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Albertobaldazzi

Quando c’era la cinghia di trasmissione…

6 Maggio 2014, 21:26pm

Pubblicato da albertobaldazzi

imagesI Tg di martedì 6 maggio – L’intervento esplicitamete critico verso il governo tenuto da Susanna Camusso al Congresso Cgil di Rimini è stato accompagnato dall’allineamento degli altri sindacati e da un moto di orgoglio e di autonomia di buona parte del Pd, sinistra compresa. In apertura su Tg3, TgLa7 e Tg5, molto alto per le altre testate Mediaset, lo scontro con Renzi non è mai stato così esplicito e diretto. L’accusa di “distorcere la democrazia” con la scusa di decidere e governare è respinta dal premier con l’ “invito a cambiare” rivolto anche ai sindacati. Si potrebbe titolare sulla rottura definitiva della storica cinghia di trasmissione tra il maggiore partito della sinistra ed il più forte sindacato dei lavoratori; in realtà la suggestione non ha ancoraggi credibili, visto che il sindacato è da anni in forte crisi di rappresentanza, mentre il Pd di Renzi ha pochi punti di continuità con il Pci di Berlinguer, ma anche con il partito di D’Alema e di Veltroni. Lo stesso D’Alema, ripreso da TgLa7, deve “difendere” un Renzi che, lungamente intervistato da Tg5, risponde con apparente pacatezza che sottende, però, la visione di un sindacato “ridimensionato” e senza diritto di veto. Tg5 si diverte molto nel riscontrare le fratture a sinistra, ma questo, si sa, “è nella sua natura”.

Tg2 nei titoli, e TgLa7 in una breve da studio, seguono gli sviluppi della complicata giornata al Senato sulle riforme costituzionali; dopo un pomeriggio che ha materializzato il rischio di impazzimento e di dimissioni della ministra Boschi, la decisione di partire dal testo della proposta del governo appare solo una tregua in una battaglia in cui le posizioni sono alquanto trasversali e le casacche degli eserciti alquanto confuse.

Le decisioni odierne sul diaspo comminato a Jenni ‘a Carogna e, più in generale, le ulteriori puntate della farsa che si è generata intorno alla sparatoria ed ai comportamenti di sabato sera all’Olimpico, sono bene sintetizzate dal giudizio di Enrico Mentana che parla di una vicenda che “ha messo lo Stato alla berlina”. Tg1, Tg2 e Tg4 scelgono di aprire sulle apprensioni per le curve napoletane di stasera, dove si dovrebbe giocare al calcio, mentre tutti gli obbiettivi ricercheranno chi indosserà le magliette incriminate con la solidarietà all’assassino del poliziotto Raciti a Catania. Nel guazzabuglio del calcio violento i Tg sembrano pedersi; su Tg5 ampio spazio viene riservato al presidente della Lazio Lotito, che si diffonde sul marcio che attraversa settori delle tifoserie, con riferimenti al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione.

Lo “spettro del maniaco” (Tg3) e la prostituta “crocifissa” (Tg1), nonché il nuovo “mostro di Firenze” (Tg4 e Studio Aperto), animano le scalette; come abbiamo già notato ieri, potremmo dire “sotto il titolo, niente”. Fa eccezione Tg2 che presenta un servizio di cronaca preciso e pulito, che non occhieggia al macabro e al morboso.

Marchionne, ripreso ampiamente da tutti, parla non di una nuova pagina ma di un nuovo libro che verrebbe aperto nella storia di Fiat e Chrysler, oramai divenute “una cosa sola” in grado di far rinascere un mito per anni messo in soffitta, quello dell’Alfa-Romeo.

Alberto Baldazzi

Dati auditel dei TG di lunedì 5 maggio 2014 Tg1 - ore 13:30 3.916.000, 23,12% ore 20:00 5.205.000, 23,16%. Tg2 - ore 13:00 2.573.000, 17,11% ore 20:30 2.205.000, 8,78%. Tg3 - ore 14:30 1.741.000, 11,28% ore 19:00 1.582.000, 10,27%. Tg5 - ore 13:00 2.970.000, 19,53% ore 20:00 4.336.000, 19,13%. Studio Aperto - ore 12:25 1.675.000, 14,09% ore 18:30 812.000, 6,76%. Tg4 - ore 11.30 463.000, 7,80% ore 18:55 725.000, 4,71%. Tg La7 - ore 13:30 834.000, 4,91% ore 20:00 1.560.000, 6,81%.

Fonte:www.tvblog.it

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