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Albertobaldazzi

I giocattoli si sono rotti

25 Giugno 2014, 20:16pm

Pubblicato da albertobaldazzi

index2I Tg di mercoledì 25 giugno 2014 - Il giocattolo più amato dagli italiani era fallato; le reazioni nei Tg alla sconfitta di 24 ore fa sono impietose. I senatori azzurri sono i primi a criticare l’evanescenza delle “figurine” più giovani che hanno assicurato il cambio generazionale ma, al contempo, regalato il Purgatorio alla nazionale 4 volte Campione del Mondo. Prandelli e Abete se ne vanno, e nei commenti non troviamo parole di rimpianto verso un tecnico che fino a ieri era apprezzato da tutti per la sua educazione e moderazione. Tg4 “non ce la fa” a tenersi, e fa intervenire Facci – che aveva criticato il rinnovo del contratto milionario al CT - , oltre a segnalare l’uscita di scena di Prandelli come “prima sconfitta renziana”: la prima di una lunga serie, senza dirlo si augura la testata diretta da Mario Giordano. Su La7 Mario Sconcerti interpreta lo sconcerto collettivo avanzando un’analisi impietosa che omologa il calcio nazionale alla situazione generale del Paese. Balotelli rischia di diventare il maggiore colpevole nell’immaginario collettivo, e questo non per sua esclusiva responsabilità. Tutta farina del suo sacco, invece, il contrattacco odierno sul suo blog che giustamente un servizio di La7 addebita di “razzismo al contrario”, per illustrare la frase sui fratelli africani che non avrebbero “scaricato” un fratello negro (titolo anche per Tg2). Nel calcio italiano mancano valori, ma abbonda la violenza; tutti i Tg riportano le reazioni alla morte del tifoso napoletano trentenne che, dopo 52 giorni di ricovero al gemelli, non ce l’ha fatta. Timori di rappresaglie per la tifoseria giallorossa (e fascista) cui appariene il presunto omicida. Tg2 presenta un servizio sulla storia delle vittime del calcio violento.

Un altro giocatto che si è rotto, ma che in pochi rimpiangeranno, è quello preferito da Beppe Grillo con il quale il Portavoce ha dittatorialmente guidato il “suo” movimento, orientandolo a spaccare tutto e a nulla concedere al confronto politico. Lo scetticismo con cui molti osservatori guardavano all’incontro odierno in streaming tra Pd e Cinque Stelle è stato annullato dal comportamento “educatissimo” della delegazione pentastellata che si è trovato di fronte lo stesso Renzi, felice di prendersi la rivincita dal match di qualche mese fa in cui Grillo aveva solo gridato, impedendogli di parlare. Il confronto c’è stato, come annunciano in apertura le testate Rai, Tg5 e La7, ed è risultato quantomeno verosimile, tanto da “preoccupare” non poco – come segnala Mentana – Forza Italia, potenzialemente in difficoltà per l’eventuale politica dei due forni di Renzi. Il premier ha incassato buoni risultati tra cui la disponibilità dei Cinque Stelle a parlare di ballottaggio, concedendo aperture tutt’altro che forzate sulle preferenze. Ma, soprattutto, ha “benevolmente” concesso la prosecuzione del confronto, su cortese ed educata richiesta di Di Maio. Cosa questo significherà nell’evoluzione della politica dei Movimento è presto per dirlo: se son rose fioriranno, mentre se si tratta di una tattica provocazione, difficilmente Cinque Stelle ne ricaverà vantaggi e consensi.

Al grand‘attivismo del Pd di Renzi e dei Cinque Stelle, non causalmente “orfani” di Grillo, sul fronte del centrodestra risponde una non decisiva intevista di Berlusconi a Il Giornale, ripresa in po’ da tutti ma “centrale” per le testate Mediaset. Il contenuto? La necessità di unità delle forze antirenziane e poco più.

Se l’incontro odierno segnerà un vero decollo per una politica più concreta del Movimento, lo sapremo fin dalle prossime settimane. Intanto un decollo è avvenuto: quello dell’accordo Alitalia-Etihad, reso pubblico da una scarno ma decisivo comunicato. Nei titoli per Tg3, Tg5 e TgLa7, il futuro “arabo” dell’ex compagnia di bandiera appare comunque nebuloso e non scevro da interrogativi e problemi.

Gli arresti tra le consigliere Idv della regione Liguria e il rinvio a giudizio della famiglia Bossi (quasi) al gran completo fanno capolino su Rai e La7, mentre l’attesa per le rivelazioni del “presunto” assassino di Yara è centrale nei numerosi servizi che seguono le indagini della Procura di Bergamo.

Alberto Baldazzi

 

Dati auditel dei Tg di martedì 24 giugno 2014 Tg1 - ore 13:30 3.411.000, 20,48% ore 20:00 7.977.000, 33,95%. Tg2 - ore 13:00 2.629.000, 16,92% ore 20:30 2.002.000, 8,43%. Tg3 - ore 14:30 1.629.000, 11,47% ore 19:00 521.000, 2,08%. Tg5 - ore 13:00 2.984.000, 18,95% ore 20:00 3.492.000, 14,71%. Studio Aperto - ore 12:25 2.365.000, 18,70% ore 18:30 387.000, 1,69%. Tg4 - ore 11.30 617.000, 9,45% ore 18:55 284.000, 1,14%. Tg La7 - ore 13:30 552.000, 3,35% ore 20:00 1.279.000, 5,43%.

Fonte:www.tvblog.it

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