente - Dittatore detronizzato.

Lo scrigno di Mps, abbondantemente violato come le cronache giudiziarie hanno riportato, continua a produrre sorprese che tali oramai non sono più. Altri 90 miliardi di “cresta” operata dalla banda del 5% che la magistratura continua a stanare, sempre in attesa che vengano esaudite le speranze dell’informazione di destra che da sempre parla di organiche compromissioni del Pd.

Finito il Festival, gabbato lo santo. Dopo una settimana di silenzio assordante le testate Mediaset “concorrenti” si possono finalmente scatenare contro la kermesse canora sanremese, presentando lo scoop di Albano che afferma che in Italia non si è più capaci di creare melodia e che il bel canto non abita più qui.

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei TG di domenica 23 febbraio 2014 Tg1 - ore 13:30 5.968.000, 29,94% ore 20:00 5.472.000, 20,78%. Tg2 - ore 13:00 3.173.000, 17,10% ore 20:30 2.505.000, 8,93%. Tg3 - ore 14:30 1.575.000, 8,16% ore 19:00 2.282.000, 10,44%. Tg5 - ore 13:00 3.169.000, 16,82% ore 20:00 4.481.000, 17,01%. Studio Aperto - ore 12:25 2.016.000, 12,61% ore 18:30 883.000, 4,54%. Tg4 - ore 11:30 560.000, 5,26% ore 18:55 873.000, 4,03%. Tg La7 - ore 13:30 782.000, 3,93% ore 20:00 1.193.000, 4,51%

Fonte:www.tvblog.it

Tutti a scuola da Renzi

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