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Albertobaldazzi

Auguri e segnali di buon augurio

22 Dicembre 2013, 19:44pm

Pubblicato da albertobaldazzi

126_big_foto_marcello_masiL'Osservatorio si prende qualche giorno di riposo dopo un autunno alquanto laborioso e tutt'altro che esaltante nell'analisi quotidiana dei Tg. Ci fa piacere, però, chiudere l'anno con qualche segnale di "buon augurio" che, faticosamente, trapela dai nostri scassati Tg. Questa settimana ha esordito con la pubblicazione da parte di una testata del servizio pubblico, il Tg2, dell'inquietante testimonianza dal Centro di accoglienza di Lampedusa. Sabato Tg2 Dossier ha proposto la prima tappa di un viaggio nell'Italia delle troppe difficoltà "girato" con la sensibilità e gli occhi di giovani dei Quartieri Spagnoli. Quanta grazia! Giornalismo d'inchiesta che riemerge dalla routine dei Tg Rai? Non è la prima volta che facciamo i complimenti al Tg2 e, come viatico per scavallare l'anno, vi proponiamo un'intervista al suo Direttore, Marcello Masi.

Intervista a Marcello Masi, Direttore Tg2

Direttore, noi dell’Osservatorio Tg molto spesso ci stropicciamo gli occhi nel vedere in un Tg di prime time approfondimenti, scalette non scontate, elementi di giornalismo d’inchiesta , per quanto compressi nei tempi di un notiziario. Cosa sta succedendo al Tg2?

Al Tg 2 stiamo portando avanti un laboratorio, come a mio giudizio si dovrebbe fare in tutti gli organi d’informazione. Ci siamo resi conto che l’offerta televisiva è così dilatata che per dare un contributo reale e non scontato si deve stare al passo con i tempi. Se oramai internet dà informazione in tempo reale, se i Tg delle reti generaliste producono pressappoco la stessa offerta, anche se con diverse sensibilità e sfumature editoriali, essendo il Tg2 l’ultimo telegiornale della sera, ho sentito la necessità di sperimentare qualcosa di diverso. Con l’offerta in ogni edizione di diversi minuti di approfondimento abbiamo cercato e, credo, trovato , un modo per fornire materiali di riflessione a chi ci segue. Il risultato ci conforta, anche dal punto di vista dell’audience. Quello che ci dà maggiore soddisfazione è che spesso i temi da noi lanciati vengono nei giorni successivi ripresi da altre tv e da diversi quotidiani. Un fatto alquanto inedito, che rivolta il consueto schema dell’informazione Tv che si “abbevera” ai giornali a stampa. I temi che selezioniamo sono attinenti soprattutto al sociale e al confronto con situazioni in altri paesi, a noi più o meno assimilabili. Temi e confronti che vengono quasi sempre snobbati da altri media, ma che sono apprezzati dai nostri teleutenti anche perché, mi permetto di dire, la forbice tra le sensibilità diffuse e l’agenda dei Tg negli ultimi anni si è allargata.

Il video da Lampedusa, gli speciali di Tg2 dossier “girati” con la sensibilità dei ragazzi difficili dei quartieri Spagnoli, i “Socialmente Pericolosi”, ma anche tante altre mini inchieste dentro il Tg. Visti i risultati e gli apprezzamenti generali si potrebbe dire che la qualità dell’offerta informativa è inversamente proporzionale all’adesione dei Tg all’agenda della politica…

Temo di sì. Abbiamo un retaggio che è particolarmente forte – mi duole dirlo – nel Servizio Pubblico, e che vede la Rai subire una sorta di fascinazione verso l’azione della politica, frutto di una diretta dipendenza dal Palazzo per la governance che la caratterizza. Ciò non significa che l’informazione non debba seguire con rispetto ed equilibrio i soggetti e i fatti della politica e delle istituzioni. A proposito di correttezza ed equilibrio, da questo punto di vista io sono addirittura maniacale nel rispetto delle presenze dei soggetti politici ed istituzionali, anche per evitare ogni tipo di ipotetiche contestazioni che poi si traducono in bastoni tra le ruote nel lavoro quotidiano. I contenuti “altri” vanno però sempre tenuti presenti e valorizzati. Non possiamo immaginare che un Tg sia solo un’equazione matematica tra i secondi concessi a questo o a quel soggetto. Bisogna guardare la realtà, scegliere, qualche volta con un po’ di coraggio e forzando la pigrizia indotta dalla routine quotidiana, temi e prospettive che servano a far riflettere chi ci guarda, tanto più in una fase così difficile e delicata per il Paese. I racconti, poi, non devono essere edulcorati né sottomessi a letture precostituite. Tutto ciò comporta una certa fatica ma, lo ripeto, ci sta dando grandi soddisfazioni.

La crisi di rappresentanza della politica, ma anche delle istituzioni, è evidente a tutti; non c’è il rischio che anche l’informazione mainstream, così legata all’agenda della politica, entri in crisi essa stessa, perdendo il rapporto tradizionalmente stretto con i cittadini-teleutenti? E, per converso, se l’informazione adempisse meglio ai suoi doveri, non sarebbe questo un contributo diretto a risollevare il Paese?

E’ così. A prescindere da ciò che noi del Tg 2 tentiamo e realizziamo, l’informazione in generale è e rimane un pilastro del sistema democratico è influisce sulla libertà e la qualità della vita dei singoli cittadini. E’ essenziale come l’aria. Anche quando fischia come il vento, purchè sviluppata con correttezza, anche quando può essere diretta fino ad apparire brutale, non c’è rischio che l’informazione faccia danni. Può solo fare del bene, come sempre avviene quando si dice la verità, senza sconti per nessuno e senza filtri e paraventi. Questo atteggiamento ci porta non solo a scoprire cose turpi come ciò che è avvenuto al Centro di Accoglienza di Lampedusa, ma anche a vedere l’impegno di centinaia di migliaia di italiani che ogni giorno praticano una solidarietà fattiva verso i loro concittadini, il tutto a costo zero per lo Stato. E’ da qui che si può ripartire. Gli occhi limpidi di tanti ragazzi che ogni giorno si mettono a disposizione dei meno fortunati, come mostriamo nei due Tg2 Dossier “girati” insieme ai ragazzi ex-difficili dei Quartieri Spagnoli, sono sguardi che vanno illuminati come le tante cose che non vanno nel nostro Paese.

Alberto Baldazzi

Auguri e segnali di buon augurio

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