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Albertobaldazzi

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Ciao, Stefano ...

23 Giugno 2017, 23:49pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Ciao, Stefano ...

I Tg di venerdì 23 giugno –  Ci ha lasciato Stefano Rodotà. La notizia, diffusa verso le 19.40, viene rilanciata nei titoli di Tg La7 e Tg2, con Mentana che ribalta la sua scaletta per parlarne in apertura, dedicando al grande costituzionalista un editoriale a braccio di 4 minuti che ripercorre sia la storia recente che l'antico impegno di tante battaglie civili e suoi diritti. Gli altri Tg delle 20 non danno splendida prova di sé, e così la scomparsa di questo grande intellettuale è confinata alle notizie da studio. Noi Stefano Rodotà lo conoscevamo, lo stimavamo e gli volevamo bene. Se ne è andato, ma la sua vita è stata piena e generosa. 

 

A due giorni dai ballottaggi delle comunali, la politica “reclama” la sua parte, spiccando sulle aperture di Tg1 e Tg5. Diversi i servizi dai vari “fronti caldi", con Tg La7 che si interessa di Sesto San Giovanni e dello “strano caso” di Trapani, mentre i Mediaset prediligono la Genova di Toti. Nel complesso l’impressione è che sia su Rai che su Mediaset si tenti di assestare un colpo ai pentastellati, con Martina del Pd presente sui Tg Rai ed un ubiquo Berlusconi, intervistato oggi da TgCom per Mediaset e Tg2 per i Rai. 

 

La grande siccità che imperversa sul Paese continua a dominare sulle aperture, raccogliendo il primo titolo su Tg2, Tg4 e Studio Aperto. Dopo giorni di servizi sul caldo, sulla siccità e su quanta acqua, pari al lago di Como, non è piovuta negli scorsi mesi, da notare su Tg1 e Tg5 due buoni approfondimenti sulle gravi disfunzionalità del sistema idrico nazionale, che in media per ogni 100 litri d’acqua trasportata ne “perde” 40 per strada a causa di impianti fatiscenti. 

 

Sempre per la politica, le nuove grave del sindaco di Milano Giuseppe Sala, indagato per turbativa d’Asta per un appalto dell’Expo, è presente a metà edizione su tutte le testate, con Tg la7 che parla di “mazzata”, mentre Tg5 fa il parallelo tra Sala e la sindaca Raggi. Presente, con minor risalto, il rinvio a giudizio dei deputati sospesi di M5S delle comunarie palermitane. 

 

Per cercare un po’ di fresco in questa afosa serata dell’informazione, bisogna guardare al “gelo” con cui Bruxelles ha accolto le proposte di Theresa May sui diritti dei cittadini comunitari nel post-Brexit. Se tutti i servizi rilanciano il giudizio della Commissione, che parla di un “passo non sufficiente”, è Tg La7 a spiegare come la proposta dell’UK, che vedrebbe diritti pieni riconosciuti solo ai cittadini stranieri che soggiornano da 5 anni nel Regno Unito, non sia irricevibile in sé, ma che il braccio di ferro fa parte dell'inizio delle trattative. Sottotono ma presente sui Tg Rai il discorso di Gentiloni, che a fine vertice europeo si dice “soddisfatto” degli avanzamenti sul fronte migratorio. Sempre sui Tg Rai e La7 spazio al rafforzamento dell’asse franco-tedesco. 

 

Ancora per gli esteri, gli sviluppi sul Russiagate figurano nei Tg delle 20. I servizi mettono in chiaro che, effettivamente, c'è stato un attacco informatico voluto da Putin per favorire l’elezione di Trump, ma che Obama aveva risposto in maniera “morbida” per non alzare la tensione, comunque “sicuro della vittoria di Hillary”.  

 

I dati sull’occupazione che segnalano una crescita degli occupati nel primo quadrimestre dell’anno, vengono proposti in chiave positiva da Tg5 ed i Tg Rai, mentre per Tg La7 il calo dei contratti a tempo indeterminato è indice di un quadro in cui  “i problemi sono tutt’altro che risolti”.

 

Luca Baldazzi

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“Borse avvilenti”

10 Febbraio 2016, 00:51am

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di martedì 9 febbraio – Il dato è ineludibile, e compare inevitabilmente nelle aperture di tutte le testate. L’ulteriore crollo in borsa, con Milano maglia nera, si ripropone e “avvilisce” (Mentana) il clima generale, con alcun testate che finalmente si pongono quanto meno il problema di tentare di spiegare cosa stia succedendo e perché. Buon in questo senso il servizio di Tg4 che procede con “domande e risposte”; buona anche la lettura europea di Tg3. Singolare la lettura proposta sul Tg1 dall’Ad di banca Akros Verzelli che parla di una “febbre”, quella delle banche, “che deve fare il suo corso”.

Con le unioni civili siamo giunti alla vigilia dei primi voti. Lo scontro e le “trappole” del voto segreto sono rilanciati soprattutto da Mediaset, mentre su Rai e La7 il percorso appare meno accidentato. Le contrapposizioni Pd - Cinque Stelle sfiorano ancora il tema delle unioni, ma si sostanziano soprattutto nelle polemiche sul “Decalogo Casaleggio” e le multe ai rappresentanti che dissentono dai due garanti. Il ripensamento del sindaco dimissionario di Quarto giunto nel pomeriggio, entra nei titoli di Tg2 e Tg La7. Per unificare i temi maggiori della giornata (finanza, banche ed unioni civili) Tg1 e Tg2 “scelgono” l’intervento odierno di Renzi, cui viene dato ampio spazio fin dai titoli. Lo stesso non avviene per Tg3, Il “Pierino” con Palazzo Chigi che Tg La7 inquadra per gli ulteriori attacchi del Pd Anzaldi, la cui ratio non abbiamo mai capito e continuiamo a non capire. Gli attacchi odierni riguardano l’intera nuova dirigenza del Servizio Pubblico. L’informazione di questa o quella testata può piacere o meno, ma nemmeno noi dell’Osservatorio ci siamo mai permessi di tirare le orecchi per mancata “omogeneità politica” (!?) e di richiamare alla “linea”.

Sempre a proposito di Tg3, la testata diretta da Bianca Berlinguer (“nemica pubblica” per Anzaldi) continua a riflettere sugli esiti delle primarie a Milano, dove all’orizzonte si profila il rischio di una rottura a sinistra “affine a quella che ha prodotto la vittoria di Giovanni Toti nella regione Liguria” (tTg3). A destra i problemi non mancano, e la situazione non definita soprattutto a Roma viene illustrata correttamente da Rai e La7. Tg1 intervista Marchini, “scaricato” dalla destra estrema e dalla Lega.

Le coperture sulla drammatica situazione ad Aleppo e i confini con la Turchia sono presenti su tutte le maggiori testate, con esclusione delle minori Mediaset. I servizi migliori li troviamo su Tg3 e TgLa7

Nessuna particolare novità per l’omicidio Regeni. Tg1 intervista la moglie di un cittadino egiziano appartenente all’opposizione e misteriosamente svanito nel nulla.

La copertina di Tg5 è dedicata alla giornata della memoria per le foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati. Per Tg2 questo rappresenta l’approfondimento di serata: sinceri complimenti per la qualità delle immagini e anche della scrittura (abbinamento assai raro).

Per chi non lo sapesse, stasera è iniziato il Festival di Sanremo: inevitabile, eccessivo spazio sulle testate Rai.

Alberto Baldazzi

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Sul tema sanità, informazione "schierata"

4 Novembre 2015, 23:32pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di mercoledì 4 novembre - Gli esiti dell’incontro tra il premier Renzi ed i presidenti delle Regioni, convocato in tutta fretta lo scorso lunedì per sminare le critiche sulla legge di stabilità, conquistano l’apertura dei Tg delle 20. Le linee editoriali stasera fanno però sentire il proprio peso, con il Tg1 che presenta la pace fatta tra Renzi e Chiamparino, mentre Tg5 parla di un nulla di fatto; anche per La7 l’incontro non è andato bene, mentre Tg2 illustra la “mediazione raggiunta” senza il favore dei tre presidenti Maroni, Toti e Zaia. Tg2 e TgLa7 riportano l’apertura del premier al tavolo dell’incontro, che rimprovera a stampa e regioni "il falso” di tagli alla sanità inesistenti.

Il Vatileaks 2 continua a furoreggiare (apertura per Tg2, Tg3 e Tg4) con le figure dei 2 arrestati che lasciano il campo agli elementi sostanziali che vengono fuori dai due libri “beneficiari" che riportano le spese pazze ed immorali della curia vaticana e le speculazioni del vecchio e nuovo Ior. I servizi illustrano i dettagli più raccapriccianti, mentre gli autori (Gianluca Nuzzi e Emiliano Filippaldi) sono ospiti, rispettivamente, su Tg4 e Tg1. Il Tg di Mario Giordano dedica un servizio alla totale estraneità di Francesco e all’azione riformatrice avanzata in questi anni; una difesa senz’altro superflua.

L'abbandono di tre deputati del Pd è accennato da quasi tutti (salvo, e ci sorprende, Studio Aperto e Tg4), mentre Mentana è l’unico a menzionare le dichiarazioni di Mineo su Renzi (sudditanza verso una "bella politica"), criticandole nettamente in quanto ulteriore esempio di politica sessista.

La cronaca giudiziaria, a vario titolo, si impone sulle scalette dei Tg. Molta carne al fuoco per quella criminale, con tutte le testate che riportano le sentenze, in primo grado ed in appello, per i casi Ceste e Falcioni. Grande attenzione all’assoluzione per non aver commesso il fatto dell'ex ministro Mannino nella prima sentenza di rito abbreviato sulla trattativa stato–mafia. TgLa7 riflette più degli altri sul peso che la sentenza potrà avere sul troncone principale. Spazio su tutti anche al day before del processo Mafia Capitale, con il commissario Tronca che ha appena firmato quell'atto che l'ex sindaco Marino avrebbe fortemente voluto siglare di suo pugno: la costituzione di parte civile di Roma Capitale.

La commemorazione del 4 novembre è presente sui maggior Tg, con Mattarella che compare anche su Mediaset: evenienza alquanto rara. L’emergenza idrica di Messina, che rischia di restare senz’acque per altre 3 settimane, è titolo per Tg3 e Studio Aperto e ritorna per tutti nella parte bassa delle edizioni; in secondo piano scivola anche l’airbus precipitato in Sinai, mentre l’odierno disastro aereo nel Sud Sudan viene liquidato da quanti ne trattano come breve da studio. 

Il crollo in borsa dei titoli Volkswagen, affossati dal dieselgate e le avvisaglie di un potenziale “benzinagate” che rischia di seppellirli, e' appannaggio esclusivo di TgLa7.

Segnaliamo l’attenzione continua del Tg3 alla questione profughi con una corrispondenza all’isola di Lesbo, davanti alle cui sponde ci sono stati altri drammatici naufragi con la morte di diversi bambini. Buono anche il servizio del Tg1 sul giornalismo della webtv emiliana (gestita da studenti) Corto circuito le cui riprese sono state rilevanti per l’inchiesta Aemilia di cui domani si apre il processo. Ottimo l’approfondimento del Tg2 sulle strutture ospedaliere della Capitale tra malasanità ed eccellenze, integrato da un’intervista alla ministra Lorenzin.

Luca Baldazzi

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Fredde polemiche

23 Ottobre 2015, 20:33pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 23 ottobre – L’intervento al congresso dell’Anm del Presidente Rodolfo Sabelli, che ha parlato di “ consapevole delegittimazione” della Magistratura da parte della politica, è apertura per Tg1, Tg2 e TgLa7; sui Tg Rai la replica del ministro Orlando, le sferzate di Salvini contro una Magistratura “che si delegittima da sola” e la difesa dei giudici da parte di M5S (Tg1 e Tg2). Nessuna traccia della polemica, invece, sui titoli e nelle scalette Mediaset, con Tg5 che la liquida con 30 secondi da studio. Ma in generale vogliamo segnalare che su tutte le testate i toni appaiono non enfatizzati, al di là delle aperture “concesse”. Si ha l’impressione che i Tg riprendano a fatica un tema “vecchio”, la cui la centralità si è sostanzialmente persa rispetto all’era Berlusconi; interlocutori cambiati, posizioni politiche attutite, se non rovesciate.

Il cammino della legge di stabilità, finalmente arrivata al Quirinale, ripropone le critiche di giornata sul nodo della sanità per le regioni. I Tg Mediaset lanciano l’intervento “combinato” della strana coppia Toti/Chiamparino nel tentativo di supportare un fronte polemico bipartisan. Tg4 tira una staffilata al presidente Renzi, reo di esser partito per il Cile lasciando il Paese addirittura “nel caos”. Il viaggio in Sudamerica del premier è seguito con interesse “istituzionale” dalle altre testate.

Tg3 dedica l’apertura al discorso del Papa alla vigilia della conclusione del Sinodo sulla famiglia. “I tempi cambiano, e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente”, un messaggio, quello del Pontefice, rivolto tanto i padri sinodali che direttamente ai credenti. Con le smentite del neurologo giapponese Fukushima, i Tg di serata decretano la fine assai poco decorosa dello scoop del Quotidiano Nazionale.

Corruzione, tangenti e malcostume (per Tg4 per Tg5 nei titoli) mantengono su tutti ampio spazio. Il nuovo clamoroso caso di giornata, una truffa ai danni dell’Inps operata dai suoi stessi funzionari emersa nell’ambito dell’ inchiesta Mastrolindo, è giustamente analizzata a fonfo a TgLa7 (titolo), mentre su Mediaset “vince” il facile gioco dei carrelli di interviste davanti alle sedi del comune di Sanremo.

Il ripensamento del sindaco dimissionario Marino, che sembra intenzionato a “restare”, è seguito fin dai titolo da Tg La7 e Tg3. Per Mediaset Tg5 è l’unico a parlarne, segnalando la “guerra di nervi” interna al Pd.

Il peggior incidente stradale nella storia Francese degli ultimi 30 anni (43 vittime) è primo titolo per Studio Aperto. Tg2 apre invece sulle minacce dell’Isis contro Israele proferite in lingua ebraica, e con un servizio lamenta l’assenza di una adeguata risposta internazione ed il sostanziale “fallimento” della coalizione anti-Isis. Tg3 è l’unico a titolare ancora sui flussi di profughi della rotta balcanica bloccati sul confine sloveneo. Grande attesa e preoccupazione su tutti i Tg per il catastrofico uragano di categoria 5 che si abbatterà in nottata sulle coste pacifiche del Messico.

L’interesse sul caso del pensionato milanese sembra finalmente scemare nei Tg di serata, con la sola eccezione di Tg4. La testata di Rete 4 non si accontenta però del solito servizio a sfondo securitario e a favore dello sparatore, ma ci “regala” una biografia della sua giovane vittima, presentandolo come un delinquente abbietto, colpevole, tra le altre cose, di “possedere impunemente una pagina facebook”. Sempre in tema di sparatorie e pistole, solo TgLa7 riprende nei titoli l’ennesima provocazione dell’euro deputato legista Buonanno che durante un’intervista a Sky ha ripetutamente armeggiato con una pistola davanti alle telecamere.“Deleterio” il duro commento di Mentana, rivolto tanto al gesto che al personaggio politico che, a detta del conduttore “mostrando la pistola fa la figura del pistola”; il gesto ha incontrato la censura dello stesso Salvini, ma stasera sui Tg Mediaset non ve ne è traccia.

 

Luca Baldazzi

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I magnifici 7

1 Giugno 2015, 22:45pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-06-01-alle-23-32-06I Tg di lunedì 1 giugno – Per i Tg Mediaset “magnifici” tra i nuovi presidenti regionali sono solo Toti e Zaia. Tg5 quanto meno “accenna” movenze corrette, citando di sfuggita anche la necessaria riflessione che Forza Italia dovrà compiere; Studio Aperto e Tg4 vanno invece “dritti alla meta”, che coincide con la beatificazione di Toti e, in seconda battuta, del vecchio-nuovo presidente del Veneto. Tg4 è apodittico: “catastrofe per Renzi” che, perdendo la Liguria, è un uomo politico finito. Grande, al contrario, il successo di Forza Italia, mentre l’“aiutino” della Lega che ottiene 2 o 3 volte i voti del partitino di Berlusconi è messo sotto il tappeto.Per il Tg diretto da Mario Giordano Renzi perde anche quando usa la playstation indossando la maglia del Barcellona contro Orfini targato Real Madrid. Anche la vittoria di Emiliano in Puglia è presentata in chiave anti-Renzi. Sulle altre testate sono al contrario presenti un po’ tutti i temi variamente emergenti dall’esito delle regionali: il fortissimo astensionismo, il consenso al premier per la prima volta seriamente incrinato, le rotture a sinistra, il nettissimo successo della Lega di Salvini e Zaia, il consolidamento delle posizioni di Cinque Stelle alle amministrative, la semi-scomparsa di Forza Italia e le prospettive di un centro destra a trazione leghista, il caos che si profila un minuto dopo l’insediamento di De Luca in Campania. Come quasi sempre capita dopo una tornata elettorale è praticamente impossibile trovare gli sconfitti. Renzi dall’Afghanistan parla di netta vittoria, bissato dalla dirigenza del partito in conferenza stampa. Grillo (con più ragioni) grida alla vittoria e al redde rationem. Toti minimizza il dover governare la Liguria “in nome e per conto” della Lega. Tornando al comportamento delle testate Mediaset, lo potremmo definire una manifestazione di “archeologia comunicazionale”, ovvero una manifestazione ex-post e fuori tempo massimo dello storico conflitto d’interessi. Oggi il tutto può far sorridere, visto che il Campione Mondiale in questa disciplina è da tempo in uscita dal sistema politico. Ma l’ipotesi – in parte già operativa – di un cambio di “cavaliere” con in mano le redini del centrodestra e quasi metà del sistema televisivo nazionale potrebbe concretizzarsi pienamente, riproponendo interi i rischi della commistione malata politica-informazione. Un’ultima notazione: gli interessanti dati forniti a caldo dall’Istituto Cattaneo sul confronto tra i voti reali di queste regionali con le tornate precedenti vengono utilizzati dalle diverse opposizioni come una clava, impugnata però inequivocabilmente solo contro gli avversari.

A proposito di Salvini e della sue felpe (quella di oggi, ripresa da tutti, recita “forza ruspa”) continua l’attenzione di Tg4 alla sua campagna contro i rom, in una serata in cui per altro tutte le testate riportano la notizia dell’arresto del diciassettenne e del diciannovenne autori della folle corsa omicida per le strade della periferia di Roma nord-est (titoli per tutti). Cambiando scenario, chiudiamo segnalando il bel servizio del Tg2 che, inaugurando le commemorazioni sulla prima guerra mondiale, è dedicato alla “leggenda del Piave” e al brano arcinoto che tra il 1943 e il 1946 fu anche inno nazionale.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di domenica 31 maggio
 TG 1ore 13:30 4.433.000, 26,42%; ore 20:00 4.462.000, 24,81%. Tg2 ore 13:00 2.732.000, 16,95%; ore 20:30 1.760.000, 8,61%. Tg3 ore 14:30 1.603.000, 9,54%; ore 19:00 1.419.000, 10,43%. Tg5 ore 13:00 2.720.000, 16,74%; ore 20:00 3.135.000, 17,14%. Studio Aperto ore 12:25 1.453.000, 10,44%; ore 18:30 744.000, 6,29%. Tg4 ore 11.30 524.000, 5,83%; ore 18:55 713.000, 5,31%.
Tg La7 ore 13:30 .000, %; ore 20:00 754.000, 4,19%. Fonte:www.tvblog.it

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Tanti numeri, grande confusione

2 Marzo 2015, 22:31pm

Pubblicato da albertobaldazzi

numeriI Tg di lunedì 2 marzo - I Tg di serata “si impiccano” sui dati 2014 della disoccupazione forniti dall’Istat, così come su quelli della pressione fiscale. Già è difficile orientarsi tra pochi decimali di percentuali in più in meno, ma se ci si mette l’approssimazione delle redazioni d’economia la frittata è fatta. Così nei titoli del Tg1 compaiono appaiati il record negativo dal 1977 e la soddisfazione di Renzi per i 130 mila occupati in più. Mediaset va per le spicce e al massimo concede che a gennaio le cose sono andate un po’ meglio. Mentana dà l’interpretazione autentica: bicchiere meo pieno, perché più gente ha cercato lavoro (da qui l’aumento del tasso di disoccupazione) ma più persone lo hanno trovato. Anche sulla pressione fiscale, titolo sparato su Tg4 e Tg5, la matematica appare un’opinione. Tg1 ricorda (seguito da TgLa7) che l’apparente + 0,1% della pressione diventa il suo contrario (-0,3) se si scomputano gli 80 euro per 10 milioni di italiani. Per Tg2 non ci sono dubbi: la pressione fiscale è scesa. Intanto lo spread scende ancora, ma non conquista particolare spazio nei Tg.

Tg1 festeggia la prima trasferta di Mattarella con l’apertura; un Presidente che finalmente parla con i giornalisti – seppure sommessamente – dopo gli incontri di stato con l’omologo tedesco e con la Merkel. Servizi istituzionali sui maggiori Tg.

Per la politica interna al centro dell’attenzione lo scontro in casa Lega (apertura per Tg5) e la vittoria di De Luca alle primarie del Pd campano. Tg1 realizza un’intervista quasi vera con l’ex sindaco di Salerno “decaduto” per la Severino, che – ipotizza correttamente l’intervistatore – rischia di mette in braghe di tela l’intero centrosinistra nel caso di una sua vittoria a maggio, seguita da una ulteriore di decadenza. Per la Lega “tutti con Zaia” per la regione Veneto, ma è difficile immaginare che Tosi incassi il semi-commissariamento della Liga Veneta. Mediaset segnala l’incessante lavorio di Toti & c. per portare Salvini a ragionare sul centrodestra unito (Alfano compreso). Tg3 torna sul sabato romano di Salvini, contrapponendo la Lega antifascista di Bossi del ’94 (che costrinse Berlusconi a inventare la doppia strana alleanza nord-sud con Lega e Fini) e quelle attuale che va a braccetto con Casa Pound.

Il giallo dell’assassinio del leader dell’opposizione anti-Putin a pochi passi dal Cremlino sembra diventare tale dopo le dichiarazioni contraddittorie della sua giovanissima fidanzata ucraina - una testimone oculare che viene ripresa da tutti.

L’elicottero con Renzi a bordo costretto ad atterrare vicini ad Arezzo (forse) per il maltempo è citato da tutti. TgLa7 e Tg2 riportano con evidenza le polemiche di Grillo contro i costi degli spostamenti del premier (il “Renzicottero”).

Tg1 e Tg5 si occupano di più o meno geniali, ma comunque spudorate, truffe ai danni delle assicurazioni auto, a base di radiografie (sempre le stesse) che con la complicità di medici cambiavano solo per l’intestazione del paziente.

Anche Bossetti, presunto omicida di Yara Gambirasio, conquista spazio su tutti, compreso Mentana, per i video che inquadrano il suo furgone per ben 15 volte aggirarsi nei pressi della palestra della ragazza di Brembate nelle ore della sua sparizione.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di domenica 1 marzo 2015
 Tg1 - ore 13:30 5.318.000, 27,43% ore 20:00 6.179.000, 23,79%. Tg2 - ore 13:00 3.124.000, 16,91% ore 20:30 2.213.000, 7,90%. Tg3 - ore 14:30 1.452.000, 7,69% ore 19:00 2.004.000, 9,19%. Tg5 - ore 13:00 3.376.000, 18,16% ore 20:00 4.576.000, 17,46%. Studio Aperto - ore 12:25 1.847.000, 11,55% ore 18:30 1.155.000, 5,96%. Tg4 - ore 11:30 549.000, 5,12% ore 18:55 892.000, 4,10%. Tg La7 - ore 13:30 621.000, 3,21% ore 20:00 977.000, 3,75%.

Fonte:www.tvblog.it

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Vagiti di Pil

28 Febbraio 2015, 01:09am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-02-27-alle-23-00-19I Tg di venerdì 27 febbraio – Il mondo è bello anche perché le linee editoriali dei Tg sono “varie”. Varie ma quantomeno simili, quando imparentate. Così Mediaset, nel giorno in cui lo spread valica in discesa quota 100 e l’Istat “vede” una crescita seppur minima del Pil dopo 15 trimestri negativi, si allinea nelle aperture sull’Isis e il pericolo attentati nel paese simbolo del cristianesimo e sede del papato. La notizia c’è, e la relazione odierna dei servizi non va presa sottogamba, tanto che anche Tg3 la sceglie per l’apertura, ma gli altri privilegiano i dati dell’economia, in una settimana che oltre alla discesa dello spread ha visto l’ok della Ue sulla stabilità di Padoan, gli accordi anti esportazione di capitali con la Svizzera e il Liechtenstein e la crescita della fiducia di consumatori e aziende. Sarà vero sviluppo? Ai posteri l’ardua sentenza. La politica riprende spazio grazie ai tanti conflitti “domestici”. Lo strappo di Bersani che diserta la riunione con Renzi è centrale per tutti, e il doppio scontro Salvini –Tosi e Salvini- Forza Italia va in onda a reti unificate, visto che Tg5 prende chiaramente posizione: quella che Toti ribadisce ai 4 venti e ai 7 Tg. Tg1 offre la passerella a Boschi, Salvini e Alfano: è proprio vero che siamo alla vigilia della campagna elettorale per le regionali, e all’unisono si alzano i toni dei politici e l’attenzione dei Tg. Mentana illumina anche la frittata che sta per essere rivoltata in Campania, dove le primarie del Pd hanno un destino segnato: una farsa e una brutta figura generale. La politica si fa cronaca per tutti con gli scontri a Roma, antipasto della tesa giornata di domani con Salvini alla conquista della Capitale, contestato dai centri sociali. Il leader della Lega li chiama “squadristi rossi”, mentre lui si farà scortare dagli squadristi doc di Casa Pound. L’acquisto da parte del fondo sovrano del Qatar dei nuovi grattacieli di Milano, per un impegno di almeno 2 miliardi di euro, genera lamentazioni su Tg4 per la perdita dei gioielli italici: bisognerebbe segnalare a Mario Giordano che i grattacieli è difficile incartarli e portarli via. TgLa7 ci dice che l’Italia, dopo la Gran Bretagna, è l’area che sta assorbendo i maggiori investimenti degli emirati. L’inizio del processo d’Appello per l’omicidio di Sarah Scazzi riporta in auge “Zi’ Miché” e Cosima, che oggi ha fatto per un’ora e mezza dichiarazioni spontanee. Il caso che ha spodestato nella classifica dell’attenzione dei media la vicenda Cogne, con ogni probabilità occuperà nei prossimi mesi uno spazio fisso e quasi quotidiano, quantomeno su Mediaset, che stasera si occupa ampiamente anche del presunto assassino di Yara. Chiudiamo segnalando che Tg2 si ricorda del mitico “suo” giornalista Joe Marrazzo, grande cronista di mafia e camorra, scomparso 30 anni fa ma ancora oggi un faro ed un esempio di professionalità per chi fa questo mestiere. Alberto Baldazzi Dati auditel dei Tg di giovedì 26 febbraio 2015 Tg1 - ore 13:30 3.816.000, 21,83% ore 20:00 6.365.000, 23,90%. Tg2 - ore 13:00 2.583.000, 15,96% ore 20:30 2.351.000, 8,30%. Tg3 - ore 14:30 1.742.000, 10,85% ore 19:00 2.162.000, 10,65%. Tg5 - ore 13:00 3.231.000, 19,78% ore 20:00 4.668.000, 17,61%. Studio Aperto - ore 12:25 2.058.000, 15,50% ore 18:30 1.193.000, 7,24%. Tg4 - ore 11.30 545.000, 7,20% ore 18:55 904.000, 4,50%. Tg La7 - ore 13:30 690.000, 3,94% ore 20:00 1.381.000, 5,16%.

Fonte:www.tvblog.it

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