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Albertobaldazzi

Ricordate il conflitto d’interessi?

26 Novembre 2014, 23:56pm

Pubblicato da albertobaldazzi

interessiI Tg di mercoledì 26 novembre - Non sveliamo nulla se segnaliamo che l’agenda dell’informazione è una sorta di succursale di quella della politica. Le aperture dei Tg solitamente ci ripropongono scontri, presunte svolte, rese dei conti tra le forze politiche che quasi sempre si risolvono in un nulla di fatto. Questa sera le divisioni interne al Pd, quelle in Cinque Stelle e la rottura in Forza Italia offrono materia prima in quantità. Su Tg1 ennesima intervista a Renzi, reduce da un’ora di confronto con Napolitano, che sui dissensi nel Pd e soprattutto sul problema dell’astensionismo sinistra si mostra un po’ meno “bullo”, dopo la smargiassata che aveva relegato quel 63% di elettori emiliani non andati a votare a “problema secondario”. Sempre su Tg1 ampio spazio alle divisioni in casa Grillo e allo scontro odierno al Consiglio nazionale di FI. Mentana fa in tempo a commentare l’esito della riunione attraverso le parole di Fitto che danno il senso di un’unità tutt’altro che recuperata.

Dicevamo che informazione e politica vanno a braccetto: ci siamo abituati. Siamo colpevolmente ugualmente vaccinati dal conflitto d’interessi che anche stasera ci dà una dimostrazione palmare su cosa significhi per un leader politico (pur acciaccato) essere proprietario di 3 reti televisive. Come sempre capita Studio Aperto, Tg4 e Tg5 glissano sui problemi del partito del Capo, scatenandosi sugli avversari (reali o presunti). Così stasera i 7 milioni di teleutenti di Mediaset hanno saputo tutto sugli scontri tra Orfini e Cuperlo, sulle uscite uliviste della Bindi, ma assolutamente niente sulla rottura dentro Forza Italia. Tg5 arriva addirittura a presentare con metafora calcistica la riunione odierna come “l’allenamento del partito” in vista dell’auspicata riunificazione del centrodestra, da Salvini ad Alfano.

Il settarismo di parte consistente dell’informazione Tv si ripropone per l’odierna analisi della Confindustria che “vede rosa” per il 2015; presente nei titoli su La7 e nei servizi per le testate Rai, assente su Mediaset, se si esclude una millimetrica citazione da studio su Tg5.

Paradossalmente lo stesso Tg5 appare filo governativo per quel che riguarda i rapporti Roma-Bruxelles, e assai ottimista per il piano dei 315 miliardi del Presidente Juncker. Su La 7 e Rai prevalgono invece le perplessità e i dubbi sulla sua realizzabilità ed efficacia. Un altro segnale che a Segrate prevale la visione “aziendalista” che confida, a ragione o a torto, nella benevolenza del governo verso Mediaset: un’altra versione del conflitto d’interessi.

Tanta, tantissima cronaca nera e criminale su Studio Aperto e Tg4, cui si aggiunge la consueta proposta di servizi sulle e contro le tasse.

Tg2 propone un lungo e documentato approfondimento sulla crisi che ha colpito severamente la produzione olearia nel Paese. Di fronte ad un probabile aumento di contraffazione per un prodotto essenziale sulle tavole degli italiani il Tg della seconda rete pubblica ci consiglia di non comprare olio sotto gli 8 euro al litro. Segnalo sommessamente che nel supermercato che frequento il prezzo medio da anni è intorno ai 4 euro. Cosa significa?

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei Tg di martedì 25 novembre 2014 Tg1 - ore 13:30 3.708.000, 22.59% ore 20:00 5.943.000, 23.10%. Tg2 - ore 13:00 2.460.000, 16.53% ore 20:30 2.124.000, 7.79%. Tg3 - ore 14:30 1.623.000, 10.85% ore 19:00 2.034.000, 10.25%. Tg5 - ore 13:00 3.148.000, 20.92% ore 20:00 5.409.000, 20.80%. Studio Aperto - ore 12:25 1.878.000, 15.58% ore 18:30 934.000, 5.80%. Tg4 - ore 11.30 379.000, 6.39% ore 18:55 872.000, 4.40%. Tg La7 - ore 13:30 600.000, 3.65% ore 20:00 1.294.000, 5.01%.

Fonte:www.tvblog.it

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