Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Albertobaldazzi

Il ritorno della politica

2 Febbraio 2017, 01:04am

Pubblicato da Alberto Baldazzi

Il ritorno della politica

I Tg di mercoledì 1 febbraio – Dopo giorni di coperture sottotono le tensioni dentro e fuori gli schieramenti politici avvampano nei Tg di serata, raccogliendo le aperture dei Tg delle 20 e di quelli Rai. A scaldare gli animi oggi sono state prima le dichiarazioni di Renzi, che si è ulteriormente esposto verso un voto ravvicinato, suscitando lo scontento di Bersani - che prospetta la creazione di un nuovo Ulivo -, e la presa di posizione del Presidente Emerito Napolitano, che nel rivendicare il naturale corso della legislatura ha ricevuto un grave attacco personale da parte di Salvini. Le testate inquadrano l’accelerazione del processo di scrittura di una nuova legge elettorale (titoli per Tg3, Tg1 e Tg La7), mentre Tg5 registra l’aut-aut di Grillo sul voto. In mezzo a tante dichiarazioni, e a commento delle parole ingiuriose del leader leghista, Mentana sentenzia che le prossime settimane saranno attraversate da molte altre polemiche, e che dovremo purtroppo abituarci a simili uscite.

Passando alla politica internazionale, se ieri Trump continuava a “farla da padroni”, stasera l’intessere dei Tg nazionali è concentrato sui contenuti della “contro lettera” (Tg3) inviata dall’Italia a Bruxelles, ossia sulle misure proposte da Padoan che dovrebbero farci evitare la procedura d’infrazione: titoli per Studio Aperto ed i Tg delle 20, con un buon servizio anche su Tg4. Ci è piaciuta la sintesi del Tg1: se l’Europa accetta i nostri termini (1,7 miliardi di extra gettito più altre misure rispetto ai 3,4 previsti), sarà “meglio per noi come per loro”.

Le tensioni causate dal dirigismo del neopresidente USA vengono comunque seguite dai servizi di Tg5 e delle testate Rai, con Tg2 che propone un’intervista ad Emma Bonino, la quale si dice preoccupata in primo luogo dalle fragilità europee, che con i suoi tanti muri (anche lungo la Manica) ha ben poco da poter insegnare all’America.

Il maxi blitz in Germania che ha portato allo smantellamento di una cellula dell’Isis con legami anche con gli autori dell’attentato del Museo del Bardo, viene ripreso da tutte le testate, con titoli per Tg5 e Tg La7.

Le disavventure del candidato Repubblicano francese Fillon, la cui scalata all’Eliseo appare ormai improbabile, ritornano stasera nei titoli di Tg La7 ma cominciano ad interessare anche l’ammiraglia Rai che vi dedica un servizio.

Vorremmo dedicare la parte conclusiva di quest’analisi ad una riflessione su di un aspetto che caratterizza la nostra comunicazione in merito ai fenomeni migratori. Tg4 e Studio Aperto hanno dedicato oggi l’apertura al sequestro durato mezz’ora di un’operatrice 62enne di un centro profughi vicino Napoli da parte di un 26 nigeriano che l’avrebbe molestata. L’uomo è stato subito dopo arrestato e sarà rimpatriato a giorni, mentre la donna, intervistata, ha ribadito la volontà di continuare a lavorare nella struttura, dove molte degli ospiti la chiamano “mamma”. La notizia non ha poi trovato altro spazio sui Tg se non una menzione a fine edizione da parte di Tg5. Lasciando da parte il fatto che più volte, sia nel titolo che in conduzione, sia stato scorrettamente detto che l’operatrice fosse stata stuprata - dettaglio smentito dalla stessa donna -, Tg4 si è avvalso di questo episodio per presentare un lungo servizio sul“fenomeno crescente degli stupri da parte di migranti”, l’ennesimo collage tutto apprensione e niente dati. Ma se è lecito che questo genere di notizie ottenga ogni volta la dovuta attenzione, resta sorprendente come l’intero parco dell’informazione non colga le concrete iniziative attuate per arginare il fenomeno migratorio: stiamo parlando dell’istituzione del Fondo per l’Africa, un investimento da 200 milioni di euro da oggi stanziato dall’Italia per combattere i flussi nei Paesi d’origine avviando collaborazione con i governi di Libia, Turchia e Nigeria. Si tratta di un’iniziativa complessa che va nella direzione auspicata dall’Europa, ma di cui i Tg di serata non hanno quasi fatto parola se si esclude i due servizi di Tg3 e Tg2. Questa disparità riflette una generale mancanza d’attenzione da parte dell’informazione televisiva a quelle realtà, i paesi dell’Africa Centrale, da dove provengono oltre il 70% dei profughi che giungono in Italia ogni anno: universi cui l’informazione dovrebbe avvicinare, così come ha fatto per il dramma siriano.

Luca Baldazzi

Commenta il post