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Albertobaldazzi

Post con #elezioni

Ciao, Stefano ...

23 Giugno 2017, 23:49pm

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Ciao, Stefano ...

I Tg di venerdì 23 giugno –  Ci ha lasciato Stefano Rodotà. La notizia, diffusa verso le 19.40, viene rilanciata nei titoli di Tg La7 e Tg2, con Mentana che ribalta la sua scaletta per parlarne in apertura, dedicando al grande costituzionalista un editoriale a braccio di 4 minuti che ripercorre sia la storia recente che l'antico impegno di tante battaglie civili e suoi diritti. Gli altri Tg delle 20 non danno splendida prova di sé, e così la scomparsa di questo grande intellettuale è confinata alle notizie da studio. Noi Stefano Rodotà lo conoscevamo, lo stimavamo e gli volevamo bene. Se ne è andato, ma la sua vita è stata piena e generosa. 

 

A due giorni dai ballottaggi delle comunali, la politica “reclama” la sua parte, spiccando sulle aperture di Tg1 e Tg5. Diversi i servizi dai vari “fronti caldi", con Tg La7 che si interessa di Sesto San Giovanni e dello “strano caso” di Trapani, mentre i Mediaset prediligono la Genova di Toti. Nel complesso l’impressione è che sia su Rai che su Mediaset si tenti di assestare un colpo ai pentastellati, con Martina del Pd presente sui Tg Rai ed un ubiquo Berlusconi, intervistato oggi da TgCom per Mediaset e Tg2 per i Rai. 

 

La grande siccità che imperversa sul Paese continua a dominare sulle aperture, raccogliendo il primo titolo su Tg2, Tg4 e Studio Aperto. Dopo giorni di servizi sul caldo, sulla siccità e su quanta acqua, pari al lago di Como, non è piovuta negli scorsi mesi, da notare su Tg1 e Tg5 due buoni approfondimenti sulle gravi disfunzionalità del sistema idrico nazionale, che in media per ogni 100 litri d’acqua trasportata ne “perde” 40 per strada a causa di impianti fatiscenti. 

 

Sempre per la politica, le nuove grave del sindaco di Milano Giuseppe Sala, indagato per turbativa d’Asta per un appalto dell’Expo, è presente a metà edizione su tutte le testate, con Tg la7 che parla di “mazzata”, mentre Tg5 fa il parallelo tra Sala e la sindaca Raggi. Presente, con minor risalto, il rinvio a giudizio dei deputati sospesi di M5S delle comunarie palermitane. 

 

Per cercare un po’ di fresco in questa afosa serata dell’informazione, bisogna guardare al “gelo” con cui Bruxelles ha accolto le proposte di Theresa May sui diritti dei cittadini comunitari nel post-Brexit. Se tutti i servizi rilanciano il giudizio della Commissione, che parla di un “passo non sufficiente”, è Tg La7 a spiegare come la proposta dell’UK, che vedrebbe diritti pieni riconosciuti solo ai cittadini stranieri che soggiornano da 5 anni nel Regno Unito, non sia irricevibile in sé, ma che il braccio di ferro fa parte dell'inizio delle trattative. Sottotono ma presente sui Tg Rai il discorso di Gentiloni, che a fine vertice europeo si dice “soddisfatto” degli avanzamenti sul fronte migratorio. Sempre sui Tg Rai e La7 spazio al rafforzamento dell’asse franco-tedesco. 

 

Ancora per gli esteri, gli sviluppi sul Russiagate figurano nei Tg delle 20. I servizi mettono in chiaro che, effettivamente, c'è stato un attacco informatico voluto da Putin per favorire l’elezione di Trump, ma che Obama aveva risposto in maniera “morbida” per non alzare la tensione, comunque “sicuro della vittoria di Hillary”.  

 

I dati sull’occupazione che segnalano una crescita degli occupati nel primo quadrimestre dell’anno, vengono proposti in chiave positiva da Tg5 ed i Tg Rai, mentre per Tg La7 il calo dei contratti a tempo indeterminato è indice di un quadro in cui  “i problemi sono tutt’altro che risolti”.

 

Luca Baldazzi

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“Borse avvilenti”

10 Febbraio 2016, 00:51am

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di martedì 9 febbraio – Il dato è ineludibile, e compare inevitabilmente nelle aperture di tutte le testate. L’ulteriore crollo in borsa, con Milano maglia nera, si ripropone e “avvilisce” (Mentana) il clima generale, con alcun testate che finalmente si pongono quanto meno il problema di tentare di spiegare cosa stia succedendo e perché. Buon in questo senso il servizio di Tg4 che procede con “domande e risposte”; buona anche la lettura europea di Tg3. Singolare la lettura proposta sul Tg1 dall’Ad di banca Akros Verzelli che parla di una “febbre”, quella delle banche, “che deve fare il suo corso”.

Con le unioni civili siamo giunti alla vigilia dei primi voti. Lo scontro e le “trappole” del voto segreto sono rilanciati soprattutto da Mediaset, mentre su Rai e La7 il percorso appare meno accidentato. Le contrapposizioni Pd - Cinque Stelle sfiorano ancora il tema delle unioni, ma si sostanziano soprattutto nelle polemiche sul “Decalogo Casaleggio” e le multe ai rappresentanti che dissentono dai due garanti. Il ripensamento del sindaco dimissionario di Quarto giunto nel pomeriggio, entra nei titoli di Tg2 e Tg La7. Per unificare i temi maggiori della giornata (finanza, banche ed unioni civili) Tg1 e Tg2 “scelgono” l’intervento odierno di Renzi, cui viene dato ampio spazio fin dai titoli. Lo stesso non avviene per Tg3, Il “Pierino” con Palazzo Chigi che Tg La7 inquadra per gli ulteriori attacchi del Pd Anzaldi, la cui ratio non abbiamo mai capito e continuiamo a non capire. Gli attacchi odierni riguardano l’intera nuova dirigenza del Servizio Pubblico. L’informazione di questa o quella testata può piacere o meno, ma nemmeno noi dell’Osservatorio ci siamo mai permessi di tirare le orecchi per mancata “omogeneità politica” (!?) e di richiamare alla “linea”.

Sempre a proposito di Tg3, la testata diretta da Bianca Berlinguer (“nemica pubblica” per Anzaldi) continua a riflettere sugli esiti delle primarie a Milano, dove all’orizzonte si profila il rischio di una rottura a sinistra “affine a quella che ha prodotto la vittoria di Giovanni Toti nella regione Liguria” (tTg3). A destra i problemi non mancano, e la situazione non definita soprattutto a Roma viene illustrata correttamente da Rai e La7. Tg1 intervista Marchini, “scaricato” dalla destra estrema e dalla Lega.

Le coperture sulla drammatica situazione ad Aleppo e i confini con la Turchia sono presenti su tutte le maggiori testate, con esclusione delle minori Mediaset. I servizi migliori li troviamo su Tg3 e TgLa7

Nessuna particolare novità per l’omicidio Regeni. Tg1 intervista la moglie di un cittadino egiziano appartenente all’opposizione e misteriosamente svanito nel nulla.

La copertina di Tg5 è dedicata alla giornata della memoria per le foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati. Per Tg2 questo rappresenta l’approfondimento di serata: sinceri complimenti per la qualità delle immagini e anche della scrittura (abbinamento assai raro).

Per chi non lo sapesse, stasera è iniziato il Festival di Sanremo: inevitabile, eccessivo spazio sulle testate Rai.

Alberto Baldazzi

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E’ finita così, senza un vero perché…

30 Ottobre 2015, 22:14pm

Pubblicato da albertobaldazzi

I Tg di venerdì 30 ottobre – Mattarella ha affermato oggi, parlando alla platea dei sindaci, che l’Italia non è un malato incurabile, e concordiamo con lui. Ma, certo, nelle stesse ore a Roma l’epilogo della vicenda Marino ha dimostrato che i problemi non mancano e che la salute è quantomeno compromessa. Ancora per una sera tutti i Tg aprono sulla Capitale, a poche ore dalla consegna delle dimissioni dei 26 consiglieri che hanno decretato la fine della giunta Marino e della Consigliatura. La presunta “pugnalata” ricevuta dal partito e le risposte a caldo di Renzi (il mandante), mettono d’accordo tutti i Tg: una volta tanto una cronaca politica condivisa tra Rai, La7 e Mediaset. Tg4 non rinuncia nemmeno stasera alla facile satira “marinata”. Mentana arriva all’edizione dopo la consueta maratona che ha seguito gli sviluppi del pomeriggio, per cui La7 sembra essere diventata una all news. Tutte le opposizioni, ampiamente e trasversalmente riprese dai Tg, concordano nell’attacco al Pd, solidarizzando con Marino che dopo essere stato trattato come uno zimbello per mesi, per una sera diviene una vittima. Il capolavoro dell’abbinata Pd-Marino, ne siano certi, entrerà nella storia dei più grandi auto goal della politica.

Citavamo Mattarella, autore di un discorso tutt’altro che banale e retorico sulle prospettive del Paese che viene ripreso dalle testate Rai. Va sottolineato che ancora una volta il Presidente della Repubblica “scompare” su Mediaset, quasi che il Quirinale risultasse al momento senza inquilino. Unica citazione quella di Tg5, ma relativa solo alle sue parole sul dramma dei migranti nell’Egeo. A proposito della questione profughi, fa piacere notare che flussi dei Balcani e le vittime dei barconi orientali hanno conquistato spazio. Questa sera se ne occupano tutti i Tg. Non paia maliziosa la notazione secondo cui quando ci si allontana dai confini e dalla polemiche politiche domestiche l’informazione ne guadagna in oggettività e umanità. Mentana ricorda che l’immagine del corpo inanimato del bambino su una spiaggia turca che nel recente passato ha contribuito a scuotere la coscienza europea, è drammaticamente superata dai numeri dei tanti minori e neonati scomparsi tra i flutti solo negli ultimi giorni.

Le good news dell’Istat sul (piccolo) calo della disoccupazione sono ampiamente presenti su Rai, La7 ma anche Tg5, mentre si conferma il loro pratico embargo sulle testate minori di Mediaset. L’attenzione agli esteri è presente solo su La7, Tg2 e Tg3, con le elezioni in Turchia che appaiono decisive per l’evoluzione del quadro mediorientale e l’incontro di Vienna sulla Siria che rappresenta l’inizio di un possibile, tardivo e faticoso percorso di intervento coordinato.

Domane chiude l’Expo. Sono passati 6 medi tondi tondi e, comunque la si voglia vedere, tutto è filato liscio. Ottimi numeri, buona presenza di stranieri, rilevante proiezione internazionale. Se ne ricordano Tg 1 e Tg2 che ospitano in diretta rispettivamente Sala e il ministro Martina. Il tutto condito da buoni servizi.

Alberto Baldazzi

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I magnifici 7

1 Giugno 2015, 22:45pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-06-01-alle-23-32-06I Tg di lunedì 1 giugno – Per i Tg Mediaset “magnifici” tra i nuovi presidenti regionali sono solo Toti e Zaia. Tg5 quanto meno “accenna” movenze corrette, citando di sfuggita anche la necessaria riflessione che Forza Italia dovrà compiere; Studio Aperto e Tg4 vanno invece “dritti alla meta”, che coincide con la beatificazione di Toti e, in seconda battuta, del vecchio-nuovo presidente del Veneto. Tg4 è apodittico: “catastrofe per Renzi” che, perdendo la Liguria, è un uomo politico finito. Grande, al contrario, il successo di Forza Italia, mentre l’“aiutino” della Lega che ottiene 2 o 3 volte i voti del partitino di Berlusconi è messo sotto il tappeto.Per il Tg diretto da Mario Giordano Renzi perde anche quando usa la playstation indossando la maglia del Barcellona contro Orfini targato Real Madrid. Anche la vittoria di Emiliano in Puglia è presentata in chiave anti-Renzi. Sulle altre testate sono al contrario presenti un po’ tutti i temi variamente emergenti dall’esito delle regionali: il fortissimo astensionismo, il consenso al premier per la prima volta seriamente incrinato, le rotture a sinistra, il nettissimo successo della Lega di Salvini e Zaia, il consolidamento delle posizioni di Cinque Stelle alle amministrative, la semi-scomparsa di Forza Italia e le prospettive di un centro destra a trazione leghista, il caos che si profila un minuto dopo l’insediamento di De Luca in Campania. Come quasi sempre capita dopo una tornata elettorale è praticamente impossibile trovare gli sconfitti. Renzi dall’Afghanistan parla di netta vittoria, bissato dalla dirigenza del partito in conferenza stampa. Grillo (con più ragioni) grida alla vittoria e al redde rationem. Toti minimizza il dover governare la Liguria “in nome e per conto” della Lega. Tornando al comportamento delle testate Mediaset, lo potremmo definire una manifestazione di “archeologia comunicazionale”, ovvero una manifestazione ex-post e fuori tempo massimo dello storico conflitto d’interessi. Oggi il tutto può far sorridere, visto che il Campione Mondiale in questa disciplina è da tempo in uscita dal sistema politico. Ma l’ipotesi – in parte già operativa – di un cambio di “cavaliere” con in mano le redini del centrodestra e quasi metà del sistema televisivo nazionale potrebbe concretizzarsi pienamente, riproponendo interi i rischi della commistione malata politica-informazione. Un’ultima notazione: gli interessanti dati forniti a caldo dall’Istituto Cattaneo sul confronto tra i voti reali di queste regionali con le tornate precedenti vengono utilizzati dalle diverse opposizioni come una clava, impugnata però inequivocabilmente solo contro gli avversari.

A proposito di Salvini e della sue felpe (quella di oggi, ripresa da tutti, recita “forza ruspa”) continua l’attenzione di Tg4 alla sua campagna contro i rom, in una serata in cui per altro tutte le testate riportano la notizia dell’arresto del diciassettenne e del diciannovenne autori della folle corsa omicida per le strade della periferia di Roma nord-est (titoli per tutti). Cambiando scenario, chiudiamo segnalando il bel servizio del Tg2 che, inaugurando le commemorazioni sulla prima guerra mondiale, è dedicato alla “leggenda del Piave” e al brano arcinoto che tra il 1943 e il 1946 fu anche inno nazionale.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di domenica 31 maggio
 TG 1ore 13:30 4.433.000, 26,42%; ore 20:00 4.462.000, 24,81%. Tg2 ore 13:00 2.732.000, 16,95%; ore 20:30 1.760.000, 8,61%. Tg3 ore 14:30 1.603.000, 9,54%; ore 19:00 1.419.000, 10,43%. Tg5 ore 13:00 2.720.000, 16,74%; ore 20:00 3.135.000, 17,14%. Studio Aperto ore 12:25 1.453.000, 10,44%; ore 18:30 744.000, 6,29%. Tg4 ore 11.30 524.000, 5,83%; ore 18:55 713.000, 5,31%.
Tg La7 ore 13:30 .000, %; ore 20:00 754.000, 4,19%. Fonte:www.tvblog.it

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"Cittadini, ancora uno sforzo per diventare europei"

11 Maggio 2015, 10:13am

Pubblicato da albertobaldazzi

Articolo pubblicato su (L'Eurispes.it)

Non ce ne sarebbe stato bisogno, ma alcuni avvenimenti degli ultimi giorni ci hanno confermato con evidenza palmare che le regole dei “giochi” in cui siamo impegnati sono chiaramente “made in Bruxelles”, con buona pace di chi ritiene o pretende che il livello nazionale o addirittura regionale sia quello decisivo. E’ un bene o un male? La si può vedere diversamente, ma che il processo sia ineluttabile è iscritto nelle leggi dell’economia. E allora vale quanto riportato nel nostro titolo, parafrasando una celebre affermazione del Marchese De Sade ne La filosofia nel boudoir, scritta nel 1795, negli spasmi dei primi anni della Rivoluzione: “Francesi,ancora uno sforzo per diventare Repubblicani!”

Ma andiamo con ordine. Le recentissime elezioni nel Regno Unito hanno tenuto con il fiato sospeso i mercati, che temevano un pareggio paralizzante che al contrario non c’è stato. La netta vittoria dei conservatori di Cameron d’altro canto ha prodotto come primo atto la conferma dell’impegno al referendum del 2017 sull’uscita o meno dall’Unione, che modificherebbe sostanzialmente il senso e le prospettive della costruzione europea. Sospiro di sollievo, dunque, nel’immediato, ma interrogativi assai seri sul futuro prossimo. Ma si può stare relativamente tranquilli; ancora una volta a piegare le trasversali tendenze neo-isolazioniste del Regno Unito non sarà l’afflato comunitario, ma con ogni probabilità la cinica legge dei numeri dell’economia, che ipotizzano almeno un 10% di perdita di pil per una Gran Bretagna fuori dall’Unione. Intanto le borse festeggiano, e anche Milano brinda.

Su un altro piano, che vede l’Italia direttamente e drammaticamente esposta, la settimana che si apre fa intravedere finalmente un impegno comune sull’immigrazione. Il mestiere di “salvatori” dei profughi del Mediterraneo rappresenta una pagina che onora il Paese e che ne compensa parzialmente tante altre caratterizzate da inciviltà, cinismo, illegalità e malaffare. Ma, allo stesso tempo, risulta insostenibile per la Penisola se non si produce una concreta corresponsabilizzazione europea nella condivisione dei pesi dell’accoglienza. Apparentemente nelle ultime settimane la sterile diatriba Mare Nostrum- Triton sembra finalmente superata e la Commissione ha pronto un pacchetto che prevede l’impegno dei 28 a farsi carico pro-quota dei profughi, iniziative incisive contro gli scafisti e aiuti ai paesi africani di transito: quello che l’Italia ha chiesto a squarciagola da diversi mesi. Non è detto che il piatto preparato da Juncker – indigesto per molti paesi del nord – passi al vaglio dei Masterchef, ovvero dei capi di governo dei 28. Ma l’appoggio esplicito di Francia e Germania fa ben sperare. Incrociamo le dita, ma se l’Europa batterà davvero il colpo giusto sarà una vittoria del Paese in una battaglia giusta in cui ha dimostrato di saper esprimere egemonia, contribuendo ad un’Europa anche un po’ “italiana”.

L’Europa mette lo zampino, anzi entrambi i piedi nel piatto, anche nella vicenda esplosa per la sentenza della Consulta sui mancati adeguamenti pensionistici decisi agli esordi dal governo Monti. Quello guidato da Renzi si trova di fronte alla necessità di scovare un pacchetto sostanzioso di miliardi per la restituzione di quanto non versato tra 2012 e 2013, oltre a dovere d’ora in poi alzare la soglia del costo della previdenza : altri miliardi ogni anno. Il comportamento delle opposizioni è stato in questa vicenda addirittura indecoroso, oltre che irresponsabile: “pagare tutti, pagare subito, pagare e basta”, come se i 10 – 15 miliardi necessari non dovessero uscire dal Tesoro, ma dal patrimonio personale di Mattei Renzi. Padoan ha però un alleato proprio a Bruxelles, che da subito ha rammentato che quanto si spende anche per il passato dovrà essere recuperato in logica di cassa. Da qui la quasi certa soluzione del pagamento secondo scaglioni di reddito e - aggiungiamo noi - secondo criteri di equità verso la sterminata platea dei pensionati che non sono tutti uguali. I vincoli di bilancio stabiliti a Bruxelles , il famigerato rapporto deficit-pil, una volta tanto guideranno il Paese verso scelte compatibili con in conti e con il buon senso. Un caso – per ora raro - in cui essere europei ci aiuta ad essere italiani migliori.

Alberto Baldazzi

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La prova del nove

23 Gennaio 2015, 23:30pm

Pubblicato da albertobaldazzi

schermata-2015-01-23-alle-21-29-07I Tg di venerdì 23 gennaio - Nelle aperture di quasi tutte le testate i riflessi dell’annunciata manovra di Draghi che si manifestano nettamente fin dalle prime ore su spread, interessi sui titoli di stato e cambio euro-dollaro. Per scuotere scettici e i minimalisti la vera prova del nove, però, non è questa. Sia su Rai che su Mediaset e su La7 compaiono infatti i dolori di pancia in casa tedesca, con il capo della Bundesbank che “non ci sta” e vaticina un abbassamento della guardia da parte dei paesi meno probi (Francia e Italia). Anche Schauble scuote la testa: sono queste le dimostrazioni della vittoria reale, anche se parziale, di Draghi, cui corrisponde la prima vera (parziale) sconfitta della Germania. Padoan e Visco trasversalmente su diversi Tg intervengono per affermare che di svolta si tratta, e che l’Italia ne beneficerà. Renzi comunque dice alla Merkel che non ci fermeremo nel processo delle riforme ma che anzi, “l’Italia metterà il turbo”: espressione creata apposta per i giornalisti che, ineluttabilmente, compare per quasi tutti nei titoli. A proposito dell’incontro fiorentino tra Merkel e Renzi, da segnalare un servizio di Tg5 che appare alquanto “renziano”, che afferma che questa volta la Cancelliere tedesca sarebbe stata veramente stregata dal premier, e che la visita ai tesori della cultura Italiana (e, quindi, europea) ha colpito nel segno. Su questo aspetto va reso merito l Tg2 che, unico tra i Tg di prima serata, ha dedicato un servizio proprio al peso non solo retorico che il richiamo ai valori culturali di Renzi sta ottenendo o potrà avere anche nel contesto europeo. A proposto di contesto europeo, Tg5 dedica l’apertura alle elezioni di domenica in Grecia, tema ripreso un po’ da tutti anche per le liason con i pezzetti di sinistra italiana che si sentono più a casa nell’Atene di Tsipras che nella Roma di Renzi. Tornando nella penisola, questi stessi settori, (Civati, Vendola, ecc.) hanno avanzato una proposta- provocazione che ha ampio risalto nei Tg: proporre un nome per il Colle che non sia proferito dal patto del Nazareno. Proporlo a Chi? A Cinque Stelle che, però, ha subito risposto che la sinistra Pd e Vendola sono simpatici, ma pur sempre appartenenti all’apparato della politica che loro schifano. Schifo per schifo, tanto vale provocare Renzi chiedendogli i nomi per il Quirinale. Velocemente segnaliamo che Mediaset rilancia ai quattro venti il servizio de L’Espresso che mostra come sia facile entrare ed uscire impunemente dai Cie: il tutto condito con riferimenti “direttissimi” al rischio terrorismo. Sempre Mediaset, bissata da Tg1, manifesta una simpatica vena animalista dedicando titoli e servizi su servizi alla vicenda della condanna dei gestori dell’allevamento di beagle Green Hill. La sentenza è veramente importante, e Tg4 inanella uno dopo l’altro una serie di servizi in cui gli animali fanno una bella figura, mentre quella degli uomini risulta pessima. La parabola fortunatamente discendente di Stamina si è conclusa con la richiesta di patteggiamento e la promessa da parte degli imbonitori di levare le tende dal territorio italiano. Mentre nelle scorse stagioni Vannoni era special guest dei Tg, alcuni dei quali facevano addirittura campagna a supporto del suo Metodo, questa sera solo Tg5 e Tg2 ci raccontano il probabile inglorioso epilogo. Accorata la partecipazione di Mentana al servizio che mostra l’insipienza del sovraintendente ai beni architettonici del Piemonte che ha definito un “baraccone” il vagone blindato piazzato a Piazza Castello per celebrare il Giorno della Memoria e l’illustre cittadino torinese Primo Levi. Servizio anche per Tg1.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di giovedì 22 gennaio 2015
 Tg1 - ore 13:30 4.160.000, 22,29% ore 20:00 6.840.000, 25,98%. Tg2 - ore 13:00 3.182.000, 18,53% ore 20:30 2.506.000, 8,86%. Tg3 - ore 14:30 1.892.000, 10,73% ore 19:00 2.558.000, 12,20%. Tg5 - ore 13:00 3.470.000, 20,00% ore 20:00 5.287.000, 19,87%. Studio Aperto - ore 12:25 2.077.000, 14,41% ore 18:30 1.151.000, 6,43%. Tg4 - ore 11.30 522.000, 6,13% ore 18:55 757.000, 3,62%. Tg La7 - ore 13:30 653.000, 3,49% ore 20:00 1.403.000, 5,30%.

Fonte:www.tvblog.it

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Vittorie di Pirro?

24 Novembre 2014, 23:09pm

Pubblicato da albertobaldazzi

virna-lisiI Tg di lunedì 24 novembre – La carica degli elefanti renziani ha portato alla riconquista della Calabria e alla conferma in Emilia-Romagna ma, come a Eraclea nel 280 a.c., i milioni di elettori lasciati non sul campo di battaglia ma a casa, appaiono un presagio funesto per il cambia verso del premier. Renzi lo nega e correttamente i Tg dubitano della sua sicumera. L’astensionismo che in Emilia ha superato il 60% archivia il modello “regione rossa”, e questo ci può stare: un prezzo da metter in conto per il cambiamento. Ma anche il cambiamento più radicale deve mantenere alcune radici, pena la creazione di un terreno artificiale privo di sostanza organica e, quindi, sterile. Il consiglio che diamo a Renzi è di non abusare con i diserbanti. La partecipazione politica fa rifondata, ma il suo contrario – questa, si, vera manifestazione di “antipolitica”- non è un buon viatico per il domani da costruire.

I Tg Rai e La7 illuminano correttamente le contraddizioni del voto regionale di ieri, mettendo il Premier in prima pagina nonché sulla graticola. Ma tornando al nostro “particolare”, dobbiamo segnalare che oltre il vincitore-sconfitto queste testate hanno fatto le pulci anche a Forza Italia e a Cinque Stelle, oltre a riconoscere in Salvini lo sconfitto-vincitore. Dalle critiche della vecchia guardia del Pd, passando per l’attacco virulento di Fitto a Berlusconi e ai mugugni nel Movimento di Grillo, tutto è stato detto e mostrato. Per Mediaset, invece, l’astensione massiccia ha rappresentato l’alibi per parlare del fallimento di Renzi, per fare i conti dei voti mancanti nella sacca di Cinque Stelle, dedicando solo qualche secondo alla batosta di Forza Italia. Fitto su Studio Aperto e Tg4 non è proprio comparso, mentre su Tg5 è stato inquadrato per 3 secondi e solo per far parlare un Giovanni Toti che oggi ha fatto gli straordinari su tutte le testate cercando di difendere l’indifendibile. Così si tocca con mano la corrispondenza tra lo scadimento di parte consistente della politica e la piaggeria di settori non minoritari dell’informazione main stream. Sempre da Tg5 un dettaglio in qualche misura divertente: il noto politologo Pasquino a lungo intervistato ha detto che Cinque Stelle non ha perso voti e che non è vero che Salvini li ha guadagnati.

Archiviato il non voto delle regionali, c’è ben poco da dire sui Tg di serata. Segnaliamo che Mentana trova lo spazio per festeggiare il record della bilancia commerciale di ottobre e l’ulteriore abbassamento a poco più del 2% del costo per gli interessi sul debito pubblico. Sempre La7, in compagnia delle testate Rai, ricorda che da Bruxelles è in pratica giunto l’ok alla legge di stabilità di Renzi: un’altra buona notizia non di poco conto.

L’astronauta italiana giunta nella stazione spaziale internazionale piace a tutti i Tg, oltre che a noi teleutenti, mentre c’è da augurarsi (lo fa esplicitamente Mentana) che il rimpatrio del medico italiano di Emergency che ha contratto l’Ebola non dia già da domani la stura a qualche zuzzerellone per lanciare allarmi pelosi sulla sicurezza sanitaria.

Chiudiamo con la giornata mondiale contro le violenze sulle donne: se ne ricorda Tg3 in un servizio, mentre Tg2 è l’unico a dedicare anche un titolo. Alberto Baldazzi

Dati auditel Tg di domenica 23 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.984.000, 22.50% ore 20:00 5.786.000, 23,34%. Tg2 - ore 13:00 2.893.000, 17,51% ore 20:30 1.786.000, 6,64%. Tg3 - ore 14:30 1.409.000, 7,83% ore 19:00 2.164.000, 10,61%. Tg5 - ore 13:00 2.691.000, 16,22% ore 20:00 4.796.000, 19,04%. Studio Aperto - ore 12:25 1.786.000, 12,45% ore 18:30 1.344.000, 7,38%. Tg4 - ore 11:30 540.000, 5,71% ore 18:55 956.000, 4,73%. Tg La7 - ore 13:30 543.000, 3,04% ore 20:00 878.000, 3,52%.

Fonte:www.tvblog.it

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