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Albertobaldazzi

Le regole del gioco

6 Ottobre 2014, 21:49pm

Pubblicato da albertobaldazzi

regole-calcioI Tg di lunedì 6 ottobre – Tutti i Tg, con l’encomiabile eccezione di Tg2, non resistono alla tentazione di titolare sul dopo Juve-Roma. Seguendo il flusso delle discussioni da bar trasportate tali e quali in Parlamento, il ribaltamento delle regole del gioco che ha portato l’arbitro Rocchi a regalare 3 gol alla Juventus e forse 1 rigore alla Roma ha campeggiato su quasi tutte le testate con sfumature diverse: più contenute e morigerate in Rai, più imbarazzate su TgLa7, più divertite su Mediaset. Rocchi (consapevolmente o meno) ha ribaltato le regole del gioco più amato dagli italiani determinando il risultato di una partita di calcio. Fatto grave, ma non serio o, almeno, non meritevole del can can che sta attraversando il pubblico dibattito e il mondo della politica. Ma così va il mondo, anche quello dell’informazione.

Le regole del gioco valgono anche per la politica, e Renzi a differenza di Rocchi non le ha stravolte decidendo poco prima delle 20 di porre la fiducia sulla legge delega sul jobs act (nei titoli per i Tg delle ore 20). Certo, però, con la decisione della fiducia il Premier ha deciso di tentare un’azione rischiosa i cui effetti si vedranno entro le prossime 36 ore: o la va o la spacca. I Tg hanno difficoltà a spiegare non tanto la posta in gioco (la prosecuzione del governo Renzi), ma la tattica e la strategia. Ci prova e ci riesce Mentana che chiarisce il pensiero di Renzi: una mossa che obbliga la minoranza del Pd a rientrare nei ranghi e, al contempo, Forza Italia a votargli contro. Il doppio risultato con ogni probabilità sarà questo: la delega passerà e il suo gabinetto sfaterà la vulgata del partito unico Renzi-Berlusconi. Sempre che tutta vada secondo i suoi piani… Regole del gioco “al limite”; nel calcio è questione di pochi centimetri, in politica di pochi senatori.

La politica si sostanzia anche dell’attesa per l’incontro di domani mattina nella Sala Verde con le parti sociali, chiamate in gioco all’ultimo momento e per “un’ora sola”, come ha commentato in maniera assai pop la Camusso, richiamando una canzone alquanto datata, ma con un’anagrafe augurale per una sindacalista: 1968. Tg4 ci regala – non richiesto – il consueto servizio di satira che fa il verso a “mezzogiorno di fuoco”, con le lancette anticipate alle ore 8; il duello tra Renzi e Camusso il direttore Giordano ce lo poteva risparmiare.

Merito ancora una volta del Tg2 l’aver anticipato negli ultimi giorni la presentazione del Sinodo sulla famiglia; gli altri stasera devono rincorrere le grandi novità che emergono dalla prima giornata dei lavori sul destino dei cattolici divorziati.

Il dramma di Kobane, cui assistono i lembi turchi dell’Occidente da un chilometro di distanza senza battere ciglio, sono spiegati insufficientemente ma presenti su tutte le testate. Siamo certi che nelle prossime settimane l’Isis diventerò piatto fisso al desco serale degli italiani.

Ci dispiace dover citare nuovamente e positivamente il Tg2 per l’approfondimento sulle periferie italiche disastrate al nord, al centro e al sud. Sarà anche per questi approfondimenti che la testata diretta da Marcello Masi è l’unica ad aver guadagnato ascolti nella passata stagione.

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei Tg di domenica 5 ottobre 2014

Tg1 - ore 13:30 4.825.000, 20,70% ore 20:00 5.449.000, 23,27%. Tg2 - ore 13:00 2.427.000, 13,98% ore 20:30 2.054.000, 8,06%. Tg3 - ore 14:30 1.827.000, 10,23% ore 19:00 1.274.000, 6,76%. Tg5 - ore 13:00 3.613.000, 20,77% ore 20:00 4.029.000, 17,06%. Studio Aperto - ore 12:25 1.282.000, 9,26% ore 18:30 954.000, 5,95%. Tg4 - ore 11:30 549.000, 5,67% ore 18:55 803.000, 4,27%. Tg La7 - ore 13:30 597.000, 3,30% ore 20:00 775.000, 3,28%.

Fonte:www.tvblog.it

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