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Albertobaldazzi

Post con #santanche

Banalità e bassezze

28 Marzo 2015, 01:38am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-03-27-alle-23-30-30I Tg di venerdì 27 marzo – Le scalette di serata continuano a diffondersi ampiamente sulle ricostruzioni della personalità, delle relazioni, delle mistificazioni, delle bugie e dei problemi psichici del secondo pilota del volo Germanwings che ha schiantato l’Airbus 320 contro le Alpi provenzali, decretando la morte di 149 innocenti. Inevitabile questo supplemento di attenzione, anche se dedicare quasi metà delle edizioni ad un fatto così tragico e difficilmente spiegabile appare eccessivo. Il risultato è che tutti dicono le stesse cose e si fanno le stesse domande che ottengono risposte scontate o vaghe. La fiera delle banalità. Tg5 dà spazio al direttore de Il Giornale Sallusti che “molto giornalisticamente” ha aperto oggi sullo “Schettinen” tedesco, vendicandosi dell’equivalente basso profilo di alcuni giornali tedeschi che avevano irriso il comandante della Concordia. La logica di rendere “pan per focaccia” non ci aggrada affatto. I riflessi del dramma delle Alpi Provenzali si ritrovano anche nelle pagine di politica interna grazie al demenziale fotomontaggio del blog di Grillo (ripreso da Rai e La7) che mostra un Renzi “solo al comando” dell’aereo Italia. Per essere ancora più esplicito il Portavoce precisa che il premier sta per far schiantare l’Italia: la fiera delle bassezze e del cattivo gusto. Dopo l’orario dei Tg arriva la risposta di Renzi: “Non rispondo perché a differenza di Grillo conosco i limiti della decenza”. Siccome la decenza è ormai uno sport per pochi, l’informazione di giornata ha ripreso il tweet della Santanché che chiede informazioni sulle origine etniche dei due piloti del volo schiantato. No comment. Se la decenza latita, anche la preparazione non abita più qui. I Tg Rai e La7 riprendono la gaffe di Landini che mostra in un talk di giornata di non essere pienamente informato della differenza tra legge di stabilità e Jobs act, in riferimento ai numeri dell’aumento dei nuovi occupati. Meno spazio per il Landini-day di domani e gli esordi della coalizione, che non macinano minuti di servizi e di approfondimenti. I dati negativi sulla produzione industriale a febbraio non inficiano l’ottimismo della Confcommercio che da Cernobbio conferma che la crisi sarebbe alle spalle. Attenzione soprattutto da TgLa7. Mentre tutte le testate continuano a prospettare l’ennesima “resa dei conti” in casa Pd nella direzione di lunedì, Renzi e il cdm conquistano titoli per l’approvata riforma della governance Rai. Ad ascoltare ciò che riportano i Tg sembrerebbe che quasi nulla cambi. Le dichiarazioni del premier in conferenza stampa lo mostrano alquanto dimesso e quasi disimpegnato sul provvedimento il cui destino - a differenza di tanti altri – sarebbe affidato alla libera dialettica del Parlamento. I Tg Rai leggono integralmente il comunicato del sindacato interno; anche in questo caso le proposte di riforma prodotte da dipendenti e giornalisti e approvate attraverso un referendum ( 82% di favorevoli) per come vengono illustrate risultano poco comprensibili e, soprattutto, tutt’altro che risolutive. La guerra aperta tra potenze sunnite e sciite in Yemen finalmente conquista spazio sulle maggiori testate. Alberto Baldazzi I TG di giovedì 26 marzo 2015 Tg1 - ore 13:30 4.091.000, 23,77% ore 20:00 6.532.000, 25,48%. Tg2 - ore 13:00 3.024.000, 18,77% ore 20:30 2.423.000, 8,92%. Tg3 - ore 14:30 1.923.000, 11,94% ore 19:00 2.350.000, 12,42%. Tg5 - ore 13:00 3.455.000, 21,24% ore 20:00 5.741.000, 22,08%. Studio Aperto - ore 12:25 1.907.000, 14,79% ore 18:30 1.044.000, 7,04%. Tg4 - ore 11.30 567.000, 7,61% ore 18:55 866.000, 4,77%. Tg La7 - ore 13:30 750.000, 4,36% ore 20:00 1.370.000, 5,30%.

Fonte:www.tvblog.it

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La spesa e la spending

18 Marzo 2014, 22:38pm

Pubblicato da albertobaldazzi

images3I Tg di martedì 18 marzo - I due termini, spesa e spending, significano la stessa cosa ma acquistano colorazioni diverse perché la seconda è abbinata ad un altro sostantivo: revisione. Il “Cottarelli day” è primo titolo per Tg4 e Tg5, secondo per le testate Rai, terzo per La7. Su Tg2 troviamo stasera le “notizie”, ovvero la sintesi di quanto Cottarelli ha detto durante l’audizione al Senato; sugli altri troviamo in primo luogo gli allarmi che sempre accompagnano i tentativi (falliti) di ridurre la spesa pubblica. Sui Tg Mediaset, poi, i warning sono tanti; da Tg4, che paventa lo spegnimento dei lampioni dell’illuminazione pubblica, a Tg5, che esordisce con il no dei sindacati al taglio degli 85 mila statali che, però, Cottarelli vorrebbe solo più disposti alla mobilità. TgLa7 mette più a fuoco la manovra su alcuni comparti quali la difesa e la sicurezza, ridimensionando l’eventuale impatto dei tagli. Timori reali, conservatorismo e speculazione politica si sposano nelle reazioni “a caldo” al piano che sarà gestito direttamente da Renzi e che dovrebbe portare risparmi tra i 3 ed i 5 miliardi negli ultimi 8 mesi dell’anno. Tanti attacchi preventivi, dunque, che confermano un luogo comune: la spending logora chi la fa, anzi chi la propone per poi essere costretto a ritirarla.

Il Premier continua ad essere la guest star di serata, con il “dopo Merkel” che campeggia in diverse aperture (Tg1 e Tg2) e nei servizi che riprendono le sue odierne dichiarazioni alla presentazione del libro di D’Alema, ma che poco aggiungono a quanto già sentito. Tg4 dovrenne pagargli i diritti, visto che ancora una volta una buona fetta dell’edizione è dedicata a riprendere la satira di cui è oggetto sul web. La testata diretta da Mario Giordano riprende poi la campagna di Libero sulla casa fiorentina “pagata” da un amico imprenditore, ospitando Belpietro che mostra il contratto d’affitto.

L’attesa per la sentenza della Cassazione sul ricalcolo della pena accessoria per Berlusconi è nei titoli per i Tg Rai e per La7, mentre su quelli Mediaset non affascina più di tanto. Sempre a proposito di Berlusconi, il capogruppo di Forza Italia Romani, lungamente intervistato da Tg3, guarda storto l’intervistatrice che chiede spiegazioni sulla decisione di candidare l’incandidabile alle Europee. Romani risponde, però, sulla campagna della Santanché e del Il Giornale per la grazia, giudicandola politicamente inopportuna. L’intervento di Napolitano, indirizzato a chi parla di grazia a B. e delle sue eventuali dimissioni, mette d’accordo tutti: “Decido io”; presente sulle maggiori testate.

L’anschluss della Crimea (così definito da Mentana) firmato in giornata da Putin, è in apertura solo per Tg3 e TgLa7.

La strage di Taranto, che ha coinvolto un bambino di meno di 3 anni, è molto presente e permette a Tg1 di ricordare i tanti casi in cui i minori sono entrati nel mirino dei killer dei loro genitori e parenti. Studio Aperto parte da qui per infarcire l’intera edizione di cronaca nera e criminale, ma questa non è una novità.

Chiudiamo con la segnalazione di un intelligente servizio del Tg2 che presenta il nuovo cinema italiano prodotto dalla crisi: quello poverissimo, finanziato dalle comunità locali ma che sforna prodotti socialmente e artisticamente tutt’altro che poveri.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di lunedì 17 marzo 2014 Tg1 - ore 13:30 4.149.000, 23,94% ore 20:00 5.880.000, 22,51%. Tg2 - ore 13:00 2.716.000, 17,52% ore 20:30 2.079.000, 7,31%. Tg3 - ore 14:30 1.852.000, 11,94% ore 19:00 2.060.000, 10,87%. Tg5 - ore 13:00 2.060.000, 19,70% ore 20:00 5.072.000, 19,38%. Studio Aperto - ore 12:25 2.083.000, 16,70% ore 18:30 868.000, 6,12%. Tg4 - ore 11.30 430.000, 7,08% ore 18:55 930.000, 4,97%. Tg La7 - ore 13:30 772.000, 4,45% ore 20:00 1.654.000, 6,27%.

Fonte:www.tvblog.it

La spesa e la spending

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L’Italicum è maschio

10 Marzo 2014, 23:04pm

Pubblicato da albertobaldazzi

images2I Tg di lunedì10 marzo - Nella fascia delle 20 i Tg arrancano dietro le votazioni in corso alla Camera sui tre emendamenti per la rappresentanza di genere nella nuova legge elettorale. E’ TgLa 7 quello che decide di scombinare la scaletta per fornire in tempo reale l’esito dei voti segreti. Precedentemente Studio Aperto e Tg4 avevano consapevomente affrontato sotto tono la questione, probabilmente per non infierire sull’unico partito che, fino poche ore fa, si era schierato con i suoi stati generali contro l’equilibrio di genere. Siccome questo Paese non si fa mancare nulla, nel tardo pomeriggio Cinque Stelle ha deciso di votare contro, per non rischiare di avere un ruolo minimanente propulsivo nella riforma della politica che arranca faticosamente. Alle 19,55 Tg5 annunciava che non c’è accordo e che il tutto è demandato alla libertà di coscienza. Tg2 fa in tempo a riportare che anche l’emendamento “minimalista”, quello pattuito compromissoriamente tra Forza Italia e Pd che sanciva il 60% per gli uomini ed il 40% per le donne, è stato bocciato. Nel frattempo le immagini dall’Aula rimandano le chiazze bianche bipartisan delle deputate dei diversi schieramenti che hanno voluto simboleggiare un’unità di intenti per una rappresentanza parlamentare che assomigliase un pò di più al Paese. Una cronaca complessa, dunque, che però non è riuscita a proporre la vera morale della giornata, che rimanda ad un quadro assolutamente maschilista e di potere ben impersonato dalla deputata (vestita di rosa) Santanchè che, intrevistata da Tg3, si dice tranquilla sull’esito dei voti segreti, certa che “noi uomini” (sic, ndr), avremmo vinto la battaglia sessista. Le interpretazione degli ultimi giorni sul braccio di ferro tra Berlusconi e il Pd sono andate a carte quarantotto, visti i numeri delle votazioni: i sì ai diversi emendamenti non hanno mai raggiunto i 240 voti, contri i no, sempre assestati intorno ai 350. Nel segreto dellìurna sono svaporati un centinaio di voti riformatori. L’Italicum è nato maschio, dunque, principalmente per una difesa di genere che, questa sì, ha funzionato, nella prospettiva della spartizione dei collegi alle prossime elezioni. Complimenti trasversali per la trasmissione.

Oltre la brutta pagina appena descritta, c’è ben poco da dire sui Tg di serata. Sempre a proposito di “genere”, segnaliamo un servizio niente male di Tg5 sulla satira presuntamente sessista rilevata da molti in occasione dell’imitazione della neo Ministra Boschi (che a noi, lo confessiamo, è piaciuta). Il serial parenti-serpenti scala titoli su titoli per l’ulteriore braccio di ferro tra Renzi e Camusso. La prima trasferta di Padoan a Bruxelles è in apertura su Tg1. Fiorello dimesso dal Gemelli è ancora ampiamente ripreso dai Tg Mediaset e non solo. Felici delle sue migliorate condizioni, ci chiediamo se abbia avuto senso proporre nell’ultima settimana una pagina fissa dedicata al bravissimo showman, protagonista di uno sfortunato incidente in motorino.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 9 marzo 2014 Tg1 - ore 13:30 4.829.000, 24,26% ore 20:00 5.465.000, 21,74%. Tg2 - ore 13:00 2.516.000, 13,44% ore 20:30 2.123.000, 7,69%. Tg3 - ore 14:30 1.383.000, 7,35% ore 19:00 2.059.000, 10,23%. Tg5 - ore 13:00 3.217.000, 17,07% ore 20:00 5.427.000, 21,47%. Studio Aperto - ore 12:25 1.418.000, 8,98% ore 18:30 942.000, 5,29%. Tg4 - ore 11:30 687.000, 6,97% ore 18:55 994.000, 4,93%. Tg La7 - ore 13:30 688.000, 3,46% ore 20:00 1.236.000, 4,87%.

Fonte: www.tvblog.it

L’Italicum è maschio

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8 marzo di retroguardia

7 Marzo 2014, 22:44pm

Pubblicato da albertobaldazzi

imagesI Tg di venerdì 7 marzo - La coincidenza delle polemiche su riforma elettorale e rappresentanza di genere con la giornata dell’8 marzo rende paradossale la lettura delle manovre delle ultime ore alla Camera dei deputati. “Vigilia di retroguardia”, titola TgLa7, mentre la mobilitazione bipartisan delle 90 parlamentari che chiedono ai rispettivi partiti (Forza Italia contraria, Pd favorevole ma “ligio” agli accordi Renzi-Berlusconi) di ripensarci, trova spazio nei titoli dei Tg Rai. A Mediaset prevale la denuncia degli ultimi femminicidi, certamente corretta ma meno impegnativa politicamente. Tg4 si astiene dal giudizio, dando spazio a diverse posizioni espresse da donne di cultura come Ritanna Armeni - favorevole all’abbinamento uomo-donna nelle liste - e Ida Magli - contraria in generale alle quote rosa. Daniela Santanchè, intervistata da Tg3, dice di no all’eguaglianza nella rappresentanza di genere con un strano ragionamento: una maggior presenza femminile in Parlamento non rappresenterebbe altro che un ampliamento dell’harem a disposizione dei maschi che comandano in politica. Ci permettiamo una riflessione molto “concreta”: ciò che è in ballo non è tanto una maggiore o minore apertura al ruolo delle donne nella società e nella politica, quanto il mero calcolo di sopravvivenza di una classe politica che sa bene come con l’Italicum, con colleggi in cui viene eletto di solito il primo della lista bloccata, alternare in prima posizione una donna ed un uomo equivale a far fuori molte decine di maschi-politicanti di carriera. La Crimea è in apertura per Tg2, Tg3, Tg5 e TgLa7, con gli aggiornamenti sul dialogo tra sordi tra Obama e Putin e la decisione di declassare la rappresentanza politica all’inaugurazione delle Paralimpiadi di Sochi da parte dei big occidentali, tra cui l’Italia. Putin, intanto, ci ricorda che le minacce europee gli fanno solo il solletico.

Per la politica interna i Tg Mediaset illuminano, a ragione, la pantomima tra il duo Renzi-Padoan e i predecessori Letta e Saccomanni. Le testate Rai sono alquanto più morbide e buttano un po’ di polvere sotto il tappeto. La7, al contrario, chiama nello studio di Mentana Fassina, che rende plastico un conflitto non sopito che lo vedeva prima critico con Letta - dal cui gabinetto si era dimesso - , oggi critico con quello che Padoan si appresta a fare.

Il fatto che il Consiglo di ministri non abbia impugnato la decisione della regione Abruzzo di rendere ricettabile la cannabis per uso terapeutico, potrebbe apparire un tecnicismo di difficile interpretazione. In realta rappresenta un microscopico “segno dei tempi” che viene colto correttamente da quasi tutti i Tg : diversi servizi e titolo per TgLa7 e Tg2.

Tg3 riprende il video di Save The Children prodotto per ricordare il terzo anno dall’inizio della guerra in Siria, e che in 48 ore è stato visto sul web da più di 10 milioni di persone. Buono, poi, il servizio sugli operai dei diversi impianti della Electrolux che si riuniscono a Porcia con l’orgoglio di ex “maestranze della Zanussi”.

Tg5 regala ai meno giovani due minuti di buona musica; per festeggiare i 50 anni di The Sound of Silence, ecco riapparire, un po’ attempato, lo storico duo Simon&Garfunkel. Veniamo proprio da lontano …

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di giovedì 06 marzo 2014 Tg1 - ore 13:30 4.062.000, 23.45% ore 20:00 5.977.000, 23.42%. Tg2 - ore 13:00 2.495.000, 15.98% ore 20:30 1.936.000, 7.04%. Tg3 - ore 14:30 1.876.000, 11.73% ore 19:00 2.152.000, 11.35%. Tg5 - ore 13:00 3.231.000, 20.40% ore 20:00 5.475.000, 21.36%. Studio Aperto - ore 12:25 2.188.000, 16.85% ore 18:30 1.003.000, 6.61%. Tg4 - ore 11.30 411.000, 6.20% ore 18:55 870.000, 4.58%. Tg La7 - ore 13:30 767.000, 4.43% ore 20:00 1.783.000, 6.94%.

Fonte:www.tvblog.it

8 marzo di retroguardia

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Gioco al massacro

30 Gennaio 2014, 22:55pm

Pubblicato da albertobaldazzi

gazzarra_5mlI Tg di giovedì 30 gennaio – Forse è questo l’obbiettivo del Movimento: a forza di affermare che i Cinque Stelle sono contro tutto e tutti, si ottiene il risultato di compattare tutti gli altri. Grillo li vede tutti “ugualmente nemici”, ma in realtà “gli altri” si mostrano ecumenici solo nel rigettare le mosse pentastellate. Accade anche per i Tg di serata, nessuno dei quali fa “sconti” alla ignobile gazzarra che da ieri sera ha fatto diventare Montecitorio un ring o una curva di ultras urlanti. Le immagini si ripropongono, uguali quanto imbarazzanti, nelle aperture di tutte le testate. Se gli arbitri di calcio qualche volta sbagliano nell’identificare gli autori di una rissa in campo, 18-20 milioni di italiani questa sera non avranno avuto dubbi. Si è dolorosamente abituati a qualche intemperanza, all’insulto singolo e alle spinte arginate dai commessi; nelle ultime ore, però, la rissa è divenuta forma e contenuto politico, rivendicati dagli esponenti Cinque Stelle che affermano esplicitamente “E’ solo l’inizio della guerra”. Succede anche questo quando una mal concepita concezione della democrazia rappresentativa porta a eleggere persone “troppo” uguali e, talvota, drammaticamente “comuni”. Le testate Mediaset uniscono l’utile al dilettevole e, oltre alle immagini di una infamante giornata per la storia parlamentare, mandano in onda servizi che ripropongono una ridda di scontri non verbali nei parlamenti di una serie di stati accomunati da una sola condizione: una democrazia insufficiente o primitiva. Sui Tg Rai intervengono Onida (Tg3), Folli (Tg1) e ancora su Tg 3 in diretta la Presidente della Camera Laura Boldrini. Su tutti la mesta passerella dei tanti esponenti politici (Santachè, Vendola, Speranza, Prestigiacomo, ecc.) che deprecano lo scempio che Cinque Stelle sta facendo del Parlamento. Il neo direttore di Tg4 Mario Giordano si produce nel secondo editoriale in 4 giorni; con la sia consueta (eccessiva) verve la critica della bolgia pentastellata si tinge delle consuete tonalità comunque vicine all’antipolitica.

Tra quelli che tentano anche di ragionare segnaliamo Tg3 e TgLa7 che, dopo la mancanza di attenzione che noi ieri lamentavamo, si pongono l’obbiettivo di spiegare cosa, al di là del come, i Cinque Stelle contestano del decreto Imu-Bankitalia. Comunque la si pensi, dai servizi emerge che il contenuto specifico del decreto – apprezzabile o meno – rappresenta solo un alibi per la contestazione grillina.

Di fronte alla ignobile farsa andata in onda a Montecitorio il gesto estremo dell’avanzamento della procedura di impeachment nei confronti di Napolitano quasi illanguidisce, sormontato dal suo apodittico commento: “Faccia il suo corso”. Ci auguriamo che qualcuno ponga fine a questo gioco al massacro, anche se è difficile immaginare che i Cittadini del Movimento Impazzito rinsaviscano tutto d’un colpo.

C’èil tempo solo per segnalare da TgLa7 e Tg5 due servizi che inquadano e “abbattono” gli F35, i costosissimi caccia troppo intelligenti e complessi che manifestano il solo limite di non funzionare. L’omogeneità mostrata da tutti i Tg sulla gazzarra dei Cinque Stelle svanisce di fronte alla notizia del rigetto da parte della Corte di Giustizia Europea dell’urgenza invocata dagli avvocati di Berlusconi in relazione al ricorso contro la legge Severno che ha estromesso il Cav dal Senato. Da studio per Tg1, mentre l’unico servizio esplicativo compare su TgLa7. Infine l’attesa per la”diretta” della sentenza al processo fiorentino per il caso Meredih, lascia attonite le scalette di chi, fin dall’apertura, aveva puntato molto sulla cronaca giudizial-criminale.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di mercoledì 29 gennaio 2014 Tg1 - ore 13:30 3.905.000, 20,84% ore 20:00 6.287.000, 23,75%. Tg2 - ore 13:00 2.725.000, 16,06% ore 20:30 2.052.000, 7,29%. Tg3 - ore 14:30 2.059.000, 12,04% ore 19:00 2.288.000, 10,90%. Tg5 - ore 13:00 3.396.000, 19,78% ore 20:00 5.601.000, 21,07%. Studio Aperto - ore 12:25 2.382.000, 17,12% ore 18:30 1.323.000, 7,51%. Tg4 - ore 11:30 626.000, 8,36% ore 18:55 924.000, 4,41%. Tg La7 - ore 13:30 783.000, 4,18% ore 20:00 1.742.000, 6,50%.

Fonte:www.tvblog.it

Gioco al massacro

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Also sprach Napolitano

16 Dicembre 2013, 21:55pm

Pubblicato da albertobaldazzi

napolitano-arrabbiatoI Tg di lunedì 16 dicembre 2013 – Cinque Tg su sette aprono con l’intervento di Napolitano che “non le manda a dire”: servono azioni concrete per rispondere alle tensioni sociali; servono riforme; non servono elezioni; Berlusconi sia responsabile e la smetta di farneticare di golpe; ricordate che posso decidere di andarmene in qualsiasi momento. Le testate Rai e La7 colgono l’asprezza dei toni e delle risposte del cerchio magico del Cavaliere; Mentana riporta gli attacchi al Colle di Brunetta, Santanchè e Capezzone. Tg5 è l’unico tra le testate Mediaset “autorizzato” a trattare la materia, anche qui con ampio spazio a Brunetta; gli altri due glissano in attesa della maturazione di una “linea”. TgLa7 segnala un ampliamento del solco tra il Nuovo centro destra e Forza Italia, esplicitato dalle dichiarazioni di Cicchitto. Tg 5, a scanso di equivoci, non riporta l’invito del Presidente a Berlusconi perché eviti di vedere ad ogni angolo un colpo di stato.

A Cologno Monzese il Tg4 si carica del compito di demolire il rinnovamento renziano del Pd: all’Assemblea Nazionale “non è successo niente”, le vecchie facce stanno ancora in sella. Tg1 si preoccupa delle ultime generazioni e spiega ai più giovani cosa sono stati “i paninari” che non sono mai piaciuti al ribelle Renzi.

Sempre per la politica Mentana tenta, con accettabili risultati, un esperimento degno di Los Alamos e del progetto Manhattan: far confrontare in studio il renziano Nardella e la cittadina M5S Barbara Lezzi. Argomento? Il gioco a “scoprirsi” tentato da Renzi verso Grillo.

I dati Istat sulla povertà sono patrimonio di tutti, mentre i Tg Mediaset privilegiano “la giornata nera” per i contribuenti costretti a saldare Imu seconda casa e Tares.

TgLa7 si chiede con quale “troncone” dei forconi Forza Italia cerchi un’alleanza, viste le evidenti divisioni venute a galla nelle ultime ore.

Le dure dichiarazioni di Alfano sul possibile avvitamento del 41 bis per impedire ai boss in carcere di minacciare i magistrati, sono assenti su Studio Aperto e TG4 e ben presenti sugli altri.

Se non la nemesi storica, quantomeno qualche richiesta di sganciare il maltolto secondo Tgla7 potrebbe abbattersi sulle insulse e improvvide dirigenze dell’Alitalia.

Concludiamo con Tg2 che presenta un servizio esclusivo sul trattamento bestiale riservato agli “ospiti” del centro d’accoglienza di Lampedusa: sottoposti ad un trattamento sanitario collettivo, nudi e all’aperto.

Il San Lorenzo ha vinto il campionato argentino, e diversi Tg festeggiano con Francesco, il Papa, perché no, anche tifoso.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di domenica 15 dicembre 2013 Tg1 - ore 13:30 4.588.000, 23,50% ore 20:00 5.482.000, 21,93%. Tg2 - ore 13:00 2.982.000, 16,33% ore 20:30 2.076.000, 7,67%. Tg3 - ore 14:30 2.047.000, 10,81% ore 19:00 2.192.000, 10,62%. Tg5 - ore 13:00 3.531.000, 19,24% ore 20:00 4.526.000, 18,06%. Studio Aperto - ore 12:25 1.738.000, 11,30% ore 18:30 1.030.000, 5,57%. Tg4 - ore 14:00 555.000, 2,89% ore 18:55 739.000, 3,60%. Tg La7 - ore 13:30 738.000, 3,78% ore 20:00 1.330.000, 5,29%

Fonte:www.tvblog.it

Also sprach Napolitano

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Dacci oggi la Panzana Quotidiana

22 Ottobre 2013, 20:46pm

Pubblicato da albertobaldazzi

mani_giunteI Tg di martedì 22 ottobre - La “panzana” de Il Fatto Quotidiano sull’accordo tra Arcore e Quirinale per la grazia campeggia in apertura del Tg2 ma è alta per gli altri Tg Rai e per La7; secondo titolo per Tg4, a metà edizione per Tg5 e Studio Aperto. Il comunicato di Napolitano è durissimo e rimanda alle posizioni espresse il 13 agosto. Continua, dunque, il match a distanza tra il Colle e Il Fatto su cui esprimiamo una valutazione di “metodo”: la stampa ha tutto il diritto di pubblicare anche solo illazioni o, come in questo caso, di dar credito a posizioni di parti anche avverse (leggi il “tradimento” pronunciato dall’On. Santanchè); ma non si dica che per essere indipendente dai poteri e dalle istituzioni, si debba sempre e comunque tirare calci o sassi in piccionaia. Certamente non ci si deve lamentare per la “ lesa maestà”, ma questo tipo di giornalismo, a destra al centro e a sinistra, non ci affascina. In una serata strapiena di notizie, le aperture risultano differenziate: l’ennesimo scontro Pdl-Pd per l’elezione di RosyBindi su Tg1, Tg3 e Tg La 7; il cantiere della finanziaria per Studio Aperto e, addirittura, la ricerca dei veri genitori della bambina trovata in un campo rom greco per Tg5. Per la politica segnaliamo Tg 3 che riprende il tema dei ventiquattro senatori “realisti” che si contrappongono ai “lealisti” di Berlusconi. Questo tema non affascina affatto i Tg Mediaset. Tg 2 e Tg La7 annunciano la notte “decisiva” per Scelta Civica, per la quale non si capisce bene chi si dimette e da cosa. Renzi è lungamente intervistato da Tg1. Le coperture sulla sollevazione dei richiedenti asilo a Mineo sono ampie soprattutto per Tg 5 e Tg 3. L’evergreen Ustica si propone con la sentenza della Cassazione che conferma che di missile si tratto e che vi fu depistaggio. Titolo per Tg1 e Tg3, ma forse l’intervento più efficace è quello di Enrico Mentana che, in conduzione, proferisce poche parole, ma precise. Questa sera ci è mancato il consueto commento controcorrente di Giovanardi: speriamo in un recupero nelle prossime ore. “Il Royal Baby è stato battezzato”, annuncia commossa Mediaset; per il primo dentino c’è ancora da attendere.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di lunedì 21 ottobre Tg1 - ore 13:30 3.966.000, 22,45% ore 20:00 5.308.000, 21,31%. Tg2 - ore 13:00 2.495.000, 15,83% ore 20:30 2.224.000, 8,01%. Tg3 - ore 14:30 1.855.000, 11,53% ore 19:00 2.227.000, 12,26%. Tg5 - ore 13:00 3.398.000, 21,29% ore 20:00 5.397.000, 21,58%. Studio Aperto - ore 12:25 1.960.000, 15,67% ore 18:30 1.016.000, 7,38%. Tg4 - ore 14.00 818.000, 4,73% ore 18:55 802.000, 4,45%. Tg La7 - ore 13:30 826.000, 4,66% ore 20:00 1.959.000, 7,75%.

Fonte:www.tvblog.it

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