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Albertobaldazzi

Taci, Corriere, la toga ti ascolta!

10 Luglio 2013, 13:26pm

Pubblicato da albertobaldazzi

43fd26b00343c5de57535f1c9caaac751-616x254I Tg di mercoledì 10 luglio - Una particolare concezione di come la stampa dovrebbe “modulare” la propria voce è quella che ha portato Studio Aperto e Tg 4 a “prendersela” con il Corriere della Sera, reo di avere messo la pulce della possibile parziale prescrizione per Berlusconi nelle orecchie dei giudici della Cassazione. Ora, è assai improbabile che il collega Ferrarella, in edicola ieri mattina sulla prima pagina del quotidiano milanese, abbia dettato l’agenda della Cassazione, che a metà giornata ha iscritto il ricorso per il processo Mediaset al 30 luglio. Ma se anche fosse, non sarebbe motivo di plauso per un giornalista segnalare un possibile problema di ingorgo di tempi per un importante processo? Noi non sappiamo se Luigi Ferrarella “tifa” o meno per una sentenza di condanna del Cavaliere, né ci interessa scoprirlo. Ma se anche fosse? Ferrarella non fa il giudice ma, appunto il giornalista. Chi ha un concezione “altra” del mestiere ha invece prodotto edizioni in cui lo sdegno per la possibile sentenza negativa si arma e si dirige anche contro il Corriere della Sera, colpevole di aver parlato invece di “fischiettare” facendo lo gnorri. Nella ricerca dei genomi della “colpa”, il servizio mandato in onda dalle due testate dirette entrambe da Giovanni Toti torna indietro al Corriere del 21 novembre ’94, alla notizia d’apertura sull’invito a comparire per Berlusconi, allora da poco premier per la prima volta. Anche questa viene considerata una grave colpa, mentre è passata alla storia come una delle tante “fughe di notizie” dalle Procure. Il “Corriere cattivo” sempre su Tg 4 è affiancato, tanto per rimanere in tema, dal “cattivo Fini”, chiamato a testimoniare a Napoli nel procedimento sulla compravendita di senatori che vede Berlusconi per il momento “solo” a rischio di rinvio a giudizio: correrebbe a “vendicarsi”. “Cattivo” è anche il Tribunale di Milano che oggi ha condannato a otto mesi di reclusione per “omesso controllo” il direttore di Panorama Mulè, in un procedimento per diffamazione, che se ne duole in diretta sempre su Tg 4. Non sappiamo se repetita juvant davvero, comunque questa campagna dei Tg di famiglia che “doppia” giornali e siti di destra, si nutre solo di grida e la butta sostanzialmente in caciara. Anche oggi dobbiamo complimentarci, senza alcuna ironia con l’avvocato Coppi, neo difensore di Berlusconi in Cassazione, che è l’unico a esprimersi con correttezza giuridica e, pur difendendo il suo assistito, a preoccuparsi del fatto di non dire cialtronerie o a buttarla in politica ( Tg 4 e Tg 1 e Tg 5). Su Tg 5 appare la sfilata dei dirigenti Pdl, sostanzialmente in lutto ma, apparentemente, imbestialiti. Ovviamente le ragioni con cui il Primo Presidente della Cassazione Santacroce ha tecnicamente motivato la decisione del 30 luglio compaiono su tutti gli altri (titolo per Tg 3 e Tg La 7) ma non sui Tg Mediaset.

Travaglio e Bechis discutono con Mentana da sponde opposte, mentre Lupi si arrampica sugli specchi intervistato da Bianca Berlinguer su Tg 3. Gelmini si diffonde su Tg 1, mentre Epifani, sempre sul Tg della prima rete, invita il Pdl a non tirare la corda. Su come buona parte dell’informazione televisiva intenda il mestiere del giornalista non ci dilunghiamo di più: undici mesi di analisi quotidiane ci esimono dal farlo.

Per il resto, la sollevazione del Pdl a difesa del Capo mette nei guai il Pd che “concede” alla Camera e al Senato la sospensione dei lavori per un giorno, di contro alla richiesta di tre giorni motivata dal Pdl per sottolineare la “gravità” della decisone della Cassazione. Maretta interna con i renziani (ma non solo loro) che contestano la decisione di “andare incontro” all’ ira funesta della destra.

Le convulsioni della politica fanno risaltare la “buona giornata” dei Cinque Stelle che contestano nelle aule e nelle piazze la “concessione” fatta dal Pd e, soprattutto, conquistano spazio su tutti i Tg con l’incontro al Quirinale e la chilometrica conferenza stampa di Grillo, una sorta di surrogato dei suoi spettacoli nei quali, come sempre, risulta al contempo molto confuso ma assai avvolgente. Oggi è successo lo stesso.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di martedì 9 luglio 2013

Tg1 – ore 13:30 3.483.000, 20,59% ore 20:00 4.317.000, 23,01%. Tg2 – ore 13:00 2.744.000, 17,09% ore 20:30 1.942.000, 9,11%. Tg3 – ore 14:30 1.735.000, 11,74% ore 19:00 1.555.000, 12,72%. Tg5 – ore 13:00 3.200.000,19,84% ore 20:00 3.161.000, 16,82%. Studio Aperto – ore 12:25 2.758.000, 21,49% ore 18:30 801.000, 8,55%. Tg4 – ore 14.00 445.000, 2,79% ore 18:55 752.000, 6,22%. Tg La7 – ore 13:30 708.000, 4,20% ore 20:00 1.330.000, 7,00%.

Fonte: www.tvblog.it

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