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Albertobaldazzi

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Rivolta?

28 Giugno 2017, 01:02am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Rivolta?

I Tg di martedì 27 giugno – Le aperture di Tg5 e Tg la7 si concentrano sui postumi delle comunali, con le divisioni interne al Pd che si intensificano nello scontro apertosi tra Renzi e l’ex premier Prodi, con Franceschini ed Orlando che dicono che un Pd così “non va”. Alcune testate arrivano a parlare di "Rivolta". Analogo spazio sui Tg Rai va alle tensioni nel centrodestra, con anche Tg5 che dedica un titolo al dibattito interno sulla leadership.

 

L’apertura del Tg1 e del Tg3 va al nuovo massiccio attacco hacker originario dall'Europa dell'Est e che ha tenuto sotto scacco mezza Ucraina, ma la notizia non risale le altre scalette. Assai più spazio su tutte le testate va alla multa miliardaria comminata dalla UE a Google per abuso di posizione dominante (titolo per Tg3 e Tg5), con Tg3 che ricostruisce in un servizio le battaglie dell'Europa contro i giganti della rete.

 

Aperture a parte, ciò che sollecita l'attenzione dei Tg di serata è però l’inserimento del noto PM napoletano Woodcock nel registro degli indagati dell’inchiesta Consip per presunta violazione del segreto d’ufficio, con la complicità della giornalista Federica Sciarelli. Secondo o terzo titolo per tutti. Mentana commenta che, prescindendo dagli eventuali sviluppi sul coinvolgimento del Pm, al pubblico interessa assai più “non tanto chi passa le carte ma chi le ha artefatte”.
 

Il record di sbarchi nelle ultime giornate, che ha visto in 48 ore l’arrivo di oltre 8.500 migranti, fa tornare a parlare fin dai titoli di “esodo senza fine”. Maggiore attenzione sui Tg Rai, mentre Tg4, che vi dedica il secondo titolo parlando di “15 mila arrivi”, se ne occupa per 20 secondi da studio.

 

Il duro giudizio della Corte dei Conti sul contrasto alla corruzione nel Paese,  che viene avanzato con iniziative  “insoddisfacenti” ma anche “disomogenee”, è relegato a metà edizione dei Tg delle 20, senza che alcuna testata gli dedichi particolare attenzione.

 

Il dramma della 43enne disoccupata che decide di darsi fuoco nella sede Inps di Torino campeggia nella pagina della cronaca, e sui titoli delle testate Mediaset. 

 

Sentendosi chiamato in causa, Tg La7 dedica un titolo ai recenti scontri interni alla Rai dovuti anche al “maxi contratto a Fabio Fazio"  per non passare a La7. Mentana smentisce tutta la vicenda, ed afferma comunque che la giustificazione con cui la Rai ha mantenuto alto il contratto di Fazio non ha grande senso perchè nessuno è "indispensabile".

 

L’addio a Paolo Limiti, un altro grande dello spettacolo e della televisione che ci accompagnato per lunghi decenni, figura nei titoli di Tg5 e Tg La7.

 

Luca Baldazzi

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Cambia la storia

24 Giugno 2016, 21:43pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Cambia la storia

I Tg di venerdì 24 giugno – Abbiamo perso una stella. La scelta della Gran Bretagna, che contro le previsioni di ieri notte ha votato per l’uscita dall’Unione, ammutolisce mezza Europa, facendo crollare le borse come mai si era registrato (Milano sprofonda con un -12,6%). In una giornata “senza precedenti” anche il nostro lavoro di "osservatori" deve segnalare un fatto assolutamente inconsueto: non accadeva da anni che tutti i titoli di tutti i Tg fossero dedicati ad un'unica vicenda.

L'ammiraglia Rai sul futuro prossimo, la sorte dell’UK ed il destino dell’Unione, interroga l’ex presidente Romano Prodi (presente anche sul Tg2). Sempre Tg1 affronta nel complesso tutti i temi salienti: le difficoltà a cui andranno incontro il mezzo milione di italiani che vivono nell’UK (servizi per tutti, buono quello del Tg2 che intervista il ministro Gentiloni), l'insoddisfazione delle europeiste Scozia e Irlanda del Nord che rischia di frantumare il Regno Unito e lo spartiacque tra gli anziani e i giovani inglesi che si sentono europei, il pericolo dell’ “effetto domino” con le destre estremiste di Francia e Olanda che esultano e, ovviamente, le riflessioni sulle conseguenze che l’inattesa uscita dell’UK porterà sul mercato reale. La risposta delle istituzioni europee che accusano il colpo, con Juncker che “invita” la Gran Bretagna a “spicciarsi ad andarsene”, viene illustrata sia da Tg1 che da Tg La7, che in un servizio ci spiega come faccia comodo proprio agli inglesi una uscita “la più lenta possibile”. Ma su diverse testate prendono corpo anche le emozioni, e stasera è il Tg4 di Cecchi Paone che parla apertamente di “vera catastrofe” presentandone come “colpevole” proprio il premier inglese dimissionario. Per concludere sul tema, segnaliamo due servizi del Tg2: il primo, che mette assieme gli immigrati di seconda generazione inglesi agli oltre 2.100 profughi salvati oggi nel Mediterraneo, e l’intervista all’economista Mario Baldassarri che, affrontando le conseguenze “reali” della scelta britannica, al di là degli effetti che si avranno sulle politiche di una Europa germanocentrica, segnala come nel breve periodo l’unico rischio forte che incombe sull’Europa è quello della speculazione, che già mira a spolpare i paesi mediterranei (Spagna e Italia).

In una giornata per necessità “monotematica”, anche l’intervento di Papa Francesco in visita in Armenia viene ripreso principalmente per l'invito all'Europa, orfana della Gran Bretagna, ad occuparsi della gente che soffre per la mancanza di adeguate politiche sociali.

Come spesso capita, la sintesi più azzeccata c'è la fornisce, Mentana che con la Brexit afferma che "cambia la storia".

Luca Baldazzi

Dati auditel dei Tg di venerdì 24 giugno 2016 - Fonte:www.tvblog.it

Dati auditel dei Tg di venerdì 24 giugno 2016 - Fonte:www.tvblog.it

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“Forte con i deboli”. È TgLa7 a meglio descrivere l’Europa

1 Maggio 2016, 22:18pm

Pubblicato da albertobaldazzi

Fonte:www.cartadiroma.it

“Forte con i deboli”: questo forse il commento che meglio ha rappresentato nella settimana dell’informazione appena trascorsa la reale condizione dell’Europa di fronte alle sfide e ai problemi che le si parano davanti. L’autore è Enrico Mentana, nella conduzione di TgLa7 di mercoledì sera. I deboli in questione sono i profughi e il popolo greco: i primi respinti quanto più possibile lontano dai sacri confini continentali, il secondo strizzato come una spugna e, di fatto, “invitato” a uscire da quell’Europa di cui rappresenta il genoma storico-culturale originario.

La decisione del parlamento britannico di negare asilo a 3.000 minori siriani non accompagnati accampati a Calais – ripresa da diverse testate – è solo uno dei tanti segnali che fanno dire a Romano Prodi – intervistato venerdì da Tg3 – che “l’Europa è finita”. Il “caso” di maggiore rilevanza internazionale è rappresentato dalla scontro tra Roma e Vienna sul muro del Brennero.

I tg di lunedì e martedì segnalano chiaramente che la vittoria al primo turno delle presidenziali austriache dell’esponente della destra xenofoba, come in un’agghiacciante recita sta condizionando gli atteggiamenti dei popolari e dei socialisti. L’assist del ministro degli esteri tedesco al collega austriaco in chiave “anti-Italiana” sulle responsabilità del controllo dei flussi, sempre venerdì è stato “alto” nell’impaginazione di quasi tutti i tg.

I tg Rai, ma anche quelli Mediaset, hanno prestato adeguata attenzione al dramma di Aleppo, nei giorni che hanno visto la violazione della tregua da parte dell’esercito di Assad, con il bombardamento di due ospedali che ha fatto decine di vittime anche tra i minori.

In questo quadro desolante, non consola più di tanto constatare che i settori politici italiani e gran parte del mondo della comunicazione esprimono posizioni responsabili e non isteriche. C’è, ovviamente, la consueta eccezione di Salvini che si complimenta per la vittoria della destra estrema in Austria e che “corre” a omaggiare l’estremista Trump, anch’egli fautore di muri ed espulsioni. I tg riprendono, ma con scarsa partecipazione.

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Il racconto peggiore

29 Aprile 2016, 20:38pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 29 aprile - Le rivelazioni sulla morte di Fortuna, bimba di 6 anni di Caivano fatta precipitare dall’ottavo piano dalla mano di un vicino che abusava di lei in un contesto di “totale omertà” che ha coperto altre simili violente che le indagini hanno svelato, ottengono l’apertura delle testate Mediaset. Ampio lo spazio anche sui Tg Rai, che sottolineano il ruolo avuto dalle testimonianze dei bambini nel portare alla luce questo “macabro gioco di depistaggi dove ognuno ha fatto la sua parte” (Tg1). In scaletta anche per Tg La7, con Mentana che così motiva “l’intrusione” della cronaca nel suo Tg: “Il racconto peggiore, che non si può nascondere perché queste cose non vanno nascoste”.

I dati Istat sull’occupazione che registra una crescita complessiva, con la disoccupazione che scende più tra i cinquantenni che per i giovani (dove resta alta), sono in apertura per Tg3 ed alti su tutti. L’intervento del premier a commento dei risultati della (sua) riforma ottiene spazio ampio su Tg1 e Tg3 (che ospita la leader Cgil Camusso), mentre i Tg Mediaset propongono fin dai titoli un quadro di “luce ed ombre” presentato i dati negativi sulla deflazione (Tg5) e le dichiarazioni del Cardinal Bagnasco, che parla di “centri Caritas ancora pieni”, indicato da Tg4 come il più vicino ad avere “il polso della situazione”. Spazio tutto sommato contenuto per la politica, dopo lo scompiglio portato dal “colpo di coda” di Berlusconi: apertura solo per Tg La7, mentre le reti amiche risolvono l’argomento rilanciando l’intervista/appello dell’ex premier, secondo cui “Uniti si vince” e “il centrodestra lo ho inventato io”. I Tg Rai interpellano gli altri contendenti, con Salvini e Meloni rispettivamente intervistati su Tg1 e Tg3, e che minacciano che la rottura non varrà s solo per la Capitale. Sempre La7 affianca allo “strappo definitivo” tra Fi e Lega l’incontro tra Verdini ed i capigruppo Pd in vista del Referendum Costituzionale.

L’assist fornito al ministro degli esteri austriaco da parte di quello tedesco, che parla del muro sul Brennero come “misura preventiva” dovesse l’Italia fallire nel “contenere l’onda”, fa parlare Tg1 e Tg La7 fin dai titoli di “asse austriaco-tedesco”. Netto il giudizio avanzato da Romano Prodi, interpellato sul Tg3: con questo tipo di politica e di atteggiamento “l’Europa è finita”. Le voci di “centri UE di detenzione in Libia” e la risposta del ministro Alfano che rassicura i suoi colleghi compaiono nei servizi di Rai e La7. Sempre per gli esteri, i bombardamenti che continuano sulla città siriana di Aleppo e che nelle scorse ore hanno devastato un ospedale di Medici Senza Frontiere causando oltre 50 morti ,tra cui “l’ultimo pediatra della città”, figurano nei servizi di Tg4, Tg5 e dei Tg Rai.

I risultati dell’odierno Cmd con le nuove nomine dei vertici della sicurezza filtrano sui Tg delle 19 e vengono dati a metà edizione da quelli delle 20: Gabrielli Capo della Polizia e Panza al Dis, mentre slitta l’incarico di Carrai alla cyber security.

Trenta anni fa l’Italia entrava a far parte (quarta nel mondo) del world wide web. Ampio spazio su tutte le testate alle celebrazioni per questo importante anniversario, un momento “guastato” (Tg La7) dalle proteste e dagli scontri avvenuti a Pisa. Gli approfondimenti di Tg1 e Tg2 rilanciano gli impegni presi dall’Ad Rai Dall’Orto di “aiutare la nazione a superare il digital divide”.

Luca Baldazzi

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Calma e gesso

4 Marzo 2016, 21:33pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 4 marzo – Ieri le due vittime italiane, questa sera i due colleghi liberati, riportano le aperture dei Tg a Sabrata. Gino Policardo e Filippo Calcagno ce l’hanno fatta, dopo quasi 8 mese di prigionia e a poche ore dalla scoperta dei cadaveri dei due colleghi della Bonatti che, come loro, lavoravano alle infrastrutture degli impianti petroliferi in Libia. Nei servizi di tutte le testate alla gioia delle famiglie dei liberati si accompagnano le domande dei famigliari dei due morti, che sulle testate Mediaset, e soprattutto Tg4, assumano i consueti toni di attacco al governo che non sarebbe intervenuto efficacemente. Ma come nella serata di ieri alla cronaca seguono dopo pochi minuti gli interrogativi sul “che fare”. Mentana nei titoli parla di un “forte dietrofront” da parte di Renzi, che ha derubricato le notizie sull’imminente intervento militare dei giorni scorsi a “indiscrezioni della stampa”. Le cautele mostrate dal premier sono riprese da tutte le testate. Tg5 giustappone lo stop del governo alle dichiarazioni bipartisan di Prodi (di ieri) e di Berlusconi che oggi torna a dichiararsi contrario all’intervento. Chi l’intervento lo dà per scontato è l’ambasciatore americano in Italia che sul Corriere ha “dato i numeri”: 5.000 militari italiani pronto ad intervenire (Tg1, Tg5 e Tg La7). Peccato che Palazzo Chigi smentisca. Intanto su Tg3 l’ambasciatore libico assicura che dal caos del suo paese sta emergendo finalmente il governo unitario. Non sappiamo come finirà ma, certo, la guerra è un’opzione che non ha mai prodotto soluzioni giuste e durature, senza parlare del prezzo di sangue che esige e provoca. Quello che ci vuole è “calma e gesso”, accompagnato da un dibattito interno che rispetti la gravità della situazione. Il governo al momento sembra ben orientato. Per gli esteri continua sui Tg Rai una buona copertura con la situazione ai confini tra Grecia e Macedonia, a pochi giorni dall’ennesima “riunione decisiva” in ambito Ue. Anche TgLa7 torna ad occuparsene, mentre Tg5 propone un buon servizio sui 400 minori non accompagnati presi in carico dalle associazioni di volontariato a Calais. I nuovi dati dell’Istat che lasciano intravedere per il 2016 una crescita meno gracile, fanno brindare Via XX Settembre, e trovano ampio spazio soprattutto su TgLa7 che, per altro, torna sui problemi del sistema bancario (accorpamenti difficoltosi e difficoltà di Carige) affibbiando una parte delle colpe dei ritardi nelle ristrutturazioni bancarie all’”occhio” troppo vigile e interessato delle istituzioni finanziarie tedesche. Tornando alla politica “dei partiti”, Mediaset dà ad intendere che dopo l’odierna uscita di Berlusconi a fianco di Bertolaso, per Roma tutto sarebbe ok; smentita da Tg2 e TgLa7 che riportano le dichiarazioni contrarie di Salvini delle ultime ore. Tanta cronaca stasera e, soprattutto “trasversalmente”. Le dichiarazioni in aula dell’imputato Bossetti rimbalzano su tutte le testate, comprese quelle in genere non “votate” alla cronaca criminale. Il processo per l’omicidio di Yara è nei titoli per tutti, tranne Tg2. L’ex Presidente Lula, interrogato in Brasile nell’ambito di un’inchiesta sulle tangenti petrolifere alla politica, è nei titoli dei Tg Rai e di La7. Tg2 riferisce che gli inquirenti brasiliani hanno preso a modello per loro indagini il pool mani pulite. Come dire, per la corruzione “tutto il mondo è paese”. Alberto Baldazzi

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Le vittime italiane in Libia in pasto agli sciacalli

3 Marzo 2016, 21:22pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di giovedì 3 marzo – Il trauma causato dalla notizia della quasi certa uccisione di due dei quattro tecnici italiani della Bonatti rapiti in Libia nel luglio scorso investe buona parte delle edizioni dei Tg di serata. Le notizie sono frammentarie, ma Tg La7 si può avvalere della presenza a Sabrata dell’inviato di Piazza Pulita che è in grado di offrire i migliori aggiornamenti. I riflessi sulle famiglie delle due vittime abbondano, come è giusto, su tutte le testate e in particolar modo su quelle Mediaset. Ma meno scontato e, certamente, meno giusta è la canea che si è scatenata da parte delle opposizioni, per le quali il dramma reso noto oggi è solo un alibi per attaccare aggressivamente la parte politica avversa ed il governo. Così, dopo qualche minuto di cronaca, ecco comparire (estesamente sui Tg Rai e su La7, sotto tono su Mediaset) le scellerate parole di Salvini che approfitta della situazione per accusare Mattarella e Renzi di avere le mani sporche di sangue. Immaginabili le reazioni degli esponenti Pd. Le comunicazioni del sottosegretario Minniti al Copasir evidenziano che agenti italiani dei servizi sono già in Libia, ed a nostro giudizio c’è da esserne felici, vista la probabile quanto imminente operazione militare internazionale nella quale l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di direzione. Anche in questo caso l’ira del centrodestra per la mancata informazione al Parlamento di un’operazione militare che ancora non c’è rientra nel novero delle polemiche sterili e rappresenta un ulteriore caso di irresponsabilità istituzionale. La pensa come noi Enrico Mentana che, in un avvilito commento da studio, si duole di dichiarazione che nulla hanno a che fare in una fase in cui “Rispetto assoluto dovrebbe essere mostrato quando ci sono in ballo delle vite ed il sistema paese è attaccato. A commento della complessa situazione libica Tg3 intervista in diretta Romano Prodi, che parla della guerra come “estrema ratio” rispetto alla quale l’Italia deve essere sicura di non trovarsi da sola con il cerino in mano. I venti mutevoli della politica portano la destra a “dolersi” dell’eventuale intervento, con Berlusconi che, ripreso da Tg La7 e tg5, lo considera assolutamente negativo dopo che per mesi alcuni esponenti, ed in particolare modo Salvini, avevano accusato Renzi di vigliaccheria, dicendosi pronti ad indossare l’elmetto.

Cambiando argomento ma restando in tema, da segnalare che continua l’attenzione dei Tg alla drammatica situazione ai confini tra Grecia e Macedonia (titoli e servizi per i Tg Rai e Tg5), con Tg La7 che titola sull’attesa per l’imminente vertice europeo.

Il verminaio della politica non si accontenta dello sciacallaggio sulle due vittime italiane in Libia, e si manifesta anche con la polemica del giorno sui verdiniani pronti a partecipare alle primarie del Pd a Roma. Notizia rientrata ma che ha dato da lavorare per ore alle agenzie di stampa e ai siti. Passando alla destra, dopo diversi giorni di pratico silenzio, Tg5 “non ce la fa più” a non parlare della spaccatura per il candidato capitolino, ma se la cava affermando che il caso Roma può rappresentare un’occasione per riunificare e rivitalizzare il centrodestra.

Il decreto mutui che, dopo gli allarmi di ieri, dovrebbe essere riformato concedendo alle banche il pignoramento solo dopo 18 rate non pagate (non più 7) insieme alle presentazioni del nuovo codice degli appalti, completano per tutti le pagine di politica interna.

Mondazzoli è “una importante operazione culturale” per Tg5, mentre l’accordo Repubblica-La Stampa è un vulnus alla libertà d’informazione. In parte concordiamo, ma ci ha fatto effetto vedere sempre su Tg5 e su Tg4 rispettivamente Brunetta e Liguori con addosso i panni dei paladini del pluralismo dell’informazione.

Dopo la maratona “americana”, Mentana è il più attento a seguire le convulsioni in casa repubblicana con l’ingresso in campo di Mitt Romney, ex antagonista di Obama, per scongiurare la vittoria tra i repubblicani del lanciatissimo ma odiatissimo Donald Trump (definito un bullista, misogino e disonesto)

In conclusione segnaliamo il buon approfondimento di Tg2 sul ritorno di molti giovani italiani alla campagna, non per qualche bucolico pic-nic, ma per fare agricoltura d’avanguardia. In studio conferma tutto il ministro Martina.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 3 marzo 2016

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Fonte:www.tvblog.it

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The day before

29 Gennaio 2015, 00:05am

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-28-alle-21-39-36I Tg di mercoledì 28 gennaio - I Tg di serata, a meno di 20 ore dal primo scrutinio per il nuovo inquilino del Quirinale, nuotano in apnea nel mare magnum del day before. Nulla di particolare da segnalare, per la qual cosa esiste una spiegazione: a differenza di chi nella stampa sta facendo “campagna” (leggi Il Fatto Quotidiano che un nemico contro cui scagliarsi lo trova sempre), gli “editori di riferimento” delle varie testate televisive o sono distratti o non sanno neanche loro cosa vogliono per il dopo Napolitano. Così le interpretazioni sulle 2 ore di colloquio tra Renzi e Berlusconi sono caute e ambivalenti. Per il Pd Tg2 segnala i “toni costruttivi” tra minoranza e renziani. TgLa7 non è un telegiornale, bensì un fiume in piena, visto che Mentana è in straordinaria da ore prima delle fatidiche ore 20. Notevole attenzione alle contorsioni di Cinque Stelle che “lanciano” per le votazioni lampo sul web (domani mattina tra le 9 e le 14) anche i nomi di Prodi e Bersani, mentre i fuoriusciti incontrano di nuovo Renzi con atteggiamento alquanto benevolo. Tra i pazzerelloni di giornata si piazzano bene Salvini e Giorgia Meloni che, facendo inorgoglire l’intera casta dei giornalisti, hanno annunciato che voteranno Vittorio Feltri. Tg2 prende sul serio la burlonata dedicando un servizio. Il nome che emerge mentre scriviamo (dopo l’orario dei Tg) sarebbe quello di Mattarella: una possibile deviazione dal patto del Nazareno. Soprattutto su TgLa7 grande spazio alle previsioni confindustriali che vedono rosa per il pil 2015 (oltre + 2% !). Sarebbe la manna che scende dal cielo per Renzi (e per tutti noi). E’ la seconda previsione positiva, dopo quella di Bankitalia di ieri. Servizi presenti su tutti per la “retata” e i 167 arresti tra gli ‘ndranghettisti e annessi e connessi al lavoro sul terremoto in Emilia del 2012, con le sinistre risate che risuonano come a L’Aquila tra affaristi e maneggioni; il che fa pensare che questo Paese ha forti difficoltà a rimettersi in sesto. Intanto la magistratura bolognese ha disposto il sequestro di beni per più di 100 milioni. La condanna all’ergastolo nel processo torinese per l’omicidio del consigliere comunale Musy e l’aggravarsi della pena in carcere per Fabrizio Corona disposta dalla Cassazione sono i temi di giudiziaria presenti un po’ per tutti. Da segnalare che il “killer” di Yara Gambirasio che pochi definivano “presunto” lo scorso giugno, questa sera su Tg4 compare quasi come una vittima di mala giustizia.

La Grecia è presente con Tsipras che manda segnali ambivalenti a Bruxelles e alla troika: durezza e disponibilità a mediare. Per Tgla7 sull’Europa spira un “grecale buono”. La cronaca internazionale si carica dell’ulteriore tensione al confine tra Libano e Israele, con un razzo di Hezbollah che ferisce 7 militari di Tel Aviv e la rappresaglia che fa un vittima incolpevole tra i caschi blu spagnoli. Notizie contraddittorie sulla sorte dei 2 osteggi giapponesi nelle mani dell’Isis e sulla probabile trattativa in corso per salvarli. Molto bello il servizio del Tg3 sulla presenza di Michelle Obama ai funerali del re saudita che, a causa di una mise tutt’altro che casuale (pantaloni e capo scoperto) ha fatto clamore e creato polemiche tra gli impacciati sceicchi che vorrebbero anche le first ladies occidentali velate. Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 27 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.168.000, 23.27% ore 20:00 6.804.000, 25.38%. Tg2 - ore 13:00 2.916.000, 17.69% ore 20:30 2.587.000, 8.91%. Tg3 - ore 14:30 2.016.000, 12.02% ore 19:00 2.367.000, 11.55%. Tg5 - ore 13:00 3.406.000, 20.37% ore 20:00 5.459.000, 19.97%. Studio Aperto - ore 12:25 1.996.000, 14.83% ore 18:30 1.174.000, 6.80%. Tg4 - ore 11.30 513.000, 6.98% ore 18:55 898.000, 4.38%. Tg La7 - ore 13:30 698.000, 3.89% ore 20:00 1.571.000, 5.79%.

Fonte:www.tvblog.it

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