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Albertobaldazzi

Meno male che Giorgio c’è 2.0

22 Aprile 2013, 16:06pm

Pubblicato da albertobaldazzi

napolitano_-640x230I Tg di lunedì 22 aprile - Due anni fa, il primo aprile 2011, ci era capitato di titolare così la nostra analisi, lo stesso era avvenuto lo scorso 5 ottobre. Non potevamo immaginare che il medesimo slogan sarebbe stato oggi proferito dal sorriso raggiante di Berlusconi, il vero detentore del copyright nella versione “Silvio”, abbondantemente utilizzato come ritornello della campagna elettorale del 2008. Sulle reti Mediaset, ma anche su TG 1, il giorno dell’insediamento di Napolitano per il suo secondo settennato illumina un Berlusconi suadente che definisce quello del Presidente “il miglior discorso ascoltato in venti anni di attività politica”. Lasciando da parte il Presidente che si è caricato sulle spalle un compito che non voleva, con la consueta serietà e inappuntabilità, se la scorsa settimana si parlava di due vincitori – Grillo e il Pdl – ed uno sconfitto – Bersani -, la giornata odierna ci consegna un unico vincitore: un Berlusconi immarcescibile che alza i guantoni per abbandono dell’avversario ( non solo Bersani, ma l’intero Pd). Dopo tanti goals a porta vuota, anche Grillo nelle ultime ore ha perso di tono agonistico. Dopo la semi-farsa della manifestazione-non manifestazione di ieri nella Capitale, dopo l’epitaffio iettatorio sulla “morte della Repubblica” che non è piaciuto a nessuno, in giornata M5S ha riscontrato una seria sconfitta ( – 15% rispetto alle politiche) alle regionali friulane vinte al fotofinish dal centrosinistra di Debora Serracchiani, ed un autogoal con i parlamentari grillini che non applaudono il discorso del vecchio-nuovo Presidente.

Alquanto duro Enrico Mentana sugli ultimi passaggi del Movimento Cinque Stelle. Impietosi, poi, i numeri del sondaggio di Tg La 7 che, nella settimana del Quirinale, vede il Pd perdere sei punti percentuali, Cinque Stelle guadagnarne cinque e il centrodestra pochi di meno. Più che di una serie di autogoal alla Niccolai, potrebbe nascere il sospetto di una partita venduta. Ma sempre il sondaggio ci offre un’interpretazione che è tutta in un nome: l’ascesa della new entry Stefano Rodotà al secondo posto della classifica dei leader più amati dagli italiani. Meditate gente, meditate.

Infine anche il Tg 2 si aggira intorno al capezzale del grande malato, per girare però il coltello nella piaga con un servizio dalle sezioni occupate e presidiate del Pd piemontese. Tg 3 intervista in diretta Franceschini che, oltre ad una buona presenza video, ha ben poco da offrire e sicuramente nessuna ricetta da proporre.

Ma, tranquilli: domani la Direzione metterà ogni cosa al suo posto.

Alberto Baldazzi

Dati Auditel dei Tg di domenica 21 aprile 2013

Tg1 – ore 13:30 5.304.000, 25,04% ore 20:00 5.587.000, 22,46%. Tg2 – ore 13:00 3.527.000, 17,32% ore 20:30 2.338.000, 8,60%. Tg3 – ore 14:30 1.937.000, 9,49% ore 19:00 2.193.000, 11,45%. Tg5 – ore 13:00 3.723.000, 18,28% ore 20:00 4.781.000, 19,19%. Studio Aperto – ore 12:25 1.980.000, 11,57% ore 18:30 580.000, 3,71%. Tg4 – ore 14:00 652.000, 3,15% ore 18:55 978.000, 5,11%. Tg La7 – ore 13:30 973.000, 4,61% ore 20:00 1.547.000, 6,18%.

Fonte: www.tvblog.it

Meno male che Giorgio c’è 2.0

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