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Albertobaldazzi

A reti unificate 2.0

9 Maggio 2013, 10:55am

Pubblicato da albertobaldazzi

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I Tg di giovedì 9 maggio - Chi l’avrebbe detto che, ad un anno e mezzo dall’uscita da Palazzo Chigi e a sei mesi da quando era stato dichiarato politicamente “finito, Berlusconi potesse contare su un’ospitalità a reti quasi unificate per parlare dei casi propri e della “guerra dei vent’anni” con le toghe rosse?.

Andiamo con ordine nel sottolineare alcuni aspetti:

1) Il ricorso ad una cultura storiografica assai carente nell’éntourage del Cavaliere per “vestire” il braccio di ferro tra Berlusconi e la Magistratura, con il riferimento alle guerre di religione del Diciassettesimo secolo, è un autogoal, perché la Giustizia non è un potere cui ci si può opporre con le armi. Sarebbe come dire che si è in guerra contro la Costituzione, cosa più volte tentata.

2) Tornando ai nostri Tg, ci ha fatto effetto non tanto il video messaggio replicato sulle tre testate di famiglia, quanto la stessa inquadratura riproposta a lungo dal Tg 1 e da Tg 2, e di certo non resa più giornalistica da domande degne di annunciatrici di programmi tv. Sopra la sufficienza solo una domanda del Tg 2 sull’ipotesi di una sua ineleggibilità, cui per altro Berlusconi non risponde. Sembra, in sintesi, che si sia tornati ai tempi dorati di Raiset, quando Tg 1 era spavaldamente diretto da Minzolini.

3) Se un leader decide di parlare ai giornalisti, i giornalisti devono andare alla conferenza stampa, non fingere interviste in logica catena di montaggio ed in fintissima esclusiva “concesse” o imposte dall’ufficio stampa.

Scarso anche il rilievo dato da TG1 alla richiesta di rinvio a giudizio dei Pm napoletani per l’”acquisto” di De Gregorio. Tg 2 se ne dimentica proprio, mentre per TG la 7 è notizia degna di servizio e ricostruzione, così come per Tg 3. Insomma, quella “pacificazione” che stenta a prendere abbrivio in Parlamento, con una parte del Pd che tira calci, sembra ammantare buona parte dell’informazione televisiva.

Sull’ odierna prima seduta operativa del Consiglio dei Ministri vi segnaliamo che, mentre scriviamo, non ci abbiamo capito nulla. I Tg “giocano” sulla contemporaneità e recitano nient’altro che il presunto ordine del giorno. Solo Mentana “azzarda” che non vi sia accordo su nulla e che tutto verrà rinviato. Per Tg 2 su Imu e cassa integrazione in deroga si sarebbe alla fase tecnica nella ricerca delle coperture: in altre parole, un rinvio non dichiarato.

Per quanto riguarda l’antivigilia dell’Assemblea nazionale del Pd, tutte le testate annaspano alla ricerca di una “notizia”, di un “nome” – quello del traghettatore – che non viene fuori. Ma non è colpa dei Tg: la realtà è che nessuno sa cosa fare e proporre. L’unico “tranquillo” è Renzi (ripreso da tutti), che al momento, tiratosi fuori dai giochi, può ricorrere come Totò al classico “Che so’ Pasquale?” mentre nel partito volano gli schiaffi.

La trasferta romana di Beppe Grillo è servita a rianimare le troupes davanti a Montecitorio, molto meno a convincere i suoi parlamentari sulla restituzione della diaria. Tg 1 intervista chi non si dice convinto dalle minacce della black list dei “cattivi”. Il serial continua, ovviamente sul blog del Portavoce.

Infine, premio della critica al cantautore Povia che, ripreso da Tg3, si è detto preoccupato “come italiano” dei provvedimenti filo-extracomunitari che potrebbe prendere la neoministra Cècile Kyenge. I bambini fanno “Oh!”. E i cretini?

Lorenzo Coletta

Dati Auditel dei Tg di mercoledì 8 maggio 2013

Tg1 – ore 13:30 4.411.000, 24,22% ore 20:00 5.589.000, 24,48%. Tg2 – ore 13:00 3.006.000, 18,56% ore 20:30 2.913.000, 11,21%. Tg3 – ore 14:30 2.147.000, 13,13% ore 19:00 1.888.000, 12,32%. Tg5 – ore 13:00 3.398.000, 20,83% ore 20:00 4.202.000, 18,29%. Studio Aperto – ore 12:25 2.271.000, 17,78% ore 18:30 736.000, 6,22%. Tg4 – ore 14:00 699.000, 3,96% ore 18:55 859.000, 5,59%. Tg La7 – ore 13:30 830.000, 4,55% ore 20:00 1.978.000, 8,58%.

Fonte: www.tvblog.it

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